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LIONS CLUB CELEBRA 239° NASCITA EMANUELE DE DEO

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11.06.2011-lions.jpg2Sabato, 11 giugno alle 18.00 nella sala Javarone del Palazzo Municipale di Gioia, il Lions Club Gioia del Colle “Monte Johe” presieduto da Lello Pastore, in collaborazione con il Leo Club Gioia del Colle “Bianca Lancia” celebra il 239° anniversario della nascita Emanuele De Deo (1772 – 1794), protomartire del Risorgimento Italiano.

L’incontro non è stato ospitato nella sala intitolata al De Deo, in quanto attualmente oggetto di lavori di ristrutturazione.

Dopo il saluto del sindaco Piero Longo, il professor Francesco Giannini introdurrà l’argomento su cui relazionerà la preside, giornalista, scrittrice nonché presidente del Comitato pugliese per il 150° anniversario dell’unità nazionale, Bianca Tragni, tra l’altro autrice di una delle più belle ed esaustive pubblicazioni sul De Deo.

In “Il Risorgimento in Puglia 1799 – 1861”, pubblicazione nata in questo anno per celebrare l’evento del 150° anniversario, narrando giorno per giorno quanto accaduto in quegli anni attraverso le storie e le vicissitudini dei patrioti pugliesi, per altro curata dalla professoressa Tragni con il contributo di alcuni soci del Comitato, così viene descritto il De Deo: ” […] Nell’aprile del 1793 era a Gioia del Colle, dove suo padre era Governatore Regio della città, a una cena in casa di donna Anna Sala Buttiglione. Nella foga della discussione sul regime borbonico, prese un coltello dalla tavola e colpì il ritratto di re Ferdinando che era alla parete, gridando “Morte ai tiranni!”. Un commensale traditore, il malprete Piernicola Patarino, lo riferì alla polizia…”. Ciò gli costò l’arresto. La situazione si aggravò quando in una ispezione in casa De Deo furono trovate alcune copie della “Dichiarazione francese e “alcuni pezzi di stoffa rossa per farvi le coppolelle, cioè il cappello frigio della rivoluzione”.

de-deo-targaTanto bastò affinché il  ventunenne Emanuele fosse condannato a morte. Vana la supplica paterna rivolta alla regina, accolta solo a patto che avesse denunciato i suoi compagni. Il giovane, infatti, non cedette alle suppliche dei familiari che lo esortavano alla delazione pur di aver salva la vita e morì impiccato a Napoli il 18 ottobre del 1794.

A dar voce al De Deo attraverso i suoi scritti il bravissimo ed “intenso” Francesco Maria Antonicelli.

“Io la mia sorte l’invidierei negli altri […]. Il mio destino è certo, ed io l’attendo con intrepidezza e maschio coraggio.”

Attraverso queste parole Emanuele De Deo testimonia il suo coraggio e l’istintivo, eroico anelito alla gloria da conquistare anche attraverso il martirio.

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