{"id":62630,"date":"2020-01-27T06:56:18","date_gmt":"2020-01-27T06:56:18","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=62630"},"modified":"2020-01-27T06:56:18","modified_gmt":"2020-01-27T06:56:18","slug":"vite-parallele-una-discriminazione-di-genere-sempre-attuale-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=62630","title":{"rendered":"\u201cVITE PARALLELE\u201d: discriminazione di genere sempre attuale\/video"},"content":{"rendered":"<p><a title=\"giorno della memoria\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49449752316\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49449752316_9f0c9e4c60_o.jpg\" alt=\"giorno della memoria\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"p-r-i-m-o-l-e-v-i-1-728\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49449285338\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49449285338_71c91010ee_w.jpg\" alt=\"p-r-i-m-o-l-e-v-i-1-728\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a> <strong>I versi di Primo Levi nel celebre componimento<\/strong> \u201c<i>Se questo \u00e8 un uomo\u201d<\/i> non possono lasciare indifferenti: <i>\u201cConsiderate se questa \u00e8 una donna, senza pi\u00f9 capelli e senza nome, senza pi\u00f9 forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d\u2019inverno\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vittime della persecuzione e dello sterminio nazisti<\/strong> furono sia gli uomini che le donne di etnia ebraica. Tuttavia, le donne &#8211; sia ebree che non-ebree &#8211; furono spesso soggette ad una persecuzione eccezionalmente brutale da parte del regime. L&#8217;ideologia nazista prese di mira anche le donne Rom (Zingare), quelle di nazionalit\u00e0 polacca e quelle che avevano difetti fisici o mentali e che vivevano negli istituti. Interi campi, cos\u00ec come speciali aree all\u2019interno di altri campi di concentramento, furono destinati specificatamente alle donne. Nel maggio del 1939, <strong>i Nazisti aprirono il pi\u00f9 grande campo di concentramento esclusivamente femminile<\/strong>, quello di Ravensbr\u00fcck, dove pi\u00f9 di 100.000 donne vi furono incarcerate tra la sua apertura e il momento in cui le truppe sovietiche lo liberarono, nel 1945.&nbsp;Molte donne incarcerate nei campi di concentramento crearono gruppi di mutua assistenza che per<a title=\"giorno della memoria\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49449752681\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49449752036_4b4c857b43_o.jpg\" alt=\"giorno della memoria\" width=\"400\" height=\"221\" \/><\/a>mettevano loro di sopravvivere grazie allo scambio di informazioni, di cibo e di vestiario. Spesso le donne appartenenti a questi gruppi provenivano dalla stessa citt\u00e0 o dalla stessa provincia, avevano lo stesso livello di istruzione o condividevano legami familiari. Infine, altre donne furono in grado di salvarsi perch\u00e9 le SS le trasferirono nei reparti destinati al rammendo degli abiti, nelle cucine, nelle lavanderie o nei servizi di pulizia, e molte di loro furono grandi musiciste chiamate ad arrangiare brani musicali, eseguirli e costruire finanche degli strumenti musicali. La donna di ieri e di oggi sperimenta una discriminazione legata al genere. Recuperare attraverso la riflessione storico, filosofica e giuridica questa consapevolezza contribuisce a sviluppare nelle nuove generazione un desiderio di equit\u00e0 e accresce il rispetto e il valore della diversit\u00e0 non come esclusione ma come ricchezza. Il processo di giustizia, inclusione ed eguaglianza passa attraverso il riconoscimento che le differenze sono un arricchimento per un\u2019umanit\u00e0 attenta e solidale. Come <a title=\"giorno della memoria\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49449982567\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49449982567_13d062a977_w.jpg\" alt=\"giorno della memoria\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a>ha ribadito la senatrice <strong>Liliana Segre<\/strong> oggi pi\u00f9 che mai: &#8220;<i>L&#8217;indifferenza racchiude la chiave per comprende<\/i><i>re la ragione del m<\/i><i>ale, perch\u00e9 quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti ri<\/i><i>guardi, allora non c&#8217;\u00e8 limite all&#8217;orrore. L&#8217;indifferente \u00e8 complice. Complice dei misfatti <\/i><i>peggiori<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il giorno 27 gennaio 2020, <strong>la comunit\u00e0<\/strong><\/span><span><strong> scolastica del Liceo Scientifico, Cla<\/strong><\/span><span><strong>ssico e ITT vivr\u00e0 la Giornata della Memoria<\/strong>, attraverso