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PARTE GOVERNO MONTI: PROFILO DEI 16 MINISTRI-video

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mario-monti--1-Il Governo Monti ha 16 ministri più l’interim dell’Economia. Il Governo Berlusconi IV aveva 23 ministri. Le differenze sono: Passera ha le deleghe di Sviluppo e Infrastrutture (Romani e Matteoli); Fornero ha le deleghe di Lavoro e Pari opportunità (Sacconi e Carfagna). Scompaiono i ministri per l’Attuazione del programma di Governo (Rotondi), Pubblica amministrazione (Brunetta), Riforme per il federalismo (Bossi), Gioventù (Meloni), Semplificazione normativa (Calderoli). Nasce invece il ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione (Riccardi).

CANCELLIERI, AL VIMINALE PREFETTO CHE ‘RISOLVE PROBLEMI’ – Anna Maria Cancellieri, 67 anni, romana, e’ sposata e ha due figli. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche nella capitale, ha iniziato la sua carriera a Milano negli anni ’70 come responsabile della comunicazione della prefettura prima di diventare sub-commissario al comune. Prefetto in citta’ come Vicenza, Bergamo, Catania (dove e’ stata anche commissario del Teatro Bellini, fino a due anni fa) e Genova (dove gestì con successo la difficile trattativa con i camalli, che minacciavano di bloccare il porto, consolidando la sua fama di esperta nel “problem solving”), e’ in pensione dal 2009. E’ stata nominata meno di due mesi fa commissario di Parma, dopo le dimissioni del sindaco Pietro Vignali: dal 2010, per piu’ di un anno, aveva ricoperto lo stesso ruolo a Bologna, “traghettando” il Comune dallo scandalo che travolse Delbono fino alle elezioni vinte da Virginio Merola. Un’esperienza ritenuta positiva da tanti, a dispetto dei durissimi tagli, tanto da guadagnarle la proposta – rifiutata – di una candiMinistri-Berlusconidatura alle amministrative da parte di una lista civica appoggiata dal centrodestra. E’ una grande appassionata di musica lirica, fortemente impegnata nella difesa delle donne e della loro inscindibile dignità di lavoratrici e di madri.

SEVERINO, LA PRIMA VOLTA DI UNA DONNA ALLA GIUSTIZIA – E’ Paola Severino il nuovo ministro della Giustizia del Governo Monti. Per la prima volta nella storia della Repubblica una donna e’ Guardasigilli. Napoletana, avvocato penalista e consulente di società, banche e associazioni di categoria, e’ stata membro di commissioni ministeriali per la riforma della legislazione penale e processuale, ed e’ vice Rettore della Luiss. Il nuovo Ministro vanta un lunghissimo curriculum come docente di diritto penale in Università pubbliche e private. Ha lavorato nello staff di Giovanni Maria Flick, ministro della Giustizia nel governo Prodi. Dal luglio del 1997 fino al luglio 2001 ha rivestito la carica di Vice Presidente del Consiglio della Magistratura Militare. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Marisa Bellisario dedicato al tema delle “Donne per una giustizia giusta”.

FORNERO, AL WELFARE LA DAMA TORINESE ESPERTA DI PENSIONI – Un’esperta di pensioni, allieva di Onorato Castellino. Una dama torinese, elegante ma non troppo convenzionale, misurata e con una volontà di ferro. Elsa Fornero, 63 anni, prende la guida del ministero del Lavoro, con delega alle Pari Opportunità, nella nuova squadra di governo targata Monti. Docente di Economia all’Università di Torino, direttore del Cerp, il Centre for Research on Pensions and Welfare Policies, uno dei maggiori centri studi sullo stato sociale in Italia e in Europa. Cogoverno-monti-ministrimponente del Nucleo di Valutazione della spesa previdenziale del ministero del Lavoro, il suo campo d’azione, la previdenza, e’ uno degli argomenti più caldi del momento. E’ una strenua sostenitrice dell’estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori e la sua nomina viene letta come scelta ‘rigorista’ da parte del nuovo esecutivo. Di previdenza Fornero si è occupata anche per la Banca Mondiale, di cui e’ stata consulente in Russia, Lettonia, Macedonia e Albania. Con la sua fermezza e’ riuscita a scalare uno dei mondi più maschilisti, quello del credito. Il suo rigore intellettuale, accompagnato a uno spirito pratico, l’ha portata a diventare vice presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo. Editorialista de ‘Il Sole 24 Ore’ e collaboratrice de ‘Lavoce.info’, il suo campo di studio abbraccia anche il risparmio delle famiglie e le assicurazioni sulla vita. E’ stata membro del comitato scientifico di Confindustria, e membro del consiglio direttivo della Società italiane degli economisti.

