ELEZIONI: BRADASCIO, “LA CHIAREZZA PRIMA DI TUTTO”

Riceviamo e pubblichiamo.
——————————————
“Siamo nella
fase in cui stanno per accendersi i motori per partire all’ennesima campagna elettorale nel giro di pochi anni, in cui tra promesse, campagne acquisti, alleanze, programmi e lotte interne, ognuno si prepara per essere accreditato a vincere le elezioni.
Dopo tante incomprensioni e strumentalizzazioni di vario genere e per segno di trasparenza e coerenza che ho dimostrato in questi lunghi anni di militanza politica, ho il dovere di informare la cittadinanza con estrema chiarezza, i motivi che mi hanno spinto a sottoscrivere un documento che invitava tutte le forze politiche e la società civile a riflettere sulla precaria situazione politica degli ultimi anni nella nostra città e fare una attenta analisi delle vere cause che hanno visto l’affermarsi di una concezione politica destabilizzante.
Il risveglio della città, il coinvolgimento della cosiddetta società civile e la riflessione dei partiti era un’occasione per tutti per mettere a punto alcune regole fondamentali per prevenire il ripetersi di tale situazione e farne tesoro attraverso un decalogo comunale (IN CAMPO IL “DECALOGO” DELLA “COALIZIONE PER GIOIA 2012). L’apertura di un confronto a 360° doveva interessare tutti e senza distinzione a dimostrazione che il nostro non doveva essere un interesse politico, ma solo un messaggio e che solo alla fine di questo percorso si dovevano tirare le conclusioni.
La decisione di incontrare inizialmente il PD scaturiva dal fatto che per primo aveva iniziato una politica di cambiamento con notevoli ripercussioni interne e che doveva proseguire con altre forze politiche per completare il nostro mandato.
Devo purtroppo constatare che non siamo stati capiti nonostante le mie precisazioni iniziali in cui af
fermavo che questo gruppo non era un cartello elettorale né tantomeno un polo civico. Parlare di programma, condividere le alleanze, definire il candidato sindaco spetta ai partiti o alle liste civiche che intendono aderire a questa o a quella coalizione e non al comitato promotore che aveva determinate finalità.
Nel precisare che non faccio parte di nessun polo elettorale e che rimango coerente nei valori e nei comportamenti che senza presunzione qualcuno deve prendere ad esempio, devo constatare che nei box di partenza nulla è cambiato, si vogliono fare alleanze più ampie possibili per vincere le elezioni e non governare, si vogliono
adottare strategie per combattere le persone dei vari schieramenti, si parla di programmi condivisi che spesso sono ignorati, si parla di primarie per far fronte ai tanti pretendenti a candidato sindaco, tralasciando quelle regole essenziali che devono essere chiare all’interno di ogni gruppo e condivise da tutti prima di avviare la partenza della macchina.
Comprendo che tutto questo è difficile applicarlo in politica e principalmente nei partiti, ma non certo impossibile. La speranza di un risveglio delle coscienze sane e la consapevolezza che è arrivato il momento di iniziare un percorso nuovo trovano ostacoli di fronte ad una società civile sfiduciata ed in letargo e non ancora pronta per un vero cambiamento”.