{"id":65084,"date":"2021-02-11T16:27:43","date_gmt":"2021-02-11T16:27:43","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=65084"},"modified":"2021-02-11T16:27:43","modified_gmt":"2021-02-11T16:27:43","slug":"le-sperimentazioni-sui-rifiuti-pericolosi-vanno-fermate-le-ragioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=65084","title":{"rendered":"Le sperimentazioni sui rifiuti pericolosi vanno fermate. Le ragioni"},"content":{"rendered":"<p><a title=\"Termosud-2\" href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/91470992@N02\/21055762485\/in\/photolist-2hZdFgK-y5ChBF-y3iWyU-w3ACyA-wYSnys-w3Fqgt-rrBaCq-rFU23Q-qpMiGN-qgjfgb-rb2RWs-qVSnF4-rdkemp-qVGRPs-rmLJdp-rjtTho-r5coSq-rmLJMv-q2hwuS-qYmbfc-qFVuqy-qEvAoZ-qEmHGs-qWvcBV-pZDS9S-qWoiCh-qW2nJ8-qGY6Cc-qV8zQT-qVSu3K-pXYWQZ-nFkYqa-nFkYi6-nF46vT-muhnuB-muiCMu-fBLLct-fC24JY-fC244d-fC23U1-fC23qh-fC23J9-fBLHNF-fBLMAR-fBLNke-fC28th-fC29qN-fBLLRH-qD3U7p\" data-flickr-embed=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/live.staticflickr.com\/620\/21055762485_86edc13dbc_z.jpg\" alt=\"Termosud-2\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><strong><span>NESSUN DUBBIO: LE SPERIMENTAZIONI SUI RIFIUTI PERICOLOSI IN CORSO DA 20 ANNI PRESSO L\u2019ANSALDO DI GIOIA DEL COLLE NON HANNO MOTIVO D\u2019ESISTERE E VANNO FERMATE<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Come un\u2019immortale fenice, che si rigenera dalle sue ceneri (\u201cvetrificate\u201d, per\u00f2, specificherebbero da Itea spa), torna lo spettro su Gioia del Colle delle sperimentazioni sui rifiuti speciali e pericolosi. Ma siamo proprio sicuri che l\u2019incubo torni o c\u2019\u00e8 sempre stato nell\u2019ultimo ventennio?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Lo scorso 21 gennaio 2021, con un atto che la stessa amministrazione gioiese ha ritenuto \u201cunilaterale\u201d, la Citt\u00e0 Metropolitana di Bari ha prorogato di due anni le sperimentazioni dell\u2019impianto Isotherm presente nella sede di Ansaldo Caldaie a Gioia del Colle. (<a href=\"13)%20Proroga%20autorizzazione%20Itea%202021.pdf\">Proroga autorizzazione Itea 2021.pdf<\/a>) L\u2019autorizzazione prevede la sperimentazione per un massimo giornaliero di 5 tonnellate su circa 150 tipologie di rifiuti che, sebbene vengano indicati come \u201cnon pericolosi\u201d nella determinazione dirigenziale, sono prevalentemente pericolosi, come anche lo stesso elenco in allegato al documento riporta (un\u2019anomalia amministrativa che potrebbe, gi\u00e0 di per s\u00e9, invalidare l\u2019intera proroga). Tra le tante tipologie, infatti, su cui Itea potr\u00e0 continuare, per ben due anni e per ben 5000 kg al giorno, a sperimentare (un quantitativo che sa poco di sperimentazione e molto di smaltimento) figurano: percolato di discarica <i>contenente sostanze pericolose<\/i>, catrami acidi, plastiche e gomme, pesticidi, vernici, inchiostri, adesivi e resine <i>contenenti sostanze pericolose<\/i>, rifiuti solidi prodotti dalle bonifiche dei terreni <i>contenenti sostanze pericolose<\/i>, solventi, tubi fluorescenti e altri rifiuti contenenti mercurio, fanghi derivanti da acque reflue industriali, rifiuti prodotti dalla purificazione dei carburanti, medicinali citotossici e citostatici, detergenti <i>contenenti sostanze pericolose<\/i>, batterie e accumulatori, apparecchiature elettriche ed elettroniche <i>contenenti sostanze pericolose<\/i>, etc.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Ovviamente, da ricercatore e da persona di scienza, riconosco pienamente l\u2019importanza e il diritto alla ricerca che va difeso e garantito. Ritengo che l\u2019impegno nella riduzione dell\u2019impatto ambientale delle attivit\u00e0 umane sia una priorit\u00e0 assoluta. Allo stesso tempo, per\u00f2, credo che non vada confuso l\u2019interesse pubblico nella ricerca e l\u2019affare privato e che vada sempre garantita la massima trasparenza, soprattutto se le ricerche coinvolgono direttamente o indirettamente esseri viventi. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Nonostante mi giunga voce che in questi giorni si stia cavalcando l\u2019onda della notizia per \u201cpromozione politica\u201d e ci si chieda, ridicolmente, se quella sperimentata presso l\u2019Ansaldo possa essere una \u201ctecnologia verde strategica per il territorio\u201d (per quale territorio? Per quali cittadini? Per quale verde?), purtroppo, ci sono pochi dubbi riguardo l\u2019assenza di qualunque raziocinio e il rischio a cui il territorio locale e i gioiesi vengono sottoposti, come cavie da laboratorio, da un ventennio. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Prover\u00f2 brevemente a motivare questa posizione affinch\u00e9 si eviti qualunque strumentalizzazione della vicenda per continuare a confondere l\u2019opinione pubblica e si mettano in atto tutte le azioni necessarie affinch\u00e9 prevalga l\u2019interesse (davvero) pubblico.