{"id":55105,"date":"2017-04-06T05:53:28","date_gmt":"2017-04-06T05:53:28","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=55105"},"modified":"2017-04-06T05:53:28","modified_gmt":"2017-04-06T05:53:28","slug":"iginio-iurilli-e-francesco-bosso-a-white-tale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=55105","title":{"rendered":"IGINIO IURILLI E FRANCESCO BOSSO: \u201cA WHITE TALE\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a title=\"iginio iurilli scultura_madre\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/33486965690\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/c1.staticflickr.com\/3\/2901\/33486965690_1938db9afb_o.jpg\" alt=\"iginio iurilli scultura_madre\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"iginio iurilli\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/33486349530\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/c1.staticflickr.com\/4\/3894\/33486349530_78a6c4b8a4_o.jpg\" alt=\"iginio iurilli\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a> <span style=\"color: black;\">Sabato 25 febbraio scorso si \u00e8 inaugurata a Polignano a Mare la mostra dal titolo \u201c<strong>A white tale<\/strong>\u201d, una duplice personale che espone lavori dell\u2019artista <strong>Iginio Iurilli<\/strong> e del fotografo <strong>Francesco Bosso<\/strong>. L\u2019insieme delle opere, tutte presentate nel salone centrale del <strong>Museo Pascali<\/strong>, si fonde armonicamente realizzando nell\u2019unit\u00e0 dello spazio espositivo una altrettanto unica, monumentale installazione. Tra le opere stesse s<\/span><em><span style=\"color: black; font-style: normal;\">i sviluppa un dialogo fitto, ricco di rimandi e citazioni classiche, moderne e contemporanee. Il linguaggio \u00e8 declinato in una pluralit\u00e0 di lessemi visivi che si intrecciano e si sovrappongono, chiamando in causa il vissuto personale degli spettatori. Evocato sia dalla figurazione di un \u201cio collettivo\u201d mediterraneo, nei lavori di Iurilli, che dal nitore formale minimalista, negli scatti di Bosso. <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: black;\"><strong>Un viaggio nell\u2019incanto e nella magia del bianco<\/strong> attraverso forme e visioni irripetibili. <\/span><em><span style=\"color: black; font-style: normal;\">Infatti non si tratta solo di \u201cwhite tale\u201d, di racconto. C\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9, una vera \u201cwhite experience\u201d, un percorso che lo spettatore compie attraver<\/span><\/em><a title=\"iginio iurilli\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/33486349640\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" src=\"https:\/\/c1.staticflickr.com\/3\/2854\/33486349640_07d23b7e4a_o.jpg\" alt=\"iginio iurilli\" width=\"400\" height=\"421\" \/><\/a><em><span style=\"color: black; font-style: normal;\">so le opere. Non ha un punto d\u2019inizio n\u00e9 un punto di arrivo, \u00e8 un percorso circolare che si pu\u00f2 intraprendere partendo da una qualsiasi delle opere, e raccoglie nel cammino ampie allusioni alla storia dell\u2019arte, ed alla letteratura. Come la splendida teca di Iurilli che cita il Moby Dick di Melville, capolavoro della letteratura mondiale che ha travalicato la soglia del<\/span><\/em><em><span style=\"color: black; font-style: normal;\"> suo tempo per assurgere a significati universali. Cos\u00ec, da qualsiasi elemento della mostra si parta e ci si approcci alla visione, questi rimandi si traducono in suggestioni e fascinazioni straordinarie. Ed \u00e8 palindromo, vale da un senso all\u2019altro, qualunque sia l\u2019itinerario del viaggio che si decide di compiere verso la verit\u00e0 del bianco, intes<\/span><\/em><em><span style=\"color: black; font-style: normal;\">o come paradigma assoluto. \u201cElemento trascendente\u201d si legge nella presentazione. Ma non \u00e8 solo cos\u00ec, perch\u00e9 la forza evocativa del vissuto<\/span><\/em><em><span style=\"color: black; font-style: normal;\"> individuale, che avvince lo spettatore, ne fa anche una forte esperienza sensoriale. Come nelle opere di Iurilli che rimandano a Gea, la terra, ed a Giunone, la fertilit\u00e0. Il mito della creazione rinasce negli occhi del fruitore e dilaga nell\u2019installazione centrale, dove le sagome marine e la distesa di sale sono le forme della memoria alle quali l\u2019artista ci ha gi\u00e0 da tempo abituati. La vita viene dal mare e Iginio ce lo ricorda con icastica quanto poetica affermazione. Sul tutto si distende un pathos che la monocromia bianca risulta poi accentuare.