PIERO LONGO SI RICANDIDA A SINDACO DI GIOIA

L’ex sindaco di Gioia del Colle e presidente del Consiglio provinciale di Bari, Piero Longo, più che alla crisi che travolge il suo ente (il presidente Francesco Schittulli si è dimesso il 31 ottobre scorso e ci sono ancora una decina di giorni per farle rientrare) pensa alla campagna elettorale che lo rivedrà ricandidato a sindaco per il centrodestra del Pdl di Gioia del Colle. Un’esperienza, quella amministrativa, finita prima del tempo (il mandato sarebbe scaduto nel 2013) il 28 ottobre scorso, tre giorni prima che Schittulli si dimette
sse.
“Sette mesi di commissariamento e un esborso di 100mila euro per tenere nuove elezioni”, è il commento amaro dell’ex sindaco. Inutile entrare nelle vicende cittadine – la delibera del riequilibrio di bilancio bocciata dal centrosinistra e tre “traditori” del centrodestra per scriverla alla Berlusconi – la crisi al suo Comune, come quella alla Provincia non è, per Longo, dovuta solo a mere questioni amministrative che come una maionese impazzisce nel frullatore, ma “perché è in atto una crisi della politica”, sentenzia. Una crisi della politica e dei partiti, per la verità, che sempre secondo Longo porta anche a eleggere consiglieri mediocri, “che con una manciata di voti siedono nella assise cittadine e si credono dei padreterni. Sì, proprio così – assicura l’ex sindaco gioiese -, i partiti non avendo più l’autorevolezza di una volta non hanno nessun tipo di influenza sugli eletti e così io in
Consiglio mi sono ritrovato ad avere a che fare non coi i partiti di appartenenza, ma con 12 ‘teste’, ognuna con una propria idea autonoma”.
Sul rientro delle dimissioni di Schittulli, invece, Longo non ha dubbi: “rientreranno, non ci sono veri motivi perché non vengano ritirate”. Il presidente del Consiglio provinciale, però, non nega l’esisten
za di poco feeling fra Schittulli e alcuni esponenti del Pdl della sua giunta. Nulla che, però, non possa essere ricomposta in fretta e in modo che si possa rincominciare a governare la Provincia.
Poi conclude con una battuta: “Magari con un presidente-ombra in meno e facendo ritornare Bari e non Bitonto a essere il capoluogo dell’ente. Ma è solo una battuta, sia chiaro”, si affretta a rimarcare.
Un presidente-ombra e Bitonto caput mundi? Una battuta o una messa a fuoco dei veri problemi che sono alla base della crisi?
(Fonte barisera)