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center;\" align=\"center\"><strong><span>SPERIMENTAZIONI ITEA \u2013 LA STORIA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>IL DIS.MO (DISSOCIATORE MOLECOLARE)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>La tecnologia di combustione senza fiamma non \u00e8 un\u2019invenzione Itea, n\u00e9 nasce a Gioia del Colle per la prima volta. Numerosi impianti del genere, che prevedono dissociazione molecolare isotermica, sono stati sperimentati nel mondo, a tutt\u2019oggi senza diventare rivoluzioni nella gestione dei rifiuti. L\u2019impianto presente nell\u2019Ansaldo di Gioia \u00e8 figlio (qualcuno direbbe illegittimo) di un altro DISMO finanziato con un progetto Life dalla Comunit\u00e0 Europea tra il 1998 e il 2000 con \u20ac283,542.16 (<a href=\"Dismo\/1)%20DISMO%20-%20EU%20-%20Life.pdf\">DISMO &#8211; EU &#8211; Life.pdf<\/a>) e utilizzato in collaborazione con l\u2019azienda di gestione dei rifiuti pubblica AMIA in Emilia Romagna.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>La Hera specifica, in un rapporto informativo successivo riguardante l\u2019impianto DISMO, localizzato presso l\u2019inceneritore Frullo di Granarolo (BO), che \u201cla fase sperimentale, seguita all\u2019acquisto della macchina, \u00e8 stata effettuata in strettissima collaborazione con ITEA, da aprile a novembre 2002, evidenziando ampi margini per l\u2019ottimizzazione delle innovative tecnologie utilizzate. L\u2019attivit\u00e0 sperimentale ha riguardato varie tipologie di rifiuti fra i quali carboni attivi esauriti e resine a scambio ionico ed insetticidi\u201d (<a href=\"2)%20DISMO%20Schema.pdf\">DISMO Schema.pdf<\/a>). Passano un paio d\u2019anni da quella \u201cottimizzazione delle innovative tecnologie utilizzate\u201d che, nel 2004, un giudice emiliano mette i sigilli all\u2019impianto e lo sequestra a scopo probatorio dopo aver \u201caccolto la richiesta di un dipendente di Itea, la ditta che lo produce, che si \u00e8 ammalato di cancro. L&#8217;uomo aveva presentato denuncia alla Procura della Repubblica ipotizzando che il suo male sia legato ai fumi inquinanti della macchina che brucia a temperature elevatissime (1600 &#8211; 2000 gradi) i residui industriali contaminati da sostanze classificate come pericolose, l&#8217;ultimo impianto col quale \u00e8 stato in contatto nella sua storia lavorativa. E ne aveva chiesto il sequestro. Ottenendo prima il rifiuto del PM Stefano Orsi che coordina l&#8217;inchiesta aperta sul caso. E poi il s\u00ec del gip. Ora il grande cilindro, un\u2019installazione delle dimensioni di una locomotiva, collocato sotto una tettoia accanto all&#8217; inceneritore, nell\u2019impianto del Frullo di Granarolo gestito da Hera, \u00e8 bloccato. E rester\u00e0 fermo finch\u00e9 i periti della Procura non avranno concluso le loro indagini. D\u2019altra parte ha sempre lavorato poco. Anzi, secondo i tecnici di Hera, addirittura poche ore, perch\u00e9 la tecnica \u00e8 s\u00ec considerata eccellente, (consiste in un reattore chimico che realizza la completa ossidazione del rifiuto, un processo basato sul &#8220;cracking&#8221; molecolare in presenza di ossigeno puro ad alte temperature), ma la macchina ha sempre funzionato male\u201d (<a href=\"3)%20Hera%20-%20Sequestro.pdf\">Hera &#8211; Sequestro.pdf<\/a>).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Ragione per cui, devono aver pensano quelli di Itea, \u00e8 necessario continuare la sperimentazione dell\u2019impianto da qualche parte sperduta del sud Italia dove i cittadini sono pi\u00f9 sornioni, nessuno sa dei problemi in Emilia Romagna e le cose possono proseguire senza intoppi. E cos\u00ec la sede individuata \u00e8 proprio l\u2019Ansaldo di Gioia del Colle, dove \u00e8 gi\u00e0 in attivit\u00e0 un inceneritore del Centro Combustione Ambiente (CCA) che nessuno sa esattamente cosa e perch\u00e9 bruci. Ma perch\u00e9 sperimentare proprio Gioia del Colle e proprio presso l\u2019Ansaldo, a poche centinaia di metri dal centro urbano?