{"id":2083,"date":"2010-05-21T06:32:01","date_gmt":"2010-05-21T06:32:01","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=2083"},"modified":"2010-05-21T06:32:01","modified_gmt":"2010-05-21T06:32:01","slug":"ingroia-ricordare-per-non-dimenticare-e-per-riflettere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=2083","title":{"rendered":"INGROIA: \u201cRICORDARE PER NON DIMENTICARE\u201d, E RIFLETTERE"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-2075\" alt=\"DSC04689aa\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04689aa.jpg\" width=\"320\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04689aa.jpg 640w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04689aa-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/> <\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marted\u00ec\u00a018 maggio 2010, si \u00e8\u00a0concluso, dopo quattro giornate, l\u2019evento \u201cRicordare CAPACI\u2026CAPACI di ricordare\u201d<\/strong>, in memoria della strage del 23 maggio <st1:metricconverter productid=\"1992, in\" w:st=\"on\">1992,  in<\/st1:metricconverter> occasione dell\u2019anniversario del compleanno del Giudice Giovanni Falcone. Per questa giornata, l\u2019\u201c<strong>Osservatorio Regionale sulla Legalit\u00e0<\/strong>\u201d, in collaborazione con \u201c<strong>WWF<\/strong>\u201d, \u201c<strong>Arci Lebowsky<\/strong>\u201d, \u201c<strong>Agesci Gruppo Scout<\/strong>\u201d, \u201c<strong>Legambiente<\/strong>\u201d, \u201c<strong>Fidas<\/strong>\u201d, \u201c<strong>A.SO.TU.DIS<\/strong>\u201d e \u201c<strong>Un ponte\u2026per un sorriso<\/strong>\u201d, ha ospitato presso l\u2019Auditorium del Liceo Scientifico \u201cR. Canudo\u201d di Gioia del Colle il Procuratore Aggiunto della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, il Dott. <strong>Antonio Ingroia<\/strong>.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-2076\" style=\"margin: 4px; float: left;\" alt=\"DSC04685\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04685.jpg\" width=\"358\" height=\"267\" \/>L\u2019incontro ha inizio con l\u2019arrivo del Procuratore e attraverso la voce di sei giovani ragazzi<\/strong> che simulano inconsciamente una paradossale intervista alle cinque vittime di Capaci, con le intenzioni di fornire un quadro generale sulle loro vite e sulla dedizione a un lavoro che per mano della mafia queste vite le ha stroncate:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesca Morvillo<\/strong>: (Palermo, 14 dicembre 1945) si laurea con lode giovanissima in Giurisprudenza all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Palermo. Negli anni a seguire decide di entrare in magistratura come suo padre e suo fratello, e nel 1979, dopo un primo matrimonio conclusosi con un divorzio, incontra &#8211; suscitando scandalo nel Palazzo di Giustizia &#8211; Giovanni Falcone che sposer\u00e0, quasi furtivamente, nel 1986. Lo amava profondamente ed aveva scelto di sposare un uomo che poteva perdere, senza sapere che il destino li ha uniti e li ha visti insieme anche nella morte.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rocco Di Cillo<\/strong>: (Triggiano, 1962) diplomato in chimica industriale e arruolato nel 1998, era Agente Scelto della Polizia di Stato della Questura di Palermo.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonio Montinaro<\/strong>: (Calimera, 1962) era Assistente della Polizia di Stato della Questura di Palermo, capo della scorta di Falcone e a soli trent\u2019anni lascia <st1:personname productid=\"la moglie Tina\" w:st=\"on\">la  moglie Tina<\/st1:personname> e due figli. Era un uomo che sentiva altissimo il senso del dovere, quel tragico pomeriggio del 23 maggio del \u201992 non era di turno, ma chiese un cambio perch\u00e9 era venuto a conoscenza dell\u2019arrivo a Roma del Giudice e voleva essere lui a scortarlo ancora una volta, senza sapere che sarebbe stata l\u2019ultima. In qualit\u00e0 di Capo-Scorta, Montinaro espose a Falcone il suo pensiero riguardo ad un mestiere cos\u00ec rischioso in questi termini: \u201c<em>Chiunque fa questa attivit\u00e0, ha la capacit\u00e0 di scegliere tra la paura e <st1:personname productid=\"la vigliaccheria. La\" w:st=\"on\">la vigliaccheria. La<\/st1:personname> paura \u00e8 qualche cosa che tutti abbiamo: chi ha paura sogna, chi ha paura ama, chi ha paura piange. \u00c8 la vigliaccheria che non si capisce e non deve rientrare nell&#8217;ottica umana<\/em>\u201d<em>.