{"id":64187,"date":"2020-08-18T08:20:58","date_gmt":"2020-08-18T08:20:58","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=64187"},"modified":"2020-08-18T08:20:58","modified_gmt":"2020-08-18T08:20:58","slug":"il-miracolo-a-gioia-della-statua-di-pietra-di-san-roccofoto-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=64187","title":{"rendered":"Il miracolo a Gioia della statua di pietra di San Rocco\/foto"},"content":{"rendered":"<p><a title=\"festeggiamenti in onore di san rocco\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/48526977476\/in\/photolist-2gWarKs-Tqy1oC-RBJv2i-24Lzf58-24Lzfip-24Lzemz-2ehbeKA-24Lzh9t-24LzdE4-RBJyxM-RBJvp2-24LzgfK-2dZeDa8-2fitids-PFhxva-PFhtYa-Riw8AW-RBJucT-2b2ZaXo-2a1QSCq-2b2ZaZ7-2a1QSzj-29HXCP2-2b2ZaJN-2b2Zb45-2b2Zb9q-2a1QSDN-2b2ZaQE-2b2ZaLb-2a1QSxW-29HXbVt-Mmm6Dx-29HXcbP-2b7ggyg-28mnpjU-29HXcdn-NYArkW-29HXc9p-NYArpy-28mntw1-Mmm6Ar-2a1QqyG-29HXc6t-2a1Qqxu-28mno59-28mnphE-29HWv2F-29HWv5X-29N3k73-NKMFtb\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48526977476_59797f0110_z.jpg\" alt=\"festeggiamenti in onore di san rocco\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/ibb.co\/Jxqr55b\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: left;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/28ScggL\/117690814-2739152773031007-143756301160582953-o.jpg\" alt=\"117690814-2739152773031007-143756301160582953-o\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a> La devozione per <strong>San Rocco di Montpellier<\/strong>, molto diffusa a Gioia del Colle, \u00e8 legata ufficialmente alle varie epidemie di peste verificatesi tra il XVI ed il XVII secolo. Secondo la tradizione tramandata dall&#8217;abate Losapio la devozione per San Rocco, a livello popolare era presente a Gioia del Colle gi\u00e0 alla fine del Trecento.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><span>Narra la leggenda tramandata dall&#8217;Abate Losapio che, <strong>intorno all&#8217;anno Domini 1530<\/strong>, un ricco e spietato signore della Terra di Bari, <strong>un avaro giudice e notaio<\/strong>, <strong>avesse commissionato una pregevole statua di pietra al maestro Stefano da Putignano<\/strong>, per la sua egoistica devozione e per abbellire, pi\u00f9 verosimilmente, la sua sfarzosa dimora, collocandola nel giardino. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><span>Si dice che l&#8217;autore avesse impiegato <strong>sedici giorni per realizzare la statua<\/strong>, perch\u00e9 il ricco signore era sempre impaziente e con degli imprevisti ritardi non avrebbe voluto neanche pagare l&#8217;opera. Dopo aver finito il lavoro, <strong>la statua in blocchi e non dipinta, fu collocata in una grossa cassa di legno<\/strong>, ben chiusa e posta <strong>su di un carro<\/strong> colmo di balle di paglia e <strong>trainato da quattro buoi<\/strong>, uno per ogni Evangelista. Il carro era scortato dai servitori armati dell&#8217;avaro signore. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><span><strong>Quando il carro giunse<\/strong> fuori delle mura della citt\u00e0 di Gioia del Colle, nel punto <\/span><a href=\"https:\/\/ibb.co\/PMM5Y6w\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: right;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/1MM9nm8\/117676974-2739151323031152-2657770431029551481-o.jpg\" alt=\"117676974-2739151323031152-2657770431029551481-o\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a><span><strong>dove oggi sorge la Chiesa di San Rocco<\/strong>, in corrispondenza della Cappella del Santo francese, <strong>i quattro buoi<\/strong> improvvisamente si fermarono e <strong>si inginocchiarono<\/strong>. Nonostante avessero ricevuto violente frustate e sferzate, i buoi irremovibili, <strong>rimasero fermi per tre giorni<\/strong>. L&#8217;accaduto non rimase inosservato agli occhi dei cittadini gioiesi, i quali avevano partecipato inutilmente alla rimozione del misterioso carro che intralciava la via di comunicazione e che pur essendo carico di paglia era diventato sempre pi\u00f9 pesante ed irremovibile. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><span>I servi preoccupati, informarono il loro padrone, che infuriato non voleva far sapere il contenuto della grande cassa. Constatando dalle informazioni dei servi, il reale arresto misterioso dei quattro buoi, il ricco giudice giunse sul luogo ed anche lui, imprecando, volle tentare di smuovere i buoi ma inutilmente. Allora <strong>accorsero i sacerdoti, i notabili ed i gendarmi cittadini,<\/strong> che volevano redimere la questione. Alle insistenze del popolo, <strong>il notaio volle aprire la cassa <\/strong>e con il loro stupore si accorsero che<strong> la statua lapidea si era montata da sola e che misteriosamente si era anche dipinta<\/strong> in quanto l&#8217;autore per consegnare pi\u00f9 velocemente l&#8217;opera del committente, non l&#8217;aveva colorata e l&#8217;aveva lasciata in blocchi per montarla poi sul posto. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><a title=\"festa San Rocco 2019\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/48610433343\/in\/album-72157710518866988\/\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: left;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/65535\/48610433343_15d70d47b1.jpg\" alt=\"festa San Rocco 2019\" width=\"395\" height=\"500\" \/><\/a><span>I presenti, saputa la verit\u00e0 dal signore e dai suoi servi, gridarono al miracolo e subito sul luogo con delle pietre crearono un altare, per collocare il Santo di Montpellier su cui riuscirono a collocare la statua, diventata incredibilmente leggera. <strong>I Gioiesi chiamarono quel luogo la &#8220;Casa di San Rocco di pietra&#8221;.<\/strong> Solo allora i buoi si rialzarono. Il ricco notaio, felice, volle riprendersi la statua, ma essa divenne nuovamente pesantissima ed irremovibile. Constatando il nuovo prodigio, il ricco signore, convenne con il clero, i notabili ed il popolo gioiese che <strong>San Rocco aveva deciso di rimanere in quel luogo, da Lui scelto per proteggere la citt\u00e0<\/strong>, in quanto si temeva l&#8217;arrivo della peste nera. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><span><strong>Si dice che da quel giorno il ricco signore, cambi\u00f2 vita<\/strong>, si pent\u00ec delle sue malefatte pur essendo un uomo di giustizia, divenne generoso e caritatev<\/span><span>ole, seguendo l&#8217;esempio del Santo, di cui non conosceva neanche la storia. <strong>A proprie spese fece erigere la cappella per contenere la statua di San Rocco, che don\u00f2 alla citt\u00e0 di Gioia del Colle, contribuendo alla costruzione della Chiesa,<\/strong> donando tutte le sue ricchezze ai poveri. Da allora la statua in pietra di San Rocco, opera di Stefano da Putignano, \u00e8 rimasta in quel luogo prescelto dal Santo stesso. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><span>Si racconta che <strong>ogni qual volta si \u00e8 tentato di spostare o rimuovere la statua<\/strong>, anche per processioni commemorative, <strong>misteriosamente si sono verificate, improvvise scosse di terremoto<\/strong>. Anche quando si \u00e8 tentato di smuovere la statua per motivi cautelativi, essa \u00e8 diventata misteriosamente pesantissima. <strong>Chi <\/strong><\/span><span><strong>nel tempo si \u00e8 cimentato a rimuoverla personalmente, ha subito incidenti o non \u00e8 riuscito nell&#8217;impresa per il sopraggiungere di strani eventi, circostanze e coincidenze impreviste, apparentemente inspiegabili<\/strong>. La statua attualmente restaurata e dai lineamenti e colori delicati, nel tempo \u00e8 stata ritoccata e scurita per spaventare la peste e tutte le malattie infettive. <strong>San Rocco di pietra, roccia della Fede dei Gioiesi \u00e8 rimasto per sempre nel cuore della citt\u00e0 di Gioia del Colle.&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>IL CULTO A GIOIA<\/strong><a href=\"https:\/\/ibb.co\/1vhKSwg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: right;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/VjrDKP1\/117715413-2739153063030978-8782370485877376821-o.jpg\" alt=\"117715413-2739153063030978-8782370485877376821-o\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\">Il culto per il Santo francese risale a quello preesistente per San Sebastiano Centurione e Martire, frecciato dai suoi soldati, omaggiato ed attestato con la presenza di un altare nell&#8217;antica Chiesa Madre e festeggiato il 20 Gennaio. Prima di San Sebastiano i Gioiesi veneravano, quali protettori contro le piaghe e le malattie infettive, San Biagio Vescovo e Martire, scorticato vivo e festeggiato il 3 Febbraio e pi\u00f9 anticamente San Bartolomeo Apostolo e Martire, scuoiato vivo e festeggiato il 24 Agosto, a cui era dedicato il primitivo ospedale e lazzaretto cittadino, ubicato tra l&#8217;attuale Chiesa di San Rocco ed il Cimitero comunale.