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong><span style=\"color: black; font-style: normal;\">SUPREMATISMO BIANCO\u2026<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: black; font-style: normal;\">Muovendosi nel salone, lo spettatore pu\u00f2 abbandonarsi a questo pathos, lasciarsi avvolgere dalle emozioni oppure aprire la mente alle verit\u00e0 artistiche e letterarie che incontra nella memoria. Trover\u00e0 le tracce di <\/span><\/em><span style=\"color: black;\">Joyce, che in \u201cThe Dead\u201d anne<\/span><a title=\"iginio iurilli\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/33486349710\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/c1.staticflickr.com\/3\/2853\/33486349710_7ee206d4df_o.jpg\" alt=\"iginio iurilli\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a><span style=\"color: black;\">tte significazioni simboliche al colore bianco, associato all\u2019infinito, all\u2019assenza, al vuoto e, come nelle culture orientali e nelle estasi sciamaniche, alla stessa morte intesa come purificazione. O di Claudel, che diceva \u201c<i>La poesia non \u00e8 fatta di queste lettere che pianto come chiodi, ma del bianco che resta sulla carta.<\/i>\u201d Ritrover\u00e0 le parole di Kandinskij: \u201c<em>Il bianco ci colpisce come un grande silenzio che ci sembra assoluto.\u201d<\/em><em><span style=\"font-style: normal;\"> Di Malevic, autore nel 1918 del primo monocromo bianco nella storia dell\u2019arte, che nel \u201922 scrisse: <\/span><\/em>\u201d<em>Il suprematismo bianco si spinge verso una natura bianca \u2026 verso impulsi bianchi, verso una conoscenza ed u<\/em><\/span><span style=\"color: black;\"><em>na purezza bianche come verso lo stadio pi\u00f9 alto di ogni realt\u00e0, della quiete come del movimento<\/em>\u201d. Potr\u00e0, lo spettatore, pensare a Ryman, esponente del minimalismo concettuale americano, ed alle sue pennellate bianche. A Sol Lewitt, altro esponente americano dell\u2019arte concettuale, che ha declinato nel bianco opere materiche ricche di suggestioni estetizzanti, discostandosi dal concettualismo pi<\/span><a title=\"iginio iurilli\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/33057540483\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" src=\"https:\/\/c1.staticflickr.com\/3\/2892\/33057540483_0c38356d23_o.jpg\" alt=\"iginio iurilli\" width=\"400\" height=\"320\" \/><\/a><span style=\"color: black;\">\u00f9 ortodosso. <\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: black;\">\u201cDENTRO\u201d L\u2019ATTUALIT\u00c0 DELLA CULTURA EU<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: black;\">ROPEA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: black;\">Ma le corrispondenze ideali di questa mostra non si limitano alla memoria e all\u2019emozione. C\u2019\u00e8 in qualche modo una correlazione \u201ccontemporanea\u201d con altre esperienze che hanno scandagliato questi stessi temi. A dimostrare che la sensibilit\u00e0 di Iurilli e Bosso li ha portati a vivere un\u2019esigenza che si colloca a pieno titolo \u201cdentro\u201d l\u2019attualit\u00e0 della cultura europea. Due esempi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: black;\">La nota scrittrice finlandese Laura Lindstedt nel romanzo \u00abOneiron\u00bb (2016) ha disegnato una trama in cui sette protagoniste, provenienti da diverse parti del mondo e portatrici ognuna di un diverso vissuto, si incontrano in uno spazio bianco e vuoto. Un limbo, nel quale hanno perso il ricordo di quanto \u00e8 successo e quindi non sanno dove si trovano n\u00e9 perch\u00e9. Decidono cos\u00ec di intraprendere a turno un percorso a ritroso tra i frammenti dei loro ricordi. Ognuna di esse, grazie al sostegno delle altre, trover\u00e0 il modo di ricostruire la propria identit\u00e0 e pronunciare una parola capace di donare loro, per sempre, la libert\u00e0. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: black;\">Qualche anno fa, a Parigi, Dominique Serra ha curato \u201cBianco Italia\u201d, la mostra che ha raccontato \u201cla rivoluzione<\/span><a title=\"iginio iurilli\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/33486350050\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/c1.staticflickr.com\/3\/2922\/33486350050_f77394bd04_o.jpg\" alt=\"iginio iurilli\" width=\"400\" height=\"533\" \/><\/a><span style=\"color: black;\"> del bianco nella storia dell\u2019arte italiana\u201d da Lucio Fontana in poi, attraversando Manzoni, Castellani, l\u2019arte povera e la concettuale. Serra affermava che in Fontana <\/span><span style=\"color: black;\">il riferimento al bianco sottolinea \u201c<i>l&#8217;immensit\u00e0 immacolata degli spazi sperimentali da conquistare, la tabula rasa, ma anche la forza di sintesi che questo non-colore simbolizza<\/i>.\u201d Dopo Fontana, altri faranno del bianco un terreno di ricerca privilegiato. Pascali, Ceroli, Boetti, Kounellis, Calzolari. In una sintonia ideale, come sottoline\u00f2 la mostra di Parigi, con esperienze straniere come il gruppo Zero, Mack, Piene, Uecker e altri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: black;\">INDIVIDUALIT\u00c0 CONSAPEVOLE<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: black;\">D\u2019altronde sembra quasi che sia sorta, nell\u2019arte come nella letteratura, la contestuale necessit\u00e0 di interrogarsi non solo e non tanto sulle dinamiche liquide della societ\u00e0 postmoderna, quanto sul sopravvivere nella stessa societ\u00e0 di una individualit\u00e0 consapevole. <\/span><span style=\"color: black;\">L\u2019arte non pu\u00f2 non interrogarsi sul senso e sulla ragione stessa del vivere. Sulla solitudine esistenziale che ci terrorizza ma in cui siamo immersi, che tentare di esorcizzare con l\u2019idea di connessione globale non risolve. Non si attenua affatto la disperazione di un tempo senza storia e senza futuro. <\/span><span style=\"color: black;\">Perch\u00e9 la devitalizzazione dell\u2019idea stessa di comunit\u00e0 induce ad<\/span><span style=\"color: black;\"> un individualismo incontrollato, dove ciascuno \u00e8 antagonista di ognuno. Questo \u201csoggettivismo\u201d ha, per altro verso, compromesso la possibilit\u00e0 di una modernit\u00e0 mediterranea. La soluzione pu\u00f2 essere da ricercare nel<\/span><span style=\"color: black;\"> recupero di valori nitidi e universali, che affondino le radici talmente in profondit\u00e0 da rievocare a volte i miti classici?<\/span><span style=\"color: black;\"> Per quanto questo sia affascinante e suggestivo, resta prima da risolvere il dramma delle nuove solitudini, figlie delle nuove tecnologie. \u201cA white tale\u201d si inserisce in un\u2019area culturale che propone il silenzio e la solitudine come elementi catartici, non pi\u00f9 come spettri. Modelli esistenziali sui quali articolare un progetto di rinascita, individuale e collettiva. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: black;\">La mostra rester\u00e0 aperta sino al 7 maggio. L\u2019ideale sarebbe visitarla ascoltando con gli auricolari \u201cIn a landscape\u201d di John Cage, sar\u00e0 davvero una \u201cwhite experience\u201d importante.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-55105","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55105","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55105"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55105\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}