{"id":13639,"date":"2011-08-13T06:00:57","date_gmt":"2011-08-13T06:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=13639"},"modified":"2011-08-13T06:00:57","modified_gmt":"2011-08-13T06:00:57","slug":"atipico-sorteggio-quadro-renato-javarone-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=13639","title":{"rendered":"\u201cATIPICO\u201d SORTEGGIO QUADRO RENATO JAVARONE"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"pagina_18_fiera1\" src=\"images\/stories\/pagina_18_fiera1.jpg\" height=\"150\" width=\"320\" \/> <\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" alt=\"strada_di_orvieto2\" src=\"images\/stories\/strada_di_orvieto2.jpg\" height=\"240\" width=\"163\" \/>Il giorno 11 agosto 2011, si \u00e8 proceduto all&#8217;estrazione del <strong>vincitore dell&#8217;opera Strada di Orvieto di Renato Javarone<\/strong>.<strong> Una assegnazione avvenuta in sordina, che designa vincitore <\/strong> il fortunato possessore del biglietto serie B numero 6.<strong> <\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una iniziativa promossa nella prima edizione di<\/strong> <strong>Gioia\/Fiera<\/strong>, l\u2019anno scorso, a cui parteciparono <strong>in tantissimi per acquistare il biglietto<\/strong> che avrebbe consentito al fortunato estratto di entrare in possesso dell&#8217;opera messa in palio, per l&#8217;appunto \u201c<strong>Strada di Orvieto<\/strong>\u201d di <strong>Renato Javarone<\/strong>, una delle preziose opere donate dalla famiglia del pittore scomparso nel 1960 al Comune ed esposte nella pinacoteca gioiese intitolata al pittore e\u00a0 <strong>inaugurata il 23 febbraio scorso<\/strong> (<a href=\"politica\/2462-resoconto-due-giorni-dedicati-a-renato-javarone.html\">http:\/\/www.gioianet.it\/politica\/2462-resoconto-due-giorni-dedicati-a-renato-javarone.html<\/a>).<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le opere sono oggi a Gioia<\/strong> <strong>grazie allo staff della<\/strong> <strong>Biblioteca comunale<\/strong>, impegnato in ricerche<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" alt=\"fiera-artistincantina\" src=\"images\/stories\/fiera-artistincantina.jpg\" height=\"192\" width=\"288\" \/><\/strong> e contatti con la famiglia Javarone <strong>e all\u2019impegno del professor<\/strong> <strong>Ro<\/strong><strong>cco Fasano<\/strong> cui \u00e8 stata affidato il coordinamento del progetto e l\u2019elaborazione di una presentazione dell\u2019artista. (<a href=\"cultura\/1349-renato-javarone-rivelato-da-rocco-fasano.html\">http:\/\/www.gioianet.it\/cultura\/1349-renato-javarone-rivelato-da-rocco-fasano.html<\/a>)<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I quadri<\/strong> in questi giorni <strong>esposti in una delle sale della Distilleria Cassano<\/strong> allestita <strong>in occasione di \u201cBaccan\u00e0 \u2013 Gioia \/Fiera\u201d<\/strong>, sono in bella mostra, a disposizione di tutti i cultori d\u2019arte.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" alt=\"DSC01176\" src=\"images\/stories\/DSC01176.jpg\" height=\"200\" width=\"300\" \/>Peccato non aver organizzato nello stesso luogo delle conversazioni a tema o eventi per \u201craccogliere\u201d fondi da utilizzare per il restauro di alcune opere, il cui degrado \u00e8 impietosamente esposto allo sguardo degli astanti, ad esempio organizzando un concerto o uno spettacolo di danza con un biglietto di ingresso anche simbolico o \u2013 ancora \u2013 coinvolgendo <strong>Artensione<\/strong> e i suoi maestri <strong>Mario Pugliese, Sergio Gatti e Mario Lozito<\/strong>, presenti in fiera nella suggestiva location della \u201ccantina\u201d dello stabile, affinch\u00e9 &#8211; come in passato &#8211; offrano il loro contributo professionale alla causa.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito \u201c<strong>Ritratti familiari<\/strong>\u201d tratti da &#8220;<strong>Schede Sala Renato Javarone<\/strong>&#8221; della dottoressa <strong>Marzia Capannolo<\/strong>, per meglio comprendere il valore delle opere le cui foto sono visionabili nel sito del Comune (<a href=\"http:\/\/www.comune.gioiadelcolle.ba.it\/cms\/pinacoteca_comunale_renato_java\">http:\/\/www.comune.gioiadelcolle.ba.it\/cms\/pinacoteca_comunale_renato_java<\/a>).<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ritratti familiari <\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" alt=\"uccelliera_esterno\" src=\"images\/stories\/uccelliera_esterno.jpg\" height=\"250\" width=\"176\" \/>Stabilitosi ormai da tempo all\u2019Uccelliera Borghese, durante gli anni Trenta Renato Javarone inizia a sviluppare un forte interesse per la ritrattistica che a partire dal decennio successivo vedr\u00e0 protagonisti soprattutto i figli e la  moglie Virginia, e che poi andr\u00e0 ad interessare i vari personaggi che in quel torno di anni si avvicendavano tra i viali della villa. Nel 1934 Javarone spos\u00f2 Virginia Pastorelli e dalla loro unione nacquero quattro figli: Giovanna, la maggiore, che nacque tra il 1934 e il 1936 (la