FIDAS – DONARE NELL’ERA DI FACEBOOK
In occasione del Seminario di Comunicazione Sociale organizzato dalla Fidas di Gioia del Colle sabato 18 giugno 2011, tenuto dal sociologo dell’Università di Udine, il professor Francesco Pira dal titolo “Donare il sangue nell’era di Facebook”, l’asseverazione ufficiale per il social network riconosciuto quale strumento comunicativo di indubbia utilità ed efficacia per le associazioni di volontariato.
Nell’incontro aperto e moderato da Maria Stea, presidente della sezione locale, la conclusione dei lavori è stata affidata a Rosita Orlandi, presidente Fpsd.
Il camper della Fidas era presente anche domenica, 19 luglio, in occasione della simulazione di un incidente in moto e relativo soccorso da parte dell’Associazione “Gioia soccorso”, che ha rievocato tra i volontari della Fidas il ricordo di Sergio Lombardi, presidente dell’associazione nella Regione Lombardia deceduto proprio a causa di un incidente, investito mentre viaggiava in moto indossando la maglietta rossa della Fidas sabato,18 luglio 2011, giornata mondiale dedicata al donatore di sangue.
“Il mondo del sociale può sfruttare questo momento di forte richiesta di partecipazione sui grandi temi che è presente nella società – dichiara Pira nel suo intervento – per costruire un
percorso di relazione con le persone. I social network sono luogo di elezione delle relazioni dei digitali nativi, i donatore di sangue del domani. I volontariato e l’impegno sociale possono essere la risposta ad una ricerca di partecipazione, ma bisogna esserci, mettersi in contatto ed essere disposti a mettersi in discussione”.
Il sindaco Piero Longo ha rivolto un sincero apprezzamento all’associazione per il lavoro svolto sul territorio, rammaricato per non aver messo a disposizione della sezione un locale dove poter effettuare i prelievi di sangue.
Il professor Francesco Pira – socio onorario della Fidas gioiese dal 1999 – ha commentato i dati relativi
all’uso di Facebook in Italia resi noti nei giorni scorsi dal Country Manager di Facebook Italia, Luca Colombo.
“Sono 19 milioni gli utenti italiani di Facebook – ha sottolineato Pira – attivi ogni mese. Ben 5 milioni accedono dal cellulare, il 54% sono uomini, il 46% donne e il 35 % degli utenti ha più di 35 anni. La tragedia di Haiti prima, il terremoto dell’Abruzzo poi, dimostrano che il passaparola su internet ha assolto una funzione centrale di mobilitazione e presa di coscienza dell’opinione pubblica, oltre che avere dato luogo ad azioni concrete come la raccolta fondi o l’organizzazione logistica e operativa. La mobilitazione sul referendum evidenzia che sulle grandi questioni la rete assolve un ruolo forte, seppur non unico”.
Interessanti le domande poste dal luminare nel corso del seminario: “L’individuo è davvero protagonista? Controlliamo davvero questo spazio di relazione? Fino a che punto posso raccontare quello che mi capita sapendo che andrà oltre la pagina del mio profilo? Mi posso fidare del mio social network?”
Nel pomeriggio ha avuto luogo un laboratorio riservato ai dirigenti della Fidas locale e provinciale coordinato da Pira per realizzare un video utile a comunicazioni alternative in rete per promuovere la donazione del sangue.
“Una giornata molto proficua – ha commentato al termine la Presidente della Fidas Gioia, Maria Stea – che ci permette di lavorare per fare quel salto di qualità nella nostra comunicazione, utile ad aumentare il numero dei donatori, ma anche ad avvicinare giovani alla nostra associazione”.
Domenica sera Piero Romanazzi dal palco allestito in via Roma ha letto una struggente lettera inviata da una mamma “donatrice” che a sua volta ha sperimentato da “utente” l’utilità dell’istituzione.
“[…] La mia piccola bambina è quasi arrivata alla fine della terapia – scrive la mamma – ci mancano circa tre settimane per finire tutto e in questi sette mesi ogni sera, nelle mie preghiere, c’era un grazie particolare per voi. Oggi mi hanno portato in ospedale il nostro giornale “La Vita” e finalmente ho trovato la forza di scrivere, vorrei avere la
possibilità di ringraziare personalmente tutti i donatori della Puglia ma so che non posso, ma tu (Marco, il volontario cui è indirizzata la lettera) forse puoi farlo tramite il giornale. Appena mi sarà possibile passerò dall’Associazione e ne riparliamo, intanto ringrazio te e tutta la nostra Associazione. GRAZIE DI CUORE… Mai come in questo periodo ho capito ed apprezzato il vostro ma anche un po’ il mio donare. Qui ho visto tanti bambini salvati ed aiutati dalle trasfusioni, compresa la mia, quindi puoi immaginare quanto ne sia coinvolta ancora di più ora […].”
E non è l’unica testimonianza…
Qualche anno fa in agosto il marito della signora Maria, ricoverata in rianimazione al Miulli scrisse: “La vostra donazione anonima e silenziosa, è la forma più eminente d’amore, che dà senza chiedere nulla in cambio. La vostra partecipazione e le vostre donazioni, sono state straordinarie. Mi hanno riferito che nell’occasione sono nati nuovi donatori, ciò dimostra che la solidarietà è la forma migliore per fare un buon uso del proprio tempo e del proprio cuore. Mia moglie si sarebbe commossa e avrebbe voluto conoscervi e ringraziarvi uno per uno, se avesse avuto la possibilità di farlo. Purtroppo la sua vita si è interrotta e non ce l’ha fatta, ma il suo desiderio vorrei esaudirlo io. Chiunque voi siate, se doveste conoscermi ed incontrarmi, fermatemi e raccontatemi del vostro gesto, sarò felice di ringraziarvi e di abbracciarvi da parte di Maria.
“Un uomo vale quanto ama”, dice il Vangelo, e voi donatori valete un mondo intero, perché amate in silenzio e senza scegliere la persona amata, ma semplicemente chi ha bisogno. […] Follerau, un grande missionario francese, diceva che la più grande disgrazia che possa capitare ad un uomo è di non essere utile a nessuno. Voi avete fatto vostro questo pensiero dedicando il vostro tempo ed il vostro sangue a quelli che più hanno bisogno.”
Ancor più struggente la lettera scritta dalla mamma di un donatore non più in
vita.
“[…] Ho ricevuto da qualche giorno il periodico “La Vita” a nome di mio figlio Gianluca che ha fatto parte della vostra associazione non appena diciottenne, effettuando la sua prima donazione nel novembre 1995.” Un donatore assiduo, tanto da meritare la medaglia di argento riservata a chi raggiunge 25 donazioni..
“L’ultima sua donazione – scrive la su
a mamma Anna – è avvenuta nel novembre 2005, non perché avesse perduto lo spirito umanitario ed altruista che lo ha sempre contraddistinto, ma perché dopo qualche mese ha dovuto affrontare in prima persona la coraggiosa battaglia per “la vita” … la sua! Che strana sensazione ho provato nel ricevere il periodico “La Vita”, ora che Gianluca non è più fra noi […], mentre mi stringo nel mio dolore penso a quanto Gianluca avrebbe ancora potuto dare.”
Al di là di ogni personale convinzione o “pregiudizio”, va dato atto che realtà del volontariato di tale spessore, in grado di “coagulare” – termine usato non a caso – consensi, partecipazione e sinergie condivise, sanno comunicare e contagiare con il loro entusiasmo la gente comune, sensibilizzandola al valore della donazione. E non è poco!