IL MIRACOLO DELLA VITA UN DONO DA PRESERVARE

Riceviamo e pubblichiamo un contributo giornalistico preparato da una giovane studentessa, Maria Natile Martino, inserito da Repubblica@scuola tra le sue pubblicazioni a firma di Elita.
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Albert Einstein diceva che “Ci sono due modi per vivere la vita. Uno è pensare che niente sia un miracolo, l’altro è pensare che ogni cosa lo sia.” In Chiapas, dove i discendenti delle antiche popolazioni Maya lottano quotidianamente con la terra per strapparle la vita necessaria al proprio sostentamento, anche la condensa del vapore su un coperchio di pentola bruciacchiato si può trasformare nella Sacra immagine del figlio di Nostro Signore.
E Francesco Dragone, giunto in questa troppo spesso dimenticata zona del Messico come volontario, ci aveva già nell’assemblea d’istituto tenutasi al Liceo Classico nel
mese di Novembre illustrato la sua esperienza, tra questa gente povera e superstiziosa, per lo più semi-analfabeta e arretrata, ma anche dotata di una grande dignità, che sfoggia vesti sontuose, dalle tinte allegre, e che esprime un’innata coesione e religiosità.
E tra le sue file non più pagane, che si fanno vessillo di una profonda cristianità, non ce n’era uno che avesse esitato nel preferire l’edificazione di una Chiesa a quella di un ospedale, a mo’ di punto di riferimento tra quelle case di assi e fango dove le persone vivono patendo il freddo e morendo di un raffreddore.
Ma a tutti coloro che si sono profusi per sostentare gli Indios e che hanno visto quanto disperate fossero le loro condizioni, è parso chiaro il bisogno che ci fosse proprio di investire nella sanità, sicché figure esperte si sostituiscano a ciarlatani e medici improvvisati che distribuiscono farmaci più o meno generali in risposta a diagnosi approssimative, e anche affinché scompaia la diffusa convinzione che l’ospedale sia un luogo da cui non si esce che in posizione orizzontale.
A seguito di questa testimonianza, grazie all’impegno del professor Attolico e di quanti hanno creduto nell’iniziati
va, si è deciso di organizzare venerdì 16 dicembre 2011 alle ore 17.45 al Teatro Rossini un concerto, i cui profitti saranno devoluti all’associazione “S.O.S. Mondo Nuovo” che sostiene tale causa.
Il tanto famoso quanto discusso album di Fabrizio De Andrè, “La buona novella”, è stato protagonista dell’evento, chiamato appunto “Il Vangelo secondo Fabrizio”, con i testi del celebre cantautore italiano interpretati personalmente dalla vibrante voce del figlio di Dragone e della sua band, nel chiaro intento di rendere omaggio al valore musicale dei componimenti, ma anche e soprattutto di trasmettere il messaggio d’amore in essi contenuto. Sentimento espresso non s
econdo i criteri classici della Chiesa cattolica, pur tuttavia vero e vivo: un amore che si concretizza nell’operato di coloro che spendono la loro esistenza al servizio dei più deboli e che noi abbiamo potuto, godendo altresì di un commovente spettacolo, sostenere con la nostra presenza.
Perché avere fede significa anche questo: non aspettare che sia semplicemente Dio a intervenire dall’alto, bensì mettersi in gioco e usare la libertà che ci ha donato per preservare il più grande miracolo di tutti, la VITA.
(Elita )