CLASSICO VC, I RAGAZZI LEGGONO, RACCONTANO
La lettura di ogni buon libro, si sa, lascia nel lettore tr
acce significative, apre le porte a nuove idee o ne modifica di già presenti. Ugo Riccarelli nel suo incontro con noi studenti del Liceo Classico “P. Virgilio Marone” confessò che un libro non deve dare delle risposte, ma far nascere domande.
Ed è proprio sull’onda di questo monito che i ragazzi della V ginnasiale C dopo la lettura del libro “Questa casa non è un albergo” di Alberto Pellai, il
prossimo 5 maggio ospite nell’auditorium del Liceo scientifico, non hanno saputo trattenersi dall’esprimere e raccogliere le esperienze di ognuno: pensieri, parole mai proferite alle persone determinanti nella propria vita di adolescenti. L’obiettivo era di esprimersi nella maniera più libera possibile, rassicurati anche dall’anonimato, e di dar voce a emozioni spesso imprigionate nel proprio animo senza più reticenze o timorosi del giudizio altrui.
Durante l’assemblea d’istituto del 28 aprile, in uno spazio dedicato esclusivamente alle problematiche adolescenziali, gli alunni della V C hanno condiviso con le altre classi i propri pensieri: “Mamma, grazie per avermi donato la vita” oppure ai genitori “non credo di avervi mai ringraziato per ciò che fate per me” o ancora agli amici, i “pari” così centrali nella vita di noi adolescenti “tu sei stato per me un amico, un fratello e anche qualcosa che non so ancora definire”, “ho paura di perderti, amico mio, resta con me”.
Chissà quante volte le nuove generazioni si sono sentite dire: “Eh, non siete più quelli di una volta: io alla tua età…” e cominciano così i lunghi racconti nostalgici di genitori e parenti; come cantava De Andrè “si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio” e forse questa è una triste verità, “forse i nostri non sono mondi così lontani” è l’accorato appello che una ragazza lancia ai suoi genitori che, magari, raccolto dagli interessati potrebbe giovare all’intera famiglia per un percorso di crescita e di condivisione umana bello e intenso.