{"id":65937,"date":"2021-08-14T07:58:42","date_gmt":"2021-08-14T07:58:42","guid":{"rendered":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=65937"},"modified":"2021-08-14T07:58:42","modified_gmt":"2021-08-14T07:58:42","slug":"famiglie-piu-povere-in-dieci-anni-46-miliardi-di-euro-di-tasse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/?p=65937","title":{"rendered":"\u201cFamiglie pi\u00f9 povere: in dieci anni +46 miliardi di euro di tasse\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/ibb.co\/Fss8G0S\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/q00mbWt\/Screenshot-2021-08-14-at-11-49-27-I-nuovi-poveri-in-fila-alla-Caritas-per-un-pasto-non-si-ferma-l-em.jpg\" alt=\"Screenshot-2021-08-14-at-11-49-27-I-nuovi-poveri-in-fila-alla-Caritas-per-un-pasto-non-si-ferma-l-em\" width=\"320\" height=\"240\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/ibb.co\/ckhyK3s\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: left;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/0mynp2z\/Agenzia-Fo-72257366.jpg\" alt=\"Agenzia-Fo-72257366\" width=\"400\" height=\"266\" \/><\/a> \u201cLa pandemia ha spinto&nbsp;<strong>333 mila famiglie<\/strong>,&nbsp;<strong>il 20% in pi\u00f9<\/strong>&nbsp;rispetto al 2019, nell\u2019area della&nbsp;<strong>povert\u00e0 assoluta<\/strong>&nbsp;e non ha frenato la&nbsp;<strong>pressione fiscale<\/strong>&nbsp;che, anzi, \u00e8 cresciuta ancora di pi\u00f9. L\u2019anno scorso, mentre molte famiglie oltrepassavano la soglia di povert\u00e0 non riuscendo a mantenere il livello dei consumi ritenuto essenziale dall\u2019Istat, la&nbsp;<strong>pressione fiscale generale&nbsp;pari al 43,1%,<\/strong>&nbsp;\u00e8 aumentata di&nbsp;<strong>0,7&nbsp;punti di Pil<\/strong>, mentre quella delle&nbsp;<strong>famiglie<\/strong>, pari al&nbsp;<strong>18,9%,<\/strong>&nbsp;\u00e8 cresciuta di&nbsp;<strong>1&nbsp;punto di Pil<\/strong>. L\u2019incremento \u00e8 avvenuto a causa della rigidit\u00e0 del gettito delle imposte dirette, in particolare dell\u2019Irpef, e dell\u2019Imu al calo del Pil.&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato emerge dall\u2019Osservatorio del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti sulle famiglie italiane che traccia un bilancio del primo anno di pandemia e di dieci anni di crisi. L\u2019Osservatorio evidenzia come nel 2020&nbsp;sia Il Pil che il gettito fiscale si sono ridotti, ma in misura diversa. Nel dettaglio, mentre il Pil \u00e8 calato del 7,8%, le entrate fiscali delle famiglie sono diminuite del 3,2%, mentre tutte le altre entrate fiscali si sono ridotte&nbsp;dell\u20198,7%. Di conseguenza, la&nbsp;<strong>pressione fiscale generale \u00e8 salita<\/strong>, ma quella delle famiglie, costituita in massima parte dalle&nbsp;<strong>imposte dirette e dall\u2019Imu<\/strong>, \u00e8 aumentata in&nbsp;<strong>misura maggiore<\/strong>. Ad aver inciso in modo particolare su tale tendenza \u00e8 stato il gettito erariale dell\u2019Irpef che nel 2020 si \u00e8 ridotto solo del 2,2%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bilancio complessivo della pandemia, per il 2020, nonostante gli ingenti aiuti statali \u00e8 dunque&nbsp;<strong>negativo<\/strong>. In particolare, a fronte di un calo del Pil di 139,4 miliardi di euro (-7,8%) e di un incremento del deficit pubblico di 129 miliardi di euro, il reddito disponibile delle famiglie si \u00e8 ridotto di 32 miliardi di euro (-2,8%), mentre l\u2019effetto combinato degli aiuti pubblici e del crollo dei consumi, calati di 116 miliardi di euro (-10,9%), ha determinato un