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>EDOARDO ROSSETTI<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Un indizio lo fornisce la storia dell\u2019eclettico imprenditore emiliano Edoardo Rossetti. Fondatore e azionista al 100% della Rossetti Vernici e Idee S.p.A., Societ\u00e0 leader in Italia nel settore delle vernici decorative dal 1966 al 1998 che vede, probabilmente, nella riduzione dei costi di smaltimento delle vernici e di altri rifiuti pericolosi prodotti durante le fasi di produzione, un buon affare e, nel 1999, acquista la maggioranza del capitale di Itea S.p.A. per industrializzare il progetto Dismo, \u201ctecnologia innovativa nel campo dello smaltimento dei rifiuti pericolosi\u201d. Nel frattempo, l\u2019Itea, entra a far parte del Gruppo Sofinter\/Ansaldo, leader nella realizzazione di caldaie industriali, impianti per la co-generazione e per lo smaltimento rifiuti e il sig. Rossetti, senza perder tempo, mette il piede in due scarpe e diventa consigliere sia di Itea SpA sia di Sofinter\/Ansaldo (<a href=\"4)%20Edoardo%20Rossetti%20-%20Sofinter.pdf\">Edoardo Rossetti &#8211; Sofinter.pdf<\/a>). Dunque, quando la sperimentazione in Emilia Romagna viene fermata dal giudice e ritenuta inutile perch\u00e9 \u201cla macchina ha sempre funzionato male\u201d, viene facile a Itea \u201cparte del Gruppo Sofinter\/Ansaldo\u201d individuare in Ansaldo Caldaie\/CCA di Gioia del Colle un sito ideale dove continuare gli esperimenti. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>L\u2019ARPA PUGLIA E LE DIOSSINE<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Dopo qualche anno, per\u00f2, il malcontento e i dubbi di alcune associazioni e cittadini sulla reale natura dell\u2019impianto iniziano ad emergere, anche in relazione alle notizie che parlano di emissione di diossine rilevate da ARPA (si veda Il Levante del 10\/12\/2007), ma l\u2019azienda si difende dicendo che la sperimentazione non \u00e8 pericolosa per la salute pubblica e l\u2019ambiente e che l\u2019ARPA \u00e8 sempre presente per monitorare tutte le fasi sperimentali. Nonostante queste rassicurazioni, dai camini dell\u2019Ansaldo i cittadini continuano a notare fuoriuscite di fumi neri e a sentire cattivi odori. L\u2019Itea, per\u00f2, continua per anni a rassicurare tutti sostenendo che la sperimentazione Dismo, che ora chiama Isotherm e che, nel tempo, avrebbe persino ottenuto cospicui finanziamenti dalla Regione Puglia e addirittura l\u2019autorizzazione a sperimentare su rifiuti radioattivi (di cui poi si perde qualunque informazione negli ultimi anni: <a href=\"cronaca\/13930-rifiuti-speciali-e-radioattivi-bruciati-in-termosud.html\">http:\/\/www.gioianet.it\/cronaca\/13930-rifiuti-speciali-e-radioattivi-bruciati-in-termosud.html<\/a>), pur utilizzando la stessa canna fumaria, non produce evidenti fumate scure ed \u00e8 diversa dalle attivit\u00e0 che svolge il CCA. Sembra che si voglia lasciare intendere, dunque, che ogni qual volta la popolazione nota emissioni a camino, soprattutto scure e cospicue, si tratti non di attivit\u00e0 Dismo\/Isotherm, ma di sperimentazioni del CCA. Purtroppo, questa separazione delle responsabilit\u00e0 non tranquillizza la popolazione e non certo rende pi\u00f9 salubre l\u2019aria di Gioia. Per l\u2019ambiente e per la salute fa poca differenza se a emettere fumi sia la sperimentazione CCA o quella Itea.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>LE SCATOLE CINESI<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Tanto pi\u00f9 che basta visitare il sito internet di Itea dedicato all\u2019Impianto di Gioia del Colle \u201cunit\u00e0 dimostrativa della tecnologia\u201d per notare, a fondo pagina la dicitura \u201cSociet\u00e0 del Gruppo Sofinter\u201d e i loghi sia di CCA sia di Itea (<a href=\"5)%20Impianto%20di%20Gioia%20del%20Colle%20(unit\u00e0%20dimostrativa%20della%20tecnologia)%20-%20ITEA.pdf\">Impianto di Gioia del Colle (unit\u00e0 dimostrativa della tecnologia) &#8211; ITEA.pdf<\/a>). Quindi, come in una sorta di scatole cinesi, Sofinter che fa parte di Ansaldo include sia CCA sia Itea che sperimentano entrambe la combustione su varie sostanze pericolose nello stesso sito gioiese e utilizzano la stessa ciminiera rendendo impossibile capire chi stia bruciando in uno specifico momento, grazie a un rimpallo di responsabilit\u00e0 (<a href=\"http:\/\/www.gioianews.it\/non-e-di-itea-la-ciminiera-che-fuma-allansaldo\/\">http:\/\/www.gioianews.it\/non-e-di-itea-la-ciminiera-che-fuma-allansaldo\/<\/a>). D\u2019altronde, resta altrettanto ignoto cosa davvero il CCA bruci, con quali autorizzazioni e con quali finanziamenti, da un ventennio a questa parte. Tra l\u2019altro, cliccando sul link CCA nella sezione delle societ\u00e0 del gruppo Sofinter si viene rimandati al sito ufficiale del Centro Combustioni Ambiente che vanta nei suoi servizi, come referenze, quella della HITACHI che avrebbe effettuato un esperimento di combustione proprio a Gioia del Colle, con tanto di mappa e foto dell\u2019impianto (<a href=\"Dismo\/Dismo\/7)%20Impianti%20ITEA%20nel%20mondo.pdf\">Impianti ITEA nel mondo.pdf<\/a>). Quando, su quali sostanze e chi controllava le emissioni e i rischi per la salute pubblica non \u00e8 dato saperlo. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Proseguendo la visita sul sito Itea, per\u00f2, \u00e8 possibile anche trovare il dettaglio sui vari impianti che l\u2019azienda sta collocando nel mondo: al primo posto, appunto, \u201cun impianto dimostrativo a Gioia del Colle (Ba) della capacit\u00e0 di 5 MWt; su questo impianto si verificano e testano le nuove applicazioni industriali, spesso in collaborazione con i Clienti interessati. Il reattore lavora ad alta temperatura, in condizioni isoterme; i fumi uscenti dal reattore sono estremamente puliti\u201d e da qui inizia un elenco di emissioni sotto i limiti di legge (<a href=\"7)%20Servizi%20-%20CCA.pdf\">Servizi &#8211; CCA.pdf<\/a>). <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Due riflessioni sono, a questo punto, necessarie. La prima \u00e8 che l\u2019impianto \u201cdimostrativo di Gioia del Colle\u201d dove \u201csi verificano e testano le nuove applicazioni industriali, spesso in collaborazione con i Clienti interessati\u201d rappresenta una sorta di falso modello eco-tecnologico da esportare nel mondo. Seppur questa tecnologia non emettesse in atmosfera inquinanti, la sola produzione di anidride carbonica e il consumo energetico per mantenere temperature vicine ai 1800-2000\u00b0 C a cui opera l\u2019impianto, in un periodo storico in cui si va verso il pieno utilizzo di sole risorse rinnovabili e una forte limitazione dei gas serra a livello globale, rendono gi\u00e0 inutile questo tipo di tecnologia rispetto, ad esempio, a un trattamento a freddo dei rifiuti speciali e pericolosi. Non va dimenticato che per la legge fisica di conservazione della massa termodinamica \u201cnulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma\u201d. Quindi 5 tonnellate di rifiuti in ingresso trattati da Dismo\/Isotherm (come da qualunque altro impianto) restano sempre 5 tonnellate di rifiuti in uscita (anzi un po\u2019 di pi\u00f9 se si aggiunge il carburante per mantenere le temperature e l\u2019ossigeno immesso). Solo che ci\u00f2 che viene fuori ha semplicemente un\u2019altra forma e una duplicata pericolosit\u00e0: gas da camino e scorie dai reattori che necessitano comunque di discarica di rifiuti speciali (al di l\u00e0 dei bizzarri usi proposti da Itea, si veda sotto). Quello che si risparmia in volume si emette in atmosfera e si concentra nelle polveri in uscita. Tant\u2019\u00e8 che in un eccesso di foga\/follia scientifica, poche righe dopo nella stessa pagina web, l\u2019Itea si lancia nel dichiarare che l\u2019impianto da loro consegnato a Singapore tratta \u201crifiuti provenienti dall\u2019area industriale di Jurong, <i>producendo vapore venduto ad utilizzatori locali<\/i>\u201d. Ora, tutto mi \u00e8 capitato di sentire dagli industriali che vogliono far passare per \u201cecologico e sostenibile\u201d il loro business, ma che qualcuno possa essere interessato a comprare <i>vapore<\/i> da \u201cvenditori di fumo\u201d mai. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>L\u2019INTERESSE DEGLI AMERICANI<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Inoltre, il tanto ammirato interesse degli americani per una tecnologia che i gioiesi (ma visto il caso Emilia Romagna si potrebbe dire, gli italiani) non vogliono (<a href=\"http:\/\/www.gioianews.it\/gli-americani-vogliono-itea-gioia-del-colle-futuro\/\">http:\/\/www.gioianews.it\/gli-americani-vogliono-itea-gioia-del-colle-futuro\/<\/a>) si rivela, qualche riga sotto, quando si menziona che \u201cITEA sta realizzando negli U.S.A. un impianto pilota di piccola taglia dedicato all\u2019applicazione carbone\u201d. Carbone? Beh s\u00ec, nel 2021 qualcuno che si fregia di fantomatici premi per \u201cinnovazioni sostenibili\u201d ancora pensa di produrre energia dal carbone. Alla faccia dei cambiamenti climatici!<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Tutto questo la dott.ssa Grazia Di Salvia e i chimici Itea dovrebbero conoscerlo bene, nonostante continuino a dichiarare ai giornali locali \u201cche i cittadine e le cittadine gioiesi, ai quali \u00e8 stato raccontato quanto potesse essere pericolosa Itea e di come rappresentasse uno dei maggiori problemi ambientali del territorio, il tutto senza averne reale contezza, meritino risposte e chiarezza, e perch\u00e9 no, anche pubbliche scuse\u201d (<a href=\"http:\/\/www.gioianews.it\/itea-inchiesta-archiviata-e-nuove-autorizzazioni-non-ci-sono-variazioni-rispetto-alle-precedenti\/\">http:\/\/www.gioianews.it\/itea-inchiesta-archiviata-e-nuove-autorizzazioni-non-ci-sono-variazioni-rispetto-alle-precedenti\/<\/a>).