data esatta attende ancora di essere confermata da riscontri documentari), Ugo che nacque a giugno del 1934 e che visse solo pochi spegnendosi il 6 gennaio del 1938, Paolo che nacque a settembre del 1938 e Luisa, la pi\u00f9 piccola, che nacque nel 1942 e che \u00e8 oggi &#8211; insieme al fratello Paolo &#8211; la depositaria degli unici ricordi sui trascorsi biografici e lavorativi di Renato Javarone. Il secondo dopoguerra fu segnato da importanti mutamenti sociali che trasformarono profondamente la citt\u00e0 di Roma; dagli anni bui del conflitto bellico che avevano ridotto la popolazione alla fame e alla miseria, si arriv\u00f2 alla seconda met\u00e0 degli anni Quaranta durante i quali l\u2019improvvisa crescita economica dovuta soprattutto agli investimenti stranieri sul suolo capitolino portarono Roma ad un\u2019inattesa prosperit\u00e0 alimentata dall\u2019ingente affluenza di visitatori stranieri.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" alt=\"DSC01298\" src=\"images\/stories\/DSC01298.jpg\" height=\"200\" width=\"300\" \/>In questi anni Renato Javarone riusc\u00ec pertanto ad incrementare sufficientemente le vendite delle proprie opere che iniziarono quindi a viaggiare in Europa su richiesta di committenze straniere. L\u2019attivit\u00e0 pittorica dell\u2019artista nel secondo dopoguerra prosegu\u00ec incessantemente grazie soprattutto alla clientela che giungeva a fargli visita nel suo studio dell\u2019Uccelliera dove visse fino alla morte avvenuta nel 1960.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella fase di piena maturit\u00e0 l\u2019attivit\u00e0 si connota come fortemente segnata da una vena espressiva di forte intensit\u00e0. La scelta dei soggetti, sempre pi\u00f9 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" alt=\"DSC01297\" src=\"images\/stories\/DSC01297.jpg\" height=\"248\" width=\"165\" \/>rivolti alla figura umana e alla ritrattistica evidenzia una necessit\u00e0 di indagine volta a scrutare quella stessa essenza vitale che dapprima era stata febbrilmente ricercata nella natura e nel paesaggio.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il messaggio ultimo che viene dalle straordinarie testimonianze dei dipinti oggi conservati sembra essere necessariamente riferito al senso stesso della pittura come medium di avvicinamento all\u2019essenza stessa della natura e della vita umana nascosta al di l\u00e0 delle sembianze.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle opere che ritraggono personaggi della famiglia, Javarone pone l\u2019accento sulla resa espressiva dei soggetti e tuttavia non sembra attratto dal dato psicologico, bens\u00ec dalla possibilit\u00e0 di rintracciare attraverso la ricostruzione cromatica e tonale delle fisionomie la scintilla vitale e primigenia che ne alimenta le fattezze.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne costituiscono esempi eloquenti i ritratti della donazione Javarone Rizzi di Gioia del Colle, tra cui il dipinto che raffigura<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" alt=\"luisa_in_gabbia\" src=\"images\/stories\/luisa_in_gabbia.jpg\" height=\"191\" width=\"250\" \/> una scena famigliare all\u2019interno degli ambienti dell\u2019<strong>Uccelliera Borghese <\/strong>riconoscibili dalla stufa e dallo scalone che si intravedono sul fondo presenti anche in altre opere dipinte nello stesso periodo. Il dipinto prende il titolo dall\u2019iscrizione \u201c<strong>Luisa in gabbia<\/strong>\u201d apposta sulla parte superiore della tela che attesta una certa vena ironica con cui Javarone vuole descrivere la scena ripresa; se non considerassimo l\u2019iscrizione, ad un primo sguardo, protagonisti apparenti del dipinto sembrerebbero essere la piccola cuginetta Anna in braccio alla zia Isa, moglie del fratello del pittore, seduta ad un tavolo da cucina e intenta ad impastare uova e farina; ma l\u2019attenzione di Javarone \u00e8 in realt\u00e0 rivolta all<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" alt=\"DSC01296\" src=\"images\/stories\/DSC01296.jpg\" height=\"248\" width=\"165\" \/>a piccola Luisa che dalle barre del suo lettino osserva incuriosita la scena a cui tuttavia le \u00e8 impedito l\u2019accesso. L\u2019intervento scritto dell\u2019artista sulla tela \u00e8 in questo caso finalizzato a ricalcolare il punto focale della composizione consentendo allo spettatore di attivare un processo interpretativo che chiaramente porta a superare la prima impressione visiva e ad analizzare la dinamica dell\u2019opera. L\u2019artista indirizza la percezione del dipinto spostando l\u2019attenzione sul margine della composizione dove compare l\u2019ultimogenita, la figlia Luisa.