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vito Schifani<\/strong>: (Ostuni, 1965), Agente Scelto della Polizia di Stato della Questura di Palermo, era al volante della vettura assieme a Di Cillo e Montinari ed era la pi\u00f9 giovane delle Vittime della strage. Lascia <st1:personname productid=\"la moglie Rosaria Costa\" w:st=\"on\">la moglie Rosaria Costa<\/st1:personname> e un figlio di appena quattro mesi, un uomo che viveva di lavoro, di sport e di famiglia.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni Falcone<\/strong>: nasce a Palermo il 18 maggio 1939, \u00e8 stato un Grande Magistrato Italiano impegnato con tutte le sue forze e fino alla fine nella lotta alla mafia. Dopo una breve esperienza presso l\u2019Accademia Navale di Livorno, si iscrive alla facolt\u00e0 di giurisprudenza all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Palermo, laureandosi con lode nel 1961. Vince il concorso in Magistratura e arriva a Palermo nel 1978. La sua devozione al lavoro, il senso di giustizia, la sua riservatezza e il suo amore per la Sicilia e per la famiglia, ridotti in un pugno di cenere dal tritolo di Capaci.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-2077\" style=\"margin: 4px; float: right;\" alt=\"DSC04690\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04690.jpg\" width=\"359\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04690.jpg 567w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04690-300x213.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px\" \/>Dopo questo preambolo su una pagina cos\u00ec\u00a0dolorosa della storia italiana<\/strong> raccontata dalle labbra innocenti di questi ragazzi, <st1:personname productid=\"la Professoressa Tonia Scarnera\" w:st=\"on\">la Professoressa <strong>Tonia Scarnera<\/strong><\/st1:personname><strong> ricorda<\/strong> il suo concittadino, l\u2019Ing. <strong>Donato Boscia<\/strong>, vittima della mafia dinanzi al terrificante binomio \u201cPagare o Morire\u201d, e lungo le vie interrotte dalla fine di sogni di speranza lascia la parola al Procuratore Antonio Ingroia.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Considerata la circostanza dell\u2019incontro<\/strong>, visionato uno degli slogan di questa iniziativa: \u00abRICORDARE CAPACI. Lungo la strada della verit\u00e0 \u201cPER NON DIMENTICARE\u201d\u00bb, <strong>esordisce facendo leva sui due verbi ricorrenti<\/strong> e <strong>sottolineando<\/strong> quanto sia un occasione per ricordare e per non dimenticare, puntualizza <strong>che deve essere soprattutto un momento per RIFLETTERE<\/strong>. Da qui, il racconto e il ricordo di Falcone e Borsellino.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ingroia si laurea ne 1982 con una tesi sull\u2019Art.416 bis<\/strong> di La Torre, appena istituito, e nasce cos\u00ec il suo <strong>impegno nella battaglia contro <st1:personname productid=\"la mafia. Il\" w:st=\"on\">la mafia. Il<\/st1:personname> 416 bis punisce il solo fatto di essere legati alla mafia, in un momento in cui questa diventava sempre pi\u00f9 difficile, i processi di assoluzione dilagavano per insufficienza di prove, e finalmente, dopo tanti anni arrivano i provvedimenti richiesti. Lo Stato formula e introduce la legge, mosso dall\u2019indignazione dell\u2019opinione pubblica radicata nell\u2019uccisione del Generale Dalla Chiesa<\/strong> (1982), anche se lo stesso anno dell\u2019emendamento <strong>Pio La Torre<\/strong> verr\u00e0 ucciso su commissione di <strong>Salvatore Riina<\/strong> per la proposta di legge che prevedeva il sequestro e la confisca dei beni dei mafiosi. Con l\u2019approvazione del 416 bis, nel 1986, \u00e8 cominciato un processo durato due anni nel quale <strong>sono state indagate pi\u00f9 di 400 persone grazie anche alla decisione di collaborare di Tommaso<\/strong> <strong>Buscetta<\/strong>. Anche Falcone e Borsellino nel 1992 portano avanti molti di questi processi, ma la loro morte nello stesso anno solleva un forte movimento d\u2019opinione, e la presa di coscienza collettiva dopo quel bagno di sangue apre le porte a quella che \u00e8 stata definita \u201c<strong>Primavera Siciliana<\/strong>\u201d.