AL ROSSINI: “CICCIO CLORI” IN “UOMO E GALANTUOMO”
Questa sera al teatro Rossini, alle 20.30
Si conclude così la rassegna “Teatro/Solidarietà” organizzata dal Teatro Comunale Rossini, dall’Associazione Autonoma della Solidarietà e dal Gruppo di Volontariato Vincenziane.

Tra i suoi scopi statutari la promozione delle attività teatrali, (stagioni di prosa, corsi di recitazione, dizione ecc) e la produzione di spettacoli di arte drammatica.
Tra i suoi allievi Giusy Frallonardo (presentatrice di Telenorba, nel cast di “LA SQUADRA” e “INCANTESIMO” in TV su RAIUNO), e Mirella Mastronardi (attrice di ruolo presso il Teatro delle Moline di Bologna, su RAI 1 nel programma “L’ALBERO AZZURRO”)
Al suo attivo quattro edizioni del Festival nazionale del teatro brillante amatoriale “Stallattite d’oro” a Castellana Grotte, presso il Teatro So.C.R.A.Te.
“Nella nostra interpretazione di “Uomo e galantuomo” – dichiara Nico Manghisi, regista della commedia e presidente della UILT – pur rispettando a pieno la struttura ed il testo originale, abbiamo voluto aggiungere alcuni numeri del varietà, canzoni del cafè-chantant e macchiette del primo novecento, prendendo un po’ alla lettera quello che nel testo vien detto a proposito del repertorio della Compagnia “L’Eclettica” diretta dal protagonista Don Gennaro De Sia.
“Eduardo aveva appena 22 anni quando scrisse “Ho fatto il guaio? Riparerò!” per la Compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta – continua Manghisi – la commedia andò in scena al Teatro Fiorentini quattro anni dopo con Eduardo nelle vesti del giovane e ricco impresario Alberto, e Scarpetta in quelle del protagonista Gennaro, capocomico di una sgangherata compagnia di guitti. Successivamente, dopo alcune sostanziali revisioni, Eduardo dette all’opera il titolo definitivo di “Uomo e galantuomo” e la inserì nella “Cantata dei giorni pari”.
In questa commedia degli equivoci, la pazzia diventa scappatoia dalla menzogna usata per nascondere il tradimento, una scappatoia contagiosa… la recitazione diventa gioco di interpretazione della vita. Questi temi, che saranno una costante in numerose opere successive, sono associati ad un vago sentore pirandelliano che riporta al Ciampa de “Il berretto a sonagli”, sia pur seguendo, nella struttura del testo, il modello scarpettiano della farsa tradizionale. Una nota curiosa: nella esilarante e famosa scena della “prova” nel primo atto, Eduardo si divertì a fare il verso a “Mala nova” un dramma di Libero Bovio, il quale non gradì affatto la cosa e si dichiarò offeso da quello spirito parodistico e irriverente che effettivamente, nelle intenzioni di Eduardo, voleva essere la rivincita delle ragioni della scena sulla letterarietà del Teatro d’Arte – fiero avversario del teatro di Scarpetta – del quale “Mala nova” costituiva un’opera manifesto. “Nzerra chella
porta” nella scena della “prova” e “Io tengo ‘na buatta”espressione che Gennaro utilizza ogni volta che incomincia a raccontare il suo mestiere prendendo le cose da molto lontano, ritroviamo lo spirito di Eduardo”.
Si esibiranno il capocomico Gennaro De Sia, gli attori Mario Lasorella, Vincenzo Schiattarelli, Nicola Cardone, Lina Rosa, Rosita Fornaro, Teresa Taccone, Maria Serena Ivone, Elvira Spartano, Arianna Logreco, Alberto De Stefano, Stefano Campanella, Fabio Nitti, Arianna Leone, Salvatore De Mattia, David Romanazzi, Adriana Coletta, Luciano Magno, Matilde Bozzi, Antonietta Pascale, Tonio Loglisci e Francesco Delfine.