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quegli stessi anni, la piccola Luisa viene pi\u00f9 volte raffigurata, e va evidenziato come nel genere del ritratto Javarone si confronti con le diverse et\u00e0 dei soggetti rappresentati, restituendo nella diversa resa cromatica, nelle differenze di tecnica esecutiva e nel diverso utilizzo della p<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" alt=\"giovanna_e_tazza_the\" src=\"images\/stories\/giovanna_e_tazza_the.jpg\" height=\"249\" width=\"166\" \/>ennellata, l\u2019essenza stessa dell\u2019interpretazione del soggetto: contrasti accentuati, colori chiassosi, fisionomie impacciate nel caso dei ritratti dei figli durante la prima infanzia, maggiore morbidezza e levit\u00e0 della pennellata quando il soggetto ritratto \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 prossimo all\u2019adolescenza, come nel caso della primogenita Giovanna, prematuramente scomparsa.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel magistrale dipinto che ritrae &#8220;<strong>Giovanna seduta alla finestra con in mano una tazza di t\u00e8<\/strong>&#8220;, l\u2019artista intona delicate sinfonie di colore accese dalla luce chiara dell\u2019estate e dal vaso di fiori freschi che esalta gli accordi delicati dei bianchi della veste della giovane. Lo sguardo di Giovanna, acuto e silenzioso, richiama l\u2019attenzione dello spettatore che inevitabilmente resta a sua volta colpito dai bagliori di luce che si rifrangono nell\u2019opera che rimane senza dubbio tra le pi\u00f9 alte e magistrali tra quelli a noi note della produzione di Javarone.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" alt=\"cavallino_a_dondolo\" src=\"images\/stories\/cavallino_a_dondolo.jpg\" height=\"184\" width=\"250\" \/><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando l\u2019artista torna a rappresentare scene con pi\u00f9 soggetti, come nel caso del dipinto che ritrae &#8220;<strong>La  moglie Virginia<\/strong><strong> che sorregge la piccola  Luisa sul cavallino a dondolo insieme a Giovanna e Paolo<\/strong>&#8220;, la vivacit\u00e0 dei colori, l\u2019alternanza dei gesti e il movimento degli sguardi, vogliono restituire la dinamicit\u00e0 del momento rappresentato.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" alt=\"figlio_ugo_in_carrozella\" src=\"images\/stories\/figlio_ugo_in_carrozella.jpg\" height=\"221\" width=\"165\" \/>Al 1937 appartiene il dipinto che ritrae &#8220;<strong>Il figlioletto Ugo<\/strong>&#8221; in carrozzina; nato nel giugno dello stesso anno, il bimbo visse solo sei mesi, ebbe infatti delle gravi complicazioni di salute e la notte del 6 gennaio del 1938 purtroppo mor\u00ec. Il dipinto della donazione Rizzi che lo ritrae si distingue per una scelta suggestiva del taglio compositivo, la vista del soggetto dall\u2019alto e in diagonale ne amplia la spazialit\u00e0 e ne rende particolarmente efficace la percezione. Ancora una volta la tela ci consente di ammirare la straordinaria capacit\u00e0 di Javarone di modulare i bianchi e di rafforzarne la suggestione grazie ai contrappunti cromatici dei toni lividi della carrozzina e i bianchi delicati delle vesti.<br \/> Un esempio della grande versatilit\u00e0 tecnica di Renato Javarone \u00e8 costituito dal &#8220;<strong>Ritratt<\/strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" alt=\"ritratto_di_famiglia\" src=\"images\/stories\/ritratto_di_famiglia.jpg\" height=\"303\" width=\"165\" \/><strong>o di famiglia<\/strong>&#8221; in verticale che rappresenta &#8220;<strong>Virginia e i tre figli<\/strong> &#8220;in posa per la realizzazione della tela. Il fondo della composizione, dominato dalla rigogliosa fioritura del glicine, \u00e8 dipinto dall\u2019artista con una tecnica che recupera la scomposizione divisionista del colore e la giustapposizione tonale impressionista; questo espediente mette i risalto la presenza delle figure in primo piano trattate invece ad accostamenti di pennellate pi\u00f9 larghe e serrate. Da notare come nella parte inferiore della tela l\u2019artista abbia avuto un qualche ripensamento sulla figura della piccola Luisa poi graffiata via per essere ridipinta.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rappresentazione dei propri famigliari costituisce per Renato Javarone una preziosa occasione di osservazione e di ricerca; nella quotidianit\u00e0 dei gesti pi\u00f9 comuni, e nella caratterizzata ricostruzione delle fisionomie, il pittore rintraccia la possibilit\u00e0 di osservare oltre il dato oggettivo da lui rappresentato, andando alla ricerca di quel quid di soprannaturale trascendenza che \u00e8 insito nella natura e nell\u2019uomo.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle opere che ritraggono personaggi della famiglia, Javarone pone l\u2019accento sulla resa espressiva dei soggetti e tuttavia non sembra attratto dal dato psicologico bens\u00ec dalla possibilit\u00e0 di rintracciare attraverso la ricostruzione cromatica e tonale delle fisionomie la scintilla vitale e primigenia che ne alimenta le fattezze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-13639","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13639","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13639"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13639\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}