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PRESENTATO IL PROGRAMMA “PER IL BENE COMUNE”-video/foto

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enzo-cuscito-programma“Per il bene comune” si presenta ai gioiesi in una affollata sala De Deo, scelta “obbligata” a causa del maltempo. Con la città, nei suoi spazi aperti Enzo Cuscito e i suoi amici avrebbero desiderato incontrarsi, per condividerne le problematiche e la bellezza, al servizio di cittadini non più “sudditi” di feudatari che ospitano le genti in fastose corti (teatri e sale o ristoranti), ma pari “per” cui e “con” cui condividere un progetto di buon governo del paese.

Il sorriso di Enzo Cuscito è disarmante, l’emozione nei suoi occhi autentica, così come tangibile è il coinvolgimento e l’entusiasmo dei suoi sostenitori, pronti a mettersi in gioco, a dar fiducia ad un programma che vede il cittadino al centro dell’azione amministrativa. Tutto ruota intorno alla persona, ai suoi bisogni, si torna a parlare di solidarietà, pace, welfare, di una città “pensata” a lungo termine per chi ci vive, ci studia, ci lavora. Nessuna speculazione edilizia o “perequazione” che sacrifichi ulteriori spazi verdi al cemento, ma rivalutazione e ripristino del patrienzo-liste-mastrovitomonio edilizio già in essere.

Vito Mastrovito (coordinatore per il programma amministrativo) ribadisce tali concetti e li racchiude in una frase: “Non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te stesso”.

A suo dire la macchina amministrativa va rinnovata riorganizzando le risorse, investendo sui dipendenti, avendo cura che non vengano meno le motivazioni e con il supporto di tecnologie al passo con i tempi.

Maria Cristina De Carlo, moderatrice dell’incontro, passa la parola a Mimmo Castellaneta (IDV), per il quale investire nel virtuoso circuito del turismo sostenibile, nel biologico, nelle energie alternative e in cultura, è scelta vincente in tempi di crisi. Ricorda il successo del padiglione mimmo-castellaneta-listepugliese nella Bit di Milano, le realtà di Spazio UnoTre e Ueffilo, esempi di come il privato, pur senza il sostegno pubblico riesca a far vivere la cultura.

Il Comune deve sostenere chi porta a Gioia personaggi famosi, non deve lasciare soli gli imprenditori che investono in cultura e portano il nome di Gioia nel mondo. Dovremmo pensare ad organizzare eventi come Umbria Jazz e far della nostra città un luogo di ritrovo internazionale”.

Michele Pavone (FDS), parafrasando la frase di Vito Mastrovito, afferma che “occorre fare michele-pavone-listeagli altri quel che vorremmo fosse fatto a noi”, parla dei principi fondanti dello stare insieme, di un centro comunale per l’età evolutiva, di un centro diurno per anziani, di un bilancio sociale scorporato dal quello comunale, di valorizzare e sostenere le professionalità che con tanta abnegazione operano quotidianamente nel terzo settore – ribattezzato “Ufficio per il benessere di tutti” – della necessità di nominare un dirigente dei Servizi Sociali che oggi, di fatto, non esiste. Immagina di ritrovarsi disabile, su una sedia a rotelle e di quali servizi essenziali potrebbe aver bisogno, del punto di vista che ogni buon grandieri-antonio-listeamministratore dovrebbe tener presente: la sussidiarietà sociale.

Antonio Grandieri (SEL), in riferimento ai problemi ambientali, denuncia la scarsa tutela del patrimonio arboreo “torturato” da selvagge potature, sogna un bosco urbano nel quale piantare un albero per ogni bimbo nato, tocca il tema delle energie alternative, di un parco eolico regolamentato ed ancora di raccolta differenziata porta a porta.

Per l’architetto Vito Angelillo (Solidarietà e Partecipazione) la genesi del territorio ha vito-angelillo-listeorigine dalla creazione, esso si modella sui valori della persona ed è simile ad un corpo umano, dotato di individualità urbane e riconoscibilità, tratti genetici che non esistono altrove. Il centro storico, cuore pulsante della città, viene abbandonato al degrado scientemente, per far emigrare nelle periferie i suoi abitanti e divenire oggetto di compravendita e speculazioni. Nel suo sogno una rigenerazione urbana rispettosa dei bisogni del cittadino, da progettare insieme ai gioiesi.

enzo-liste-pubblicoIl territorio è un bene sociale, dobbiamo progettarlo insieme, ricorrere all’architettura sostenibile e certificata, recuperare le antiche tecniche di costruzione… Parte della città va progettata con i bambini, con i disabili, tenendo conto anche della “bellezza”. Ringrazio Luisa per avervi accennato… Un assessore del Comune di Rimini, non un tecnico o un politico, ma un docente dell’Accademia delle Belle Arti, Massimo Pulini, ha chiesto ed ottenuto l’applicazione di una legge, la n. 717 del 29/07/1949. Questa norma prevede che il 2% della spesa totale di nuove costruzioni di edifici pubblici, sia essa a carico di enti pubblici, in project financing o privati debba essere destinata all’abbellimento degli stessi”.

