STUDENTI E DOCENTI CANUDO RACCONTANO VISITA GERMANIA
Nell’atmosfera magica ed evocativa della Ruethenfest, una festa tradizionale che si volge ogni quattro anni nella cittadina di Landsberg am Leech in Bavaria, un gruppo di studenti della II B e II A del ‘Canudo’, il Dirigente Scolastico, Rocco Fazio, la responsabile del Progetto Comenius, Prof.ssa Piera De Giorgi, la Prof.ssa Donvito hanno incontrato i partner del Progetto Comenius ‘Social Skills for good mood and better learning’.
Il grande senso delle tradizioni, la rievocazione di momenti importanti nella storia di questa ricca cittadina a una manciata di chilometri da Monaco hanno fortemente colpito la delegazione che ha apprezzato, durante la Festival Parade, la partecipazione corale della cittadina alla rievocazione storica che si è snodata in condizioni
atmosferiche proibitive (15 gradi con pioggia) con l’esibizione di centinaia e centinaia di figuranti in abiti tradizionali che hanno proposto il cammino della storia, il passaggio di carri quali il ‘Blumenwagen’: il carro dei fiori, con un centinaio di bambine vestite con abiti i cui colori simboleggiano i brillanti colori dei fiori primaverili, il ‘Rosenwagen’ il carro delle rose, il carro con la torre bavarese, ed ancora il gruppo dei Falconieri formato da cavalieri e gentildonne a cavallo, i lanzichenecchi, i soldati svedesi.
Un incontro dunque improntato non solo alla conoscenza della cittadina sede della scuola partner del progetto Comenius con le ricche chiese gotiche e le casette medioevali costruite sui canali, ma anche dei luoghi che
hanno reso famosa questa regione della Germania: Monaco, il castello di Neuschwanstein, la strada romantica.
L’ultimo incontro del progetto è stata l’occasione per i responsabili del progetto Comenius per fare un bilancio finale dell’esperienza di due anni vissuta fra sfide continue a lavorare insieme, mantenere i tempi, produrre analisi e lavori, coinvolgere i ragazzi e farli sentire protagonisti, portare l’Europa a casa e gli studenti e insegnanti in Europa, utilizzare la lingua inglese per comunicare e comprendere culture differenti.
L’esperienza del responsabile del Progetto, Prof.ssa Piera De Giorgi, nel progettare, realizzare, portare a termine il
progetto Comenius è risultata estremamente positiva: in quanto lavorare in un contesto internazionale comporta l’affinamento delle capacità organizzative, relazionali e consente una crescita professionale e umana, tutti elementi che gli studenti coinvolti hanno condiviso.
Soddisfazione anche da parte del Dirigente Scolastico in quanto l’Istituto attraverso il Progetto Comenius ‘Social Skills for good mood and better learning’ è risultato vincitore del Label Europeo delle Lingue 2011, un riconoscimento che valorizza i progetti innovativi e di qualità nell’ambito dell’insegnamento e dell’apprendimento delle lingue, la cui cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma ai primi di ottobre, nell’ambito di una conferenza internazionale sui
partenariati di apprendimento organizzata dal Miur.
Tutti i responsabili hanno condiviso la seguente definizione del cammino svolto in questi anni di partenariato e non solo: ‘The Comenius is an unbreakable thread that has connected Germany, Austria, Portugal, Lithuania, Poland, Cechz Republic, Italy, and brought friends, students, families together to forge strong, enduring relationship that will help us evolve and flourish into the future’ .
La realizzazione del motto ‘One in diversity’ ovvero come gli europei operano unitamente per la pace e la prosperità e le molte e diverse culture, tradizioni e lingue presenti in Europa costituiscono la ricchezza del continente.
Piera De Giorgi
Hymnus Latinus Europae
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L’esperienza vissuta in Germania nei racconti, che proponiamo, scritti dai ragazzi che hanno partecipato al progetto Comenius.
UNA ESPERIENZA MAGICA
Il progetto Comenius, purtroppo, dopo due anni di lavoro intenso, è terminato. Io ho avuto la fortuna di partecipare all’ultimo incontro, della durata di sei giorni, organizzato in Germania, in un paese vicino Monaco, Landsberg am Lech. Quando sono arrivato in Germania ero un po’ titubante sia perché era il mio primo viaggio all’estero sia perché le previsioni atmosferiche non erano delle migliori e temevo che la pioggia potesse impedire lo svolgimento delle attività previste. Questa mia insicurezza si è subito trasformata in stupore e meraviglia non appena ho iniziato a scoprire tutto il paesaggio circostante, costituito da villette, in periferia, e abitazioni più antiche, nel centro urbano, che lasciavano immaginare la storia di questo sorprendente paese immerso nella natura.
Essendo ospitato in una famiglia tedesca e interagendo molto con queste persone ho conosciuto molte tradizioni di questo paese che sono ben diverse da quelle del mio paese ma soprattutto da quelle italiane.. Ho assaggiato, per esempio, molti cibi diversi da quelli nostri, inoltre ho scoperto che gli orari dei pasti non coincidono con quelli italiani e ho saputo che l’organizzazione scolastica è differente da quella delle scuole italiane. In Germania, infatti, la scuola è divisa in nove classi e gli studenti avanzano di classe in base alle loro capacità perciò significa che un ragazzo può terminare gli studi molto prima e può intraprendere subito un mestiere. Tutto ciò mi ha stupito e mi ha fatto capire che in Germania vogliono responsabilizzare i ragazzi già dall’adolescenza per renderli pronti ad affrontare il duro mondo del lavoro. Un
altro aspetto di questo paese che mi ha colpito è stata la cultura che si è espressa in tutto il suo splendore durante la festa popolare più importante di Landsberg, Ruethenfest, durante la quale abbiamo assistito ad una parata, che rappresentava i costumi e la storia del paese, e a dei balli tipici di questa festa. Questi due eventi sono stati organizzati in una cornice meravigliosa quale la piazza principale, l’Hauptplatz, che ospita tre monumenti importantissimi per Landsberg cioè: il Rathaus (il municipio), la fontana Marienbrunnen e lo Schmalztum, resti di antiche fortificazioni. Il tocco finale di bellezza è dato dal Lech, fiume su cui sorge il paese e che contribuisce a rendere davvero magica questa zona. Questa esperienza, perciò, mi è piaciuta molto e mi ha fatto capire che i tedeschi sono un popolo pronto ad accogliere calorosamente i turisti con il loro paesaggio e le loro tradizioni, proprio come hanno fatto con me.
Nicola Surico (II B)
LA BELLEZZA DELLA GERMANIA
Ore 6.00 aeroporto di Bari. Prima volta che prendevo l’aereo. Stavo partendo per la Baviera! In aereo ero così entusiasta e non vedevo l’ora di arrivare in quella città, a mio parere così magica. Arrivati in Germania ecco che in lontananza si avvistava quella che poi sarebbe diventata una parte della mia vita: Landsberg am lech. Si respirava un aria assai diversa più tradizionale infatti quella città era un unione tra la tradizione ed un vivace presente. Racchiusa da una cinta mura medievale, la città Vecchia ci mostrava tutto il suo splendore: le tante case colorate con numerose finestre simbolo di ricchezza della borghesia del tempo; il grande municipio costruito dal 1699 fino al 1702 con grandi stanze e meravigliose raffigurazioni di Hubert von Herkomer; la meravigliosa chiesa di santa croce dei gesuiti con gli affreschi barocchi che ricoprivano le volte dei soffitti. Una continua scoperta nel passato. Un mix di emozioni che ti riempivano il cuore e la mente.La straordinaria capacità dei cittadini di farti sentire a tuo agio e a casa. Una generosità unica un’ospitalità notevole.
Un frammento di paradiso. Una bellezza infinita. Un grande verde. La favolosa Germania.
Monica Mastrovito (II B)
UNA DIFFICILE SEPARAZIONE
Nella mattina del giorno 22/07/2011, dopo esserci incontrati con i nostri professori e con il preside della nostra scuola, “Liceo Scientifico R. Canudo”, siamo andati in aeroporto per prendere l’aereo che ci avrebbe portati in Germania. Dopo due ore e mezza di volo arrivati in Germania i ragazzi tedeschi che ci ospitavano ci hanno portati con loro alle loro case. Mi sono sentito subito a casa mia perché mi hanno trattato con molto affetto.
Nel secondo giorno abbiamo visto il Ruethenfest, la tipica festa locale, che si festeggia ogni quattro anni. È davvero sorprendente sapere con quanta cura sia organizzata questa festa, infatti impiegano tre anni solo per i preparativi di questa.
Nel terzo giorno abbiamo visto un famoso castello, il castello di Neuschwanstein. Questo è un castello grandissimo situato su una montagna ed è veramente mozzafiato, infatti all’ interno si presenta tutto in legno e con molte decorazioni che d’ hanno l’ idea della ricchezza del re che ci abitava.
Il quarto giorno abbiamo visitato la scuola. Sono rimasto stupefatto di questa. Nella scuola c’ erano alcune aule che nella mia scuola non ci sono come l’ aula cucina, il laboratorio d’ arte o addirittura, una stanza dove poter giocare a biliardo o poter riposare. Dopo aver visto la scuola abbiamo visitato il museo cittadino e dopo siamo andati nel comune della città per incontrare il sindaco il quale è una persona molto simpatica, come il resto degli abitanti di Landsberg am Lech. Questo dopo aver tenuto un discorso ci ha offerto delle bevande in segno di ospitalità. Dopo la visita al sindaco siamo andati a pranzare tutti insieme a scuola, dove abbiamo mangiato un piatto tipico tedesco. Nel pomeriggio siamo andati a visitare la chiesa Stadtpfarrkirche che si presentava magnifica ai nostri occhi poiché decorata tutta con oro. Dopo averla vista siamo saliti nella zona dell’ organo dove abbiamo assistito a una magnifica ed emozionante esibizione di un suonatore d’ organo davanti al quale siamo rimasti tutti sbalorditi e senza fiato.
Il penultimo giorno, prima di andare a Monaco, siamo stati a scuola per una lezione di danza, dove abbiamo imparato volentieri danze tipiche della tradizione tedesca. Subito dopo siamo andati a Monaco dove abbiamo passato una stupenda giornata insieme agli
altri ragazzi di tutte le nazionalità avendo così la possibilità di conoscerci in modo migliore passando una giornata tutti assieme.
L’ ultimo giorno, almeno per quanto mi riguarda, è stato molto difficile da affrontare perché, ormai mi ero affezionato alla famiglia che mi ospitava e anche al resto dei ragazzi che avevo conosciuto lì in Germania. Anche se avrei voluto rimanere lì con loro ancora per qualche giorno per conoscerli meglio non è stato possibile perché sono dovuto tornare in Italia.
Davide Angelillo (II A)