{"id":62364,"date":"2019-12-09T07:25:03","date_gmt":"2019-12-09T07:25:03","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=62364"},"modified":"2019-12-09T07:25:03","modified_gmt":"2019-12-09T07:25:03","slug":"xylella-inarrestabile-avanzata-al-canudo-con-il-dott-boscia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=62364","title":{"rendered":"Xylella. Inarrestabile avanzata? Al Canudo con il dott. Boscia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"xylella al canudo\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49194823098\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49194823098_15e8522363_z.jpg\" alt=\"xylella al canudo\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><a title=\"xylella al canudo\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49195522467\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49195522467_7124dd2e8e_w.jpg\" alt=\"xylella al canudo\" width=\"400\" height=\"247\" \/><\/a> <span>Dall\u2019idea dell\u2019<strong>Associazione dei genitori dell\u2019IISS R. Canudo di Gioia del Colle<\/strong>, che ha visto i propri ragazzi partecipi del <\/span><span>movimento studentesco internazionale&nbsp;<\/span><span><a title=\"Venerd\u00ec per il futuro\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Venerd%C3%AC_per_il_futuro\"><i><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none;\">Fridays for Future<\/span><\/i><\/a><\/span><span>lanciato dall\u2019attivista svedese Greta Thumberg<\/span><span>, nascono i \u2018<strong>venerd\u00ec dell\u2019ambiente<\/strong>\u2019 dedicati a tutti i giovani studenti per informare, riflettere, analizzare, <span style=\"color: black; background: white none repeat scroll 0% 0%;\">trasferire conoscenza ed esperienza, persuadere<\/span> e poter affrontare, con arguta consapevolezza, le tematiche ambientali. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>Venerd\u00ec 22 novembre,<\/span><\/strong><span> nell\u2019aula magna del liceo scientifico R. Canudo, si \u00e8 svolto il <strong>secondo \u201cvenerd\u00ec dell\u2019a<\/strong><\/span><span><strong>mbiente: la Xylella\u201d<\/strong> con un relatore di eccellenza il <strong>Dott.<span style=\"color: #333333; background: white none repeat scroll 0% 0%;\"> Donato Boscia<\/span><\/strong><span style=\"color: #333333; background: white none repeat scroll 0% 0%;\">, dirigente dell\u2019Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del Cnr di Bari, <\/span>nostro concittadino, ex studente del nostro amato liceo scientifico, oggi scienziato che dal 2013 studia l\u2019inarrestabile avanzata del batterio <i>Xylella fastidiosa<\/i> in Puglia.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Dopo i saluti del <strong>dirigente dell\u2019IICC prof. Rocco Fazio<\/strong>, della <strong>vicepresidente dell\u2019as<\/strong><\/span><a title=\"xylella e dotto boscia\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49194823518\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49194823518_a51661191d_w.jpg\" alt=\"xylella e dotto boscia\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a><span><strong>sociazione dei genitori Giovanna Di Fino <\/strong>e l\u2019introduzione del <strong>prof. Pierpaolo Armagno<\/strong>, docente dello stesso istituto, il dott. Boscia si \u00e8 rivolto a<span style=\"background: white none repeat scroll 0% 0%;\">d una platea gremita di studenti, con umile maestria e grande empatia, per mostrare i risultati degli studi sul batterio responsabile della distruzione del nostro paesaggio che avanza inesorabile attraverso le distese di ulivi, dal tacco della Puglia fino alla piana degli ulivi secolari, rendendo il quadro del nostro territorio con un ampio sfondo grigio, non pi\u00f9 verde brillante.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"background: white none repeat scroll 0% 0%;\">Racconta ai nostri ragazzi la vicenda della Xylella con i toni di una fiaba, purtroppo non ancora a lieto fine, accompagnato nella sua presentazione da immagini eloquenti.<\/span><span style=\"background: white none repeat scroll 0% 0%;\"> Espone i principali progressi compiuti dalla ricerca partendo dall\u2019estate 2013, quando nelle campagne di Taviano, in provincia di Lecce, si sono manifestati i primi casi della malattia, evidenti con il disseccamento fogliare.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"background: white none repeat scroll 0% 0%;\">Ad un suo mentore, fitopatologo di chiara fama, a cui chiede consiglio, il <\/span><span>professor Martelli dell\u2019Universit\u00e0 di Bari, ricordano la \u201cMalattia di Pierce\u201d, una terribile calamit\u00e0 che affli<\/span><span>gge le viti californiane da almeno 130 anni e per la quale non \u00e8 stata ancora trovata una cura. A seguito di analisi specificheper la ricerca del patogeno, si rileva proprio la presenza del batterio <i>X. fastidiosa<\/i>, lo stesso che in California causa la Malattia di Pierce.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Persuade con il suo tono pacato i giovani studenti spiegando tutto di questo batterio, che cos\u2019\u00e8, cosa comporta, come \u00e8 stato introdotto, come fare a limitarne la diffusione.