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POLITICA: LA PAROLA AI GIOVANI, A LEONARDO DONVITO

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Pubblichiamo la terza intervista, curata da Donato Stoppini, rilasciata alla Redazione di GioiaNet da Leonardo Donvito (UDC), che ringraziamo per aver accettato. Un giovane impegnato politicamente già da diversi anni, anche nella società civile in qualità di presidente del Leo Club. Un giovane rappresentante della politica locale, ancora relegato ai margini della stessa, a cui abbiamo voluto dare “voce”, sia pure con una breve intervista. Buona lettura a tutti.

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leonardo-donvito3Leonardo, nelle elezioni comunali del 2008 ti sei candidato a consigliere nella lista di “Gioia di destra”, ottenendo 48 preferenze. Sei stato soddisfatto di quel risultato o ti aspettavi qualcosa di più?
Ogni risultato, quando è espressione di un cammino, è positivo. Quell’esperienza è stata per me positiva poichè ha arricchito il mio bagaglio di vita.

I politici di “professione” si lamentano della scarsa partecipazione dei giovani alla politica. Non si direbbe sia il tuo caso. Dopo la tua esperienza, cosa diresti ai tuoi coetanei per convincerli a seguire il tuo esempio?
Non ho l’ambizione di essere di esempio per qualcuno. Io credo solo che tutti debbano fornire  il proprio contributo per tentare di migliorare il contesto in cui viviamo.

Quella di entrare nell’agone politico è stata una scelta meditata e voluta o sei stato “invitato” a farlo, come spesso accade, pur di “completare” la lista? Da chi? Per e/o in cambio di cosa?
Per quanto detto prima, è chiaro che mi è stato formulato un invito a cui, previa meditazione, ho aderito. In cambio di cosa? Di un progetto per tentare di migliorare la mia città.pierolongo

Il tuo percorso politico, pur breve, ha già avuto numerose svolte. Da Gioia di Destra, quindi con Piero Longo, sei passato ai Popolari Liberali con PippoTisci, ora nell’UDC di Ventaglini, con  Sergio Povia candidato sindaco. Come mai? Ti ha deluso Piero Longo o la destra in generale? In cosa?
A livello locale è molto più semplice trovarsi a scambiare quattro chiacchiere con amici e scoprire di avere molte più cose in comune di quanto si poteva immaginare. Non esprimo giudizi su nessuno perchè non mi piace che altri esprimano giudizi su di me.

Come ci si sente nel stare dall’altra parte della barricata, insieme a chi ha affossato il tuo “primo amore” politico? Nessun rancore?
L’espressione barricata sottintende quella della guerra. A me piace il confronto e il dialogo perchè le contrapposizioni senza quartiere non producono nulla, e loSergio Povia abbiamo visto.

Com’è possibile passare dalla destra al centro con tanta naturalezza? Di questo passo, alle prossime elezioni dove ti collocherai? A sinistra?
A Bari un veterano della destra è ora seduto accanto al Sindaco Emiliano. Non sono un trasformista, credo nelle persone e nelle loro idee a prescindere dalla maglia che indossano. Se alle prossime elezioni non ci sarà alcuno che provocherà la mia attenzione, mi collocherò a riposo.

Voi giovani vi lamentate spesso di non avere mai voce in capitolo, di non essere mai presi in seria considerazione. Nel tuo caso, cosa hai fatto di concreto per meritare l’attenzione dei “grandi”?
Non credo che esistano grandi e piccini. Quello che faccio  e che ho fatto come presidente del Leo club è solo provare a dare il mio contributo allo sviluppo della mia città. Se c’è chi apprezza questa mia volontà ne sono compiaciuto.

leonardo-donvito-leo2Il far cadere una Amministrazione Comunale, una, due volte consecutive nel giro di 5 anni, per te è sinonimo di cosa? Di un malessere sociale-politico, di incapacità a governare di questa classe dirigente o di “ingordigia” di alcuni politici locali?
Non ho mai creduto che esistano i capaci o gli incapaci bensì i volenterosi e gli scocciati. Purtroppo, a volte si innescano cicli viziosi che portano solo ad una scalata in negativo del confronto per poi degenerare. Questo purtroppo si è già verificato due volte consecutive. Il conto alla fine lo pagano i gioiesi. Credo che in questo momento tutti, grandi e piccini, debbano seriamente convincersi che le uniche guerre che occorre combattere sono quelle contro la disoccupazione, la povertà e il disagio sociale.

leonardo-donvito-gioiabiciDove e in cosa Piero Longo ha sbagliato nella sua gestione della “cosa pubblica”? Il definire “traditori” alcuni suoi collaboratori lo hai ritenuto giusto oppure no? Perchè?
C’è solo una categoria di persone che non sbaglia mai: quelle che non fanno nulla! Ognuno di noi, quando è convinto delle proprie idee, le porta avanti con convinzione avendo in mente un percorso. Poi, per tante ragioni, tale percorso può rivelarsi diverso da quello immaginato. In ogni caso chi fa, merita rispetto.

La città di Gioia del Colle di cosa ha bisogno per  risollevarsi dalle sabbie mobili e dal declino politico e sociale in cui è caduta? Questo modo di fare politica, in cui da anni si antepongono i propri interessi a quelli dei cittadini, potrà mai salvarla? In che modo?
Gioia, a mio sommesso avviso, ha bisogno di un dialogo corretto anche se con toni robusti. Ognuno di noi ha una idea di quello che occorre fare per tentare di migliorare il contesto in cui viviamo. Senza dialogo, però, le idee non camminano.

 

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