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TERESA LUDOVICO-RADIODERVISH. TRA KARAOKE E POESIA-video

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Il Teatro Rossini ed un pubblico numeroso accolgono Term 2012 Radiodervish 0015esa Ludovico  il 2 luglio, una delle serate più calde di questa torrida estate, mentre nell’antistante slargo impazza ad altissimo volume una canzonetta.

La soffusa eco del karaoke, nonostante porte chiuse e tendaggi tirati, si insinua nelle pause, nei silenzi, creando un surreale contatto tra due realtà distanti anni luce.

L’onda di ventagli e mani sventolanti è l’unico “climatizzatore” concesso per contrastare l’impietosa afa, in attesa di “refrigeranti” applausi.

Sul palco le luci dialogano con voci e note, compongono cerchi di colore, un rosso sole tramonta mentre sorge l’alba di un nuovo giorno.13194679711498-1

Profumano d’incenso le parole di Teresa Ludovico, pervase dal misticismo di Farid ad din Attar e cullate dal canto struggente di Nabil Salameh.

In search of Simurgh”, affabulante metafora di vita, di morte e rinascita musicata dai Radiodervish, arabeschi di antichi saperi e perle di antica saggezza decorano il presente, danzano con le melodie dello spirito cui Nabil dà splendida voce, evocano profumi d’oriente, sabbia, cieli tersi e tramonti infuocati.

Le storie si intrecciano mentre “Ali di polvere” di ascetici voli graffiano il firmamento per vestirsi d’argento.

m 2012 Radiodervish 0036Il vento raccoglie la loro sfida, scompagina e confonde le scie che tracciano la rotta verso l’infinito. Per ritrovarsi, per tornare a planare cullate dalle correnti, dovranno smarrirsi nella profondità dello spirito, ebbre di fede.

Sette le valli del volo iniziatico, sette i luoghi dello spirito abitati dalle parole: Amore, Conoscenza, Distacco, Unificazione, Stupore, Privazione e Annientamento.

L’apparente antitesi – pretesto di riflessione – scandaglia l’animo, coglie contraddizioni, segna il passo di un percorso impervio nel “sé”, nell’infimo di quell’intimità in cui non c’è spazio per le illusioni, in cui tutto torna.

100 2829Quando il sacrificio libera lo spirito e scarnifica le ali, quando le lacrime divengono pietra e il volto si trasfigura, illuminato da quella scintilla divina che da sempre brilla nell’oscurità, il volo raggiunge la sua meta.

Raffinato, profondo, mistico incontro quello proposto da Cuori Urbani in una calda sera d’estate per assaporareIl Verbo degli uccelli (Mantiq at-Tayr)e riscoprire l’estasi del divino che risorge da ogni umano olocausto nel volto accaldato di Teresa Ludovico – emozionante voce e mente narrante -, nel canto struggente di 100 2826Nabil, nella musica trascinante di Alessandro Pipino all’harmonium, Michele Lobaccaro alla chitarra, nella magia dei giochi di luce danzanti di Vincent Longuemare.

Al di là di ogni religione, filosofia, cultura, la catarsi della morte contiene il seme di una nuova vita. Il teatro di Teresa Ludovico – sua vestale –, la sua intensa interpretazione – presagio di pace -, la sua regia – grammatica di emozioni e condivisione -, svelano i misteri di quel fiore che avvizzisce e perde la sua bellezza, nella ciclica ritualità della natura. Il suo sacrificio darà vita al frutto che a sua volta, tornando alla terra, germinerà un possibile futuro.

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