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>Prima del 1593<\/strong>, anno di fondazione della cappella rurale extra moenia, <strong>la fe<\/strong><strong>sta popolare di San Rocco si svolgeva in Chiesa Madre<\/strong> <strong>dove era conservato<\/strong> <strong>un quadro del Santo, oggi introvabile,<\/strong> collocato dove era ubicato l&#8217;altare di San Sebastiano.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\">In seguito venne realizzato in Chiesa Madre un altare devozionale, poi trasformato in cappellone copatronale, dove era custodita una statua lignea del Santo, censita e catalogata<a href=\"https:\/\/ibb.co\/gZPXNTh\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: left;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/v4QrpPR\/117648148-2739152513031033-8704983139517699445-o.jpg\" alt=\"117648148-2739152513031033-8704983139517699445-o\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a> dal vescovo di Bari Ascanio Gesualdo in occasione della Santa Visita effettuata il 18 e 19 Novembre del 1623.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>La festa di San Rocco<\/strong> della Chiesa Madre <strong>prev<\/strong><strong>edeva il mese dedicato al Santo<\/strong>, con la festa dell&#8217;apertura il 17 Luglio, con <strong>la processione della statua lignea grande che percorreva l&#8217;anello viario extra murario cittadino<\/strong>. Seguiva la novena ed il giorno della vigilia, in cui nel pomeriggio si svolgeva la processione dalla Chiesa Madre del <strong>busto ligneo del Santo<\/strong>, che <strong>veniva collocato su di un trono effimero in Piazza San Francesco di Assisi e restava per i tre giorni festivi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\">In questi giorni si svolgeva la <strong>Fiera<\/strong><strong>dell&#8217;Estate<\/strong>, con merci varie.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>Il giorno 16 Agosto era il giorno solenne della festa<\/strong>, con la salviata alle ore cinque e con la prima Messa che ricordava il transito del Santo. Alle ore dieci si celebrava la Messa solenne ed al termine, <strong>verso le ore undici, si svolgeva la processione di gala del Santo, con la statua grande lignea vestita, con le reliquie<\/strong>, il Ca<a href=\"https:\/\/ibb.co\/wMyhxJG\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: right;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/J5njMx6\/117669954-2739154623030822-2440085268776588257-o.jpg\" alt=\"117669954-2739154623030822-2440085268776588257-o\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a>pitolo, le autorit\u00e0 ed i fedeli, che dalla Chiesa Madre percorreva il borgo antico, l&#8217;anello viario extra murario, i territori conventuali, la sosta presso il lazzaretto e le vie campestri extra moenia della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>Nel pomeriggio si assisteva al panegirico del Sa<\/strong><strong>nto e la benedizione dei malati<\/strong> che venivano presentati al Santo, <strong>dei cani, delle scarpe, dei <\/strong><strong>bastoni, dell&#8217;olio, degli unguenti<\/strong> e dei materiali che permettevano la realizzazione dei medicamenti e dei farmaci.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\">Venivano vendute le angurie, i cappelli ed i ventagli.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>A sera in Piazza San Francesco di Assisi si realizzava il fal\u00f2, dove venivano bruciati tutti gli oggetti negativi che potevano diffondere eventuali malattie.<\/strong> Si assisteva ad una <strong>seconda processione del Santo, con la statua grande lignea<\/strong>, con <strong>fiaccolata votiva e cavalcata<\/strong>, in cui si chiedevano grazie o si&nbsp;scioglievano i voti con pubblico ringraziamento che percorreva le vie dell&#8217;anello extra murario, con la conclusiva benedizione del fal\u00f2 e con gli atti di scongiuro per allontanare le malattie.