CORO JUBILATE DEO, GRANDI EMOZIONI E SUCCESSO-foto

Nell’ambito dei festeggiamenti riguardanti i 150 anni dall’unificazione d’Italia, il coro polifonico interparrocchiale ‘Jubilate Deo’, diretto da Angelo Fasano, ha presentato, presso il teatro ‘Rossini’, il concerto dal titolo ‘150 anni di Storia d’Italia attraverso il canto’.
Evento patrocinato dal comune di Gioia del Colle e che ha avuto luogo il 4 novembre. Data che ha segnato il termine di quella tragedia che fu la prima Grande Guerra, e che segna la cronaca contemporanea con il disastro avvenuto nella città
di Genova.
La professoressa Dina Montebello – che assieme a Sergio D’Onghia è stata la voce narrante dell’incontro – ha sin da subito ricordato l’avvenimento odierno chiedendo un doveroso attimo di silenzio al numeroso uditorio. Il concerto ha avuto inizio con il ‘Va pensiero’ tratto dal Nabucco di Verdi, perché, come ha affermato Sergio D’Onghia, esperto di Storia Contemporanea, “[…] l’incipit dell’azione patriottica fu data dall’opera lirica, in particolare dal Nabucco di
Verdi”.
Belle sono le immagini che fanno da sfondo alla musica curate da Vito Pavone. Una delle prime immagini utilizzate è il ‘Quarto Stato’ di Pellizza Da Volpedo, emblema del secolo scorso e simbolo del film ‘Novecento’, capolavoro firmato Bertolucci. Si racconta così la prima grande emigrazione transoceanica tra l’800 e 900 resa in musica da ‘Mamma mia dammi cento lire’; si racconta anche la dolorosa prima guerra Mondiale data dalle note de ‘La
leggenda del Piave’.
“Il primo conflitto mondiale fu la prima grande esperienza collettiva fatta da uomini – per di più adolescenti – mandati al fronte. Uomini che non riuscivano neanche a capirsi a causa dei loro dialetti diversi, ma che sentivano forte un vincolo di solidarietà e appartenenza”, così si esprime in proposito Sergio D’Onghia.
Si passa attraverso il fascismo e la
Seconda Grande Guerra con ‘O fortuna’ di Carmina Burana. Consequenziali le drammatiche – private di ogni umanità – immagini che accompagnano il genocidio ebraico, per il quale si è scelta la melodia di Vandelli con Auschwits.
L’inno ‘Bella Ciao’ accompagna quella che fu la Resistenza italiana, seguito dal ‘Nel blu dipinto di blu’ che simboleggia la ricostruzione e il boom economico. Una ricostruzione che doveva essere non solo materiale, ma anche morale. Si passa attraverso
il primo movimento di protesta del Novecento identificato nell’anno 1968, e si desidera e si immagina un mondo migliore con la canzone ‘Io vagabondo’.
Squisitamente e dolorosamente attuale è la ‘Povera Patria’ di Franco Battiato, “schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore”. E si arriva al riscatto e alla speranza data da ‘Viva l’Italia’ di Francesco De Gregori, la voglia dell’unità nazionale con ‘Fratelli d’Italia’ di Goffredo Mameli, e, infine, alla necessità dell’unità europea con ‘Inno alla gioia’ di Ludwing Van Beethoven.
La replica della serata è fissata per oggi, domenica 6 novembre, alle ore 18, sempre presso il teatro comunale ‘Rossini’.
Un particolare grazie a Mario Di Giuseppe per aver contribuito alla stesura dell’articolo con i suoi particolarissimi scatti fotografici.