incremento del risparmio lordo delle famiglie di 83,4 miliardi di euro (+88,3%). L\u2019analisi dell\u2019Osservatorio fa emergere, dunque, il&nbsp;<strong>paradosso<\/strong>&nbsp;di un&nbsp;<strong>aumento della pover<\/strong><strong>t\u00e0<\/strong>&nbsp;e allo stesso tempo di un&nbsp;<strong>aumento del risparmio<\/strong>&nbsp;reso evidente anche dall\u2019incremento dei depositi bancari delle famiglie unito ad un aumento della pressione fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su quest\u2019ultimo fronte, inoltre, pesano i&nbsp;<strong>risultati gi\u00e0 negativi del 2019<\/strong> <a href=\"https:\/\/ibb.co\/nCP3sfn\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: right;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/X8YyZp3\/immagini-quotidiano-net.jpg\" alt=\"immagini-quotidiano-net\" width=\"400\" height=\"223\" \/><\/a>che aveva segnato un\u2019interruzione della fase di&nbsp;<strong>rientro della pressione fiscale<\/strong>&nbsp;avviata nel 2014 e durata cinque anni. Il passo indietro dell\u2019ultimo biennio ci riporta agli anni dello&nbsp;<strong>shock fiscale<\/strong>&nbsp;seguito alla&nbsp;<strong>crisi del debito sovrano del 2011<\/strong>, annullando quasi del tutto i progressi ottenuti dal 2014 al 2018. L\u2019effetto finale, inoltre, \u00e8 fortemente sbilanciato dal lato delle&nbsp;<strong>famiglie<\/strong>&nbsp;che, a conti fatti,&nbsp;<strong>hanno sopportato interamente<\/strong>&nbsp;il peso dello shock fiscale e dell\u2019aggiustamento di bilancio. Dal 2011 ad oggi, infatti, a fronte di un incremento del Pil di 2,8 miliardi (+0,2%), le entrate fiscali delle famiglie, che pesano per meno della met\u00e0 sulla pressione fiscale generale, sono aumentate di&nbsp;<strong>46 miliardi di euro (+17,3%)<\/strong>, mentre le altre entrate fiscali sono&nbsp;<strong>dimin<\/strong><strong>uite di 15,7 miliardi di euro (-3,8%)<\/strong>. In particolare, il gettito erariale dell\u2019Irpef dal 2011 \u00e8 cresciuto di 11,7 miliardi (+7,2%) e quello&nbsp;dell\u2019<strong>Imu<\/strong>, confrontato con il gettito Ici, \u00e8 aumentato di&nbsp;<strong>11,1 miliardi di euro<\/strong>&nbsp;facendo registrare l\u2019incremento pi\u00f9 elevato in termini percentuali pari, addirittura,&nbsp;<strong>al 120%<\/strong>. Stessa dinamica, per le&nbsp;<strong>addizionali regionale e comunale<\/strong>&nbsp;che hanno contribuito ulteriormente con impatti diversificati e rispettivamente pari a +3,5 e +1,8 miliardi di euro. Le&nbsp;<strong>imposte sui redditi di capitale<\/strong>&nbsp;sono aumentate di 9,3 miliardi di euro (+92,8%) e i contributi sociali sono aumentati di 8,5 miliardi di euro (+12,6%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019Osservatorio dei Commercialisti emergono altri dati sull\u2019andamento dei redditi familiari e sulla povert\u00e0. I dati mostrano come la lunga crisi economica e finanziaria degli ultimi anni abbia&nbsp;<strong>depresso fortemente i redditi familiari<\/strong>: dal 2003 al 2018, il&nbsp;<strong>reddito medio in termini reali ha perso l\u20198,3% del suo valore<\/strong>. Nello stesso periodo, il&nbsp;<strong>divario Nord-Sud<\/strong>&nbsp;\u00e8 aumentato (+1,6%) arrivando a raggiungere i -478 euro al mese. Nelle famiglie in cui prevale il&nbsp;<strong>reddito da lavoro autonomo<\/strong>&nbsp;la crisi ha colpito ancora pi\u00f9 duramente: la perdita in termini reali \u00e8 pari al 28,4%. Il divario Nord-Sud \u00e8 forte anche nella&nbsp;<strong>spesa media mensile<\/strong>&nbsp;dei&nbsp;<strong>consumi&nbsp;<\/strong>delle famiglie anche se, in questo