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>Il giorno seguente in serata si svolgeva la p<\/strong><a href=\"https:\/\/ibb.co\/jH3mz5p\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: left;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/9Gy6hvM\/117708934-2739153359697615-1671496105424405193-o.jpg\" alt=\"117708934-2739153359697615-1671496105424405193-o\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a><strong>rocessione del saluto del busto ligneo del Santo, da Piazza San Francesco d&#8217;Assisi alla Chiesa Madre<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\">Otto giorni dopo si svolgeva la festa dell&#8217;Ottava, con la processione serale della statua grande lignea del Santo che dalla Chiesa Madre percorreva le strade del borgo antico.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>Dal 1530<\/strong>, anno in cui si assistette al leggendario miracolo della statua in pietra del Santo, <strong>la festa si estese al luogo in cui si ferm\u00f2 il carro dei buoi,<\/strong> dove i fedeli iniziarono la costruzione della primitiva edicola, poi <strong>trasformata in cappella ed infine nel 1593 in Chiesa rurale di San Rocco<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\">In occasione dei festeggiamenti la statua del Santo non rientrava in Chiesa Madre, ma restava presso la cappella per la venerazione dei fedeli e per lo svolgimento dei riti propiziatori. <strong>In serata con una grande fiaccolata votiva e la cavalcata, la statua di San Rocco benediva il fal\u00f2 e rientrava in Chiesa Madre.<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>L\u2019APPARIZIONE DI SAN ROCCO SULLA TORRE DEL BAL<\/strong><strong>ZO<\/strong><a href=\"https:\/\/ibb.co\/M529ybs\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: right;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/jZ6H9dT\/117696398-2739153706364247-8393012487045496137-o.jpg\" alt=\"117696398-2739153706364247-8393012487045496137-o\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\">La tradizione vuole che <strong>nel 1656<\/strong> il popolo gioiese avesse invocato la protezione del <strong>Santo<\/strong> per debellare il morbo penetrato in citt\u00e0 e che lo stesso, <strong>apparso sulla torre detta del Principe del Balzo, compresa nelle mura della casa posta all&#8217;angolo di Corso Cavour e Via Canova<\/strong> <strong>avesse,<\/strong> <strong>con la spada fiammante in mano allontanato l&#8217;epidemia<\/strong>. I Gioiesi per il miracolo ottenuto, eressero nuovamente la cappella omonima fuori le mura di fronte alla torre sulla quale era apparso il Santo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>La cappella di San Rocco fu riedif<\/strong><strong>icata, ampliata e consacrata in Chiesa Capitolare nel 1656<\/strong>, dopo la spaventosa pestilenza che colp\u00ec il Regno di Napoli. Infatti a Gioia del Colle si celebr\u00f2 come Santo Protettore popolare e cittadino San Rocco di Montpellier, <strong>la<\/strong> cui <strong>festa ufficiale<\/strong> <strong>venne introdotta canonicamente per la prima volta nel 1656<\/strong>, anno della terribile pestilenza.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/ibb.co\/0Cf8LNZ\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: left;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/D97sFXk\/117637589-2739154266364191-1302493333948643624-o.jpg\" alt=\"117637589-2739154266364191-1302493333948643624-o\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a> <strong>Durante il colera che infier\u00ec a Gioia del Colle <\/strong><strong>nel 1837, San Rocco fu invocato dal<\/strong><strong> popolo gioiese<\/strong> con memorabili festeggiamenti che culminarono il 16 Agosto, giorno in cui la statua del Santo, ricoperta di doni votivi in oro ed argento, preceduta dalla cavalcata aperta dal <strong>sindaco Ceppaglia,<\/strong> chiudeva la processione su di un carro trionfale seguito dai fedeli con i ceri accesi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\">La processione, prima di fare il giro del Paese, sostava in Piazza San Francesco d&#8217;Assisi per la supplica ed in Largo Panessa per assistere ai fuochi pirotecnici.