ORNAGHI, AI BENI CULTURALI IL RETTORE DELLA CATTOLICA – Il nuovo ministro dei Beni Culturali e’ Lorenzo Ornaghi, classe 1948, laureato in Scienze Politiche alla Cattolica di Milano nel 1982 sotto la direzione del maestro e mentore Gianfranco Miglio, da quasi dieci anni, per l’esattezza dal primo novembre 2002, Rettore dell’università Cattolica del Sacro Cuore. Nell’Ateneo cattolico Ornaghi ha percorso le tappe principali della carriera accademica. Ricercatore dal 1980 al 1987, diventa professore associato a partire dall’anno accademico 1987/88, quando viene chiamato dall’Università di Teramo (dove dal 1987 al 1990 ha insegnato Scienza della politica e Psicologia politica e comportamenti di massa alla facoltà di Scienze politiche). Dall’anno accademico 1990/91 torna a tempo pieno Governo-Montiall’Ateneo di largo Gemelli, diventando titolare della cattedra di Scienza politica nella facoltà di Scienze politiche, a partire dal 1994 in qualità di professore di prima fascia. Autore di numerosi volumi e saggi pubblicati su riviste italiane e internazionali, si e’ occupato in modo particolare dello Stato e delle sue trasformazioni, di rappresentanza e organizzazione degli interessi, di linguaggio politico. Nel 2001 con Vittorio Emanuele Parsi ha pubblicato per Laterza ‘Lo sguardo corto. Critica alla classe dirigente italiana’. Nel 2002 ha curato la raccolta ‘Globalizzazione, nuove ricchezze e nuove povertà” edito da Vita e Pensiero. Da gennaio 2003 e’ direttore della “nuova serie” della rivista di cultura e dibattito “Vita e Pensiero”. Negli ultimi anni, oltre che alle indagini sul sistema politico e sulle elite dell’Italia, si e’ dedicato allo studio dell’integrazione politico-istituzionale dell’Europa e al tema della Costituzione europea, argomenti a cui lo stesso premier Monti e’ molto sensibile. E’ componente del gruppo del Comitato Nazionale per il Progetto culturale orientato in senso cristiano della Cei. Dal 1998 Ornaghi e’ membro del Consiglio di Amministrazione di Avvenire, di cui dal 2002 e’ VicePresidente. Nel 2006 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano.

BALDUZZI ALLA SALUTE, TORNA AL MINISTERO DOPO ERA BINDI – Giurista, esperto di diritto costituzionale, promotore di movimenti e riviste di area cattolico-sociale, da 4 anni presidente dell’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Renato Balduzzi, classe 1955, nominato ministro della Salute, e’ già stato al ministero in qualità di esperto giuridico del ministro tra il 1996 e il 2000, voluto dall’allora ministro Rosi Bindi, che seguirà poi tra il 2006 e il 2008 sempre come consulente al ministero della Famiglia. Laureato nel 1979, e’ stato per anni ordinario di diritto costituzionale all’Università del Piemonte Orientale. Da quest’anno e’ ordinario nella facoltà di Giurisprudenza dell’università Cattolica di Milano. E’ stato consigliere giuridico dei Ministri della difesa (1989-1992), della sanità (1996-2000) e delle politiche per la famiglia (2006-2008), domonti thumbve collaborò alla stesura del ddl sui cosiddetti ‘Dico’, per il riconoscimento di alcuni diritti delle persone conviventi. Ha ricoperto l’incarico di Capo dell’ufficio legislativo del Ministero della sanita’ dal 1997 al 1999, presiedendo la Commissione ministeriale per la riforma sanitaria. Dal 2009 e’ presidente del Nucleo di valutazione dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità'” di Novara e, dal 2006, del Comitato di Indirizzo dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. E’ presidente, dal febbraio 2007, dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). E’ componente del Comitato scientifico delle riviste “Quaderni regionali”, “Amministrazione in cammino”, Politiche sanitarie”,”Dialoghi” e “Studium”. Dal 2002 al 2009 e’ stato presidente nazionale del Movimento ecclesiale di impegno culturale (MEIC, gia’ Movimento Laureati di Azione Cattolica). E’ direttore, dal 2003, del bimestrale culturale “Coscienza”, che si schierò a favore dell’astensione, come buona parte dei movimenti cattolici, in occasione del referendum del 2005 contro la legge 40 sulla fecondazione assistita.

