{"id":31524,"date":"2012-11-27T05:25:34","date_gmt":"2012-11-27T05:25:34","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=31524"},"modified":"2012-11-27T05:25:34","modified_gmt":"2012-11-27T05:25:34","slug":"fra-serafino-melchiorre-in-mostra-a-gioia-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=31524","title":{"rendered":"FRA\u2019 SERAFINO MELCHIORRE IN \u201cMOSTRA\u201d A GIOIA-foto"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-31520\" style=\"margin-right: 2px; margin-left: 2px;\" alt=\"fra-serafino-papa\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/fra-serafino-papa.png\" height=\"150\" width=\"320\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/fra-serafino-papa.png 640w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/fra-serafino-papa-300x141.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright size-full wp-image-31521\" style=\"margin: 4px; float: right;\" alt=\"olio 03\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/olio_03.jpg\" height=\"258\" width=\"250\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/olio_03.jpg 356w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/olio_03-290x300.jpg 290w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>&#8220;<b>Spiritualit\u00e0 nell&#8217;arte di Fra Serafino<\/b>&#8220;, questo il titolo della mostra da tempo attesa che verr\u00e0 inaugurata in Via Roma n. 29, sabato, 1\u00b0 dicembre, alle ore 19.00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra\u2019 <b>Serafino Melchiorre<\/b>, pittore e scultore gioiese sar\u00e0 accolto dalla comunit\u00e0 e dall\u2019assessore alla Cultura <b>Piera De Giorgi<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito una breve biografia pubblicata sul bimestrale \u201c<b>la Piazza<\/b>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><b>&#8220;Ogni artista, come ogni persona che ama, \u00e8 un&#8217;immagine di Dio\u2026&#8221; Fra&#8217; Serafino Melchiorre<\/b><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prodigiosa<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-31523\" style=\"margin: 4px; float: left;\" alt=\"fra serafino\" src=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/fra_serafino.jpg\" height=\"286\" width=\"220\" srcset=\"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/fra_serafino.jpg 538w, https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/fra_serafino-231x300.jpg 231w\" sizes=\"auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/> e semplice arte di un umile frate, pervasa dalla genialit\u00e0 del &#8220;soffio divino&#8221;, una preghiera, un&#8217;ode, un canto senza parole tra linee, cromie e forme concepite nel silenzio, suggerite dal Creato ed al Creatore restituite in dono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Serafino Melchiorre<\/b>, primo di sei figli, nasce a Gioia il 2 settembre del 1932. I suoi primi anni trascorrono nel centro storico, in una piccola, avita casa a rischio di crollo, nei pressi di un antico arco attraversato ogni giorno da <b>Don Vincenzo Angelilli<\/b>. Di indole mite, eviterebbe volentieri le ore di scuola ma obbedisce alla sua mamma e nel pomeriggio \u00e8 in &#8220;bottega&#8221; dal maestro Domenico Procino, ebanista di grande esperienza e generosit\u00e0, sue le &#8220;basi&#8221; di San Rocco e Sant&#8217;Andrea ed il prezioso &#8220;carro funebre&#8221; con le 10 statue &#8220;cave&#8221; in legno, un vero gioiello d&#8217;arte costruito tra il &#8217;32 ed il &#8217;37.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il piccolo Serafino, portato per il disegno, frequenta il <b>Convitto Manzoni<\/b> nei pressi della Chiesa Madre, tra i suoi insegnanti <b>Peppino Iacobellis<\/b> che lo incoraggia e lo aiuta a perfezionare il tratto nel suo &#8220;atelier&#8221; in Piazza XX Settembre. Tra le sue prime &#8220;opere&#8221; figurative, peperoni, mele, rose\u2026 rigorosamente disegnate su carta &#8220;riciclata&#8221;, precisamente sul retro di ampie e bianche &#8220;bollette&#8221; esattoriali, in clima di severa austerit\u00e0. Da uno zio di Grottaglie in dono i suoi primi stivali e un po&#8217; di creta, subito trasformata in statuine per presepi o piccoli giocattoli venduti dal fratello Fabio su Corso Garibaldi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli &#8220;estimatori&#8221; della sua arte <b>Eustachio Montenegro<\/b>, pap\u00e0 dell&#8217;indimenticabile Pippuccio, abile commerciante che acquista i manufatti per poi rivenderli nella sua bottega. Ed ancora tratteggiati su &#8220;carta stagnola&#8221; di sigarette, trovata con mezzi di fortuna in treno o per strada, schizzi e bozzetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha solo 14 anni quando, sollecitato dai suoi maestri, si allontana dalla