ANZIANI? FACCIAMONE SAPONE E CIBO PER I GATTI

La riforma Monti sulle pensioni, approvata a stragrande maggioranza dal Parlamento italiano, non va resa esecutiva per due motivazioni, entrambe paradossali.
Il primo paradosso si basa sull’incapacità di intendere e volere; condizione che è prevista nel nostro ordinamento giudiziario, producendo l’impunibilità del reo e che nell’ordinamento amministrativo comporta la nullità degli stessi atti
amministrativi prodotti da chi, anche se solo momentaneamente, è incapace di intendere e volere.
Quando il parlamento ha approvato la riforma pensionistica, voi tutti credete che fosse nella piena consapevolezza di intendere e volere? Ma se solo ci fosse un dubbio che il Parlamento abbia agito perché pressato dai media, dall’opinione pubblica, da governi di altre nazioni da situazione contingente di grave pericolo (essere passati a fil di forcone), il provvedimento d
ovrebbe essere annullato.
Il secondo paradosso è troppo paradossale e se è frutto pensato e ragionato da mente umana, bisogna indagare biologicamente su questa mente e scoprire se è di origine diabolica.
Si allunga l’età pensionabile fino a quasi 70 anni (soglia irrinunciabile per raggiungere una cifra dignitosa) lo si fa generalizzando, tutto bene se pensiamo a un professore universitario o a un presidente di tribunale o a un ammiraglio con dieci stelle, ma al pom
piere di 70 anni sulla scala a pioli che salva la bella fanciulla, ci avete pensato? E il carabiniere che a 70 anni indossa casco, gambali scudo di protezione e manganello e va a sedare una manifestazione di anarcocontrotutti incazzati e armati anche’essi di bastoni, ve lo immaginate? Chi salirebbe su un aereo ben sapendo che è pilotato da un settantenne con le mani appena, appena tremolanti?
Per non parlare dell’infermiere, del magazziniere, del camionista, ecc..
Sì che ci hanno pensato, eccome, e allora il sospetto della mano di satana è quasi diventato certezza.
Come si fa a risolvere quest’assurdità? “Impoveriamo le famiglie, rendiamole miserabili, aumentiamo i tiket sanitari in modo da rendere inaccessibile una tac, una risonanza magnetica e tutti gli altri strumenti di
diagnosi che prevengono i malanni. Aumentiamo il prezzo di compartecipazione sulle medicine e chiudiamo gli ospedali.
L’ospedale più vicino sarà almeno a trecento chilometri di distanza (già avviene a molti gioiesi costretti al ricovero a San Giovanni Rotondo, dove è vero che San Pio protegge i malati, ma devono comunque arrivarci e vivi per di più).
Il 16% delle famiglie del Nord vive in condizione da non arrivare alla terza settimana del mese, al sud, forse è meglio non citare cifre, ma di sicuro siano essi nordisti che sudisti, pochissimi si
potrebbero permettere una sanità di prevenzione, molti rinuncerebbero anche a quella di cura, e quasi tutti sposterebbero più in là le cure odontoiatriche, la cura delle malattie metaboliche o artrosiche, con una sola conseguenza, ridurre drasticamente l’aspettativa di vita, che finirebbe per essere uguale a paesi a noi vicini come l’Egitto la Libia piuttosto che il Montenegro o la Macedonia, ovvero appena sotto la soglia dei settant’anni ed ecco magicamente risolto l’arcano.
In pensione ci si potrebbe andare anche a 70 anni, solo che bisognerebbe arrivarci vivi.
Allora ricicliamo gli anziani lavoratori, ai primi sintomi di affaticamento e di calo del rendimento, facciamone sapone o crocchette per gatti. Eviteremmo loro di fare una vita da cani.