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CARANO: DIVERTIMENTO PURO E APPLAUSI A SCENA APERTA

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tutti-in-scena-disegno“Tutti in scena” storie, cavalieri, re, regine, tra la scuola e le nuvole! È il titolo dello spettacolo messo in scena dai ragazzi di 1^D e1^G, della scuola media “E. Carano”, nel pomeriggio di mercoledì 23 maggio presso l’auditorium della scuola. La rappresentazione è frutto del PON “A scena aperta: leggere, capire, interpretare”, della durata di 50 ore che ha visto coinvolti ben 38 alunni. A dirigere i ragazzi in questa fantastica avventura, che li ha portati a esprimersi attraverso l’arte del palcoscenico e a una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni, il regista e attore Giuseppe Vitale.

Il regista, di fronte a un auditorium gremito di genitori e parenti armati di fotocamere, curiosi ed emozionati all’idea di veder recitare i propri figli, ha palesato la sua idea di teatro, qualificandolo non necessariamente come un palco enorme e magnifico dove si creano giochi di luce e musiche coinvolgenti, ma come un “Posto dove guardarsi”.

Il suo apprezzamento è rivolto alla scuola e al preside, Giovanni Stano, per aver creduto in un PON teatrale. A seguire i saluti, la sorridente e materna professoressa Enza Losito, tutti-in-scena-registatutor del progetto, la quale ha voluto dedicare questo piccolo saggio alla giovane Melissa, la ragazza brindisina vittima innocente di una brutale violenza. La professoressa ha continuato il suo intervento sottolineando come la rappresentazione creata dai ragazzi non è tanto uno spettacolo, ma un insieme di giochi per imparare a comprendere la vita. Diverse le emozioni provate dai ragazzi durante la frequentazione del PON, alcuni alunni scrivono che hanno provato paura di non ricordare le battute, vergogna, mal di pancia, ma anche entusiasmo divertimento, serenità e felicità, c’è anche chi afferma di non aver provato emozioni, ma c’è sempre l’eccezione che conferma la regola! In particolare, la professoressa ha voluto evidenziare la frase di un’alunna che ha scritto: “Mi sono sentita bene come a casa mia”.

Il Saggio era composto di cinque lavori: 1) Il paladino delle nuvole, 2) Il principe sgorbio e la principessa stolta, 3) Romeo e Giulietta (la famosa scena del balcone), 4) Il piccolo principe, 5) mini match di improvvisazioni teatrali, in cui i ragazzi hanno improvvisato delle scenette grazie ai sugtutti in scena attorigerimenti del pubblico coinvolto dallo stesso regista.

Il fil rouge che unisce le due scenette tratte da “Il principe sgorbio” e “Romeo e Giulietta”, è rappresentato dal “tema dello sguardo” molto caro al regista, infatti, la principessa bella, ma stolta rende il principe sgorbio bello solo guardandolo con occhi diversi, mentre in Romeo e Giulietta l’iniziale difficoltà a guardarsi a causa di un muro (costituito da sede) viene superata grazie a uno spiraglio che permette ai due innamorati di incontrarsi attraverso lo sguardo, il guardarsi negli occhi può cambiare le cose, può aiutare a superare le difficoltà.

I ragazzi si sono alternati sul palco dimostrando non solo di essere disinvolti, ma anche divertiti all’idea di diventare per un giorno dei piccoli attori.

Il preside Stano, nel suo discorso finale, ha espresso la sua contentezza nell’aver assistito a questo incontro con il teatro, sottolineando l’importanza di formare e educare i giovani alle regole perché loro rappresentano il nostro futuro.

 

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