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FESTA FEDERICIANA – CRONACA, SUGGERIMENTI E FOTO

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Festa-Federiciana-III-ed-ppLa Terza Edizione della Festa Federiciana si è conclusa intorno alle 23.30 del 24 luglio con il combattimento dei cavalieri nella corte del Castello, al cospetto di nobili, re, regina e di un folto pubblico di curiosi.

Tanta l’attesa, a volte prolungata oltre il dovuto, ma di certo non mancavano le distrazioni. Chi gufava contro, pensando a una edizione sotto tono e per di più “bagnata”, non sarà affatto soddisfatto.

logopetali_di_pietraLa Festa Federiciana non solo è “riuscita” ma è anche piaciuta ai “forestieri”, venuti in gran numero attratti non solo dalla pubblicità fatta a tambur battente su siti e giornali, ma anche dal servizio Rai che ha informato i meno tecnologici in tempo reale.

Un plauso all’Associazione Petali di Pietra, per aver lavorato con impegno e spirito di iniziativa, senza arrendersi di fronte alle difficoltà che non sono mancate.

Non osiamo immaginare a cosa sarebbero bastati i 1.500,00 euro stanziati dal Comune, a fronte dei 3.000,00 inizialmente promessi dal sindaco, senza ulteriori contributi rivenienti da altri enti e dagli sponsor. Forse avrebbero coperto giusto il costo degli sbandieratori (bravi davvero!).

festa-federiciana-2011-bancDi lavorare si è lavorato – afferma la mamma di una “petalina” – si è venduto tanto e questo conferma che se l’iniziativa attrae, l’indotto se ne avvantaggia.”

In particolare – aggiungeremmo – bed & breakfast, bar, ristoranti e pizzerie.

In realtà si è visto vendere di tutto e di più, oggetti in legno, terracotta (simpatici i sexy fischietti) cuoio e ferro, qualcosina non era in “tema” – è il caso di bijoux, modernariato e calamite – ma ci poteva stare.

Alla grande gli stand gastronomici, crostate, conserve, porchetta, arrosto, vino,  mozzarelle e panini, originali le manifatture artigianali, fiori e orecchini di stoffa, porta oggetti lavorati all’uncinetto ed altro ancora.

festa-federiciana-falconierSempre ad “effetto” il gruppo dei falconieri, con falchetti quest’anno davvero agguerriti. Uno di essi dopo essersi appostato su un balcone ha preso di mira un povero piccione e gli è piombato addosso tra il disappunto dei presenti (e del piccione a rischio di infarto tra tanti “predatori”).

Gufi e barbagianni si sono esibiti da attori consumati, pronti a farsi fotografare come se da una vita posassero su Vogue.

Ottimi anche i saltimbanchi su trampoli e non, i giocolieri, i prestigiatori, gli arcieri, i giullari le “racconta – favole”.

La partecipazione attiva dei piccini è stato il valore aggiunto di questa edizione.

festa-federiciana-piazza-liVestiti da aedi, damine e cavalieri hanno sfilato in corteo i piccini dell’ultimo anno di scuola materna, accompagnati dalle maestre, tra cui Maria Teresa Surico e dai genitori.

Altri piccoli visitatori hanno ascoltato con stupore i racconti di “donna Milena”, seduti su tappeti per terra in Pazza Livia, quindi hanno composto dei puzzle per raccontare la storia. I più bravi hanno vinto “un giro di giochi” gratuiti, quindi tutti insieme in fila, insieme ad altri piccoli, zufolanti musicisti, sotto l’incantesimo delle melodie del flauto di Ilaria Stoppini, proprio come i topini del pifferaio magico.

festa-federiciana-sfilataI “petalini” e la loro presidente Elvira Pedone con indosso tuniche francescane e bisacce da pellegrini erano praticamente ovunque, pattugliavano i rioni pronti a dare una mano, risolvere un problema, ascoltare suggerimenti, incontrati anche più volte da tutti, tranne che da chi… li cercava disperatamente!

Ha stupito la “cordata” di solidarietà scesa a dar man forte all’associazione! Amici, conoscenti, familiari persino liberi professionisti e dipendenti comunali.

