“PRO.DI.GIO.”: PRESENTAZIONE CON SORPRESA FINALE-foto

Pur se funestata da “invasioni di campo” e puntualissima tanto da costringere i ritardatari a guadagnare l’ingresso della super affollata Sala De Deo sgomitando non poco, l’attesa presentazione di “Pro.Di.Gio” di domenica 15 aprile è stata un successo.
Prima promessa annunciata nell’incontro del Cineteatro Sacro Cuore e puntualmente “mantenuta”, la presentazione della squadra di assessori che andrà al governo accanto a Donato Lucilla in caso di vittoria. Nessun compromesso: solo professionalità che si riconoscono negli obiettivi della lista civica e ne condividono lo spirito apartitico.
Donato Lucilla si mostra sin dalle prime battute determinato e sicuro. La giovane età, dai veterani della politica ritenuta un handicap, è in realtà un punto di forza, soprattutto se coniugata ad una vivace intelligenza, ad una spiccata perspicacia nell’apprendimento della res publicae e ad un realistico idealismo. L’umiltà di chi sa di aver maturato competenze con sacrificio, la dialettica spigliata ed un innato garbo rendono Donato Lucilla un “avversario” degno non solo di rispetto, ma anche “temibile”.
Lontano dalle logiche partitiche potrebbe, infatti, raccogliere i consensi dei tanti delusi da certa politica e rappresentare quell’auspicata novità attesa da tempo.
Decisamente in stile anche la presentazione grafica del programma “in pillole” e dei candidati con foto “segnaletica” e cognome. Primato da “maglia rosa” (con il 45% di donne al suo interno è di fatto la lista più “declinata” al femminile) e obiettivi ben chiari: i giovani (oggi il “presente”, domani il “futuro”), il taglio dei costi della politica, le scelte (la famiglia e il benessere del cittadino al primo posto), la cultura (anima della città), la democrazia partecipata, la città, il territorio, le
risorse umane, lo sviluppo (con strategie di marketing territoriale) e la gestione amministrativa in piena trasparenza e legalità.
Nell’individuare i futuri assessori la priorità è stata data alle competenze: Pierluigi Mancino – forte della sua esperienza nella pubblica amministrazione – nel settore Bilancio e Contratti, Anna Maria Longo con delega ai Servizi sociali, Irene Martino alla Cultura, Germano Farina (non in lista) alle Attività produttive e al Personale, Vincenzo Capozzi a Turismo, Ambiente e Politiche giovanili.
Ognuno di loro, brevemente presentato da Donato Lucilla, ha spiegato come “sogna”
la città e quali strumenti saranno utilizzati per realizzare il programma ed i progetti in cantiere.
L’entusiasmo ha contagiato tutti rendendo meno “utopistiche” talune strategie. E’ il caso di Germano Farina, consulente e docente di Diritto del Lavoro, membro di nuclei di valutazione del personale in vari contesti, il quale individua nella mancanza di obiettivi una delle criticità del settore. Per Farina, il personale del Comune è una risorsa purtroppo spesso demotivata, trascurata o ancor peggio, asservita al potere politico che finisce col minarne la tranquillità.
“Dopo aver individuato compiti ed obiettivi, occorre lasciar lavorare in maniera autonoma il personale ed incentivarlo. In merito alla produttività uno dei primi punti è reperire le risorse per pagare le aziende che lavorano per il Comune, aggregando soggetti in un meccanismo virtuoso.”
Breve, concisa ed
efficace la presentazione di Anna Maria Longo.
“Dai servizi al cittadino dipende il futuro della società, il benessere deve essere alla portata delle famiglie. Nella piccola esperienza fatta come assessore ai servizi sociali – premetto di essere stata chiamata perché altri erano stati mandati via – ho compreso che si può ben governare. Le Caritas sono sempre più prese d’assalto, alle vecchie povertà si aggiungono le nuove, i soldi sono sempre meno né ci saranno risorse cui attingere come in passato. Occorre creare attività gestite dal Comune insieme alle associazioni. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, mettere del suo, anche gratis. Gli anziani – e questo è un problema di tutti gli stati – sono sempre più numerosi, spesso sono soli, anche se autonomi… Offrire loro un servizio mensa, magari domiciliare allevierebbe le loro difficoltà e creerebbe opportunità di lavoro. Occorre rendersi conto delle singole esigenze dei soggetti più deboli e ideare un progetto. Senza una programmazione seria non si va da nessuna parte. Non ci sarà posto per il clientelismo, se qualcosa spetta, spetta, non è un favore concesso ma un diritto! Occorre educare tutti alla legalità, un percorso che deve aver inizio nelle famiglie e continuare nella scuola.”
Irene Martino, docente e socia fondatrice dei Presidi del libro, non ha dubbi: attraverso la cultura e l’impegno può passare l’idea della città.
“Ho accettato perché ho sempre creduto in un fil rouge che accomuni l’idea di essere un’intellettuale che si è sempre spezzata la schiena per esprimere la necessità del fare. La cultura non è elaborazione concettuale di percorsi, ma fare, costruire, riscoprire il senso di appartenenza civica. Occorre reperire risorse umane competenti e specializzate in ogni ambito (produttivo, turistico, gastronomico), proiettare Gioia in una dimensione sovrapopulistica. Vivo in questa città da 18 anni, per natura geografica è un crocevia del territorio. Attraverso la cultura si possono creare eventi di profilo culturale elevato, coagulando risorse giovanili, aprendo il paese al Mediterraneo… Penso all’incontro con Reina Roffè, con il giornalista turco Mohamed Shoair, occorre inserire le etnie presenti in un progetto comune. Ci sono elementi di criticità che devono essere trasformati in punti di forza: l’associativismo spiccato, variegato, multiforme ma anche frammentato, individuale… I talenti artistici devono potersi esprimere
qui e non migrare altrove. Abbiamo avuto il “Maggio all’Infanzia”, invidiato da tutte le province, abbiamo il “Concorso Pietro Argento”, di respiro internazionale, potremmo pensare ad un festival della letteratura e della poesia con bandi internazionali. La cultura è fatta di idee che passano attraverso i sogni e ci aiutano a vivere nel momento in cui li trasformiamo in realtà.”
Vincenzo Capozzi ha a malapena potuto sciorinare alcuni dati sul costo dello smaltimento rifiuti e sull’ecotassa prima che, per forza maggiore, l’incontro venisse bruscamente interrotto. Il dottor Dioguardi, a gran voce e in tono alterato, ha chiesto di sgombrare la sala per poter accogliere l’ex viceministro al Bilancio Mario Baldassarri, invitato dal FLI (Futuro e Libertà) ad un incontro con la città prima di recarsi a Policoro. Previo accordo dettato dal buonsenso a seguito del mancato permesso alla fruizione del chiostro, la sala prenotata da Pro.Di.Gio. dalle 18 alle 21, doveva esser lasciata libera intorno alle 19.30.
Il timore di far tardare la partenza del senatore ha reso i
mpazienti i finiani e i membri della coalizione intervenuti all’incontro. Inevitabile lo sconcerto dei cittadini, ignari delle problematiche a monte, letteralmente e senza mezzi termini messi alla porta con poco garbo.
Nella sala smantellata in tempi record Angela, con le bandiere ammainate tra le braccia, ancor tesa ed indignata per l’affronto subito, raggiunge Donato.
Il 28 aprile convoleranno a nozze, rinunciando (momentaneamente) alla luna di miele a causa di cogenti motivi elettorali. Nel loro progetto di vita un “prodigioso” futuro d’amore… A Donato e Angela Di Lecce i migliori auguri da parte di tutta la redazione!