LE 10 RISPOSTE “DIPLOMATICHE” DI ENZO CUSCITO
Dopo la stesura del programma preelettorale presentato dal segretario del PD locale, Enzo Cuscito, abbiamo ritenuto opportuno verificare i contenuti e i reali obiettivi, oltre alla fattibilità del progetto politico, preparato dal direttivo della nuova segreteria del partito, con una intervista basata su 10 variegate domande a cui il neo segretario ha risposto punto su punto ma in modo inusuale, almeno per lui.
Risposte stranamente accomodanti e brevi, in alcuni casi tanto sibilline quanto evasive, troppo diplomatiche per non dire fuorvianti. In cui oltre a non andare aldilà delle righe ha utilizzato quel linguaggio politichese che non gli riconoscevamo, fino a ieri.
Per evitare il riacutizzarsi di frizioni interne o per l’influsso di un “maestro” in quest’arte politica qual è da considerare Paolo Covella? A voi lettori le dovute considerazioni.
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INTERVISTA AL SEGRETARIO DEL PD LOCALE ENZO CUSCITO 
Di fronte al disastroso bilancio della giunta Longo, le forze di opposizione, “devono” discutere e tessere un progetto ambizioso, credibile, unitario e vincente per la Città.
Perché una minoranza è tale proprio perché non ha i numeri per decidere ed incidere sul governo di una maggioranza. Ritengo comunque che l’impegno dell’opposizione, in questi mesi, compatta e sempre più aggressiva, sia la vera ragione dell’implosione della maggioranza.
Innanzitutto molti degli attori sono cambiati. L’80% dell’attuale gruppo dirigente, due tre anni fa, non militava in politica, né in alcuno dei partiti che sono poi confluiti nel PD. C’è quindi una tendenza al rinnovamento complessivo del partito. In secondo luogo avvicinarsi, aderire e partecipare ad un progetto politico è sempre una sfida al “vecchio”, inteso non in termini di età ma di sistema di valori e di prassi non più all’altezza dei problemi.
4. In consiglio Povia, in evidente crisi di astinenza da potere, inizia a fare la voce “grossa”. Per il futuro del PD la sua presenza è da ritenere una risorsa o una mina vagante?
Sergio Povia è una risorsa per il PD gioiese e per la politica locale. Il suo far la “voce grossa” non è frutto di astinenza da potere, ma dalla riscoperta della politica “sul” territorio.
Nel nostro vocabolario non esiste il “qualunque esse siano” in un discorso di alleanze. Il pilastro delle future alleanze è la condivisione di un programma di governo. Anche perché vincere a tutti i costi significa poi non governare e danneggiare una comunità. L’importante per noi è proporre un’idea di Città e di sviluppo innovativo, far partecipare a questa idea quanti più possibile e tentare di realizzare quanto programmato.
6. In assenza di un candidato sindaco condiviso si procederà con le primarie. In questo modo non si rischia di agevolare le lobby interne che tanto si dice di voler contrastare e combattere?
Non vedo rischi, perché abbiamo fiducia nella partecipazione civile dei cittadini. Se si dovesse arrivare alle primarie, sarebbe comunque un atto di democrazia.
Il PD ha percorso in questi 3 anni molta strada. E, soprattutto, ha messo in atto un rinnovamento radicale e sostanziale del suo gruppo dirigente. Dissidi interni non ne vedo: e questo è positivo per garantire la crescita dei giovani e la democrazia interna.

In una democrazia quando la politica economica non funziona le responsabilità sono di chi attua quella politica. Longo è al governo da oltre 3 anni. I suoi “successi”, come le tante inaugurazioni di strade, piazze e strutture di Gioia del Colle, sono ancora i frutti che sta raccogliendo da chi ha ben governato prima.
Le lobby oggi sono schierate con chi governa e non certo con noi.
10. Le tue ragioni, il tuo modo di vedere e fare politica, quasi idealista, rischiano di essere stritolati dai poteri forti quando arriverà il momento delle decisioni. Ci hai mai pensato? Come ritieni di affrontarli?
Con la forza e la determinazione dei giovani e dei meno giovani che ho l’onore di guidare in un partito libero da condizionamenti e proiettato al futuro. E con la fiducia nella voglia di cambiamento che intravedo nella società civile. Un cambiamento che può passare all’azione solo con un moto di partecipazione attiva alla vita politica. E su questo ci stiamo spendendo con impegno.