Archivio Gioianet

La Voce del Paese – Un Network di Idee

Attualità

UTE E GIOCO D’AZZARDO, MALATTIA SPINTA DALLO STATO

ute-presidente-viterbo

ute-giochi-viterboSognare di vincere una cospicua somma di denaro per potersi assicurare un futuro roseo, e investire qualche moneta in un gioco che prometta una vincita succulenta, chi di noi non l’ha mai fatto? Ma non facciamoci troppe illusioni, e cerchiamo di capire quando il gioco da “vizio” diventa comportamento patologico, malattia che il soggetto subisce e che lo priva di qualsiasi cosa.

“Se Questo è un gioco” l’ultima epidemia del gioco d’azzardo, è il tema della conferenza promossa dall’Università della Terza Età, svoltasi sabato 3 marzo presso il liceo classico “P. Virgilio Marone”.

La sorridente presidentessa dell’UTE, Giovanna Viterbo, ha introdotto la relatrice dottoressa Giusi Lombardo, che ha saputo catturare l’interesse dei presenti su un argomento molto attuale: la dute-giochi-lombardoipendenza dal gioco d’azzardo. La dottoressa ha parlato di “nuove dipendenzeche allo stesso livello delle dipendenze da sostanze chimiche (droga, alcol, fumo) possono portare l’uomo a diventare schiavo di alcuni comportamenti che se ripetuti nel tempo, diventano patologici.

Si tratta delle dipendenze da Internet, da shopping, da sesso, da cibo, da relazioni affettive e appunto da gioco d’azzardo.

Nello specifico il giocatore d’azzardo patologico, identificato dalla sigla GAP, è quell’individuo incapace di resistere all’impulso di giocare e il suo comportamento, reiterato nel tempo, compromette e distrugge le relazioni personali, familiari e lavorative.

Nel gioco, afferma la dottoressa, non ci sono regole, non c’è il principio di realtà e s’insinua nell’individuo l’idea che il cambiamento non debba basarsi sul lavoro, ma attraverso “salti economici” determinati da un’ipoteticute-giochi-slidea vincita, ci si lascia sedurre dall’idea che giocando si possa incrementare il proprio patrimonio specie in tempi di crisi come questi, dove si guarda al futuro non come una promessa, ma come una minaccia. Il giocatore patologico, gioca anche per evadere da una realtà che non piace, per ricercare sensazioni forti, per provare il brivido del rischio e sfuggire alla routine quotidiana.

Il gioco d’azzardo coinvolge gli individui di ogni categoria e ceto sociale, ed è in crescita esponenziale e, come tutte le dipendenze, è una malattia cronica che per essere curata ha bisogno di un intervento terapeutico.

ute-giochi-pubbStatisticamente oggi si può affermare che quella del gioco d’azzardo è la terza industria del paese dopo Fiat ed Enel l’unica a non conoscere crisi o flessioni in periodi di recessioni, la situazione attuale fa dell’Italia uno degli ultimi paesi sviluppati, per quanto concerne la lotta a questa patologia, ed uno dei primi per quanto concerne i costi che questa malattia comporta.

La dottoressa Giusi Lombardo ha concluso la sua conferenza sottolineando la “lungimiranza” dello Stato che propone sempre nuovi giochi e incentiva allo stesso con spot persuasivi e non si cura di legiferare in termini di salute!

(Scatti fotografici a cura di Katia Balbo-GioiaNet)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *