{"id":59256,"date":"2018-08-20T08:20:08","date_gmt":"2018-08-20T08:20:08","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=59256"},"modified":"2018-08-20T08:20:08","modified_gmt":"2018-08-20T08:20:08","slug":"roberto-cazzolla-gatti-rivoluzionaria-teoria-dellevoluzione-planetaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=59256","title":{"rendered":"Roberto Cazzolla Gatti. Rivoluzionaria teoria dell\u2019evoluzione planetaria"},"content":{"rendered":"<p><a title=\"esobiologia-pianeti-panspermia-696x493\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/42349011900\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/farm2.staticflickr.com\/1884\/42349011900_fb0476e8f6_z.jpg\" alt=\"esobiologia-pianeti-panspermia-696x493\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"roberto-cazzolla-gatti-300x300\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/29219554967\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/farm2.staticflickr.com\/1858\/29219554967_48768cc684_o.jpg\" alt=\"roberto-cazzolla-gatti-300x300\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a> <strong>Lo scienziato gioiese Roberto Cazzolla Gatti<\/strong><span>, professore <\/span>associato presso la Tomsk State University in Russia e ricercatore associato della Purdue University negli Usa<span> della Tomsk State University in Russia, <strong>sostiene che \u201cgli esseri umani debbano riprodurre la biosfera terrestre nell\u2019universo<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Anche se alcuni dei problemi riguardanti la logica di questa ipotesi sono stati risolti, non era ancora chiaro se la Terra potesse essere considerata un\u2019unit\u00e0 di selezione e, pertanto, se Gaia potesse adattarsi seguendo l\u2019evoluzione darwiniana. Dopo l\u2019idea di Lovelock, la microbiologa americana Lynn Margulis ha proposto che Gaia fosse un pianeta simbiotico composto da elementi biotici (la biosfera) e abiotici (l\u2019atmosfera-geosfera) che interagiscono e co-evolvono.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><strong>GAIA \u00c8 VIVA E NOI SIAMO I SUOI\u2026 SPERMATOZOI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"gaia-terra-pianeta-696x597\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/43251640615\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" src=\"https:\/\/farm2.staticflickr.com\/1836\/43251640615_f2c0b756eb_z.jpg\" alt=\"gaia-terra-pianeta-696x597\" width=\"400\" height=\"343\" \/><\/a>\u201cUna nuova idea intrigante e provocatoria del biologo italiano, Roberto Cazzolla Gatti, che lavora presso la Tomsk State University (TSU) in Russia, suggerisce che anche senza necessit\u00e0 di teleologia, quindi senza alcuna previsione o pianificazione, il nostro pianeta pu\u00f2 essere considerato come un sistema co-evolutivo analogo a un corpo pluricellulare: una super-unit\u00e0 di selezione. Il dott. Roberto Cazzolla Gatti, professore associato presso l\u2019Istituto di Biologia della TSU, in un articolo intitolato \u00abIs Gaia alive? The future of a symbiotic planet\u00bb, pubblicato sulla rivista scientifica \u00ab<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.futures.2018.07.010\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Futures<\/a>\u00bb, ha descritto diverse situazioni in base alle quali \u00abGaia\u00bb, la nostra Terra, sarebbe in grado di riprodurre e trasferire il suo genoma planetario su altri pianeti disabitati o abitati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scienziato sostiene che l\u2019<i>Homo sapiens sapiens<\/i>, ovvero gli esseri umani moderni, potrebbe agire come cellula germinale in grado di trasportare uno specifico genoma planetario, ma \u00e8 improbabile che gli uomini possano riprodursi (o sopravvivano scollegati dalla Terra) su un altro sistema \u00abgaiano\u00bb. Come uno spermatozoo, che perde il flagello e l\u2019acrosoma mentre entra nell\u2019uovo di un altro corpo, cambiando quindi la sua identit\u00e0, un essere umano pu\u00f2 essere considerato solo come portatore dell\u2019informazione genetica del suo corpo (cio\u00e8 di Gaia), non di se stesso: un mezzo pi\u00f9 che un fine. Molte altre specie avrebbero potuto evolversi ed essere state in grado di operare come unit\u00e0 germinali di propagazione, come potrebbe essere accaduto su altri pianeti gaiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita, che influenza in primo luogo lo sviluppo dell\u2019ambiente planetario