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UN CONSIGLIERE CI COSTA 6000 EURO L’ANNO, PER FARE COSA?

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maggioranzaNell’ultimo consiglio comunale del 14 luglio scorso è andata in scena l’ennesima puntata tragicomica della politica locale, che i nostri amministratori puntualmente organizzano per il diletto dei loro e non affezionati ed assidui elettori, stampa compresa.

Una sceneggiata di cui non si riesce ancora a delineare il finale, ma che continua a perdere spettatori ed attori, tanto da essere negli ultimi tempi oggetto di repentini ed inaspettati rinvii per assenza del numero necessario (legale) di esecutori.

Sta di fatto però che nonostante le assenze e le mancate rappresentazioni, l’impresario pubblico (l’ente con le sue casse minoranzacomunali) ha sempre dovuto pagare il cachet (gettone) ai presenti, salvo questa circostanza in cui le comparse (i rappresentanti di minoranza), non solo si sono rifiutate di andare in scena, ma hanno dichiarato di rinunciare (era ora!) ad un compenso non meritato.

Un esempio subito seguito, in tutto e per tutto, con gesto altruistico e spirito di emulazione, anche dal cast formato dagli attori protagonisti (consiglieri di maggioranza). Al regista (presidente del consiglio comunale) non è rimasto altro da fare che annotare (mettere a verbale) quanto accaduto, ma senza il beneplacito del manager (il sindaco Piero Longo) che tra mugugni, improperi e sguardi inceneritori, ha dovuto incassare l’ennesima figuraccia e ingoiare un npiero_longo_accigliatouovo amarissimo boccone.

Una vicenda, quella dei gettoni di presenza elargiti anche quando i consigli comunali non si svolgono per mancanza di numero legale, che stante i numerosi consigli comunali indetti fino ad oggi, fra i tanti problemi irrisolti, pone in risalto l’incidenza dei costi della politica, anche qui a Gioia del Colle.

Costi che quest’anno, dato l’andamento, si presume potrebbero ulteriormente lievitare rispetto a quelli sostenuti l’anno scorso, non ancora chiariti del tutto ma sempre attuali. Dati che riproponiamo pubblicando una nota, inserita sul periodico locale “la Piazza” del mese di marzo nella rubricacuriosando qua e là”, a firma di Donato Stoppini.

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QUANTO CI COSTANO I CONSIGLIERI!

municipio_bandiereNavigando sul sito Internet ufficiale del Comune di Gioia del Colle siamo stati incuriositi da una Delibera di Giunta, la n. 218 del 21/12/2010, avente per oggetto: “Gettoni di presenza anno 2010. Prelievo Fondo di Riserva”. Una delibera che rispetto alle affermazioni dei nostri amministratori, secondo i quali l’unico modo per combattere la crisi economica era quello di “ridurre la spesa pubblica” è andata in controtendenza.

Evidentemente le riduzioni non riguardavano i loro compensi se gli stessi, così come si evince dalla delibera, hanno subito un incremento di oltre il 38% rispetto a quanto previsto in sede di Bilancio Preventivo 2010. Passando da una previsione di 80.000 euro ad oltre 110.000. Incrementi di costi che hanno determinato la decisione di “dover provvedere ad impinguare i relativi capitoli disoldi-denaro spesa della somma occorrente al pagamento dei gettoni di presenza”. Gettoni elargiti per la presenza nell’anno 2010 a “n. 19 sedute di Consiglio Comunale, per un importo complessivo di € 20.896,00”, e “n. 156 sedute di Commissioni Consiliari per un importo complessivo di gettoni di presenza ai Consiglieri Comunali di € 76.916,56”. Ragione per cui “la previsione di spesa per l’anno 2010 ammontante rispettivamente ad € 15.000 più 65.000, si è rivelata insufficiente”.

Grafico_01Una delibera in cui si sono letteralmente dati i numeri perché, a fronte di una differenza in più pari ad € 17.812,56 (11.916,56 + 5.896), i relativi capitoli di spesa sono sati “rimpinguati” per un complessivo di 30.450 euro (5.896 + 24.554), di cui  16.202,01 euro sono stati prelevati “dal fondo di riserva cap. 1899 bilancio 2010”. Un bel guazzabuglio, non c’è che dire, in cui però un dato è certo, che i costi generati dalla politica per la presenza in consiglio e nelle commissioni dei consiglieri, continua ad aumentare. Che un gettone di presenza costa alla collettività 63 euro procapite, e che mediamente un consigliere, per queste sue partecipazioni, incide di quasi 6.000 euro l’anno, senza contare gli “stipendi” di assessori, sindaco e presidente del consiglio, oltre ai rimborsi spese spettanti a quei consiglieri che si assentano dal loro posto di lavoro. E io pago!”, diceva il grande Totò.

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