GIANNINO MASTROVITO “UN GRANDE ARTISTA ANTIDIVO” -foto-
Serata dedicata all’arte della musica, lunedì 30 maggio, presso il Teatro Comunale ‘Rossini’, in occasione della presentazione del libro di Paolo Covella: ‘Giannino Mastrovito: il Pavarotti degli ottoni’, edito Suma 2011.
Un omaggio alla banda gioiese ‘Paolo Falcicchio’, con un dettagliato excursus storico dal ’28 all’81, arricchito dai racconti dello stesso Giannino Mastrovito, presente al momento dell’incontro. ‘Pavarotti degli ottoni’, data la morbidezza della voce e la perfezione della tecnica, Giannino Mastrovito è stato per lungo tempo il simbolo riconosciuto della banda e della nostra città.
Discendente da una famiglia di artigiani – gran parte degli artisti dell’epoca provenivano dal ceto artigianale – fu un grande talento musicale. “Il libro è nato per la mia passione per la banda e per Giannino Mastrovito […]. Giannino è una persona straordinaria dalla grande umiltà e, in un momento storico in cui l’arte è mercificata, ciò assume una valenza particolare”, così risponde Paolo Covella alla domanda del professor Marvulli – che ha moderato la presentazione del libro – su quale fosse stato il motivo della tematica scelta.
In riguardo Pinuccio Scarpetta, presidente dell’Associazione Amici della Musica, parla di Giannino Mastrovito come un uomo semplice, un ‘antidivo’. Inoltre Gianni Mastrovito fu allievo talentuoso di Giacomo Argenti – altra personalità di spicco della banda gioiese – ed, avviato agli studi della tromba e del corno, nel trombone riversò la sua vera passione. Nel ’60 a causa di un’appendicite che colpì il filicorno tenore, Angelo Gorgoni, Giannino, secondo tenore, ne prese il posto divenendo primo tenore.
Molti sono i grandi maestri che l’hanno diretto: Paolo Falcicchio, Raffaele Chiaia, Gioacchino Ligonzo, fino ad arrivare al giovane e promettente Michele
Marvulli. Il maestro Marvulli, direttore della banda ‘Paolo Falcicchio’ dal 1968, non presente all’incontro fisicamente per problemi di salute, ma vicino grazie ad un collegamento telefonico, ha affermato: “Non ho mai sentito suonare quello strumento in maniera migliore”. Ed aggiunge: “Aveva l’umiltà di capire di non essere arrivato all’apice, e che avrebbe potuto sempre migliorare, imparare […] Va tutta la mia ammirazione a quest’uomo che amava ed ama l’arte”.
Lo sguardo è rivolto al momento di massimo
splendore per la banda del paese, e sull’argomento cocente del se si guarda al passato per non vedere il futuro o se lo si guarda in luce del presente, risponde il dott. Filippo Boscia, primario ospedaliero e cultore della storia della banda gioiese. “É facile apprezzare questo libro, perché esprime la grande qualità artistica di Giannino Mastrovito, e di una banda che non c’è più da tempo. Aspettavamo l’ingresso dei giovani diplomati al conservatorio, ma ne siamo rimasti delusi, perché non c’è più il medesimo entusiasmo”.
In conclusione l’intervento del Sindaco di Gioia del Colle, il dott. Piero Longo, il quale ha dimostrato una convinta difesa della tradizione bandista, in linea alle scelte politiche delle precedenti amministrazioni che sin dal 1992 vedono la Banda come Patrimonio del Comune di Gioia. Rivolgendosi all’‘amico’ e ‘avversario’ politico Paolo Covella afferma: “Ti sono grato per il riconoscimento ufficiale scritto sul libro […]. La banda è sostenuta sia dalla sinistra che dalla destra, in quanto patrimonio della nostra città.
La banda è un bene che vogliamo tutelare”.
E continua: “L’abbiamo vista in attivo il giorno di Capodanno nel nostro teatro; l’abbiamo portata a Roma alla Fiera Internazionale del Turismo dove c’è stato un collegamento con radio Due […]”. A tal proposito Paolo Covella, data la recente vittoria della sinistra alle amministrative, con sottile ironia, chiede: “E se mandassimo la banda ‘Paolo Falcicchio’ a Napoli e a Milano per festeggiare la giornata odierna?”.
Le foto sono opera di Mario Di Giuseppe che ringraziamo per la disponibilità dimostrata nei confronti della nostra Redazione.