PROFUMO, IL CAPO DEL CNR ALL’ISTRUZIONE E LA RICERCA – Francesco Profumo, nuovo ministro dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca Scientifica, e’ presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), già rettore del Politecnico di Torino. Con un curriculum scientifico e accademico degno di un Nobel, l’ingegnere 58enne torinese e’ di simpatie politiche opposte a quelle dell’ex ministro Mariastella Gelmini che lo ha indicato al Cnr, e ha partecipato, sia pure per pochi istanti, alle primarie del Pd per la candidatura del successore di Chiamparino a Torino, prima della discesa in campo di Fassino. Nel suo ultimo incarico, Profumo ha impegnato tutte le sue doti tecniche e, le esperienze internazionali per riportare il Cnr alla sua naturale posizione di legiuramento-monti-ape5adership della ricerca italiana. Attualmente e’ presidente di Columbus, del Forum Torino e del Panel 09 del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR) del Miur. Già membro del Consiglio di amministrazione di Reply, Fidia S.p.A., Unicredit Private Bank, il 12 aprile 2011 e’ stato nominato membro del Consiglio di amministrazione di Telecom Italia. Ha iniziato la carriera nel 1978 nella Ricerca e Sviluppo in Ansaldo a Genova; nel 1985 si e’ trasferito a Torino dove ha intrapreso la carriera di ricercatore universitario e nel 1995 e’ diventato professore ordinario di ‘Macchine e Azionamenti Elettrici’ nello stesso ateneo. Quindi ha assunto la carica di presidente della prima facoltà di Ingegneria del Politecnico dal 2003 al 2005 e dal primo ottobre 2005 quella di Rettore. Il suo rettorato e’ stato caratterizzato da una forte spinta verso la collaborazione con grandi aziende internazionali (da Microsoft a Motorola) e con l’apertura della didattica verso l’estero. Inoltre ha fatto parte di molti gruppi di lavoro internazionali con numerosi riconoscimenti in tutto il mondo e oltre 250 articoli pubblicati.

