{"id":25920,"date":"2012-08-16T06:36:12","date_gmt":"2012-08-16T06:36:12","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=25920"},"modified":"2012-08-16T06:36:12","modified_gmt":"2012-08-16T06:36:12","slug":"omaggio-a-benito-tateo-storico-e-ultimo-dei-maestri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=25920","title":{"rendered":"OMAGGIO A BENITO TATEO\u2026 STORICO E ULTIMO DEI MAESTRI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-25913\" style=\"margin-right: 2px; margin-left: 2px;\" alt=\"Benito-Tateo\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/Benito-Tateo.png\" height=\"150\" width=\"320\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/Benito-Tateo.png 640w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/Benito-Tateo-300x141.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-25914\" style=\"margin: 4px; float: left;\" alt=\"Benito-Tateo-intera\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/Benito-Tateo-intera.jpg\" height=\"391\" width=\"250\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/Benito-Tateo-intera.jpg 378w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/Benito-Tateo-intera-192x300.jpg 192w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 13 agosto, dopo due mesi di ricovero presso l\u2019ospedale Miulli<\/strong> a seguito di uno scompenso cardiaco e non ben definite complicanze che ne hanno prolungato la degenza &#8211; non sempre serena &#8211; presso il reparto di geriatria, di fatto peggiorando il suo stato generale di salute, <strong>\u00e8 venuto meno<\/strong> <b>Benito Tateo<\/b>, fine maestro intagliatore ed uomo di grande bont\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In molti lo ricordano nella sua bottega, accanto alle<\/strong> <b>Tre Croci<\/b>, <strong>un piccolo laboratorio messo a sua disposizione dal dottor<\/strong> <b>Vito Santoiemma<\/b> nel quale trascorreva le sue ore creando vere opere d\u2019arte. Alle sei di mattina era gi\u00e0 l\u00ec, da un piccolo obl\u00f2 rotondo, ricavato pulendo il vetro, osservava il mondo. <b>Ad accoglierlo, ogni qualvolta apriva la porta, la voce e la musica di Caruso<\/b>. Un impianto di filodiffusione si attivava al suo ingresso, dandogli il benvenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Benito ha molto amato la lirica e la bella musica<\/strong>, colonna sonora di tante sue composizioni. <strong>Negli ultimi mesi ha intagliato un\u2019aquila per l\u2019Aeroporto, uno stemma di Gioia, uno \u201cscudo\u201d nobiliare per la famiglia Tateo e tanto altro aveva in cantiere<\/strong>. Dalla morte della sua amatissima <b>Fausta<\/b>, avvenuta tre anni fa, cui ha dedicato l\u2019intera vita ed ogni energia (chi non lo ricorda portare a passeggio nella sua seicento la sua \u201cbambina\u201d o con le pizze da asporto tra le mani per lei?), con il ricovero nell\u2019istituto di Padre Semeria di sua moglie, dopo aver superato non pochi problemi di salute a causa di una caduta, Benito ha vissuto nell\u2019ultimo periodo della sua vita, momenti di grande serenit\u00e0. Aveva anche un giovane ed affettuosissimo \u201cdiscepolo\u201d cui tramandare i suoi saperi, <b>Dodo Giunta<\/b> che tanto gli \u00e8 stato vicino in questi ultimi mesi, come quel figlio mai nato&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A accudirlo fino all\u2019ultimo giorno la sorella <b>Vanda<\/b> e le amate nipoti tra cui <b>Milena Capodiferro<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Finch\u00e9 ha potuto ha scherzato con tutti<\/strong> &#8211; ricorda con commozione Milena \u2013 alle infermiere che effettuavano i prelievi diceva: \u201cQuando mi portate in cucina? Ormai sono un colabrodo!