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“UN TETTO PER VIVERE”… TRA POLEMICHE E CARITÁ-foto

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inaugurazione dormitorioOffrire a chi davvero non l’ha “Un tetto per vivere”, senza più cercare “ricoveri” di fortuna, nelle sale d’attesa delle stazioni, sotto il cielo (neanche più stellato, a causa dell’inquinamento luminoso), su panchine, marciapiedi e in rifugi di cartone, questa la finalità perseguita dal Centro d’Ascolto “Dal silenzio alla parola” e da Rosanna D’Aprile. A sostenere in tempi record (solo dodici mesi) questo progetto, l’Amministrazione uscente e il Rotary, due realtà che hanno condiviso un programma di carità solidale, la prima per “dovere istituzionale e civile”, la seconda per servizio.

La scelta della sede, adibita in passato ad abitazione del custode del cimitero, non condivisa da tutti i gioiesi, può non essersi rivelata la più opportuna, ma dormitorio sede cimiterodi certo è una delle più accessibili in comodato d’uso e delle meno allettanti per dislocazione.

Tra i beni alienati dal Comune vi era più di un’abitazione utile a questo fine anche in zone centrali. Nei mesi scorsi è stato messo all’asta un immobile di circa 200 mq in via Cavour (BANDO DI GARA VENDITA IMMOBILI DI PROPRIETA’ COMUNALE), evidentemente da “spendere” più come moneta politica che sociale.

Oggi questa realtà esiste, otto posti letto, il nono per chi avrà cura degli homeless, una cucina, un caminetto ed un ingresso – soggiorno da finire di arredare. La ristrutturazione e l’arredo sono stati offerti dal Rotary Club Acquaviva delle Fonti – Gioia del Colle, dormitorio inaugurazionepresieduto dal dottor Vito D’Elia, su proposta della moglie di un socio vicina alla realtà del Centro.

Don Peppino Di Corrado, chiamato ad officiare la benedizione della struttura, ricorda che in tanti hanno operato lontano dai riflettori affinché si giungesse all’apertura della struttura, prevista per dicembre.

Accanto al dottor D’Elia, nel momento del taglio del “nastro”, l’ex sindaco Piero Longo, assente nell’incontro serale presso l’Hotel Svevo in cui, al cospetto di un numerosissimo pubblico e delle autorità civili, militari e rotariane, il dottor Nino Messina, direttore amministrativo del Miulli, ha intessuto una appassionata relazione sulla carità con frequenti rimandi a don Tonino Bello.

dormitorio stanzaAbbiamo il compito di organizzare la speranza – afferma con tono accorato Messina – un compito operativo, un cantiere nel quale portare parte di noi, della nostra vita. I mattoni della carità, dell’amore, della stessa speranza possono costruire ponti sui precipizi dell’indigenza. Occorre capitalizzare la carità, far nostro il detto “Caritas sine modo”, senza limiti. Non esiste la misura, più ci si allontana dall’amore, più crescono i limiti. Azzerare i limiti è lo sforzo della santità. Si incontra l’infinito percorrendo le strade, studiando i volti delle persone che vivono ai loro margini, conoscendo l’umanità. Il samaritano azzera i suoi limiti, le sue misure, post pone i suoi impegni, rallenta il suo cammino e così soccorre il prossimo ed incontra il divino. La solidarietà non si può esaurire con una banconota o dormitorio tonino olivaun assegno, essi sono strumenti. Il mantello di San Martino non è una metafora, è il caldo abbraccio con cui confortare il disagio, è il coprire le miserie, la povertà con il calore della condivisione”.

Dopo la “parabola” che naviga in web sul pacco dei biscotti mangiati nella sala d’attesa di una stazione dalla ricca signora (che pensava fossero suoi) e dal povero senza tetto che con lei li divide, si è parlato della francescana famiglia di sorella Povertà, sorella Solidarietà, sorella Strada e fratello Futuro.

Il past president Tonino Oliva, nel ringraziare Nino Messina che da buon manager non violento “ci ha schiaffeggiato con la carezza”, afferma – sia pur a malincuore – dormitorio benedizioneche nel mondo in cui viviamo la misura ci deve stare, non può sparire. L’importante è cercare di avvicinarsi quanto più possibile alla prossimità.

Per Nunzia Bianco Sala un contributo prolungato e prezioso per comprendere il vero significato della prima lettera ai Corinzi di San Paolo, una conversazione in cui il dibattito avrebbe meritato più spazio.

Vito Mastroviti esprime una sua perplessità: come può Nino conciliare – da manager economico – due realtà così diverse? La gestione amministrativa di un ente complesso come il Miulli e l’incondizionata fede nella carità? Gabriele Soltesz, in assist al volo, chiede dormitorio brindisischerzosamente quanto tempo Messina passi a battersi il petto recitando il “Mea culpa”.

Per Messina, nell’80 nei cantieri navali di Molfetta, a contatto con i primi bisogni di gente dai volti corrosi dalla salsedine, nell’88 nella Fincantieri della Fraschini Motori, nel ’97 dirigente della Getrag ed oggi al Miulli, non ci sono dubbi.

“Il punto d’incontro è nell’esempio di vita. Occorre imparare ad ascoltare e non aggredire, litigare”, quindi promuove le cinque “P”: Protestare, fare Penitenza (autocritica), Pregare, esercitare Pazienza e venir fuori con un Progetto, passi necessari nella vita come nell’economia. Quindi recita ad impronta alcuni versi di don Ottaviano Menato molto suggestivi, riportati a chiusura dell’articdormitorio targa rotaryolo.

Ultima parola all’Assistente del Governatore Luca Gallo, che dopo aver portato i saluti di Mario Greco sottolinea la prorompente vis immaginifica contenuta nelle parole di Nino Messina, il senso di alterità su cui si basa la società e la pragmaticità del Rotary, volano di una iniziativa che ha per direzioni di senso il servizio, l’amicizia e la professionalità.

“… Solo così diventa quel fratello Rotary” che stamattina ha posto un altro tassello al mosaico del bene della comunità.

Gli scatti fotografici che immortalano l’avvenimento sono opera di Mario Di Giuseppe che ringraziamo per la collaborazione.

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Semina semina:

l’importante è seminare
– poco, molto, tutto –
il grano della speranza.
Semina il tuo sorriso
perché splenda intorno a te.
Semina le tue energie
per affrontare
le battaglie della vita.
Semina il tuo coraggio
per risollevare quello altrui.
Semina il tuo entusiasmo,
la tua fede
il tuo amore.
Semina le più piccole cose,
i nonnulla.
Semina e abbi fiducia:
ogni chicco arricchirà
un piccolo angolo della terra.

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