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Peccato che Di Salvia &amp; co. dimenticano tutte le volte di menzionare alcuni dettagli fondamentali per capire se davvero l\u2019impianto possa essere pericoloso. Il primo \u00e8 che, nonostante dichiarino che c\u2019\u00e8 <i>sempre<\/i> l\u2019ARPA Puglia a controllare ogni qual volta sperimentano, la cittadinanza e l\u2019Amministrazione comunale, da quanto risulta, non hanno mai ricevuto in quasi 20 anni alcuna relazione da parte dell\u2019Agenzia Regionale che, tra l\u2019altro insieme alla ASL locale, aveva manifestato parere sfavorevole alla precedente autorizzazione alla sperimentazione. L\u2019unica analisi documentata da un ente terzo \u00e8 quella del 2004, condotta da ENEA, riguardante la \u201cCaratterizzazione del particolato organico e inorganico allo scarico del reattore ISOTHERM PWR\u201d sito presso Ansaldo di Gioia del Colle (<a href=\"8)%20DISMO%20-%20particolato.pdf\">DISMO &#8211; particolato.pdf<\/a>). Ebbene, le conclusioni dell\u2019analisi rivelano che \u201c\u00c8 stata condotta una campagna sperimentale sull\u2019impianto ITEA\/DISMO installato presso il Centro Ansaldo Caldaie di Gioia del Colle con l\u2019obiettivo di caratterizzare il particolato organico ed inorganico con dimensioni inferiori a 10 \u03bcm formato nel reattore di alta temperatura e a valle dell\u2019impianto di recupero di calore bruciando come combustibili un gasolio, un olio BTZ, uno slurry di polverino di carbone ed un rifiuto. [\u2026]. La caratterizzazione del particolato formato nella combustione dello slurry e del rifiuto ha evidenziato che la maggior parte del particolato formato ha dimensioni inferiori a 0,4 \u03bcm e che l\u2019impianto di recupero del calore aumenta la formazione di particolato attraverso la condensazione di vapori di sostanze o presenti nel combustibile o derivanti dall\u2019erosione delle pareti del reattore. L\u2019analisi del particolato con dimensioni submicroniche effettuata con microscopia a forza atomica e spettroscopia di assorbimento ha permesso di rilevare quantit\u00e0 non trascurabili di particolato con dimensioni nell\u2019intervallo 10 \u2013 50 nm con prevalente carattere carbonioso\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>IL DATO ALLARMANTE <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Quindi l\u2019unica analisi disponibile su ci\u00f2 che l\u2019impianto produce ed emette rivela il dato allarmante che \u201cl\u2019impianto di recupero del calore aumenta la formazione di particolato\u201d, \u201cla maggior parte del particolato formato ha dimensioni inferiori a 0,4 \u03bcm\u201d e rileva \u201cquantit\u00e0 non trascurabili di particolato con dimensioni nell\u2019intervallo 10 \u2013 50 nm\u201d. Sappiamo che gi\u00e0 il PM10 (ovvero le polveri sottili di dimensioni inferiori a 10 micrometri, cio\u00e8 0.01 mm) pu\u00f2 essere pericoloso per la salute umana. Sappiamo che il PM2.5 (ovvero le particelle di dimensioni inferiori a 2.5 micrometri, cio\u00e8 0.0025 mm) \u00e8 certamente pericoloso per la salute umana e pu\u00f2 causare vari tipi di tumori. Potete immaginare, dunque, quanto possa essere pericolosa la formazione di particolato con dimensioni inferiori a 0,4 \u03bcm, nell\u2019intervallo 10 \u2013 50 nm, pi\u00f9 o meno la dimensione della catena del DNA che va <span style=\"color: #202124; background: white none repeat scroll 0% 0%;\">da <\/span>2,2 a 2,6 nanometri, le cui unit\u00e0 nucleotidiche sono lunghe circa 0,33 nanometri. Anche il profano pu\u00f2 ben comprendere che la produzione di queste polveri ultrafini \u00e8 un grande fattore di rischio perch\u00e9 \u00e8 in grado di penetrare le cellule e danneggiare il DNA. Quindi tutte queste polveri ultrafini, che non vengono nemmeno rilevate di routine dalle centraline ARPA, nei decenni di sperimentazione presso Ansaldo chi le ha respirate? Su quali zone della citt\u00e0 sono state diffuse? Che danni alla salute pubblica e all\u2019ambiente possono aver causato?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>La stessa Itea, in una sua brochure informativa (<a href=\"9)%20DISMO%20-%20tecnologia%20A.pdf\">DISMO &#8211; tecnologia A.pdf<\/a>) riporta i valori di rilascio in atmosfera di inquinanti in seguito ad alcune prove dimostrative. \u00c8 facile che possa sfuggire a una lettura veloce, tra i tanti numeri \u201ca posto\u201d, ci\u00f2 che l\u2019azienda riporta nel trattamento dei fanghi, ovvero un\u2019emissione nell\u2019aria \u201cVerificato Isotherm\u201d di 481 \u00b5g\/m<sup>3<\/sup> di nanoploveri PM 2.5. Questo valore potrebbe apparire difficile da valutare senza un confronto con altre fonti di emissione. Si consideri, ad esempio il quantitativo di PM2.5 di una \u201csala fumatori\u201d al chiuso. Entrando nella sala si pu\u00f2 essere esposti a una concentrazione massima di circa 300 \u00b5g\/m<sup>3<\/sup> di PM 2.5. Uscendo dalla sala si scende a meno di 50 \u00b5g\/m<sup>3<\/sup>.