una riflessione sulla <\/span><span>condizione di discriminazione di genere, perpetuata ai danni delle donne all\u2019interno dei lager. Le immagini del docu-film \u201c<i>Vite parallele<\/i>\u201d di Sabina Fedeli, narrano la storia di Helen Mirren e riperco<\/span><span>rrono attraverso le pagine del diario la vita di Anne e la storia di 5 donne che, da bambine e adolescenti, sono state deportate nei <\/span><span>campi di concentramento, ma sono sopravvissute alla Shoah. E\u2019 importante saper avvicinare i coetanei di Anne Frank alle sue emozioni, esperienze, valori; alla sua eccezionale <i>resistenza all&#8217;avanzare della violenza<\/i>. Mettere a frutto la lezione della storia, ricordare<\/span><span> i fatti e attualizzare il pi\u00f9 grande genocidio del ventesimo secolo, mettendolo a <\/span><span>confronto con la montante paura del diverso e fenomeni di discriminazione e odio razziale pi\u00f9 recenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span>RIFLESSIONI\u2026<\/span><\/strong><strong><span>DALLA TESTIMONIANZA DI GOTI BAUER<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u201cPrima del<\/span><a title=\"giorno della memoria\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49449752681\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" title=\"giorno della memoria\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49449752681_6b60abd946_o.jpg\" alt=\"giorno della memoria\" width=\"400\" height=\"413\" data-flickr-embed=\"true\" \/><\/a><span>le leggi razziali del 1938 tutto procedeva regolarmente, poi da un giorno all\u2019altro le cose cambiarono, alcune divennero proibite, la vita si fece difficile, quando i tedeschi invasero l\u2019Italia estendendo le loro leggi antisemite, tutto precipit\u00f2, era l\u20198 settembre del 1943.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le faccende militari, che restino agli storici!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Noi, diversamente, cogliamo s<\/span><span>fumature che il <\/span><span>tempo ci consente di cogliere.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il diverso, a volte, pu\u00f2 essere interpreta<\/span><span>to dal tempo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La testimonianza della sopravvissuta, vista in controluce rispetto al primo ventennio del Duemila, delinea l&#8217;incommensurabile abisso che, destinato a rimanere tale, separa i si<\/span><span>gnificati di parole uguali ormai solo per sintassi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Pensiamo a semplici gesti come una carezza o uno sguardo e ora ovviamente ci verr\u00e0 sponta<\/span><span>neo chiederci: cosa c\u2019\u00e8 di particolare? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il punto \u00e8 che ci dobbiamo pensare immedesimandoci in un qualsiasi prigioniero di un campo<\/span><span> di concentramento, qui tutto cambia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per comprenderne meg<\/span><span>lio il significato di alcuni \u201csemplici\u201d atti o di alcune parole, dobbiamo cambiare prospettiva, punto di vista.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Partiamo da una <i>carezza<\/i>, un semplice gesto di conforto, che pu\u00f2 essere alla base di un\u2019amicizia o dell\u2019amore fra un genitore e un figlio, oggi sembrerebbe una cosa semplice e normale, talvolta anche banale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Pensate ad una madre che fa una carezza ad un figlio, un gesto tanto prezioso quanto sottovalutato, <\/span><span>ma che esprime tutto l\u2019amore che a <\/span><span>parole non si sa esprimere, o che non si pu\u00f2 esprimere. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Pensate ad una madre che accarezza suo figlio, sapendo che deve morire, sapendo che non lo r<\/span><span>ivedr\u00e0 mai pi\u00f9; sentire che qualcosa di terribile sta per accadere e avere solo la possibilit\u00e0 di una carezza, un gest<\/span><a title=\"giorno della memoria\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49449982887\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49449982887_7fae490743_o.jpg\" alt=\"giorno della memoria\" width=\"400\" height=\"511\" \/><\/a><span>o pieno di tutto: amore, conforto, disperazione e forse di speranza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Una speranza lontana, che si <\/span><span>tramuta, con uno schiocco di dita, in \u201csopravvivere\u201d ma so<\/span><span>pravvivere non \u00e8 vivere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Facciamo un passo indietro e riflettiamo sul termine: <i>sperare,<\/i> era difficile sperare davanti a tanta impotenza, era pi\u00f9 facile che si diventasse fragili, provati fisicamente e psicologicamente, la speranza \u00e8 come se si trasformasse diventando <\/span><span>un \u201cdisperare\u201d. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Un sentimento era capace di d<\/span><span>iventare il suo contrario in un contesto cos\u00ec terrificante.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Pensate ancora all\u2019impotenza di una madre che si dispera nel vedere suo figlio piangere e che non sa come fare per tranquillizzarlo e soprattutto per confortarlo, ma come farlo se lei \u00e8 disperata? <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Con un semplicissimo gesto, una carezza, che in incognito indossa il pi\u00f9 difficile degli addii, e quando la distanza non permetteva il contatto, tutto questo era affidato ad uno sguardo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019importanza che uno <i>sguardo<\/i> assume in momenti di estrema disperazione, non ha pari oggi e pari non avr\u00e0, mai pi\u00f9. Nella testimonianza della Bauer lo sguardo oscilla, assume il s<\/span><span>ignificato di saluto, di conforto, di confronto, di addio; \u201coscilla\u201d \u00e8 diventato uno delle SS che ti guarda, che ti sceglie, che decide che sei tu quello che non \u00e8 perfetto, decide che sei tu q<\/span><span>uello la cui vita sarebbe finita quel giorno, senza appello, senza ritorno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i><span>&#8220;Non ricordo proprio di aver fatto pro<\/span><\/i><i><span>getti per il futuro, perch\u00e9 non era possibile&#8221;<\/span><\/i><span>, in queste parole<\/span><span> si comprende tutta la desolazione, la solitudine e il destino che gli altri hanno deciso per te. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Dunque restano i ricordi l&#8217;unico modo per combattere la disumanizzazione, l&#8217;unico modo per ricordare che la vita \u00e8 bella, o almeno, lo era stata sino ad allora.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ricordare per resistere, per non dimenticare e per non permettere che la storia si ripeta, affinch\u00e9 non arrivi mai pi\u00f9 quel momento in cui affidi l&#8217;ultimo sguardo alla solitudine e capisci che \u00e8 l&#8217;unica cosa che rimane. Il rimanere da soli, non avere nessuno al tuo fianco con cui condividere le <\/span><a title=\"giorno della memoria\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49449752481\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49449752481_ee42cd3814_w.jpg\" alt=\"giorno della memoria\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a><span>tue sofferenze, le tue paure. Il voltarsi e non trovare niente, un sostegno, un sorriso, un volto amico che possa ridurre lo sconforto. L&#8217;essere allon<\/span><span>tanati da casa, strappati dalle braccia dei propri affetti, rimanere da soli sapendo di essere condotti verso la morte, non potersi opporre \u00e8 e sar\u00e0 sempre terribile.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Non avere qualcuno che possa capire ci\u00f2 che stai provando \u00e8 di per s\u00e9 una morte interiore, anche peggiore della morte del corpo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Al giorno d&#8217;oggi, invece, la <i>solitudine<\/i> \u00e8 una cosa molto pi\u00f9 relativa, non necessariamente dovuta ad avvenimenti concreti. Non scorgere la luce alla fine del tunnel, chiudendoci in noi stessi, sentendoci soli perch\u00e9 gli altri, a volte, sono incapaci di capire ci\u00f2 che sentiamo, ci\u00f2 che vorremmo dire ci rende vulnerabili e soli, soli anche in mezzo alla gente. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Chiss\u00e0 come si sentirebbero oggi i deportati se sapessero dell&#8217;indifferenza del mondo di fronte a ci\u00f2 che \u00e8 successo e che potrebbe risuccedere, forse si sentirebbero soli ancora una volta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La gente che non accetta un no, che pu\u00f2 permettersi tutto, che non apprezza ogni singolo momento, che non \u00e8 in grado di comunicare tramite un semplice sguardo, dovr<\/span><span>ebbe prendersi un attimo di pausa dal mondo per ricordarsi di chi \u00e8 stato privato di ogni singola cosa ed ha lottato per poter essere amato un&#8217;ultima volta. <\/span><a title=\"giorno della memoria\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49449983392\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49449983392_59755aef15_w.jpg\" alt=\"giorno della memoria\" width=\"400\" height=\"163\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Sono incolmabili le differenze createsi tra le parole a distanza di pochi decenni. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Eppure esiste un filo conduttore.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Esiste se gli permettiamo di farsi largo nelle nostre vite, questo filo \u00e8 di un tessuto ricamato con empatia, partecipazione, interesse, fervore, tuttavia \u00e8 un filo fragile, facile da spezzare se minacciato dal disinteresse stoicismo, dal negazionismo e dalla non curanza. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La differenza la facciamo noi, non perdiamo tempo!\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><span>Addabbo Giovanni &#8211; Faggiolino Gaia &#8211; Falcone Antonio &#8211; Laneve Adriana<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #333333;\">VIOLENZA SULLE DONNE. SOLO NUMERI O INQUIETANTE REALT\u00c0?<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #333333;\">\u201cSecondo i dati forniti dall&#8217; ISTAT il 31,5% delle donne tra i 16 e 70 anni <\/span><\/strong><a title=\"giorno della memoria\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49449275578\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49449275578_72cc70fda4.jpg\" alt=\"giorno della memoria\" width=\"364\" height=\"500\" \/><\/a><span style=\"color: #333333;\">(6 milioni 788 mila) h<strong>a sub\u00ecto<\/strong> nel corso della propria vita <strong>una qualche forma di violenza <\/strong>fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha sub\u00ecto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme pi\u00f9 gravi della violenza sessua<\/span><span style=\"color: #333333;\">le come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila). Queste violenze sono <strong>perpetrate da partner o ex partner<\/strong>, in particolare il 5,2% (855 mila) dal compagno attuale e il 18,9% (2 milioni 44 mila) dall\u2019ex. Tanto che la violenza sembra essere la causa principale per la rottura della relazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #333333;\">La violenza fisica \u00e8 pi\u00f9 frequente fra le straniere<\/span><\/strong><span style=\"color: #333333;\"> (25,7% contro 19,6%), mentre <strong>quella sessuale pi\u00f9 tra le italiane<\/strong> (21,5% contro 16,2%). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\">Al fine di comprendere un andamento dello sviluppo della questione l&#8217;Istituto di ricerca italiana ha confrontato i dati dei cinque anni precedenti al 2006 con quelli del 2014 cogliendo importanti segnali di miglioramento: diminuiscono la violenza fisica e sessuale da parte dei partner attuali e da p<\/span><span style=\"color: #333333;\">arte degli ex partner; non si intacca per\u00f2 lo zoccolo duro della violenza nelle sue forme pi\u00f9 gravi (stupri e tentati stupri).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\">Oltre alla violenza fisica o sessuale le donne con un partner, subiscono <strong>anche violenza psicologica ed economica<\/strong>, cio\u00e8 comportamenti di umiliazione, svalorizzazione, controllo ed intimidazione, nonch\u00e9 di privazione o limitazione nell\u2019accesso alle proprie disponibilit\u00e0 economiche o della famiglia. Nel 2014 sono il 26,4% le donne che hanno subito violenza psicologica o economica dal partner attuale e il 46,1% da parte di un ex partner seppur \u00e8 risultata in forte calo dal 2006.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\">Inoltre una percentuale non trascurabile di donne ha subito, oltre a forme di violenza psicologica, anche atti persecutori (stalking). Si stima che il 21,5% delle donne fra i 16 e i 70 anni (pari a 2 milioni 151 mila) abbia subito comportamenti persecutori da parte di un ex partner nell\u2019arco della propria vita. Se si considerano le donne che hanno subito pi\u00f9 volte gli atti persecuto<\/span><a title=\"giorno della memoria\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49449752131\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: right;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49449752131_78dd5eecd9_w.jpg\" alt=\"giorno della memoria\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a><span style=\"color: #333333;\">ri queste sono il 15,3%. Gli autori di stalking sono maschi nell\u201985,9% dei casi a fronte di un 14,1% di femmine. Tra queste la grande m<\/span><span style=\"color: #333333;\">aggioranza (il 78% delle vittime) non si \u00e8 rivolta ad alcuna istituzione e non ha cercato aiuto presso servizi specializzati, cosa ancor pi\u00f9 grave, tra queste una su due afferma di non averlo fatto perch\u00e9 ha gestito la situazione da sola.