Elegantissime in splendidi abiti da corte Milena Capodiferro, Cinzia Losito, Giovanna Lavarra e Annamaria Longo, semplice ed elegante Lidia Stasi nella sua tunica di lino, coreografica Rosa Afferri nelle vesti di gitana festa-federiciana-giullarechiromante. Molto attivo il gruppo dei giovani della Chiesa madre, impegnato nei giochi medioevali. Ad aprir le danze Angelica Mastromarino alla chitarra con Marica Girardi nelle vesti di colorato giullare e Maurizio Giordano alle “ceste” da basket medioevali. A turno i ragazzi invitavano piccoli e grandi al gioco dello schiaccianoci, al tiro a segno con i barattoli, alla palla di stoffa tra due assi, alla moneta vagante nel percorso tracciato dai chiodi. Meno visibili, rispetto allo scorso anno gli strumenti usati dalla Santa Inquisizione, talmente “orridi” da scatenare incubi. In un angolo Teresa Guido disegnava caricature ai passanti, Mario Vacca ha esposto i suoi splendidi “petali di pietra”, in mostra anche Antonella Lozito, Cuber, Gino Donvito festa-federiciana-danzaed altri ancora. Tra gli spettacoli più ammirati, quello con le spade e le ali infuocate, il tiro con l’arco (mitici e sempre pronti a fare “centro” Silvana Mastromarino e Enzo Vasco) e la sempre più sensuale danza del ventre, davvero brave e belle le danzatrici di Casamassima. Bravi anche se non proprio intonatissimi e sincronizzati i suonatori di tromba e i figuranti, in particolare il guerriero con l’elmo decorato da corna a scacchi che ha riscosso il rispetto dei bambini, intimoriti dalla sua imponenza. Dame e cavalieri, re e regina, contadini e pastorelli, grandi e piccini hanno percorso le vie del borgo al suono di tamburi e trombe.

Molto nella parte anche l’asceta, pronto a dispensare “tocchi” taumaturgici tra i malati.

festa-federiciana-castelloSi conclude così, nella condivisione di un evento “storico” che si è rivelato una vera “impresa”, la terza edizione della Festa Federiciana organizzata in tempi da guinness da Petali di Pietra,

Resta solo da augurarsi e soprattutto augurare ai soci che si pianifichi sin da oggi la quarta edizione, in modo da non sottoporre a lunghe e logoranti attese gli organizzatori, permettendo, tra l’altro, di curare con serenità ed entusiasmo i dettagli… ad esempio proponendo lenti a contatto ai figuranti, togliendo bottiglie, bicchieri e piatti di plastica dai tavoli, coprendo di teli le panchine scarabocchiate da writers locali ed “esigendo” manufatti meno futuristici, magari creati tramite laboratori da avviare con gli studenti o i disabili.

festa-federiciana-elvira-peSi potrebbe ideare con gli istituti una serie di laboratori per produrre manufatti da esporre, utilizzare e magari vendere, ad esempio un laboratorio orafo per la lavorazione di gioielli e monete in rame lavorato a sbalzo, uno di lavorazione di argilla per creare orci, bicchieri e pignatte, di borse e cinture cucite a mano in stoffa, lana e cuoio, di libri in carta “pergamena” (carta riciclata) decorati a mano, di musica con strumenti costruiti dai bambini o affini all’epoca (flauto dolce, liuti, chitarre, ghironde…), e su queste musiche impostare canti, danze e recitazioni. Ed ancora proporre agli artisti locali mostre tematiche con tecniche in uso all’epoca o “rigorosamente” a soggetto medioevale ed alle compagnie teatrali performance su “menestrelli” e cantastorie, incluse scenografie, come fatto da Filippo Cazzolla a Uèffilo.

festa-federiciana-sbandieraPotrebbe rivelarsi anche vincente il connubio con le associazioni musicali, artistiche, teatrali, persino sportive (lo sport nel Medioevo non è un tema intrigante?), con l’U.T.E., coinvolgendo gli adulti già impegnati in laboratori di ricamo, tombolo e decoupage nel progetto, o gli ospiti della Comunità Fratello Sole, per un laboratorio di falegnameria finalizzato a creare panche, tavoli, arredi d’epoca, ed ancora invitare i nostri stilisti gioiesi (Rossana Prisciantelli, Pietro Paradiso e altri) a disegnare e realizzare costumi d’epoca, pensando anche ad un concorso “allargato” alle altre città federiciane.

Ognuno di questi laboratori necessita di ricerche, studio festa-federiciana-trombeed approfondimento per essere realizzato, rendendo indispensabile quell’approccio culturale che dà ossatura, sostegno e anima al progetto stesso, e con partner dello spessore del Centro di Studi Normanno Svevi l’obiettivo è realizzabile.

Puntare sul coinvolgimento della comunità, renderla “protagonista” e non solo spettatrice dell’iniziativa e perché no? esportare la nostra Festa in un percorso federiciano, potrebbe rivelarsi una preziosa occasione di confronto e di crescita, un leitmotiv su cui far convergere più energie e sinergie, senza dover vivere patemi in attesa di ordinanze sindacali che vietino tavoli e sedie (anch’essi in plastica) “all’ombra del castello”.

Ringraziamo Mario Di Giuseppe per il consueto, puntuale e artistico contributo fotografico.

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