AGLI ESTERI TERZI, AMBASCIATORE DELLE ECCELLENZE ITALIANE – E’ una carriera diplomatica di primissimo piano quella del nuovo ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata. Attualmente ambasciatore a Washington, il 65enne diplomatico bergamasco vanta una lunga esperienza all’Onu, prima nella squadra di Francesco Paolo Fulci che sventò una riforma del Consiglio di sicurezza penalizzante per l’Italia, poi come rappresentante permanente al Palazzo di Vetro. Terzi e’ stato anche ambasciatore in Israele tra il 2002 e il 2004, quando curò la storica visita del leader di An Gianfranco Fini, e direttore generale degli Affari politici. E’ il terzo ministro degli Esteri che proviene dalle file della diplomazia, dopo Carlo Sforza e Renato Ruggiero. Terzi si era insediato come ambasciatore negli Usa nell’ottobre 2009, impegnandosi – fra l’altro – nella promozione delle eccellenze del made in1059 montigoverno2 Italy, dall’impresa alla ricerca e alla cultura. Tra il 2008 e il 2009 aveva guidato la rappresentanza permanente alle Nazioni Unite, partecipando alle riunioni del Consiglio di sicurezza di cui l’Italia era membro e occupandosi, in particolare, del dossier Afghanistan. In precedenza, alla Farnesina aveva ricoperto gli incarichi di vicesegretario generale e di direttore generale per gli Affari politici, da dove aveva potuto continuare a seguire le tematiche Onu. In Israele servì come ambasciatore durante i difficili anni della Seconda Intifada, occupandosi del rafforzamento delle relazioni tra lo Stato ebraico e l’Unione europea nel semestre italiano di presidenza, dal luglio al dicembre 2003. Nato a Bergamo nel 1946, Terzi si e’ laureato in giurisprudenza a Milano, specializzandosi in diritto internazionale. Il suo primo incarico da diplomatico fu al cerimoniale della Repubblica, dove curò le visite ufficiali delle delegazioni del governo italiano all’estero, per poi trasferirsi a Parigi nel 1975 come primo segretario per gli Affari politici dell’ambasciata. Nel 1978 approdò nello staff del Segretario generale della Farnesina, prima del trasferimento in Canada in veste di consigliere economico e commerciale dell’ambasciata e poi di Console generale a Vancouver. Nella città della British Columbia curò la rappresentanza italiana all’Expo ’86. Dopo un passaggio a Roma, presso la direzione generale degli Affari Economici, fu consigliere politico presso la Rappresentanza italiana alla Nato a Bruxelles negli ultimi anni della Guerra fredda. Dal 1993 al 1998 e’ stato a New York presso la Rappresentanza italiana alle Nazioni Unite, inizialmente come primo consigliere per gli affari politici e poi come ministro e vice rappresentante permanente.

AMMIRAGLIO DI PAOLA, DALLA NATO A MINISTRO DELLA DIFESA – L’ammiraglio Giampaolo Di Paola, capo del Comitato militare della Nato ed ex capo di Stato maggiore della Difemario-monti-650sa, e’ il nuovo ministro della Difesa. Classe 1944, e’ nato a Torre Annunziata ed e’ entrato in Accademia navale nel 1963 dopo aver frequentato il Collegio Navale “Francesco Morosini”; e’ prima comandante, poi capitano di vascello e infine, dopo oltre trent’anni di carriera nella Marina militare italiana, e’ nominato Ammiraglio di squadra. Capo del reparto politica militare dello Stato maggiore della Difesa dal 1994 al 1998, nel 1998 viene scelto come capo di gabinetto del ministro della Difesa, Carlo Scognamiglio, ed e’ poi confermato dal successore Sergio Mattarella. Nominato segretario generale della Difesa il 26 marzo 2001, mantiene l’incarico fino al 10 marzo 2004, quando e’ promosso a Capo di stato maggiore della Difesa. Poi nel 2007 il Comitato Militare della Nato, composto dai capi di Stato maggiore dei ventisei Paesi dell’alleanza, lo ha eletto presidente del Comitato, incarico ricoperto fino al 2008. Nello stesso anno Di Paola lascia il comando dello Stato Maggiore della Difesa, sostituito dal generale di squadra aerea Vincenzo Camporini.

CLINI ALL’AMBIENTE, UN ESPERTO AL MINISTERO DA 21 ANNI – Il nuovo Ministro dell’Ambiente e’ Corrado Clini, classe 1947, attuale direttore generale del dicastero e medico chirurgo specializzato in Medicina del Lavoro. Clini e’ alla dirigenza del Ministero dal 1990 e oltre agli incarichi istituzionali sino ad oggi ricoperti, ha collaborato con diverse università italiane, l’Agenzia europea dell’Ambiente e l’Onu ed ha partecipato all’elaborazione del “Piano per la riduzione delle emissioni di gas serra”. E’ autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche.ministri monti

CATANIA, UNA CARRIERA NEL PALAZZO DELL’AGRICOLTURA – Mario Catania, classe 1952, romano, una passione per la montagna. L’attuale capo dipartimento delle Politiche agricole e internazionali del Mipaaf si aggiudica la delega all’Agricoltura nel nuovo governo Monti. Laureato in giurisprudenza, un percorso professionale votato alla pubblica amministrazione, con una lunga esperienza a Bruxelles come esperto di agricoltura nella Rappresentanza Permanente Italiana. Appena ventiseienne entra nel Palazzo dell’Agricoltura a far parte della Direzione del personale e qui approda nel 1987 in quella che allora si chiamava la Direzione della tutela economica dei prodotto agricoli. Dopo un anno vince il concorso per dirigente a soli 36 anni, un indiscutibile primato vista la giovane età. Dirige vari settori tra cui quello del latte e della qualità dei prodotti.

