25 APRILE E LONGO, CERIMONIA RIDOTTA ALL’OSSO -foto-
25 Aprile. Festa della Liberazione, ma anche Pasquetta, giornata di gite fuori porta nella tradizione italiana. Ma per quanti ancora credono nel valore della memoria storica della Liberazione dal fascismo, lunedì è stato il momento della commemorazione e della speranza.
Sono stati in tanti, anche a Gioia, a presidiare la tradizionale cerimonia istituzionale svoltasi dinanzi al Monumento ai Caduti. Cittadini, Associazioni, Partiti Politici. Molti i tricolori che sventolavano tra la gente, risposta all’appello lanciato dal PD gioiese nei giorni scorsi. Un appello finalizzato a rafforzare la memoria di un evento fondativo della democrazia italiana e in balia, negli ultimi anni, di
un certo revisionismo. Complice l’ascesa della destra e del berlusconismo al potere.
Non a caso Berlusconi non ha mai partecipato alle cerimonie commemorative del 25 Aprile. Non a caso il nostro Sindaco, Piero Longo, ha ridotto all’osso, da 3 anni, l’evento. Basti vedere quanti pochi manifesti promozionali della commemorazione siano stati affissi in città rispetto alle decine del Centrodestra che hanno inondato le nostre strade per la propaganda pro-Giunta.
Riguardo alla cerimonia, breve, da sottolineare
il solito ritardo del Sindaco, arrivato mentre autorità civili, militari e politiche erano già schierate in attesa, e il discorso fotocopia del Primo Cittadino. Fotocopia rispetto a quello dello scorso anno.
Solito accenno alle polemiche del 25 Aprile, al superamento delle divisioni e alle due strade da lui intitolate a Domenico De Leonardis, senatore del PCI e a Castellaneta, podestà fascista e Sindaco democristiano nel post-fascismo.
Un riferimento che, secondo Longo, sarebbe il segnale della sua volontà di andare oltre la parzialità della memoria. Dimenticando che la memoria serve anche ad educare le nuove generazioni sull’importanza dei valori di democrazia e libertà.
Mettere tutti sullo stesso piano significa relativizzare i valori, quasi a dire che chi è morto per la libertà e chi è caduto per sopprimere la libertà, in fondo, siano ugualmente esempi da seguire. Un qualunquismo storico che non aiuta l’educazione al valore della Democrazia delle nuove generazioni.
Si ringrazia Mario Di Giuseppe per il contributo fotografico.