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Dott. Ingroia nell\u201987, al termine del Maxiprocesso, entra in magistratura e affianca Piero Grasso<\/strong>, all\u2019epoca Giudice della Corte D\u2019Assise, che aveva esposto le condanne del processo stesso.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1988 l\u2019incontro con Giovanni Falcone, ancora Giudice Istruttore, e il ricordo di mesi straordinari. <strong>Ingroia \u00e8 stato il primo Magistrato in tirocinio da un Magistrato<\/strong> e ripensa a quando Falcone, ignaro del fatto che gli fosse stato affidato un tirocinante, faceva trasparire delle linee di fastidio e di diffidenza causate dalla sua presenza provocando nel giovane un forte senso di imbarazzo. <strong>In quegli anni Falcone stava avviando un altro grande processo<\/strong> che vedeva come collaboratore di giustizia <strong>Antonino Calderone<\/strong>, mafioso di spicco, e chiede proprio<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-2078\" style=\"margin: 4px; float:  left;\" alt=\"DSC04697\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04697.jpg\" width=\"354\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04697.jpg 567w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04697-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/strong> ad Ingroia di leggere una raccolta di verbali deposti dal pentito senza per\u00f2 concedergli la possibilit\u00e0 di portare i documenti con se. <strong>Dopo qualche settimana tra il Giudice e il suo \u201cdiscepolo\u201d<\/strong> si instaura un rapporto cordiale che induce Falcone a domandare se un giorno anche lui pensasse di occuparsi di mafia, senza sapere che sarebbe andata proprio cos\u00ec. Ingroia evoca il modo sornione del Giudice di interrogare, i tratti del suo viso durante gli interrogatori, e la sua rabbia dinanzi ad una latitanza palese di Tot\u00f2 Riina nella citt\u00e0 stessa che gli aveva addirittura creato una scorciatoia per concepire un figlio in una clinica privata. Un latitante che qualche anno pi\u00f9 tardi sarebbe stato il mandante della strage di Capaci.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terminato il tirocinio, <strong>Ingroia diventa Procuratore<\/strong> &#8211; lo \u00e8\u00a0da pi\u00f9\u00a0di vent\u2019anni &#8211; e si scontra con una realt\u00e0\u00a0appartenente alla giustizia che si dissocia da quella che aveva appena osservato. \u00c8\u00a0una realt\u00e0\u00a0 difficile, l\u2019atmosfera che si respira \u00e8\u00a0pesante e le critiche verso Falcone si spingono ad un punto tale da collocarsi in una posizione che non \u00e8 pi\u00f9 quella della giustizia, ma addirittura opposta e ci\u00f2 che ancora di pi\u00f9 sconvolge \u00e8 che tutto questo avviene alla luce del sole. Il giudice rappresentava una minaccia per l\u2019economia illecita siciliana che racchiudeva in se gran parte della classe dirigente.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nell\u2019estate del 1989 Ingroia \u00e8\u00a0in procura quando Falcone diventa vittima di un attentato fallito<\/strong> presso la sua villa al mare. Il Giudice l\u2019aveva gi\u00e0\u00a0 intuito ed era certo che non si trattava di un attentato solo di Cosa Nostra, ma riguardava anche altre entit\u00e0, istituzioni e i Servizi Segreti che volevano ostacolare l\u2019inchiesta sul riciclaggio in corso, \u201cMenti Raffinatissime\u201d &#8211; cos\u00ec le definiva Falcone -. Sotto questa vicenda, girava voce che Falcone si fosse messo da solo la bomba in quanto l\u2019attentato era fallito e la mafia non fallisce mai, con l\u2019intento di attirare l\u2019attenzione per diventare Procuratore Aggiunto.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intanto, al Palazzo di Giustizia di Palermo, erano arrivate una serie di lettere anonime<\/strong> che accusavano Falcone di aver mandato un pentito ad uccidere dei corleonesi. Considerati i dettagli presenti negli scritti si credeva che le diffamazioni provenissero da un magistrato, all\u2019epoca incriminato e poi prosciolto perch\u00e9 le impronte non corrispondevano in tutti i punti. Queste lettere si riveleranno successivamente come un\u2019anticipazione della Strage di Capaci.