Nessuna domanda da parte dei giornalisti presenti ma ben quattro interventi dal pubblico.

giorgio-gasparre-listeGiorgio Gasparre dichiara di respirare aria di “Costituente”, di non essersi candidato perché si può far politica anche attraverso il viver quotidiano, nel rispetto delle regole e della legalità. La città – ne è convinto – deve ritornare ad essere dei cittadini. Ricorda il Consiglio comunale dei ragazzi, fiore all’occhiello negli anni ’90 e di come sia stato “cancellato” senza un motivo, accenna all’aula consiliare di Fano, con cerchi concentrici proprio per ospitare i più piccoli, vorrebbe veder Gioia proiettata verso l’Europa e chiede accoratamente ad Enzo di non deluderlo.

sergio-donghia-listeSergio D’Onghia si sofferma sulle immagini e sui filmati proiettati nel corso della serata sullo schermo, documenti storici nei quali la città, vestita a festa, partecipa a processioni, si incontra, si cerca… Una aggregazione spirituale di cui si percepisce ancor oggi l’orgoglio, l’appartenenza, il gusto di stare insieme.

“Molti di quei ragazzi oggi sono uomini anziani, vestivano camicie bianche solo in occasione delle processioni. Allora la città era vissuta in orizzontale, nei vicoli, non in verticale, quasi parrebbe di sentire il profumo delle pietanze cucinate provenire da sottani e balconi…”.

mastromarino-rosangela-listRosangela Mastromarino dichiara con sincerità di essere scesa in lista solo perché convinta dalle idealità espresse da “Per il bene Comune”, sperando di poter mettere al servizio della città il suo contributo di esperienza e professionalità.

Per la prima volta nella mia vita avevo deciso di non esercitare il mio diritto di voto, stanca di certa politica… Poi è nata questa coalizione e ho deciso di farne parte. Ho avuto tante occasioni, anche economicamente molto allettanti di lavorare fuori Gioia, a Milano, Londra, ma sono sempre tornata qui. Qui ho la mia casa, i miei affetti, qui voglio vivere. Mi è stato chiesto come mai progetto per altre città, che grazie al mio lavoro ricevono milioni di euro e non per Gioia. La risposta è che nessuno me lo ha chiesto. Alla Bit di Milano c’erano nello stand Penzo-liste-pubblico2uglia le città di Polignano, Conversano, Rutigliano e Mola, erano lì grazie ad un mio progetto piazzatosi al primo posto su 22, il SAC “Mari tra le Mura: nel blu dipinto di Puglia” [ndr: Gioia era agli ultimi posti in graduatoria], un’idea che coniuga cultura, turismo e sviluppo territoriale, un investimento che ha portato in quelle città un milione e quattrocentomila euro. Gioia non c’era, eppure non è da meno e meritava di esser lì. I nostri giacimenti sono i monumenti, le chiese, il territorio…, non basta avere un bel mare, delle coste, quelle ci sono sempre state, occorre coniugare attraverso politiche territoriali cultura ed ambiente, potenziare l’accoglienza, valorizzare le iniziative d’arte, rendere questi luoghi attraenti per i turisti per tutto l’anno, inserirli in un circuito. E’ il mio lavoro cercare fondi per questi progetti e so farlo bene, ma nella mia città nessuno me lo ha mai chiesto. Sondonato-colacicco-cuscitoo stata invitata a Roma per stilare un progetto internazionale che abbraccerà l’intero Mediterraneo, un progetto per cui sono disponibili quattro milioni di euro, e so di potercela fare. Ora sono qui, per mettere la mia esperienza al servizio del bene comune… perchè nessuno mi chieda mai più perché per Gioia non ho mai progettato!”.

Donato Colacicco, dopo aver colto le affinità tra i programmi di “Per il bene Comune” e “Pro.Di.Gio”, da cittadino chiede quali servizi saranno tagliati a causa dell’inevitabile crisi e dell’indebitamento del Comune, Enzo Cuscito risponde che occorre operare scelte a tutela dei tanti. Ci sono uscite ed entrate, l’anima di una buona amministrazione la si vede da come investe le sue risorse dopo aver “mappato” i bisogni e le renzo-cuscito-listeealtà economiche della città.

La serata si è conclusa presso Spazio UnoTre, qui Mario Pugliese ha ospitato la cena sociale promossa con l’intento di autofinanziare le iniziative della coalizione. Tutti vi hanno contribuito portando pietanze e manicaretti, gustati ascoltando la musica di Kecco Recchia, Stefano Montuoso e Napoleone Pavone.

Prossimo appuntamento il 18 aprile alle 19.00 nella sala De Deo dove Raffaele Nigro terrà una conferenza a sostegno della candidatura di Enzo Cuscito, tema: “Banditismo sociale: da Robin Hood ai giorni nostri”. Davide e Golia, Robin Hood e lo sceriffo di Nottingham, le analogie continuano!

(video e scatti fotografici a cura di Maria Castellaneta)

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