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\">Cessato il contagio, i Gioiesi decisero di istituire i festeggiamenti votivi ed istituzionali del Santo. <strong>Nel 183<\/strong>7 infatti <strong>le celebrazioni votive<\/strong>, con processioni penitenziali del Santo, <strong>furono protratte dal 7 al 14 Settembre<\/strong> in concomitanza dei festeggiamenti patronali di Santa Sofia e di quelli devozionali del Santissimo Crocifisso.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>La statua del Santo sostav<\/strong><strong>a nei lazzaretti colerosi cittadini e presso gli<\/strong><a href=\"https:\/\/ibb.co\/8DH5mPJ\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: right;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/Rpq0gQ1\/117892551-2739153896364228-3606218933639770921-o.jpg\" alt=\"117892551-2739153896364228-3606218933639770921-o\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a><strong> ospedaletti conventuali.<\/strong> <strong>Nel 1858 con l&#8217;erezione canonica della Confraternita di San Rocco<\/strong>, officiante nell&#8217;omonima Chiesa, <strong>i festeggiamenti popolari<\/strong> del Santo <strong>vennero affidati alla Confraternita medesima che provvide alla realizzazione di<\/strong><strong> una <\/strong><strong>statua e di un busto ligneo del Santo<\/strong>, per distinguerli dal busto ligneo e dalla statua copatronale della Deputazione della Chiesa Matrice.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\">Pertanto si arriv\u00f2 ad effettuare <strong>due feste esterne, quella popolare curata dalla Confraternita il 16 Agosto<\/strong> in ricordo del voto fatto in occasione della peste del 1656 e <strong>quella copatronale curata dalla <\/strong><strong>Deput<\/strong><strong>azione della Chiesa Madre l&#8217;8 Settembre<\/strong> in ricordo del voto fatto in occasione del colera del 1837.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\">Nel 1860 il Consiglio Comunale elevava&nbsp;San Rocco a compatrono di Gioia del Colle assieme a San Filippo Neri, con la stesura di un atto di copatronato. Per l&#8217;occasione, per evitare che i Gioiesi si dividessero in partigiani di San Filippo Neri i &#8220;Sanfilippini&#8221;e di San Rocco i &#8220;Sanrocchini&#8221;, il Capitolo dispose che un mese prima della festa di San Rocco, precisamente il 17 Luglio, la statua copatronale fosse prelevata dalla Chiesa Madre, dove si trovava e portata nella Chiesa di San Rocco per le funzioni religiose ed essere quindi riportata, sempre processionalmente, nella Chiesa Madre la sera del 16 Agosto, giorno della festa di Sa<a href=\"https:\/\/ibb.co\/MkqzxT0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: left;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/yFLzcTj\/117716840-2739153313030953-3388354105777841934-o.jpg\" alt=\"117716840-2739153313030953-3388354105777841934-o\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a>n Rocco.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>Nel 1886 in occasione di una nu<\/strong><strong>ova epidemia colerica e tifoide<\/strong> con alcuni casi sospetti di vaiolo, <strong>venne organizzata una peregrinatio<\/strong>&nbsp;delle due statue confraternale e copatronale, con la consacrazione votiva al Santo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>Nel 1899 ci fu la parificazione canonica patron<\/strong><strong>ale di San Filippo Neri e di San Rocco<\/strong> di Montpellier.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>IL CAPPELLO D\u2019ARGENTO DI SAN R<\/strong><strong>OCCO, SCUDO DI OGNI MALATTIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>Nel 1911 in occasione della pandemia influ<\/strong><strong>enzale &#8220;Spagnola&#8221;, San Rocco venne invoca<\/strong><strong>to per debellare il flagello e venne stipulato un decreto di affidamento <\/strong><strong>al Santo<\/strong>. Prima di ogni processione ufficiale veniva proclamato l&#8217;atto di copatronato e particolare era <strong>la consegna da parte del <\/strong><strong>Clero del cappello di argento<\/strong><strong> che, prelevato dall&#8217;abitazione del sindaco<\/strong> e primariamente conservato nel tesoro del Palazzo Comunale, insieme alle chiavi di oro della citt\u00e0 consegnate a San Filippo Neri, <strong>veniva applicato alla statua prima della processione di gala e riconsegnato all&#8217;autorit\u00e0<\/strong>, quando la statua rientrava la sera della festa in Chiesa Madre.