<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-2079\" style=\"margin: 4px;  float: right;\" alt=\"DSC04692\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04692.jpg\" width=\"351\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04692.jpg 567w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04692-300x261.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/><\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ingroia, <strong>in seguito, comincia a fare il Pubblico Ministero a Marsala<\/strong>, dove Procuratore Capo \u00e8 <strong>Paolo Borsellino<\/strong>: gli cambier\u00e0 <st1:personname productid=\"la vita. Borsellino\" w:st=\"on\">la vita.  Borsellino<\/st1:personname> rispetto a Falcone \u00e8 molto pi\u00f9 estroverso e coinvolgente, ed \u00e8 proprio con lui che Ingroia sceglie di cominciare le indagini di mafia che lo condurranno ad un percorso difficile fatto di minacce e di vita blindata, infatti <strong>nel 1990 gli viene data la prima scorta<\/strong>. Quando gli arriva la prima lettera di minaccia contenente dei proiettili, anche nei confronti di sua moglie e del figlio appena nato, lui \u00e8 appena diventato magistrato, quindi vi \u00e8 stata una fuga di notizie dal Palazzo di Giustizia stesso e Borsellino va in collera perch\u00e9 non \u00e8 stato abbastanza bravo da proteggerlo.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 1992, dopo la strage di Capaci, il Procuratore Capo diventa<\/strong> pi\u00f9\u00a0chiuso e confida al suo collega di sentirsi pi\u00f9\u00a0esposto in quanto fino ad allora Falcone aveva fatto da \u201cscudo\u201d. Borsellino amava parlare di ogni cosa, da argomenti di estrema seriet\u00e0 a barzellette per suscitare il riso, lui era un buon narratore e Ingroia un buon ascoltatore; rispetto a Falcone, attento alla sicurezza, era un uomo libero che cercava delle scappatoie per schizzare via con il motorino di suo figlio. Nel\u201992 Borsellino sostituisce Falcone, dopo la sua morte, che avverte vicina dopo l\u2019assassinio di Salvo Lima avvenuto pochi mesi prima.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Dott. Ingroia incontra Falcone in occasione del suo 53\u00b0\u00a0compleanno<\/strong> e ricorda con amarezza che Borsellino, convinto di morire a 52 anni, come era successo a suo padre e a suo nonno, rivolse una battuta al festeggiato che era riuscito ad arrivare a 53 anni \u201cfregandolo\u201d. Una settimana dopo si consuma la strage di Capaci e un mese pi\u00f9\u00a0tardi viene assassinato Borsellino, proprio all\u2019et\u00e0\u00a0di 52 anni.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I due padri della lotta alla mafia erano legati sin dall\u2019infanzia<\/strong>, quando giocavano nello stesso quartiere, per poi rincontrarsi in circostanze differenti. Dopo l\u2019attentato a Falcone, dentro Borsellino qualcosa si rompe, ma continua, nonostante tutto il suo lavoro alla ricerca della verit\u00e0, <strong>ma dopo la strage di Via d\u2019Amelio \u201c\u00e8 perduto tutto\u201d, si dissolvono i punti di riferimento pi\u00f9 solidi<\/strong>.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente un gruppo di 8 P.M., tra cui Ingroia, si dimette dal Pool in forma di protesta ma, con <strong>Oscar Luigi Scalfaro<\/strong>, nominato Presidente della Repubblica, si rivive una 2\u00b0 Primavera in cui la mafia placa il suo furore ostacolata dall\u2019istituzione di nuove leggi. I pentiti si fanno avanti per <strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-2080\" style=\"margin: 4px; float:  left;\" alt=\"DSC04694\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04694.jpg\" width=\"357\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04694.jpg 567w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04694-300x227.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/><\/strong>motivazioni pi\u00f9 svariate e, grazie a queste testimonianze, nel 1993 viene arrestato Salvatore Riina, uno dei pi\u00f9 grandi Boss mafiosi ai vertici di Cosa Nostra.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il passato macchiato di sangue, ha lasciato un segno profondo nella coscienza<\/strong> della gente, e nonostante la Sicilia continuasse a convivere con il fenomeno mafioso, qualcosa inizia a muoversi. In tanti si ribellano e denunciano e fra questi Ingroia ricorda <strong>Libero Grassi<\/strong>, un imprenditore italiano ucciso dalla mafia nel 1991 per aver preso l\u2019iniziativa di ribellarsi alla richiesta del \u201cpizzo\u201d, e nascono le prime Associazioni Antiracket.