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Considerato che, dalle prove sperimentali su fanghi, l\u2019Isotherm\/Dismo risulta emettere circa 500 \u00b5g\/m<sup>3<\/sup> (due volte di pi\u00f9 di una stanza in cui tutti fumano), che l\u2019azienda produttrice dichiara che questo \u00e8 un sistema che potrebbe funzionare a ciclo continuo e che, tra gli altri, i fanghi sono tra i principali rifiuti trattati dall\u2019impianto, si rischia di avere concentrazioni di nanopolveri nell\u2019aria circostante l\u2019impianto e nel cono d\u2019ombra di ricaduta dalle principali direzioni del vento (considerato che le polveri sottili viaggiano per centinaia di chilometri) maggiori che se si trascorresse l\u2019intera giornata in una sala fumatori. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>LE CONFERME DI ENEA<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Quindi, come confermato dallo studio del 2004 di Enea, la produzione di polveri nanometriche che sfuggono ai sistemi di cattura, sfuggono ai rilevatori Arpa e potrebbero finire nel cibo e nei polmoni della gente rappresenta una delle principali preoccupazioni riguardanti il reale impatto ambientale di Isotherm\/Dismo. L\u2019altro aspetto preoccupante emerge sempre dalla stessa brochure Itea (<a href=\"10)%20DISMO%20-%20tecnologia%20B.pdf\">DISMO &#8211; tecnologia B.pdf<\/a>) in cui si propone di utilizzare le ceneri incombustibili in uscita dall\u2019impianto nell\u2019industria delle costruzioni, come abrasivo per sabbiatrici e, stando alle parole degli ideatori di questa \u201cgeniale tecnologia\u201d, negli asfalti. Potrebbe forse essere sfuggito qualche corso di chimica-fisica all\u2019universit\u00e0 agli esperti dell\u2019azienda, perch\u00e9 altrimenti risulta difficile comprendere come possano dimenticare che gli abrasivi vanno incontro ad abrasione, i materiali costruttivi e gli asfalti ad erosione e che questo riporterebbe, in pochi anni, nell\u2019ambiente quel cocktail di sostanze pericolose che la loro straordinaria \u201cgreen technology\u201d aveva ridotto in ceneri vetrificate. Non c\u2019\u00e8 nulla di davvero inerte in Natura, soprattutto delle polveri prodotte da un inceneritore. Come possano aver mai pensato di inglobare scorie piene di metalli pesanti, contaminanti chimici e potenzialmente cancerogeni nelle strade e nei palazzi del mondo \u00e8 un altro dei mille misteri che avvolgono Sofinter\/Ansaldo\/Dismo\/Itea\/CCA.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>IL SEQUESTRO DELL\u2019IMPIANTO<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Di tutte queste assurde anomalie, per\u00f2, non siamo stati gli unici ad accorgerci. Evidentemente anche le forze dell\u2019ordine e la magistratura avevano percepito le molte stranezze, tanto da mettere sotto osservazione persino con i droni l\u2019impianto di Gioia del Colle. Ed ecco che tutti i sospetti sono diventati certezze, in flagranza (<a href=\"11)%20Sequestro%20a%20Gioia%20del%20Colle.pdf\">Sequestro a Gioia del Colle.pdf<\/a>). \u00c8 il 21 febbraio 2019 quando la Gazzetta del Mezzogiorno titola: \u201cImpianto di energia pulita smaltisce rifiuti pericolosi: sequestro a Gioia del Colle\u201d riportando dichiarazioni sconvolgenti da parte del GIP e del PM che hanno seguito il caso: \u201cI carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) di Bari e la Capitaneria di Porto, grazie anche a un&#8217;attivit\u00e0 di monitoraggio con un drone, hanno eseguito il sequestro preventivo dell&#8217;impianto Isotherm Pwr, gestito dalla societ\u00e0 Itea Spa, all&#8217;interno dell&#8217;insediamento AC Boylers Spa (ex Ansaldo Caldaie spa), a Gioia del Colle (Ba), perch\u00e9 effettuava attivit\u00e0 di smaltimento di ri<\/span><span>fi<\/span><span>uti anche pericolosi, tra cui materiale cancerogeno, ri<\/span><span>fi<\/span><span>uti macinati con acqua, il tutto senza autorizzazione. [\u2026] Ispezionandolo, i militari hanno trovato anche fanghi acidi, residui di reazioni chimiche industriali, e una serie di composti chimici, cancerogeni e mutageni del feto materno. Il valore del bene sequestrato ammonta a circa 4 milioni di euro. [\u2026] Parla di \u00abquadro di cogente pericolosit\u00e0 per la salute pubblica e la collettivit\u00e0 che rende indi<\/span><span>ff<\/span><span>eribile l\u2019adozione di una cautela reale che impedisca la prosecuzione dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019impianto e il versamento in atmosfera di emissioni gassose\u00bb il gip del Tribunale di Bari, Giovanni Anglana [\u2026] Stando alle indagini di Noe e Capitaneria di Porto, coordinate dal pm Baldo Pisani, l\u2019impianto trattava ri<\/span><span>fi<\/span><span>uti di vario genere, alcuni pericolosi come solventi, fanghi da acque industriali, fanghi prodotti dal trattamento delle acque re<\/span><span>fl<\/span><span>ue, ri<\/span><span>fi<\/span><span>uti solidi provenienti dalle operazioni di boni<\/span><span>fi<\/span><span>ca contenenti sostanze pericolose, ri<\/span><span>fi<\/span><span>uti