\u201d. Aveva sempre un sorriso per tutti e <strong>cercava di non dar fastidio a nessuno<\/strong>. Di certo ha sofferto e tanto\u2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Lo ha portato via un\u2019ulcera duodenale non diagnosticata nei primi mesi di ricovero<\/strong>, forse causata dagli stessi medicinali che avrebbero dovuto curarlo\u2026\u201d, tanta l\u2019amarezza pensando che forse oggi sarebbe ancora in vita, se si fosse compresa per tempo la patologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di lui si \u00e8 scritto nel 2005, nel n. 3 del bimestrale<\/strong> \u201c<b>la Piazza<\/b>\u201d. In quell\u2019occasione<strong> a quanti lo fermavano<\/strong> per congratularsi per esser finito sui giornali <strong>rispondeva<\/strong>: \u201c<strong>Meglio sui giornali che sui manifesti!<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-transform: uppercase;\">Peppino Vasco dedica queste sue parole a Benito<\/span><\/b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-4101\" style=\"margin: 4px; float: right;\" alt=\"peppino-vasco3\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/peppino-vasco3.jpg\" height=\"216\" width=\"209\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<b>Benito Tateo<\/b> a 86 anni <strong>ci ha lasciato<\/strong>. <strong>Personaggio straordinario come artigiano del legno, maestro intagliatore, bastava d<\/strong><strong>arg<\/strong><strong>li un pezzo grezzo di legno, dirgli cosa si voleva e al resto ci pensava lui<\/strong>. \u201cAbbasso alle croci\u201d era un apprezzato cittadino, leale e buono con tutti. Ha lavorato per Enti e privati ricevendo diverse attestazioni pubbliche. Peccato che scuole e amministrazioni non gli abbiano messo a disposizione una struttura per formare giovani artigiani. <b>Benito Tateo<\/b> pu\u00f2 essere accomunato ai <b>Vinci, Larizza, Notarnicola<\/b> e altri di cui converrebbe reperire dai famigliari opere e manufatti creati per farne non un museo ma una mostra come guida per futuri artisti. Benito lavorava con passione presso il rinomato mobilificio Curione (Via Roma), premiato a livello nazionale e internazionale. Emigr\u00f2 a Bergamo (era nato a Taranto), poi ritorn\u00f2 a Gioia. Adott\u00f2 una giovane ragazza, deceduta qualche anno fa, che accudiva insieme alla moglie. Non cessava mai di amare il suo lavoro. Ai familiari le mie condoglianze insieme a quelle di <b>Gianfranco Amatulli<\/b>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-transform: uppercase;\">Benito Tateo\u2026 Ricordiamolo cos\u00ec<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-25916\" style=\"margin: 4px; float: left;\" alt=\"Benito-Tateo-opera\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/Benito-Tateo-opera.png\" height=\"267\" width=\"270\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/Benito-Tateo-opera.png 709w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/Benito-Tateo-opera-300x297.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/>&#8220;L\u2019intensa e ambrata fragranza dell\u2019abete rosso nato sulle Dolomiti, quella pi\u00f9 aspra e muschiata del noce nostrano, i profumati trucioli di tiglio e l\u2019essenza incensata dell\u2019ulivo, trasformano il piccolo laboratorio di <b>Benito Tateo<\/b> in un resinoso bosco incantato. Qui il legno \u201cvive\u201d, possiede un\u2019anima, si sente quasi vibrare l\u2019eterna scintilla di vita nascosta nei boschi, in ogni ramo, nei tronchi secolari. Le tavole raccontano un\u2019antica storia, in paziente attesa che il maestro, finissimo intagliatore, le osservi per scoprire quale foggia \u00e8 celata nel loro geometrico taglio e compiere il miracolo della \u201ctrasmigrazione\u201d, del \u201critorno\u201d alla vita in artistici manufatti dalle preziose architetture.