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il nostro ospite racconta di aver interrogato ultimamente un pentito che ha dichiarato<\/strong> che attualmente i mafiosi stessi hanno paura di chiedere il pizzo timorosi della reazione della gente che, stando alla cronaca, diventa sempre pi\u00f9 dura. <strong>Ingroia percepisce una linea di tendenza di evoluzione<\/strong>, pur specificando che ad oggi, nessuna zona in Italia \u00e8 immune dalla mafia finanziaria, un tempo circoscritta solo alla Sicilia, ma l\u2019importante \u00e8 essere convinti che non si tratti di una battaglia persa in partenza. <strong>In linea di massima ha definito \u201cutili\u201d i sacrifici dei grandi<\/strong> perch\u00e9 hanno mosso qualcosa nell\u2019ambito legislativo, anche se potevano essere utilizzati meglio e farne tesoro, in quanto \u00e8 bene ricordare che la mafia non \u00e8 mai ferma e che il panorama politico-sociale attuale non \u00e8 dei migliori, quindi spetta al singolo cittadino non rendere vana la morte dei due Magistrati.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Molti i dubbi non esplicitati, ma lasciati intendere da Ingroia, nei confronti del n<\/strong><strong>ostro Pre<\/strong><strong>sidente del Consiglio Silvio Berlusconi<\/strong>, imputato in pi\u00f9 di venti procedimenti giudiziari tutti conclusosi con l\u2019assoluzione, senza alcuna condanna. Il Premier tra il \u201975 e il \u201978 viene interrogato proprio dal Pubblico Ministero Antonio Ingroia, riguardo ad alcuni finanziamenti provenienti dalla Svizzera e destinati alla Fininvest, ma in quest\u2019occasione si avvale della facolt\u00e0 di non rispondere. Le ombre sul \u201cCavaliere\u201d sono troppe, ma servirebbe aprire una pagina ben pi\u00f9 amplia per parlarne, \u00e8 un uomo che cambia anche il suo modo di pensare quando l\u2019orientamento dell\u2019opinione pubblica comincia ad avere maggiore fiducia nella giustizia, ed \u00e8 qui che ognuno di noi, come cittadino, pu\u00f2 fare molto.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Procuratore Ingroia ci sollecita ad un \u201cnon dimenticare\u201d\u00a0proiettato nel futuro<\/strong>.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019attento e dettagliato racconto di una perenne lotta alla mafia, continua<\/strong> attraverso le domande di un pubblico avido di sapere. I primi quesiti, effettuati dalla Professoressa <strong>Tonia Scarnera<\/strong>, sono legati alla Legge s<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-2081\" style=\"margin: 4px;  float: right;\" alt=\"DSC04698\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04698.jpg\" width=\"365\" height=\"272\" \/><\/strong>ulle Intercettazioni, passata in Senato proprio il 18 maggio 2010, argomento anche del libro presentato da Ingroia \u201c<strong>C&#8217;ERA UNA VOLTA L&#8217;INTERCETTAZIONE. La giustizia e le bufale della politica &#8211; Lo strumento d&#8217;indagine, la sua applicazione per reati di mafia e i tentativi d&#8217;affossamento<\/strong>\u201d, un titolo che non lascia spazio a molti dubbi. Il Procuratore spiega come questa legge avr\u00e0 effetti catastrofici in quanto tutti gli ultimi arresti di stampo mafioso sono stati possibili grazie all\u2019intercettazione. Bisogna, infatti, partire dal presupposto che ogni processo di mafia trova il primo campanello di allarme in piccoli crimini e a questo proposito fa riferimento ad una grossa indagine sul riciclaggio avviata in seguito ad una intercettazione.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Seguono le domande di un invadente Giovanni Procino<\/strong>, dell\u2019appassionato <strong>Prof. Attolico<\/strong> e del giovane <strong>Nico Casamassima<\/strong> che trovano risposta in un discorso conclusivo. Ingroia manifesta ancora una volta <strong>il suo disappunto nei confronti della legge sulle intercettazioni \u201cautorizzate solo in presenza di evidenti indizi di colpevolezza\u201d<\/strong> in quanto reputa illogico che debbano esserci prima le prove e poi le intercettazioni. Spiega inoltre come in Italia la media delle intercettazioni sia nettamente inferiore rispetto a quella mondiale, nonostante la criminalit\u00e0 risulti decisamente pi\u00f9 alta che in altri Paesi, ma si tratta ad ogni modo dell\u2019espressione di una scelta politica della classe dirigente italiana. <strong>Tra i progetti in cantiere vi \u00e8 la volont\u00e0 di riformare <st1:personname productid=\"la Corte Costituzionale.