SENTENZA SE.GE.CO., POVIA NELL’OCCHIO DEL CICLONE

E’ arrivata un’altra batosta per Sergio Povia e il suo presunto buon governo. Dopo la sentenza sul “Centro Le Torri”, meglio conosciuto come Coop, il Consiglio di Stato, con la sentenza 3570 del 19 giugno scorso, si è pronunciato altrettanto negativamente e definitivamente sulla legittimità dei permessi a costruire ed autorizzazioni rilasciati, nel corso dell’ultimo decennio (dal 2002 ad oggi) alla società Se.Ge.Co., per la trasformazione del Mulino Pagano in un albergo.
Una sentenza che non si discosta molto da quella precedente, non tanto nei risultati finali, quanto nei contenuti, in cui i giudici della Suprema
Corte, accettando in toto le argomentazioni addotte dai rappresentanti dell’Hotel Svevo e da una concittadina, proprietaria dei terreni adiacenti al mulino, e ravvisando, come nella vicenda Coop, una lunga serie di irregolarità e illegittimità tecnico-amministrative, hanno rigettato i ricorsi presentati dalla Se.Ge.Co e dal Comune, ravvisando come “tali notazioni risultano pertanto sufficienti al fine di smentire la tesi di fondo dell’appellante”.
Una nuova costruzione e non una ristrutturazione, quindi irregolare, se non abusiva, che non può essere realizzata che spinge la Corte, come per la Coop, ad ordinare “che la sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa”. Quando, in che modo, se a capo della nuova amministrazione c’è l’allora sindaco?