urbani e combustibili, fanghi acidi e oleosi, catrami acidi, carbone attivato dalla produzione di cloro e solventi organici alogenati. L\u2019impianto fu inizialmente autorizzato, nel 2005, al trattamento in via sperimentale di ri<\/span><span>fi<\/span><span>uti speciali anche pericolosi, ma in realt\u00e0, stando agli accertamenti tecnici disposti dalla magistratura barese, seguiva procedure di tipo tradizionali che avrebbero richiesto autorizzazioni di<\/span><span>ff<\/span><span>erenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>LE MOTIVAZIONI DEL SEQUESTRO<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Nel provvedimento di sequestro si evidenzia che \u00abgli atti amministrativi di volta in volta rilasciati dalle autorit\u00e0 competenti risultano non conformi alla normativa di settore\u00bb. Le attivit\u00e0 di smaltimento dei re<\/span><span>fl<\/span><span>ui compiute all\u2019interno dell\u2019impianto sarebbero state cio\u00e8 illegittimamente acconsentite tramite \u00abuna <\/span><span>fi<\/span><span>tta, ingarbugliata e complessa serie di provvedimenti amministrativi\u00bb nell\u2019arco di pi\u00f9 di un decennio, <\/span><span>fi<\/span><span>no al 2017, rilasciati da Provincia, poi Citt\u00e0 Metropolitana di Bari e Regione Puglia. \u00abLa strati<\/span><span>fi<\/span><span>cazione e volgarizzazione del sapere scienti<\/span><span>fi<\/span><span>co originario e il mancato apporto di metodologie innovative nella struttura dell\u2019impianto o nel ciclo produttivo, &#8211; spiega il gip &#8211; sollevano perplessit\u00e0 sul meccanismo delle proroghe o della rinnovazione dell\u2019autorizzazione alla gestione dei ri<\/span><span>fi<\/span><span>uti in via sperimentale\u00bb\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Attenzione, qui le parole dei giudici sono pesanti. Si parla di \u201csmaltimento di ri<\/span><span>fi<\/span><span>uti anche pericolosi, tra cui materiale cancerogeno\u201d, \u201cquadro di cogente pericolosit\u00e0 per la salute pubblica e la collettivit\u00e0 che rende indi<\/span><span>ff<\/span><span>eribile l\u2019adozione di una cautela reale che impedisca la prosecuzione dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019impianto e il versamento in atmosfera di emissioni gassose\u201d, \u201cuna <\/span><span>fi<\/span><span>tta, ingarbugliata e complessa serie di provvedimenti amministrativi nell\u2019arco di pi\u00f9 di un decennio, <\/span><span>fi<\/span><span>no al 2017, rilasciati da Provincia, poi Citt\u00e0 Metropolitana di Bari e Regione Puglia\u201d e di \u201cstrati<\/span><span>fi<\/span><span>cazione e volgarizzazione del sapere scienti<\/span><span>fi<\/span><span>co originario e il mancato apporto di metodologie innovative nella struttura dell\u2019impianto o nel ciclo produttivo, [che] sollevano perplessit\u00e0 sul meccanismo delle proroghe o della rinnovazione dell\u2019autorizzazione alla gestione dei ri<\/span><span>fi<\/span><span>uti in via sperimentale\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Ovvero, l\u2019impianto che era stato inizialmente autorizzato nel 2005 per la sperimentale su ri<\/span><span>fi<\/span><span>uti speciali anche pericolosi, in realt\u00e0, con una serie di autorizzazioni e proroghe ricevute di volta in volta da enti pubblici regionali e provinciali, continuava a trattare rifiuti in maniera tradizionale (a incenerirli, sembra di capire dalle parole dei giudici) senza autorizzazione. Eppure, a meno di due anni da prove cos\u00ec scottanti e accuse cos\u00ec gravi, stando alle parole della dott.ssa Di Salvia, l\u2019inchiesta \u00e8 stata in fretta e furia archiviata e l\u2019impianto dissequestrato. Cos\u00ec, una nuova proroga di due anni alla sperimentazione \u00e8 arrivata puntualissima. E quindi, dove sono finiti tutti i rifiuti smaltiti illegalmente trovati dalle forze dell\u2019ordine dopo lunghe indagini con droni e sul luogo della sperimentazione? Com\u2019\u00e8 scomparso quel \u201cquadro di cogente pericolosit\u00e0 per la salute pubblica e della collettivit\u00e0\u201d? Soprattutto, com\u2019\u00e8 stato possibile archiviare un\u2019indagine con accuse cos\u00ec gravi da parte di GIP e PM? Come un\u2019inchiesta cos\u00ec delicata si \u00e8 potuta concludere in meno di due anni? Cosa contiene il fascicolo sul caso depositato al tribunale di Bari e le motivazioni che hanno portato all\u2019archiviazione? E come \u00e8 stato possibile rilasciare cos\u00ec velocemente la proroga da parte della Citt\u00e0 Metropolitana, senza chiedere consulto all\u2019Amministrazione locale rea, comunque, di non essersi presentata all\u2019incidente probatorio (nonostante lo stesso decreto di sequestro del tribunale individuava come parte offesa della vicenda il Ministero