JAZZ & POETRY: OMAGGIO AI POETI MILOSZ E SZYMBORSKA

Lunedì 2 aprile 2012, presso la splendida cornice della Masseria Spina Grande in agro di Monopoli, sono stati ricordati due poeti polacchi, premi Nobel per la poesia, recentemente scomparsi e che hanno rappresentato modelli di riferimento per la poesia mondiale.
Promotore dell’iniziativa e abile regista dell’evento è stato Lino Angiuli, lui stesso poeta e fine letterato, che ha innanzitutto messo in rilievo e sottolineato il senso e il valore della Poesia come “patrimonio universale dell’umanità” assimilabile, perciò, alle opere architettoniche dell’uomo (dai trulli di Alberobello, alla città di Petra) e che tende a superare gli angusti confini del limitato e del finito. Non a caso Angiuli ha ricordato che l’accostamento di questi due poeti è dovuto alla loro specifica unità delle fonti di ispirazione che li accomuna nella ricerca di risposte universali al vivere la condizione umana e spirituale.
Questi motivi sono stati colti da Pietro Marchesani, uno dei maggiori traduttori dei due poeti, che ha contribuito non poco a far conoscere le opere in versi degli autori. Lino, a questo punto, ha recitato la poesia di Milosz “Sulla Preghiera” nella quale è evidente il richiamo al “ritorno ciclico” delle condizioni esistenziali, ma a
nche al potere salvifico della Poesia che, sempre come ha sottolineato ancora Lino, “… la Poesia ha un valore antispread, funge da musicoterapia e allontana i virus che appaiono fonofobi, ma soprattutto corrisponde al bisogno e al desiderio di superare le barriere poetiche, artistiche, politiche e musicali”.
Si spiega così il connubio con la presenza all’evento della “STOWARZYSZENIE ORKIESTRA JAZZOWA” di Stettino (Polonia) che ha mirabilmente ammaliato il numeroso pubblico presente con l’esecuzione di brani jazz e blues che hanno reso più suggestiva l’atmosfera, con assoli di tromba (Piotr Woytasik), pianoforte (Gianni Lenoci), sax tenore (Sylvester Ostrowsky), contrabbasso (Francesco Angiuli) e batteria (Newman Taylor Baker), interrotti dai frequenti applausi degli spettatori. Lino, quindi, ha brevemente parlato degli aspetti caratteristici della Poesia della Szymborska (parola che letteralmente significa “altro”), sottolineando come l’autrice intenda la Poesia “… veicolo che parla attraverso il suono delle parole…” e proponendo la lettura della lirica “Nulla è in regalo” una sorta di testamento spirituale sulla condizione umana.
La scelta dei due poeti, come si è già potuto constatare, non è stata né casuale, né di circostanza in quanto entrambi i poeti hanno sposato gli stessi intendimenti e le stesse finalità nella ricerca e nell’espressione poetica. A conforto di questa tesi si riportano le motivazioni dell’assegnazione del Premio Nobel a Czeslaw Milosz (Setenia 30 giugno 1911 – Cracovia 14 agosto 2004) avvenuta nell’anno 1980: “A chi con voce lungimirante e senza compromessi ha esposto la condizione dell’uomo in un mondo di duri conflitti”. Similmente l’assegnazione del Premio Nobel a Wislawa Szymborska avvenuta nel 1996 così viene motivata:
“Per avere creato della Poesia che tramite ironica precisione permette di mettere in luce il contesto storico e biologico in frammenti di realtà umana”. Grazie a questa serata abbiamo potuto oltre che gustare dell’ottima poesia, riflettere sulla nostra condizione umana e spirituale per poterci riconciliare con noi stessi e con il mondo intero.