<a href=\"https:\/\/ibb.co\/dLBwTjs\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: right;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/4YWnqKw\/117689817-2739154046364213-7783656369171469324-o.jpg\" alt=\"117689817-2739154046364213-7783656369171469324-o\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>Il cappello veniva considerato uno<\/strong><strong> scudo che arrestava qualsiasi ma<\/strong><strong>la<\/strong><strong>t<\/strong><strong>ti<\/strong><strong>a<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>Nella Chiesa di San Rocco<\/strong> si conservano <strong>due ostensori contenenti le rel<\/strong><strong>iquie ossee del Santo<\/strong>, la statua lignea copatronale, la statua lignea devozionale, la statua lapidea miracolosa ed un mezzo busto lapideo decorativo, posto sulla facciata esterna della Chiesa del Santo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>Con la regolamentazione dei sacri riti religiosi e liturgici<\/strong>, le processioni votive e devozionali straordinarie ed ordinarie sono state ridotte <strong>alla sola processione serale del 16 Agosto<\/strong>. La festa esterna \u00e8 stata ridotta a soli due giorni celebrativi e <strong>risultano introvabili i busti lignei e le sta<\/strong><strong>tue pi\u00f9 antiche, con i relativi apparati effimeri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><strong>San Filippo Neri ammirava San Rocco di Montpellier<\/strong>, indicandolo quale mirabile esempio di giovane ricco che aveva avuto tutto dalla vita e quel tutto era nulla, perch\u00e9 solo Dio <a href=\"https:\/\/ibb.co\/6mhHXHG\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: left;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/c156Y6R\/117597907-2739155303030754-6040707584808406093-o.jpg\" alt=\"117597907-2739155303030754-6040707584808406093-o\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a>era il suo tutto. Per San Filippo Neri, <strong>San Rocco era un modello da seguire<\/strong>, perch\u00e9 era un giovane che aveva messo in pratica, con fede e coerenza la realt\u00e0 del Vangelo di Ges\u00f9, donando tutto se stesso per vivere pienamente nello spirito di San Francesco di Assisi, la Carit\u00e0. Nella stesura degli Annali Ecclesiastici e negli studi agiografici sulla Storia della Chiesa, San Filippo Neri insieme a Cesare Baronio menzionarono il Santo francese, realizzando la biografia di San Rocco e componendo un panegirico da proporre durante gli offici liturgici propri del Santo celebrati nell&#8217;Oratorio romano. <strong>Ulteriori tracce del culto di Sa<\/strong><strong>n Rocco a Gioia del Colle sono presenti nella Chiesa conventuale di San Francesco di Assisi<\/strong>, in cui \u00e8&nbsp;presente un altare con una tela del Santo, <strong>in quanto era un Terziario francescano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\">Nella Chiesa Rettoria il Santo francese veniva celebrato con la Santa Messa propria ed il panegirico, a ricordo della sosta che la statua del&nbsp;Santo realizzava in Piazza San Francesco d&#8217;Assisi per&nbsp;la pubblica benedizione, l&#8217;ostensione solenne della reliquia e la proclamazione dell&#8217;atto di copatronato cittadino. [<strong>foto Mario Di Giuseppe della festa di S. Rocco 2020<\/strong>]<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\"><strong>Per visualizzare la gallery<\/strong> clicca sul link sottostante.<\/p>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/ibb.co\/album\/hDXc34\">https:\/\/ibb.co\/album\/hDXc34<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-64187","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64187","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=64187"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/64187\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=64187"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=64187"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=64187"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}