dell\u2019Ambiente ed il Comune di Gioia del Colle) quando, nel febbraio del 2019, fu presentata la relazione di un collegio di periti nominato dal tribunale per relazionare sulla nocivit\u00e0 o meno dell\u2019impianto? Se il Comune di Gioia del Colle si fosse presentato a quella seduta (del 7 novembre 2019) in cui gli esperti presentarono al giudice le loro controdeduzioni le cose sarebbero potute cambiare e oggi non staremmo qui ancora una volta a discutere dell\u2019assurdit\u00e0 di questa vicenda? Sar\u00e0, quindi, stata l\u2019assenza della principale parte lesa, ovvero la citt\u00e0 di Gioia del Colle, a far decadere le accuse e ad aver contribuito a facilitare l\u2019archiviazione? O un\u2019imperizia nella perizia di parte? E come mai, mentre il Dismo\/Isotherm era sotto sequestro, sono state raccolte centinaia di testimonianze con tanto di foto e video di cittadini che hanno visto uscire pesanti fumi dalla ciminiera Ansaldo? Chi bruciava? Itea o CCA? E cosa? Ed ARPA monitorava in tutte quelle occasioni? E se s\u00ec cosa ha rilevato?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong><span>TANTE LE DOMANDE. AVREMO MAI LE RISPOSTE?<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Conoscere la risposta a tutte queste domande \u00e8 un diritto dei cittadini sancito dalla Repubblica Italiana che riconosce anche il dovere di risarcimento alle popolazioni sottoposte, consapevolmente o inconsapevolmente, a sperimentazioni industriali pericolose. Forse veramente \u00e8 arrivato il momento in cui \u00e8 necessario fare piena luce su questa vicenda, unendo le forze di comitati, associazioni, carabinieri, procure e tribunali. Anche perch\u00e9 Gioia del Colle e i cittadini gioiesi dovrebbero, una volta per tutte, scegliere se farsi promotori di un accoglienza sostenibile di qualit\u00e0 sul proprio territorio ed esportatori nel mondo di mozzarella DOP, di vino primitivo e olio extravergine d\u2019eccellenza o accoglitori locali, promotori nazionali e distributori globali di impianti sperimentali per il trattamento dei rifiuti speciali gi\u00e0 obsoleti sul nascere, privi di qualunque raziocinio ecologico, plurisequestrati, che non offrono granch\u00e9 come occupazione pubblica e che, dati alla mano, non lasciano grandi dubbi sul perch\u00e9 non abbiano alcun senso di continuare ad esistere.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>D\u2019altronde, l\u2019emergenza epidemiologica che riguarda le patologie tumorali a Gioia \u00e8 nota da tempo, nonostante i tentativi di ammorbidire la situazione da parte degli enti pubblici, e da un rapido confronto tra i tassi di mortalit\u00e0 per alcune specifiche tipologie di cancro collegate all\u2019inquinamento ambientale (come quelli della vescica, del fegato, i linfomi e le leucemie), tra i residenti dei comuni nella Terra dei Fuochi in Campania e i cittadini gioiesi, c\u2019\u00e8 da rabbrividire nel constatare quanto siano simili e talvolta persino superiori i livelli gioiesi (<a href=\"12)%20Gioia%20del%20Colle%20-%20Terra%20dei%20Fuochi%20-%20tumori.pdf\">Gioia del Colle &#8211; Terra dei Fuochi &#8211; tumori.pdf<\/a>). L\u2019ennesima conferma che non si pu\u00f2 continuare a nascondere le polveri, infime &#8211; \u00e8 proprio il caso di dirlo -, sotto i tappeti degli interessi politici ed economici, sotto le manie di protagonismo e gli affarismi di politicanti e imprenditori per confondere, ancor di pi\u00f9, una popolazione che ha invece bisogno di risposte chiare da amministratori e forze dell\u2019ordine e di certezze provenienti dai dati e dalle evidenze scientifiche, non dalle chiacchiere di paese.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><span>Sta ora ai gioiesi decidere cosa fare della loro vita e del loro futuro!<\/span><\/p>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\" align=\"right\"><strong><span>Prof. Roberto Cazzolla Gatti, Ph.D.<\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\" align=\"right\"><i><span>Biologo ambientale ed evolutivo<\/span><\/i><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\" align=\"right\"><i><span>Professore Associato, Tomsk State University, Russia<\/span><\/i><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;\" align=\"right\"><i><span>Senior Research Fellow, Konrad Lorenz Institute, Austria<\/span><\/i><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-65084","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65084","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65084"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65084\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65084"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65084"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65084"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}