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Rivela che il suo ingresso in Europa \u00e8 stato attri<\/span><a title=\"xylella al canudo\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49194823208\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49194823208_515215b56c_w.jpg\" alt=\"xylella al canudo\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a><span>buito a un carico di piantine di caff\u00e8 infette, destinate al commercio vivaistico provenienti dal centro America. Infatti la <i>X. fastidiosa<\/i> ritrovata in Salento, fa parte della sottospecie <i>pauca<\/i>, con ceppo ST53, lo stesso di quello presente in Costa Rica. E\u2019 un batterio che si stabilisce e colonizza l\u2019interno dei vasi legnosi della pianta (vasi xilematici), comincia a riprodursi producendo una secrezione viscosa, occlude i vasi interrompendo cos\u00ec il flusso della linfa grezza e impedendo il rifornimento idrico. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>La malattia \u00e8 diffusa in Salento dalla \u201cSputacchina media\u201d<\/span><\/strong><span> o <i>Philaenus spumarius<\/i> che in fase adulta sfarfalla e acquisisce il batterio nutrendosi di tutte quelle piante nelle quali Xylella vive, come per esempio l\u2019olivo. <strong>Dalla primavera<\/strong> <strong>avanzata fino alla tarda estate, su ogni albero di olivo si possono ritrovare fino a diverse centinaia di sputacchine<\/strong>, responsabili della diffusione della malattia. <strong>La sputacchina pu\u00f2 volare fino a una distanza di 100 metri<\/strong>, ma in realt\u00e0 l\u2019infezione pu\u00f2 esse<\/span><span>re propagata anche a distanze molto maggiori, rendendo problematica qualsiasi strategia di contenimento totale dell\u2019infezione. Per contenere il vettore, il ricercatore ha riferito dell\u2019obbligo nelle zone interessate di arature a marzo e aprile e trattamenti insetticidi a maggio e giugno.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>Il batterio \u00e8 in grado di attaccare tutti gli olivi indipendentemente dall\u2019et\u00e0 della pianta<\/span><\/strong><span>, ma con differenze di suscettibilit\u00e0 significative tra le diverse variet\u00e0 di olivo. In particolare, le variet\u00e0 \u201cOgliarola salentina\u201d e \u201cCellina <\/span><a title=\"xylella al canudo\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49194823348\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49194823348_0a15767451_w.jpg\" alt=\"xylella al canudo\" width=\"352\" height=\"400\" \/><\/a><span>di Nard\u00f2\u201d, che rappresentano quasi la grande maggioranza della monocoltura di olivi presenti in Salento, sono molto suscettibili e manifestano in modo grave i sintomi della malattia. Le variet\u00e0 \u201cLeccino\u201d e \u201cFavolosa\u201d sono, invece, parzialmente resistenti e questo vuol dire che ne ostacolano la replicazione batterica e, conseguentemente, sviluppano solo sintomi lievi o non si ammalano affatto.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>Tra le<\/span><\/strong><span> <strong>misure per arginare la diffusione della malattia, in zona infetta<\/strong>, \u00e8 in vigore il divieto di piantare sia l\u2019olivo, con l\u2019eccezione delle due cultivar resistenti, che le altre specie ospiti come, ad esempio, il mandorlo, oltre all\u2019alloro, al rosmarino, al ciliegio\u2026; al fine di prevenire la diffusione del batterio su lunghe distanze, sono inoltre in vigore forti limitazioni commerciali per i vivaisti.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Oltre alle gi\u00e0 citate azioni di controllo obbligatorio degli insetti vettori, \u00e8 <strong>previsto anche<\/strong> <strong>l\u2019abbattimento delle piante infette, sia nella zona cuscinetto<\/strong> (i primi 10 chilometri adiacenti alla zona infetta) <strong>che nella parte terminale della zona infetta<\/strong> (ultimi 20 chilometri), confinante con la zona cuscinetto. Inoltre, nella zona cuscinetto, che per definizione \u00e8 esente da batterio, quando malauguratamente si scopre una pianta infetta, <strong>per ragioni precauzionali, \u00e8 richiesto l\u2019a<\/strong><\/span><span><strong>bbattimento di tutte le piante ospiti ricadenti in un raggio di 100 metri dalle piante infette<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Purtroppo, nel corso di questi ultimi sei anni, <strong>la zona \u201cinfetta\u201d e di \u201ccontenimento\u201d si sono spostate<\/strong> dal focolaio iniziale del comprensorio di Gallipoli <strong>fino al confine con il barese<\/strong> e, nell\u2019avanzata dell\u2019epidemia, il ritardo delle decisioni, la disinformazione e le fake news come il dott. Boscia le definisce, hanno avuto un ruolo determinante nella perdita economica di olivicoltori, vivaisti e dell\u2019intero <strong>territorio che sembra essere stato vittima di un terremoto<\/strong> o, come afferma in conclusione lo studioso, <strong>di \u2018un continuo, lento maremoto\u2019<\/strong>.<\/span><\/p>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\" align=\"right\"><strong><span>Ezia Bellacicco<\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\" align=\"right\"><strong><span>Associazione Genitori IISS R. Canudo<\/span><\/strong><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-62364","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62364","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62364"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62364\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62364"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62364"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62364"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}