famiglia, dalla nuova casa nei pressi di San Rocco, per raggiungere Venezia e la sua prestigiosa Accademia delle Belle Arti. Nella valigia di cartone poche cose, nel cuore tanti sogni, tante speranze, tanti timori\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Allievo di Filippo De Pisis<\/b>, apprende con entusiasmo i rudimenti della &#8220;Metafisica&#8221; e conquista con la sua semplicit\u00e0 le simpatie del docente. A lui, infatti, riserva il delicato compito di &#8220;vendere&#8221; due suoi quadri ad un ristoratore veneziano, <b>il signor Diana<\/b>. In busta chiusa per il grande maestro solo quindicimila lire. Anche per Serafino alcune &#8220;commissioni&#8221; artistiche (acquerelli) in cambio di un pasto caldo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Tra i suoi contatti futuri Carlo Carr\u00e0, in mostra con De Chirico, Purificato, Guttuso, Emilio Greco<\/b>, ma in quelle umide e fredde notti dorme nei vagoni di un treno, nessun presagio di gloria ma tanta desolata nostalgia. Poi per due mesi un&#8217;insperata ospitalit\u00e0, un poliziotto di Trani in distacco a Venezia, mosso a compassione dai patimenti del giovane studente, lo accoglie in casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trascorrono cos\u00ec due anni, premi e riconoscimenti solo ad artisti di fama, ben poco per i giovani talenti\u2026 <b>il diciannovenne Serafino<\/b>, nel buio dell&#8217;indigenza e dello <b>sconforto scorge un raggio di luce divina e con fede vi si abbandona.<\/b> Una scelta che gli imporr\u00e0 dure rinunce. Negli anni di noviziato non potr\u00e0 dipingere, dovr\u00e0 abbandonare l&#8217;Arte e rinunciare anche ad un dono &#8220;blasfemo&#8221;, un quadro del suo maestro De Pisis. <b>Frate carmelitano scalzo, consacrer\u00e0 s\u00e9 stesso a Dio, vivr\u00e0 di obbedienza ed elemosina.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel &#8217;55 giunge nella <b>Chiesa di Santa Teresa D&#8217;Avila a Roma<\/b>, la sua &#8220;Arte&#8221;, il suo &#8220;Dono&#8221; trovano entusiastici consensi. Sboccia in un intreccio di spighe di oro e argento uno splendido ostensorio, un dirompente tripudio di colori si riversa in paesaggi, campagne, tramonti, scorci di Roma velati dal tempo. Un inarrestabile flusso di emozioni e gioia tradotte in precisissimi fotogrammi di realt\u00e0, d\u00e0 vita a ginestre, violette, mimose che impetuose invadono le tele, sprigionando un impossibile soave effluvio. E mentre nuove finestre si aprono sul mondo, confine tra realt\u00e0 ed infinito, le radici del passato si inerpicano tra umili sedie dal telaio in paglia, ruote di carro e cesti di uva, fichi e cardoncelli\u2026 ricordi d&#8217;infanzia che si stemperano in note variopinte tra una foto in bianco e nero, spartiti, scrittoi, libri consunti ed un violino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tavolozze che divengono quadri occhieggiano accanto ai &#8220;ritratti di famiglia&#8221;, non passa inosservato lo sguardo triste di una mamma sofferente, n\u00e9 quello del francescano autoritratto su fondo rosso, cos\u00ec penetrante, profondo e malinconicamente struggente. Nelle distese di girasoli l&#8217;essenza dei&nbsp; &#8220;<b>Colori di Dio<\/b>&#8220;, quasi che la scintilla divina, in frammenti di luce dorata, aliti fremiti di vita. La spiritualit\u00e0 pi\u00f9 intima trapela nelle tele &#8220;Blu&#8221;, una luce abbagliante ne scompone lo spettro cromatico, restituendo attraverso intense ed inedite tonalit\u00e0, un&#8217;esaltante percezione del &#8220;divino&#8221;. Altra opera eccelsa, &#8220;arte e sintesi di spiritualit\u00e0, con oro sullo sfondo&#8221;, l&#8217;affresco della sacrestia di <b>Santa Teresa<\/b>, dipinto con terre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Una versatilit\u00e0 eclettica porta Fra&#8217; Serafino a dipingere su ceramica, maiolica e &#8220;scolpire&#8221; ogni materiale: legno, creta, pietra, bronzo\u2026<\/b> In fusione a cera persa le dorate, accoglienti braccia di Santa Teresa in trepida attesa nella sua chiesa e di San Francesco nell&#8217;aeroporto di Ciampino, si tendono al Cielo, le maternit\u00e0 in segreto raccoglimento, dialogano con i loro figli attraverso l&#8217;universale gestualit\u00e0 dell&#8217;amore, <b>gli oltre 200 presepi<\/b>, solo in parte donati da varie latitudini, inneggiano ad una &#8220;Nativit\u00e0&#8221; vissuta con gioiosa attesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fertile e versatile vocazione artistica di Serafino crea capolavori da collezione, al superiore compete &#8220;trattare&#8221; le vendite per aiutare le opere della Chiesa. <b>Serafino cesella veri gioielli in mostra ogni Natale nella Chiesa di Santa Teresa<\/b>: originalissimi presepi in &#8220;cofanetti&#8221; azzurri