\" w:st=\"on\">la Corte Costituzionale.<\/st1:personname><\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Procuratore si dimostra molto critico nei confronti dei media<\/strong>, nel momento in cui si occupano di mafia. <strong>\u00c8 contrariato dalla fiction \u201cIl Capo dei Capi\u201d<\/strong>, messa in onda da Mediaset nel 2007, in quanto pu\u00f2 avere, soprattutto nei giovani, dei risvolti negativi dando origine ad una mitizzazione della figura del mafioso. Il protagonista Tot\u00f2 Riina emana una sorta di fascino sinistro, e la critica \u00e8 proprio verso la produzione di un genere che mira a fare audience senza badare agli effetti che possono derivarne. Ingroia sottolinea la presenza di <strong>Claudio Fava<\/strong> tra gli sceneggiatori, figlio di una vittima della mafia e dinanzi alla sua disapprovazione i produttori della fiction hanno detto di non potersi fare carico di una societ\u00e0 malata, affermazione sinonimo di irresponsabilit\u00e0 sugli effetti prodotti.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il magistrato evidenzia la sua grande conoscenza e passione per il cinema elogiando quello che a suo parere \u00e8 stato <strong>uno dei film sulla mafia pi\u00f9 riuscito di tutti i tempi: \u201cSalvatore Giuliano\u201d<\/strong>, di Francesco Rosi, un film sul potere, di oggettivit\u00e0 degli avvenimenti, attinente ai fatti senza dare spazi<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-2082\" style=\"margin: 4px; float:  left;\" alt=\"DSC04696\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04696.jpg\" width=\"366\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04696.jpg 567w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/DSC04696-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 366px) 100vw, 366px\" \/><\/strong>o ai personaggi che a partire dal protagonista, hanno un ruolo marginale. <strong>Condanna invece<\/strong> <strong>\u201cIl Siciliano\u201d<\/strong>, di Michael Cimino (1987), una sorta di biografia del bandito siciliano Salvatore Giuliano, che lo ritrae come un Robin Hood di altri tempi \u201cfatto male\u201d che passa un\u2019informazione sbagliata di divinizzazione mafiosa. Tra le serie televisive che affrontano l\u2019argomento cita \u201cI Soprano\u201d\u00a0 &#8211; che narra la vita di Tony Soprano, un boss della mafia italoamericana &#8211; che ha riscosso un grandissimo successo in America ma non in Italia, che ancora oggi non riesce a ridere della mafia nonostante si facciano spazio dei segnali positivi di una cittadinanza attiva.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La serata si conclude con la consegna degli attestati e i ringraziamenti<\/strong> a coloro che hanno reso possibile la presenza del Procuratore Ingroia in una giornata cos\u00ec\u00a0 importante. Nonostante l\u2019ospite illustre, <strong>l\u2019Auditorium del liceo R. Canudo ha esitato a riempirsi<\/strong> pur trattandosi di una realt\u00e0 che ci appartiene e che dovremmo osservare pi\u00f9 da vicino perch\u00e9 <strong>\u201cper non dimenticare\u201d bisogna innanzitutto \u201cconoscere\u201d<\/strong>.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cLa mafia \u00e8 un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avr\u00e0 quindi anche una fine\u201d (Giovanni Falcone)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":2075,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-2083","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2083","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2083"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2083\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2075"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2083"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2083"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2083"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}