<br \/> Benito, 80 anni ad ottobre, appartiene ad una famiglia numerosa, ha tanti fratelli, il suo pap\u00e0 \u00e8 impiegato in tipografia. Dal 1938 per 14 anni lavorer\u00e0 nella bottega di <b>Carlo Curione<\/b>, maestro d\u2019Arte diplomato alle Belle Arti di Venezia, ricordato per il carattere amabile e scherzoso. Il giovane artigiano non lesiner\u00e0 tempo ed impegno: prima da apprendista ebanista, poi da intagliatore, si tratterr\u00e0 in bottega ben oltre le dieci ore di lavoro, per meglio comprendere i segreti di quell\u2019Arte in cambio di piccoli regali sotto le feste e, ad \u201cabilit\u00e0\u201d acquisita, di qualche lira. La guerra sconvolge ogni cosa, la sopravvivenza soffoca le velleit\u00e0 artistiche, la crisi dilaga ed il mercato \u00e8 fermo, dal carpentiere nei cantieri al falegname che nella sua bottega appronta infissi, dall\u2019ebanista che \u201craccorda\u201d i mobili all\u2019intagliatore che ne disegna, decora e scolpisce linee e forme. Nel \u201955 Benito lavora presso l\u2019aeroporto gioiese, qualche anno dopo ripeter\u00e0 l\u2019esperienza presso la Termosud ma non permette alla <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-25917\" style=\"margin: 4px; float: right;\" alt=\"benito-tateo-base-crocifisso\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/benito-tateo-base-crocifisso.jpg\" height=\"378\" width=\"250\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/benito-tateo-base-crocifisso.jpg 756w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/benito-tateo-base-crocifisso-198x300.jpg 198w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/benito-tateo-base-crocifisso-677x1024.jpg 677w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>chimera di un lavoro sicuro di spegnere la gioia della creativit\u00e0. Sceglie di vivere \u201cd\u2019Arte\u201d e nel 1959 apre la sua bottega in via Angelillo. Per oltre 40 anni creer\u00e0 autentici capolavori con seriet\u00e0, umilt\u00e0 e pazienza, sempre con il sorriso sulle labbra e, a detta di tutti, senza mai lasciarsi andare allo sconforto o all\u2019ira. La sua produzione \u00e8 vastissima, da mobili artisticamente intagliati a bassorilievi di pregio come i <b>Cavalieri dell\u2019Apocalisse<\/b> o la splendida Creazione di Adamo, 80 cm di diametro per 7 di rilievo scolpito, dall\u2019Altare Maggiore della Chiesa di San Francesco a quello di Maria Bambina nella Chiesa Madre, da perfetti restauri di quadri come la Madonna della Seggiola a porte decorate con tralci di vite e turgidi grappoli e ancora mobili e insegne come quella del Ristorante Dei Gracchi a Roma, dove ancora oggi si pu\u00f2 ammirare una sua scultura in rilievo su tre livelli, raffigurante una tavola imbandita: un cestello con spumante, frutta, arrosto&#8230; Le sue opere sono sparse per il mondo, perfino in America e in Tailandia. Lavora per la proprietaria del <b>Teatro Petruzzellis<\/b>, ed \u00e8 convocato quale maestro intagliatore (circa una decina in tutta Italia) per il restauro del <b>Teatro La Fenice di Venezia<\/b>, incarico prestigioso rifiutato per poter accudire la sua amatissima Fausta, che una encefalite a soli tre mesi ha reso eternamente bambina. Una figlia fortemente desiderata da Benito e sua moglie, adottata in tenerissima et\u00e0, oggi 36 enne, bisognosa di mille attenzioni\u2026 <b>Una \u201ccroce\u201d segnata dal doloroso intaglio del Destino,<\/b> accettata giorno per giorno con grande serenit\u00e0. Benito dorme poco e proprio nelle ore della notte torna col pensiero al lavoro, modifica nella mente le sue creazioni, con sublimi intuizioni fa sbocciare nel legno rose profumate, incastona scaglie di madreperla, riveste in foglia oro, lucida e satina rilievi ed intarsi, modella il legno con il pensiero, arricciolando con i suoi scalpelli trucioli dorati, mentre sullo sciavero prende vita un fiore, un\u2019aquila spicca il volo, nasce una nuova creatura, un ennesimo capolavoro. Non Benito ma i suoi \u201camici-discepoli\u201d raccontano del <b>violino di mogano intagliato per Nino Rota <\/b>in occasione dell\u2019Oscar per \u201cIl Padrino Parte II\u201d, del banjo con i quattro semi da poker e con la scala musicale forgiato per <b>Pasquale Petrera<\/b>, ammirato da uno scozzese che a sua volta l\u2019ha commissionato e riproposto con effigi diverse ad un californiano. Nelle case di numerosi notabili le sue opere non mancano: la <b>Bilancia della Giustizia<\/b> con toga e alamari presso lo <b>studio Tolentino<\/b>, le decine di trofei scolpiti per i colonnelli che si sono avvicendati alla guida del 36\u00b0 Stormo, l\u2019artiglio d\u2019aquila con l\u2019ala a delta e il globo terrestre donato al <b>Presidente dell\u2019Alitalia<\/b>, sculture, crocifissi e tanti altri splendidi capolavori di cui si \u00e8 persa la memoria. Con il capo chino sulla cornice sinuosa di una cassapanca, scolpisce una foglia, la polvere si posa leggera sul cappello, brilla attraversata da un raggio di sole, vela le lenti ma non tanto da nascondere quella luce nello sguardo di Benito, mentre indica una piccola differenza tra due fiori sbocciati su lati simmetrici, ma non racconta della scommessa vinta presso uno stand di Bari, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-25919\" style=\"margin: 4px; float: left;\" alt=\"benito-tateo-firma\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/benito-tateo-firma.jpg\" height=\"196\" width=\"320\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/benito-tateo-firma.jpg 925w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/benito-tateo-firma-300x184.jpg 300w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/benito-tateo-firma-768x471.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/>quando \u201csfid\u00f2\u201d un pantografo impiegando nell\u2019intaglio meno tempo del sofisticato macchinario, \u201cripulendo\u201d anche il disegno. C\u2019\u00e8 un\u2019umilt\u00e0 in quest\u2019uomo, che esalta l\u2019aura del grande Artista, del Maestro, con totale ed estrema inconsapevolezza\u2026 Un solo cruccio adombra il sorriso: non poter trasmettere questo suo dono, questo amore per la creazione, questa \u201ceredit\u00e0\u201d di esperienza e tecnica, ai posteri. I suoi \u201cdiscepoli\u201d sono spesso pensionati che tornano nel piccolo laboratorio per cimentarsi in impegni modesti, per chiedere consiglio o \u201crevisionare\u201d insieme un manufatto o semplicemente osservare Benito mentre crea, ma di giovani desiderosi di apprendere, consapevoli che occorrono anni di impegno per affinare le tecniche e che non pu\u00f2 esserci un riscontro economico immediato, non ce ne sono. E sono ancora loro, gli affezionatissimi ed appassionati amici di Benito, a cui si unisce <b>Eziana Serra<\/b>, a sottolineare l\u2019importanza della salvaguardia dei mestieri artigianali e la disattenzione delle istituzioni, perennemente latitanti. I maestri non sono messi in condizione di poter insegnare, non ci sono scuole, non si stimolano le vocazioni, tutto scivola nell\u2019oblio. Benito ascolta in silenzio, un sorriso aleggia sul viso, cerca un\u2019asse di ulivo, ne osserva il disegno nodoso, poi con la punta dello scalpello ad angolo n. 9, quello che lavora di pi\u00f9, traccia nell\u2019aria l\u2019effige di una Madonna, \u00e8 il legno a suggerirne l\u2019immagine\u2026torna ad accarezzare la bianca cornice, sboccia un altro germoglio\u2026quanta pace, quanta serenit\u00e0 in quest\u2019uomo, in questo resinoso bosco incantato!&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"right\">Dalila Bellacicco<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"right\">Tratto da \u201cla Piazza\u201d maggio 2005<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"right\">(foto a cura di Donato Stoppini)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":25913,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-25920","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25920","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25920"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25920\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/25913"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25920"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25920"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25920"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}