dalle profondit\u00e0 inesplorate, con scenografie, ombre e suggestivi giochi di luce di grande effetto, o ricreati in lampioni di ghisa, vecchie sveglie, ferri da stiro &#8220;a carbone&#8221; ed ancora in ceramica, maiolica, legno, carta, pietra, creta\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In impossibili luoghi, tra grattacieli, piramidi, all&#8217;ombra del Colosseo, in borghi antichi, ovunque nasce Ges\u00f9, circondato da operosi artigiani, arrotini, falegnami, ingegnosamente vivi\u2026 dolcissima la Madonna che culla il suo bimbo! <b>Fra&#8217; Serafino crea le sue opere in un &#8220;atelier \u2013 laboratorio&#8221; per lui attrezzato all&#8217;interno della chiesa di Santa Teresa, in Corso Italia, prospiciente alle Mura Aureliane. <\/b>Vi &#8220;lavora&#8221; due ore la mattina, dopo le lodi, la messa e le meditazioni ed altre tre ore nel corso della giornata. Qui nascono il busto da poco donato a <b>Benedetto XVI<\/b>, i dipinti, le statue, i presepi ed i <b>ciclopici portali<\/b> che tanto stupore destano nel mondo. <b>Sono ben 21, di cui una &#8220;triade con rosone&#8221; in maiolica nella Chiesa del Carmelo a S. Silvestro (Pescara), l&#8217;ultimo in bronzo e cristallo del peso di 15 tonnellate e del valore di 120.000 euro, raffigurante la Madonna e Santa Teresina, apre la Chiesa Carmelitana di Bolzano<\/b>. Tra i primi <b>il portale della Chiesa di San Rocco a Gioia, quello della Cattedrale di Sammichele,<\/b> di Santa Teresa (5m x 3m) con 24 pannelli di cui 10 dedicati alla vita della Santa ed i restanti da lei interpretati attraverso i sacramenti, ve n&#8217;\u00e8 uno persino <b>ad Haifa in Israele<\/b>, presso la <b>Basilica di Stella Maris<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Sculture semplici nell&#8217;accezione pi\u00f9 nobile\u2026 percorse da un movimento incessante, che anima la staticit\u00e0 attraverso la gestualit\u00e0, il paesaggio fluente, la tensione dei personaggi&#8221; senza &#8220;preziosismi n\u00e9 sovrastrutture barocche\u2026 con figure sbozzate, ruvide, dai volti tormentati, inquieti\u2026&#8221;. Tra i portali pi\u00f9 originali vanno annoverati quelli della cattedrale di San Giusto, a Trieste, offerti dal <b>Rotary Club di Trieste Nord<\/b> in occasione del suo ventennale, dalla fattura semplice per armonizzare con il rosone gotico e le sei teste &#8220;romane&#8221; in marmo scolpite in &#8220;negativo&#8221; a cornice della porta centrale, anch&#8217;essa opera di Serafino, priva di figure ma ricca di simbologie, graffi, infinite croci, impronte in cui ognuno pu\u00f2 &#8220;\u2026scorgervi la propria sofferenza e il desiderio di aggrapparsi alla speranza, alla fede\u2026&#8221;. Ante con maniglie rivolte insolitamente all&#8217;interno perch\u00e9 &#8220;\u00e8 Dio che apre le porte della sua casa\u2026 &#8220;. Nelle due porte laterali, minimali bassorilievi &#8220;in negativo&#8221; di San Giusto, raffigurato nella sua foggia trecentesca e della Vergine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una produzione davvero prodigiosa! Immagini, figure e colori &#8220;interpretano&#8221; le pagine di un Vangelo che Fra&#8217; Serafino, cos\u00ec umile da aver scelto 54 anni fa di &#8220;non dire Messa&#8221;, diacono dal &#8217;99, progetta, dipinge e scolpisce ogni giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sentito grazie a <b>Pasquale Giordano<\/b> e <b>Fabio Melchiorre<\/b> per la squisita disponibilit\u00e0 ed il profondo affetto verso Serafino.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"right\"><strong>Dalila Bellacicco<\/strong><\/p>\n<p><object type=\"application\/x-shockwave-flash\" width=\"660\" height=\"660\" flashvars=\"host=picasaweb.google.com&amp;hl=it&amp;feat=flashalbum&amp;RGB=0x000000&amp;feed=https:\/\/picasaweb.google.com\/data\/feed\/api\/user\/104626251937098962566\/albumid\/5815291360553859553?alt=rss&amp;kind=photo&amp;authkey=Gv1sRgCIWvh4ulxqekmwE&amp;hl=it\" pluginspage=\"http:\/\/www.macromedia.com\/go\/getflashplayer\" data=\"https:\/\/picasaweb.google.com\/s\/c\/bin\/slideshow.swf\"><param name=\"movie\" value=\"https:\/\/picasaweb.google.com\/s\/c\/bin\/slideshow.swf\" \/><\/object><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":31520,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-31524","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31524","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31524"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31524\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/31520"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31524"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31524"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31524"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}