CATRICALA’, UOMO ISTITUZIONI DA 6 ANNI ALL’ANTITRUST – Avvocato, consulente giuridico dei ministeri, segretario generale a Palazzo Chigi e, dal 2005, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. E’ un profilo da uomo delle istituzioni quello di Antonio Catricalà, 59 anni, scelto da Monti come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Sposato, due figlie, nato a Catanzaro il 7 febbraio 1952, Catricalà a ventidue anni si e’ laureato con lode in legge a Roma ed e’ stato nominato, a seguito di concorso, assistente del prof. Pietro Rescigno all’università La Sapienza, Facoltà di Giurisprudenza. Per due anni ha studiato economia, sociologia, storia e scienza dell’amministrazione presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, dovministri monti 2e e’ stato allievo di Federico Caffè. A ventiquattro anni ha vinto il concorso in magistratura ordinaria e ha superato l’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense. Ha vinto i concorsi per procuratore dello Stato e, a ventisette anni, per avvocato dello Stato. Ha vinto il concorso per consigliere di Stato con decorrenza dal 1982. Dal 2006 e’ Presidente di sezione del Consiglio di Stato in posizione di fuori ruolo. Presidente e componente di collegi amministrativi, ha collaborato con l’Ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed e’ stato Capo di Gabinetto e consigliere giuridico nei Ministeri. E’ stato segretario generale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, e segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Da presidente dell’Antitrust ha lanciato pochi mesi fa, nel corso della sua relazione annuale, l’allarme per le mancate liberalizzazioni, che “sono scivolate via dall’agenda politica”, mettendo a rischio “la vitalià’, già compromessa, del sistema economico”.

RICCARDI, DALL'”ONU DI TRASTEVERE” ALLA COOPERAZIONE – Fondatore e leader della Comunità di Sant’Egidio, l'”Onu di Trastevere” protagonista negli ultimi trent’anni di incontri per il dialogo e la pace all’insegna dell’ecumenismo, Andrea Riccardi e’ considerato uno dei laici più autorevoli del panorama religioso internazionale. Romano, classe 1950, Riccardi e’ uno storico affermato, ordinario di Storia contemporanea all’Università di Roma Tre, autore di numerosi saggi tra cui l’ultimo, di grande successo, la biografia di Giovanni Paolo II. Ai primi anni ’70, nel popolare quartiere romano di Trastevere, nel pieno della primavera post-conciliare, la creazione della Comunità di Sant’Egidio, che ha mediato in diverse vicende anche sanguinose degli ultimi decenni, una comunità di laici che oggi conta 50.000 membri diffusi in 72 paesi: opere di sostegno ai poministri monti 3veri del terzo mondo (mense, scuole, centro per disabili, ambulatori, case famiglia, ospedali), ma soprattutto tanta diplomazia, in uno sforzo incessante di mettere insieme posizioni in partenza diverse che si e’ concretizzato con l’iniziativa più importante della Comunità, l’incontro interreligioso di Assisi che si tiene ogni anno dal 1986, inaugurato da Papa Wojyla alla presenza dei principali leader religiosi del mondo. Riccardi, per il suo impegno per la pace, ha riconosciuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio per la pace Unesco, la Legion d’Onore della Repubblica Francese, il Premio Balzan e, insieme alla Comunià, il prestigioso premio europeo Carlo Magno. Sant’Egidio e’ stata candidata anche al Nobel per la Pace. Di recente si e’ parlato molto di lui per una possibile “discesa in campo” in politica: e’ stato tra i protagonisti del convegno dei cattolici di Todi, in cui aveva elencato le sfide che ci attendono: “la difesa della vita, la riscoperta del lavoro e del sacrificio, la solidarietà tra le generazioni”.