e che, a sua volta, influenza la futura evoluzione della vita stessa in modo co-evolutivo, \u00e8 un\u2019idea ormai consolidata. Tuttavia, sin dalla proposta dell\u2019ipotesi di Gaia da parte biochimico britannico James Lovelock nel 1972 (che sostanzi\u00f2 l\u2019idea di \u00abbiosfera\u00bb proposta dallo scienziato russo Vladimir Vernadsky), sono state avanzate critiche legate alla teleologia, all\u2019assenza di selezione naturale a scala universale e all\u2019assenza di riproduzione planetaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, anche se alcuni dei problemi riguardanti la logica di questa ipotesi sono stati risolti, non era ancora chiaro se la Terra potesse essere considerata un\u2019unit\u00e0 di selezione e, pertanto, se Gaia potesse adattarsi seguendo l\u2019evoluzione darwiniana. Dopo l\u2019idea di Lovelock, la microbiologa americana Lynn Margulis ha proposto che Gaia fosse un pianeta simbiotico composto da elementi biotici (la biosfera) e abiotici (l\u2019atmosfera-geosfera) che interagiscono e co-evolvono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, la nuova rivoluzionaria ricerca in astrobiologia del prof. Gatti ha permesso di respingere le critiche e sostiene che la nostra specie pu\u00f2 effettivamente agire come una cellula germinale, trasferire il genoma di Gaia e consentirne la riproduzione, oppure, se continueremo a crescere incondizionatamente e a consumare le risorse fondamentali per la sopravvivenza degli altri componenti della biosfera, come una cellula cancerosa, che danneggia Gaia come una malattia per le sue cellule somatiche (le altre specie) e degli organi (gli ecosistemi terrestri). Queste patologie, successivamente, interesseranno le sue cellule germinali (ovvero gli stessi esseri umani), impedendole ogni possibilit\u00e0 di riproduzione (a parte una diffusione accidentale dovuta agli impatti degli asteroidi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il biologo della TSU ha preso in considerazione le principali preoccupazioni sollevate dall\u2019ipotesi di Gaia e le ha analizzate seguendo un ragionamento logico-deduttivo insieme a esperimenti mentali (seguendo il metodo di scoperta di Albert Einstein), a volte adottando argomentazioni analogiche (come l\u2019etologo Konrad Lorenz era solito fare). Nel suo nuovo articolo su \u00abFutures\u00bb, anticipato da un\u2019idea preliminare pubblicata nella rivista Theoretical Biology Forum (110 (1-2): 25-45, 2017), Roberto Cazzolla Gatti ha mostrato perch\u00e9 e suggerito come, un sistema gaiano, considerato come un \u00abpianeta simbiotico\u00bb composto da elementi biotici (la biosfera) e abiotici (l\u2019atmosfera e la geosfera) che interagiscono e co-evolvono, dovrebbe essere considerato vivo in senso evolutivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scienziato italiano sostiene che Gaia possa affrontare stati di coesistenza-esclusione-competizione in base all\u2019idoneit\u00e0 del suo biota rispetto a quelli delle altre biosfere riproduttive. Ci\u00f2 dimostra che Gaia pu\u00f2 riprodursi ed evolvere in competizione-cooperazione con altri pianeti. Alcune profonde implicazioni derivano da questa idea alla luce della recente scoperta della Nasa di nuovi sistemi solari con pianeti simili alla Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa nostra specie \u2013 ha dichiarato il prof. Gatti \u2013 come risultato di miliardi di anni di evoluzione e differenziazione simbiotica all\u2019interno di Gaia, ha la possibilit\u00e0 e il privilegio di consentirne la continuazione, l\u2019evoluzione e la riproduzione. Questo risultato potrebbe essere raggiunto solo se manterremo in buona salute la biodiversit\u00e0 e gli ecosistemi, vivendo in Gaia, e se continueremo a studiarli e proteggerli perch\u00e9 essi sono le componenti fondamentali e di supporto del corpo di Gaia\u00bb. Inoltre, continua il biologo, \u00abdovremmo investire e dedicare i nostri sforzi nella ricerca di altri pianeti gaiani nell\u2019Universo e, cosa pi\u00f9 importante, nel progresso tecnologico per trasferire il genoma di Gaia su altri siti riproduttivi potenzialmente idonei (pianeti disabitati e\/o potenzialmente abitati)\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dato che il nostro pianeta \u00e8 a tre quarti della sua vita (1,75-3,25 miliardi di anni sono rimasti prima che il sole si riscaldi cos\u00ec tanto da impedire la vita sulla Terra) e non siamo ancora in