caso, il Covid-19 ha giocato all\u2019inverso, colpendo maggiormente il Nord e riducendo, anche se solo legge<a href=\"https:\/\/ibb.co\/LRY2Cfk\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin: 5px; float: left;\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/F3mjBtx\/Infografica-def.jpg\" alt=\"Infografica-def\" width=\"400\" height=\"283\" \/><\/a>rmente, il divario. Nel 2020, la spesa mensile media di una famiglia meridionale \u00e8 pari al 75,2% rispetto ad una famiglia che vive al Nord: 1.898 contro 2.525 euro. Il calo dei consumi \u00e8 certamente alla base dell\u2019aumento della povert\u00e0. Infatti, l\u2019Istat misura la soglia di povert\u00e0 nei termini di un livello di consumi ritenuto essenziale per una famiglia in base alle sue caratteristiche, tra cui spicca anche la residenza. E dal momento che i consumi si sono ridotti molto di pi\u00f9 al Nord che al Sud, la povert\u00e0 \u00e8 aumentata pi\u00f9 al Nord che al Sud. In realt\u00e0, per\u00f2, mentre molte famiglie scendevano sotto la soglia di povert\u00e0 (+333 mila famiglie), l\u2019intensit\u00e0 della povert\u00e0, cio\u00e8 la distanza dalla soglia, si riduceva (dal 20,3 al 18,7%). Infine, la povert\u00e0 relativa migliora pi\u00f9 al Sud che al Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDa questa analisi \u2013 dichiara il presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti,&nbsp;<strong>Massimo Miani<\/strong>&nbsp;\u2013 risulta evidente come che le famiglie italiane, su cui grava in definitiva il peso dell\u2019Irpef, hanno pagato e continuano a pagare un&nbsp;<strong>conto salatissimo<\/strong>&nbsp;a causa degli squilibri macroeconomici e di finanza pubblica del nostro Paese. L\u2019Irpef, la principale imposta italiana, includendo anche le addizionali locali, nel 2020 ha raggiunto il livello di 191 miliardi di euro, pari all\u201911,6% del Pil. Basti pensare che nel 2011, alla vigilia dello shock fiscale causato dalla crisi del debito sovrano, era pari al 10,5% del Pil e che, addirittura, nel 1995, prima dell\u2019introduzione delle addizionali locali, si fermava all\u20198,4%. La&nbsp;<strong>riforma fiscale<\/strong>&nbsp;non pu\u00f2 non farsi carico di questa problematica. Come pi\u00f9 volte abbiamo sostenuto, il peso dell\u2019Irpef grava soprattutto sui&nbsp;<strong>redditi del ceto medio<\/strong>&nbsp;ed \u00e8 evidente anche da questa analisi come negli ultimi dieci anni il peso dell\u2019Irpef su questa categoria di contribuenti sia&nbsp;<strong>aumentato a dismisura<\/strong>. Se volessimo&nbsp;<strong>riequilibrare&nbsp;<\/strong>le cose e riportare il rapporto tra l\u2019Irpef e il Pil ad una dimensione normale, potremmo parametrarlo alla media europea pari al 9,6%. In questo modo, restando ai dati a consuntivo del 2020, occorrerebbe&nbsp;<strong>ridurre il gettito complessivo<\/strong>&nbsp;di almeno&nbsp;<strong>33 miliardi di euro<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"right\"><strong>Ufficio Stampa Consiglio Nazionale dei Commercialisti<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-65937","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65937","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65937"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65937\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65937"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65937"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archiviogioia.lavocedelpaese.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65937"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}