CAPORALATO, FENOMENO DIFFICILE DA SOPPRIMERE
Nell’ambito del progetto P.O.N. “Legalità e mondo del lavoro” la scuola media E. Carano ha ospitato, nel pomeriggio di mercoledì 27 settembre, il Console Onorario di Polonia Domenico Centrone. L’incontro con i giovani studenti è stato voluto dal referente dello stesso progetto, Giorgio Gasparre, al fine di informarli circa il fenomeno del caporalato nelle campagne del foggiano, che per anni è stato motivo di maltrattamenti e di riduzione in schiavitù di numerosi operai polacchi.
E’ fondamentale offrire ai ragazzi l’opportunità di confrontarsi su temi quali la legalità, lo sfruttamento sui luoghi di lavoro, il rispetto dei diritti umani. Lo sottolinea il Preside Giovanni Stano nel breve intervento con cui introduce l’ospite. “Voi siete la nostra speranza”, afferma. La speranza di vedere, nelle nuove generazioni, la prospettiva di un’Italia migliore di
quella delle organizzazioni mafiose e criminali. “Vi stiamo lasciando una realtà pesante”, gli fa eco il Console Centrone, “peggiore di quella che i nostri genitori hanno lasciato a noi. È vostro compito risollevarla”.
Inizia negli anni Settanta il viaggio di Centrone alla volta della Polonia, terra in cui cresce tra le restrizioni della dittatura comunista e le esigenze dei contadini, fino alla nomina onoraria a Console della Polonia, che ancor più lo fa sentire “parte integrante della storia polacca”. Motivo per cui decide di curare gli interessi della Polonia in Puglia e Basilicata e, quindi, di “portare alla luce un fenomeno che tutti conoscevano, ma che nessuno aveva voglia di denunciare”. Q
uello del caporalato, appunto.
È la storia di giovani ragazzi polacchi giunti in Italia illusi da false promesse, desiderosi di lavorare “per non pesare sulle spalle dei genitori” e, invece, ritrovatisi ridotti in schiavitù, segregati in abitazioni-prigione senza cibo, né acqua, né servizi igienici. Centrone svela un dramma per lo più sottaciuto, quello dello sfruttamento della manovalanza agricola nella zona della Capitanata per mano di caporali incaricati di organizzare squadre di operai da obbligare a lavorare fino allo stremo per poche decine di euro al giorno. Un fenomeno che è costato la vita a diverse decine di operai polacchi. Nella zona della Capitanata, si sono perse le tracce di più di cento ragazzi.

Eventi che inducono Centrone a classificare i caporali come “i peggiori delinquenti che abbia mai conosciuto”, che hanno spezzato il futuro di giovani giunti in Italia con solo tanta voglia di emergere, ignari dell’inferno cui erano destinati.
Attualmente, lo sfruttamento della manodopera interessa soprattutto marocchini, rumeni e senegalesi. Centrone svela i meccanismi di una terribile piaga del sud Italia (e non solo), le cui conseguenze possono essere attenuate solo con leggi e controlli ad hoc. Un fenomeno, tuttavia, che difficilmente si potrà sopprimere del tutto.
L’argomento sarà accuratamente approfondito questa sera, nel corso dell’incontro sullo stesso tema con il giornalista pugliese Alessandro Leogrande, autore di “Uomini e caporali”, un libro-viaggio tra i “nuovi schiavi delle campagne del Sud”.