{"id":52576,"date":"2016-06-27T23:54:29","date_gmt":"2016-06-27T23:54:29","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=52576"},"modified":"2016-06-27T23:54:29","modified_gmt":"2016-06-27T23:54:29","slug":"delitti-e-veleni-nel-mare-nero-di-gabriella-genisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=52576","title":{"rendered":"DELITTI E VELENI NEL \u201cMARE NERO\u201d DI GABRIELLA GENISI"},"content":{"rendered":"<p><a title=\"gabriella_genisi_3\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/27915412496\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/c1.staticflickr.com\/8\/7331\/27915412496_625e11f775_o.jpg\" alt=\"gabriella_genisi_3\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"gabriella genisi mare nero\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/27848002442\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/c3.staticflickr.com\/8\/7498\/27848002442_52bed04522.jpg\" alt=\"gabriella genisi mare nero\" width=\"400\" height=\"221\" \/><\/a>\u201cTutte le stazioni si assomigliano tra loro. Almeno in Italia\u201d. \u00c8 l\u2019incipit di \u201c<strong>Mare nero<\/strong>\u201d, il nuovo libro fresco di stampa della scrittrice barese <strong>Gabriella Genisi<\/strong>, edito da Sonzogno. Pi\u00f9 avanti un capitolo inizia: \u201cOgni mattina mi sveglio e guardo il mare, prim\u2019ancora di prendere il caff\u00e8. Nelle citt\u00e0 senza mare chiss\u00e0 dove va la gente a far riposare i pensieri\u201d. Gi\u00e0 dalle prime pagine si intuisce che qualcosa \u00e8 cambiato, nella sua scrittura. \u00c8 ulteriormente cresciuta. Continuando a leggere se ne ha la conferma. Tracce di questo sviluppo in realt\u00e0 proprio qui a Gioia del Colle erano gi\u00e0 note. Quando lo scorso inverno la Genisi, ospite di <strong>Palazzo Romano Eventi<\/strong> e di chi scrive, nella suggestiva cornice del Ueffilo Jazz Club ne lesse in anteprima qualche pagina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La direzione in cui il tono narrativo si \u00e8 evoluto \u00e8 piuttosto evidente. Consiste nella sintesi di due caratteri distinti e complementari. La visione ed il linguaggio. Il suo percorso letterario ci ha sempre presentato molte immagini, ciascuna evocativa di precise memorie ed emozioni. Da subito, dai primi lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, in \u201c<strong>Spaghetti all\u2019assassina<\/strong>\u201d, la visione si era fatta ancor pi\u00f9 personale e originale. Sullo sfondo, infatti, il bozzetto di una Bari che ad ogni pagina avvolge il lettore con la sua luce eternamente primaverile. E fa sentire familiare e sconosciuta, al tempo stesso, la citt\u00e0. Anche ai baresi. Perch\u00e9 Gabriella sa trovare e descrivere l&#8217;ora magica in cui le strade, il porto, le piazze, si animano di una vita diversa dal levantino scorrere del tempo.<a title=\"mare nero gabriella genisi\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/27670358110\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" src=\"https:\/\/c7.staticflickr.com\/8\/7608\/27670358110_02ff7d0fd2_o.jpg\" alt=\"mare nero gabriella genisi\" width=\"400\" height=\"712\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>In \u201cMare nero\u201d<\/strong> <strong>la visione si arricchisce di aspetti e contenuti inquietanti<\/strong>. Come vedremo, tutto il libro vuole esserlo. Pur nello stile consueto della scrittrice, in cui la levit\u00e0 \u00e8 un paradigma irrinunciabile. Ma alcune scene sono di una profondit\u00e0 tale da toccare le corde pi\u00f9 intime dell\u2019anima. L\u2019atmosfera descrittiva del porto della citt\u00e0, per esempio, rimanda alla <\/span><span>poetica visiva del quadro \u201cIl porto di Trieste\u201d, capolavoro indiscusso di Egon Schiele. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Questa inquietudine \u00e8 figlia di una novit\u00e0<\/strong>. Il dipanarsi della passione civile, la tutela dell\u2019ambiente. La denuncia per il mare violato. Cos\u00ec, tutte le immagini che il libro presenta sono permeate di sdegno e di tristezza, per le giovani vite stroncate e per le ferite gravissime inferte al mare. Che nel cuore \u00e8 ancora azzurro e palpitante, ma nella ragione \u00e8 nero di morte e di veleni. Il Commissario Lolita Lobosco della Questura di Bari, parto della fantasia letteraria di Gabriella, lotter\u00e0 contro tutti, superiori compresi, per svelare la mano che ha dato la morte e sparso veleni nel mare di Puglia. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il pensiero non pu\u00f2 che andare ad un altro grande artista della nostra terra, <strong>Iginio Iurilli<\/strong>. Le cui opere interpretano l\u2019elegia del mare e il grido d\u2019allarme per la storia di violenze che ha sub\u00ecto. Esattamente come fa qui la Genisi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Splendida in \u201cMare nero\u201d, e merita un pensiero a parte, la narrazione della subacquea dei relitti. La descrizione dei palpiti e delle emozioni, fatta davvero con l\u2019anima. Cogliendo esattamente i brividi e le sfide che quanti pratica<\/span><span>no quest\u2019attivit\u00e0 estrema, come chi scrive, ben conoscono. E riconoscono nel libro. Ancora, immagini rese puntualmente con parole nate da una tavolozza ricca di colori. La sua.