ENZO MOAVERO, IL SUPER TECNICO UE AGLI AFFARI EUROPEI – Per nove anni braccio destro di Mario Monti a Bruxelles, Enzo Moavero Milanesi e’ un ‘super tecnico’ in affari giuridici che ha iniziato la sua carriera nella Ue quando era ancora Ce. Il nuovo premier Mario Monti che lo ha chiamato per ricoprire l’incarico di ministro per gli Affari europei lo ha incontrato a Bruxelles nel 1995 e dopo una strettissima collaborazione durata quasi un decennio, non l’ha mai perso di vista. Avvocato di 57 anni, Moavero ha da sempre prediletto l’estero: dopo la laurea in legge alla Sapienza nel 1977 e un tirocinio in uno studio legale di Il-Governo-Monti-ecco-i-ministri-638x425diritto internazionale, nel 1982 decide di specializzarsi al College de France di Bruges, dove ottiene il diploma di diritto comunitario. Un anno dopo e’ alla University of Texas di Dallas per una nuova specializzazione in diritto internazionale. Quindi la scelta ‘europeista’: nel 1983, a 29 anni, entra come funzionario della Direzione generale della Concorrenza della Commissione dell’allora Ce, per poi passare al gabinetto del vicepresidente e commissario per la scienza, la ricerca, lo sviluppo, le telecomunicazioni e l’innovazione Filippo Maria Pandolfi, cui succede nel 1989. Consigliere dei governi Amato e Ciampi tra 1992 e 1994, e’ il capo del Segretariato per gli Affari Europei nell’ambito del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio, dove si occupa anche di coordinamento della politica economica italiana con la politica comunitaria. Quindi l’incontro a Bruxelles nel 1995 con Monti, appena nominato commissario per il mercato interno, che lo nomina capo del suo gabinetto. In seguito diventa segretario generale aggiunto della Commissione Europea. Dal 2005 al 2006 e’ direttore generale dell’Ufficio dei Consiglieri per le Politiche Europee della Commissione, e poi giura a Lussemburgo come giudice del Tribunale di primo grado della Corte di Giustizia della Ue, ruolo che ricopre tuttora.

CORRADO PASSERA, ALLO SVILUPPO ECONOMICO E ALLE INFRASTRUTTURE – Un curriculum di tutto rispetto quello del neo Ministro Corrado Passera, a cui e’ stato assegnato il dicastero per lo Sviluppo, le Infrastrutture ed i Trasporti. Corrado Passera, 57 anni, ha una laurea alla Bocconi e un master  in Business Administration alla Wharton School di Philadelphia. Entra in McKinsey nel 1980, vi rimane per cinque anni. Inizia poi una lunga collaborazione con il gruppo di Carlo De Benedetti: in Cir, holding del Gruppo, ricopre corrado passera-ministro-450x252la carica di direttore generale fino al 1990.

L’anno dopo  diventa direttore generale di Arnoldo Mondadori Editore, dopo del Gruppo Editoriale L’Espresso. Durante la collaborazione con il Gruppo Cir, diventa anche  co-amministratore delegato del Gruppo Olivetti (da settembre 1992 a luglio 1996). Nel 1996 diventa amministratore delegato e direttore generale del Banco Ambrosiano Veneto, alla cui guida porta a termine la prima grande operazione di consolidamento bancario con Cariplo. Nel 1998 il Governo lo nomina amministratore delegato delle Poste Italiane. Sotto la sua gestione le Poste entrano nei servizi finanziari attraverso la costituzione di Banco Posta.  Nel 2002 Passera lascia l’incarico alle Poste e viene chiamato a ricoprire la carica di amministratore delegato di Banca Intesa, nata nel 1998 dall’integrazione di Cariplo e Banco Ambrosiano Veneto. Nel 2006 il Ministro Corrado Passera è tra gli artefici del processo che porterà all’integrazione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI dando vita a Intesa Sanpaolo. Il suo nome era già circolato durante il precedente governo Berlusconi. La prima volta era tra i possibili successori di Claudio Scajola allo sviluppo economico.  Il suo nome era trapelato, poi,  per prendere il posto di Giulio Tremonti  all’Economia. Sembrerebbe, quindi, che Passera fosse già tra gli uomini graditi anche al Premier dimissionario.

(fonte: affaritaliani)

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