grado di trasferire le informazioni genetiche di Gaia su altri potenziali pianeti, c\u2019\u00e8 un\u2019altra ragione per cui dobbiamo permettere a Gaia di vivere il pi\u00f9 a lungo possibile: \u00abavere abbastanza tempo per sviluppare i mezzi tecnologici per raggiungere l\u2019obiettivo della riproduzione planetaria\u00bb, suggerisce l\u2019articolo rivoluzionario del prof. Gatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAbbiamo bisogno di avviare un programma di ricerca specifico diviso in due fasi \u2013 dice il professore della TSU \u2013 per cercare il mix pi\u00f9 adatto, vario e geneticamente rappresentativo di microrganismi viventi in Gaia (cio\u00e8 sul nostro pianeta) che possano sopravvivere, evolversi e riprodursi su altri pianeti (come batteri metanogeni, estremofili, fototrofici e chemotropici, archea, etc.) e che potranno essere trasferiti in ci\u00f2 che ho chiamato \u201cbiofore\u201d (dal greco: \u03b2\u03af\u03bf\u03c2, \u201cvita\u201d e \u03c6\u03bf\u03c1\u03ac, \u201ctrasportare\u201d, in altre parole: capsule trasportatrici di vita). Inoltre, \u00e8 necessario investire nello sviluppo di tecnologie in grado di trasferire le \u201cbiofore\u201d su lunghe distanze. Questo trasferimento potr\u00e0 essere diretto (se gli esseri umani saranno in grado di trasportare le biofore direttamente su altri pianeti) o indiretto (se la diffusione potr\u00e0 avvenire solo per mezzo di dispositivi tecnologici, una sorta di estensioni artificiali degli esseri umani, come cellule germinali di Gaia); o passivo (se la dispersione sar\u00e0 effettuata su pianeti-bersagli preselezionati, come semi di piante dispersi dal vento), o attiva (se le biofore verranno inviate su pianeti idonei gi\u00e0 rilevati in precedenza)\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo alcuni scienziati, ci sono almeno mezzo milione di pianeti gaiani nella Via Lattea. Ci\u00f2 significa che ci sono molti potenziali compagni per Gaia, sparsi ovunque, secondo la nuova idea di Roberto Cazzolla Gatti. Pertanto, milioni di potenziali pianeti nell\u2019universo potrebbero essere adatti alla riproduzione di Gaia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente intervistato su come gli sia venuta in mente questa idea geniale, il prof. Gatti ha dichiarato: \u00abParafrasando Newton, per vedere in lontananza ho solo provato a salire sulle spalle di giganti come James Lovelock, Lynn Margulis, Albert Einstein e Konrad Lorenz. Adottando le loro idee e il loro modo di ragionare, ho avuto un momento di eureka sul futuro del nostro pianeta, della nostra specie e di tutti gli esseri viventi con cui condividiamo la Terra. Come una cellula del corpo di Gaia, abbiamo un\u2019importante responsabilit\u00e0 e dovremmo agire per mantenerla in vita e riprodurre la sua biosfera nell\u2019universo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strada per l\u2019esplorazione dei pianeti extrasolari e per la panspermia \u00e8 stata ora tracciata. La Nasa e altre agenzie spaziali hanno una nuova missione astrobiologica da affrontare. Allo stesso tempo, noi, come cellule spermatiche del nostro pianeta, cio\u00e8 come elementi fondamentali del suo sistema riproduttivo, potremmo finalmente trovare un significato nella nostra vita e uno scopo nell\u2019Universo.[<span>Ufficio stampa della Tomsk State University<\/span>]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.vglobale.it\/2018\/08\/02\/gaia-our-planet-is-alive-and-we-are-its-spermatozoon-a-new-study-suggests\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">English version<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito il link di una <strong>ulteriore<\/strong> <strong>intervista sulla sua teoria rilasciata dallo scienziato<\/strong> gioiese al giornalista Ignazio Lippolis: <a href=\"https:\/\/www.vglobale.it\/2018\/08\/20\/luomo-ad-un-bivio-seme-o-cancro-di-gaia\/\">https:\/\/www.vglobale.it\/2018\/08\/20\/luomo-ad-un-bivio-seme-o-cancro-di-gaia\/<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-59256","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59256","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59256"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59256\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59256"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59256"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59256"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}