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #333333;\">Alla luce di questi dati molto interessante \u00e8 l&#8217;articolo realizzato da Denise Ferrero<\/span><\/strong><span style=\"color: #333333;\"> sul<\/span><span style=\"color: #333333;\"> giornale &#8216;La Repubblica&#8217; intitolato <strong>&#8216;LA VIOLENZA SUL CORPO CAMBIA IL DNA?<\/strong>&#8216; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\">La giornalista, infatti, afferma che il DNA non \u00e8 dato per sempre. Stress e traumi lo possono modificare nelle donne che hanno subito violenza accelerando l\u2019invecchiamento e aumentando l\u2019insorgenza di malattie. Tutto ci\u00f2 \u00e8 dovuto all\u2019accorciamento dei telomeri del DNA come gi\u00e0 constatato dagli studi sui veterani di guerra o sopravvissuti ai campi di concentramento. Da pi\u00f9 recenti studi svolti sul materiale genetico di donne vi<\/span><span style=\"color: #333333;\">ttime di violenza a confronto di donne non violentate, sono emerse significative differenze relative ad alcuni processi che regolano l\u2019espressione di geni coinvolti nello stress. Per la prima volta, continua a scrivere la Ferrero, si cerca di comprendere se le differenze osservate potranno indurre a effetti a lungo termine, compromettendo cos\u00ec il loro stato di salute futura. Perci\u00f2 l\u2019obiettivo fondamentale \u00e8 la possibilit\u00e0 di identificare dei protocolli terapeutici di prevenzione, costruiti sui marker biologici identificati. Il sogno che si spera di realizzare \u00e8 una <i>biobanca per donne<\/i>, destinata a cancellare le ferite dell<\/span><span style=\"color: #333333;\">a vio<\/span><a title=\"giorno della memoria\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/49449275188\/in\/dateposted-public\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 4px; float: left;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/49449275188_23b64e1ef1_w.jpg\" alt=\"giorno della memoria\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a><span style=\"color: #333333;\">lenza anche se scolpite a livello molecolare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333;\">Sconcertante \u00e8 che ancora molto presenti sono in Italia, gli stereotipi di genere, correlati alla visione non del tutto emancipata che l\u2019uomo ha della donna. Per l\u2019uomo pi\u00f9 che per la donna \u00e8 molto importante avere successo nel lavoro; l\u2019uomo \u00e8 meno adatto ad occuparsi delle faccende domestiche; \u00e8 l\u2019uomo a dover provvedere alle necessit\u00e0 economiche della famiglia. Quello meno diffuso, invece, \u00e8 ch<\/span><span style=\"color: #333333;\">e spetta all\u2019uomo prendere decisioni pi\u00f9 importanti riguardanti la famiglia. Gran parte della popolazione, al crescere dell\u2019et\u00e0 e tra i meno istruiti, si ritrova in questi stereotipi. Gli stereotipi sono anche collegati alla violenza di coppia sulla donna poich\u00e9 l\u2019uomo ritiene la donna di sua propriet\u00e0 perci\u00f2 soggetta a controlli della sua vita sociale. Altri, e molto gravi, riguardano coloro che giudicano false le accuse di violenza sessuale poich\u00e9 mal interpretano il volere della donna. Per concludere uno stereotipo fortemente diffuso tra la popolazione \u00e8 quello che riguarda le correlazioni tra le violenze subite e il modo di vestire delle donne oltre che di fare uso di alcolici e stupefacenti. Dato inquietante che trova, purtroppo, disparit\u00e0 di pensiero anche tra i pi\u00f9 colti e giovani\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right; line-height: normal;\" align=\"right\"><strong><span style=\"color: #333333;\">Simone Maselli e Carlo Quatraro<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Video<\/strong><\/span>:<\/p>\n<div><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/100014469346239\/videos\/777215369437434\/?t=0\">https:\/\/www.facebook.com\/100014469346239\/videos\/777215369437434\/?t=0<\/a><\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/100014469346239\/videos\/777216549437316\/?t=3\">https:\/\/www.facebook.com\/100014469346239\/videos\/777216549437316\/?t=3<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-62630","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62630","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62630"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62630\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62630"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62630"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62630"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}