COMITATO PER LA PACE E LA TELA DELLA SOLIDARIETÁ

Il Comitato per la Pace è soddisfatto per la riuscita dell’iniziativa “L’amicizia tra i popoli unisce, la guerra divide”.
Un appuntamento che ha segnato un benvenuto agli immigrati provenienti dal territorio libico in guerra. Il nostro intento era di rendere protagonisti i ragazzi ospiti della struttura Wa.Ro.Si. nei pressi della stazione ferroviaria. Hanno così potuto raccontare ad orecchie, spesso pregiudizialmente sorde, quali traversie hanno dovuto sopportare prima di giungere nel territorio gioiese.
La maggior parte di loro ha lavorato per tre, quattro, cinque anni in Libia per sfuggire alla povertà dei propri paesi di origine. Animati dalla volontà di poter sfamare le loro famiglie tramite l’invio del denaro necessario per vivere. Tuttavia si sono ritrovati catapultati in una realtà di guerra, che li conduceva, al di là della loro inclinazione, a dover fuggire da una fonte sicura di lavoro e sostegno per la paura di essere trucidati dai guerriglieri governativi o dai ribelli rivoluzionari. Non hanno avuto scelte perché, nonostante tutto, la mano occidentale nel conflitto libico ha acuito questa migrazione.
Ora rischiano di vedere rigettata la loro domanda d’asilo dalle commissioni territoriali che già stanno procedendo al diniego nella stragrande maggioranza dei casi, quindi il loro destino rischia di essere quello dell’irregolarità.
Per ovviare alla clandestinità, gli attivisti gioiesi hanno intenzione di indirizzare una lettera al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Nell’immediatezza invitano a sottoscrivere l’appello del Progetto Melting Pot Europa (http://www.meltingpot.org/articolo17149.html) per il rilascio di un titolo di soggiorno umanitario attraverso l’istituzione della protezione temporanea (art 20 TU) o altre forme previste dall’ordinamento giuridico.
Il comitato si propone di continuare quest’opera di sensibilizzazione e solidarietà, se possibile, attraverso una collaborazione con l’istituzione scolastica. L’intento sociale ed educativo di convincere della dannosità di ogni conflitto sotto ogni chiave di analisi: costi economico-finanziari degli armamenti, costi sociali e ambientali.
Perché crediamo che soprattutto in un periodo di austerità che colpisce i lavoratori, i disoccupati e le loro famiglie non sia necessario l’acquisto di 131 cacciabombardieri F-35 americani.
www.comitatopacegioia.blogspot.com – comitatogioia@gmail.com