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Poi c\u2019\u00e8 il linguaggio. Quel lavoro di contaminazione della lingua col dialetto, iniziato nel 2010 con \u201cLa circonferenza delle arance\u201d e il personaggio di Lolita Lobosco, in \u201cMare nero\u201d ha raggiunto il suo perfetto equilibrio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>La Genisi \u00e8 stata autorevolmente definita \u201cla Camilleri pugliese\u201d<\/strong>, ed \u00e8 una affermazione che non contraddiremo. Ma il vernacolo barese non \u00e8 una lingua madre, come invece il siciliano, al quale attinge a piene mani Andrea Camilleri. Quindi \u00e8 diverso, e pi\u00f9 complesso, orientare la scrittura all\u2019inclusione di questo vernacolo, che ha il suo tratto distintivo nel fonema. Molto poco nel lessema, come al contrario \u00e8 in una vera e propria lingua. Neppure si pu\u00f2 lavorare su una sintassi autonoma, nel barese murattiano anch\u2019essa assente. Allora \u00e8 necessario trovare un codice diverso. Agire sulla morfologia. Modificarla. Oppure congiungere le parole. Quei \u201cGiovannimio\u201d o \u201cecchettidevodire\u201d sono in realt\u00e0 il parlato, la koin\u00e8 in uso alla citt\u00e0 murattiana. Il cui lessico, appunto, spesso si basa sull\u2019unione di morfemi. Discorso a parte \u00e8 il parlato del borgo antico, che la Genisi accortamente non prende neppure in considerazione. Non avrebbe senso, in un romanzo, perch\u00e9 non \u00e8 mai uscito all\u2019esterno del perimetro di \u201cBarivecchia\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne sortisce un periodare frizzante, ammiccante, colorito, limpido. Coerente ai personaggi, sui quali apre un lavoro di indagine straordinario perch\u00e9 le bastano poche parole per definire il profilo esistenziale di un tipo umano, e il suo carattere. Oppure una sua qualit\u00e0 distintiva. Poche pennellate, si direbbe meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Anche in questo libro sono<\/strong><\/span><a title=\"26153-1-gabriella-genisi\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/27336356773\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/c6.staticflickr.com\/8\/7376\/27336356773_6f6e3a08fd_z.jpg\" alt=\"26153-1-gabriella-genisi\" width=\"400\" height=\"600\" \/><\/a><span><strong> moltissimi i riferimenti letterari<\/strong>. A ricordarci che, prima ancora di essere scrittrice, la nostra \u00e8 stata ed \u00e8 una lettrice instancabile. Ci sono note e citazioni che possono aderire ai \u201cmessaggi\u201d dei tanti Autori, oppure all\u2019inverso rimarcare il paradosso. Come nel nome stesso della protagonista, Lolita. L\u2019esatto contrario della ninfetta raccontata da Nabokov sessant\u2019anni fa e ripresa dopo qualche anno da Stanley Kubrick nell\u2019interpretazione di Sue Lyon. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lolita Lobosco, Commissario di Polizia, anzi ormai Questore, \u00e8 infatti l\u2019emblema della femminilit\u00e0 rotonda e mediterranea. Morbida di forme e vivida di passioni. Timida e determinata. Fragile e malinconica quanto volitiva e caparbia. Donna in carriera, inconsapevole, non disposta ad alcun compromesso. Donna per natura e per scelta. Femmina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la novit\u00e0 pi\u00f9 importante, che anima tutta la seconda parte del libro, \u00e8 una chiave di lettura dei reati ambientali. Resa con <strong>lo stile del migliore giornalismo d\u2019inchiesta<\/strong>. Potente come la tradizione degli anni settanta ed ottanta, poi sopita nel giornalismo pi\u00f9 addomesticato che ne segu\u00ec. Genisi lo riprende, lo accarezza, ne rilancia il carattere, lo reinterpreta al centro della scena. Dubbi dirompenti che graffiano chi legge. I veleni che giacciono nel mare di Puglia. Quel mare che i pi\u00f9 vedono come fonte di Pil. Oppure soltanto come svago, romantica icona di felicit\u00e0. Che invece \u00e8 devastato dal malaffare, dalle speculazioni, dalla corruzione, dall\u2019ingordigia senza scrupoli che arriva al punto di uccidere. Una discarica di sostanze tossiche. Nell\u2019indifferenza passiva dei pugliesi e, forse, delle autorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui non si pu\u00f2 e non si vuole descrivere pi\u00f9 di tanto questa parte del libro. <strong>Bisogna leggerla. Ne vale assolutamente la pena. Apre scenari inquietanti<\/strong> dei quali dovremmo essere tutti pi\u00f9 consapevoli. Dopo la lettura di \u201cMare nero\u201d avremo una visione del mare diversa. Pi\u00f9 vera. E forse diverse aspettative verso chi \u00e8 preposto al suo presidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Neppure si dir\u00e0 qui la trama. \u00c8 vero, la distinzione dei generi letterari si \u00e8 fatta labile nei tempi recenti e la produzione di Gabriella Genisi ne \u00e8 un esempio, per\u00f2 \u201cMare nero\u201d \u00e8 pur sempre un giallo. Non bisogna privare il lettore del piacere di scoprirlo leggendo. <strong>Gli ingredienti del giallo ci sono tutti<\/strong>. La morte, il mistero, l\u2019indagine. Le difficolt\u00e0 dell\u2019investigatore dentro la macchina amministrativa inquirente, la sua caparbia determinazione alla verit\u00e0, il finale decisamente a sorpresa, spiazzante. <strong>Non si vuol dire di pi\u00f9<\/strong>. Solo che \u00e8 un libro tutto da leggere. In attesa di una nuova avventura del Questore Lolita Lobosco, che pare gi\u00e0 si profili all\u2019orizzonte. Ma questa, come si suole dire, \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-52576","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52576","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=52576"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52576\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=52576"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=52576"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=52576"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}