CASSE COMUNALI A SECCO. IMU, ARRIVA LA STANGATA-foto/video

Dibattere su “I primi 100 giorni dell’Amministrazione” è di per sé impresa ardua, sia per il clima incandescente nel quale sono trascorsi che per la data – sabato 25 agosto – in cui l’incontro si è svolto. Numerose sono state, infatti, le defezioni dei protagonisti politici di maggioranza e opposizione invitati al dibattito organizzato da “la Destra” in occasione della “Festa Provinciale del Tricolore”.
Sul palco accanto a Cesare Petrera, membro dell’organizzazione, in rappresentanza della maggioranza il vicesindaco e assessore Franco Ventaglini e il presidente del Consiglio comunale Tommaso Bradascio, per la minoranza i consiglieri Piero Longo e Johnny
Mastrangelo. A porre domande talvolta insidiose su temi e problematiche che attanagliano la città, Donato Stoppini, redattore de “la Piazza” e GioiaNet.
L’incontro iniziato poco dopo le 20.30 si è protratto per quasi due ore. Tanti gli argomenti “toccati”, tanti altri solo “sfiorati”, posti all’attenzione di un pubblico attento, appena distratto dalla vivacità dei bambini pronti a reclamare lo spazio in cui giocare. In molti, a fine serata, si sono riuniti in capannelli per commentare e dar voce a domande e riflessioni “inespresse” per il prolungarsi del dibattito e l’incombere dell’atteso “Spettacolo di danza
sotto le stelle”.
Franco Ventaglini non ha dubbi, le problematiche da monitorare sono tante e complesse (Spes, viabilità, ospedale, cimitero, vertenze, passaggio a livello …), molte sono state “ereditate” e per arrivare a dei risultati ci vuole tempo.
“Tra quello che si fa ed il percepito c’è tanto… Il percepito è inferiore”.
La stessa gestione commissariale ha causato ritardi nell’azione amministrativa. Al riguardo – per esempio – della derattizzazione o della disinfestazione, gli interventi non programmati per
tempo (in aprile) non hanno consentito risultati ottimali in estate.
Situazione analoga quella vissuta nel 2008 da Piero Longo, eletto dopo mesi di commissariamento, invitato a dire la sua.
“I ritmi “alti” della mia giunta – spesso criticati – erano il frutto di un grande entusiasmo, di voglia di fare, di senso di appartenenza”.
“Ad iniziative come “Piazza pulita” – ricorda Longo – avevano partecipato anche consiglieri dell’allora opposizione, le risorse erano poche ma ogni scelta privilegiava la città. Anche nella
nostra prima estate, grazie al coinvolgimento degli sponsor, furono portati a Gioia Giorgio Albertazzi e la Ricciarelli.
“Se i nostri primi 100 giorni fossero stati quelli dell’attuale Amministrazione – afferma Longo -, saremmo stati crocifissi!”.
Quindi sottolinea la disaffezione dei cittadini verso la politica, alla luce di polemiche e vicende poco chiare, ed esorta tutti – che si sia in maggioranza o in opposizione – a rimboccarsi le maniche e dare una mano per risolvere i problemi della città.
A Tommaso Bradascio il compito di rispondere ad una delle domande più insidiose: esprimersi sulla discussa delega al decoro urbano dell’assessore Lenin Masi, in evidente conflitto di interesse. Prima di entrare in argomento Bradascio esprime il suo apprezzamento per le iniziative di piazza de “la Destra”, che consentono momenti di incontro e dialogo con la città. Quindi confessa di esser passato dalla parte di Povia, pur conservando intatta la sua stima nei confronti di Longo, affiancato in numerose iniziative, per risolvere il problema del depuratore. La sua fiducia nelle capacità amministrative dell’attuale sindaco Povia (sia pure in un lapsus confuso con Longo) è indiscussa, una scelta definita “non politica ma di fatti”.
Riguardo a Masi, in ferie da 15 giorni, pur ritenendo corretto il ritiro delle deleghe “incriminate”, è del parere che – essendo il più suffragato dei consiglieri – le stesse debbano essere sostituite con incarichi di pari “peso politico” per conservare gli equilibri interni.
Mastrangelo, interpellato sulla nomina dell’ingegner Laruccia esprime con competenza le motivazioni per cui sia da ritenere illegittima e in aperta violazione con la legge. Non discute sulla persona – in risposta all’incalzare di Stoppini sulle motivazioni che avevano portato l’Amministrazione Longo alla revoca dell’incarico – ma sul metodo e sull’arroganza manifestata in Consiglio comunale dallo stesso sindaco Povia, il quale, in risposta alle sue istanze, non solo ha rigettato la richiesta di revoca dell’incarico in autotutela, per altro asseverata da Gianni Vasco e dai Revisori dei conti, ma lo ha anche invitato a presentare denuncia agli organi competenti, tanto si sarebbe andati avanti lo stesso, con Laruccia al suo posto, chiudendo così la discussione.
La conferma di fiducia verso il tecnico da parte dei due rappresentanti di maggioranza, da loro ritenuto uno dei migliori sul mercato, scelto perché “a conoscenza dei fatti” e che per tali, approfondite competenze si assumerà anche le “colpe” degli eventuali contenziosi che potranno in futuro sorgere, accende la discussione.
Chi sbaglia, almeno alla luce delle ultime sentenze, non sempre paga, pagano invece i cittadini ai quali a breve verrà chiesto un ulteriore sacrificio, una vera e propria patrimoniale, se quanto detto nel corso della serata verrà confermato.
A sostegno della tesi Longo accenna ad una “definizione bonaria” sull’esproprio di 1.434 metri quadri in Zona P.I.P. D2 di proprietà del figlio di Sergio Povia, sospesa nel lontano 2002 e conclusasi il 29 maggio 2012 (a pochi giorni dal suo insediamento) con il pagamento di 50mila euro (34,87 euro al mq) da parte dell’Amministrazione.
Sul depuratore si esprime anche Petrera. L’odore nauseabondo dovuto allo spandimento dei liquami in Lama delle Vigne e al mancato funzionamento del depuratore industriale, di fianco a quello urbano, crea non pochi problemi a chi lavora e vive nella zona e a ridosso di essa.
Ventaglini conferma che il depuratore industriale finito nel 2008 e collaudato nel 2009 non è ancora in funzione. Con l’assessore regionale Amati a breve si cercherà di renderlo funzionante. Nei primi di settembre, invece, sarà reso operativo il depuratore del siero costruito con i fondi della Comunità Montana, e questo, a detta di Ventaglini – potrebbe contribuire alla diminuzione del cattivo odore, dando per scontato che buona parte del siero non venga smaltito correttamente ma sversato nell’impianto fognario.
Una breve “querelle” ha animato la serata. Protagonista il vice sindaco Ventaglini che accusa Stoppini di non moderare il dibattito ma di entrare troppo nel merito “ponendo domande senza conoscere gli argomenti” e in alcuni casi imbeccando le risposte e che con tutti i problemi della città non si può sprecare tempo a parlare di Laruccia.
Senza più di tanto scomporsi Stoppini prende atto della convinta difesa dell’ingegner Laruccia da parte di Ventaglini, il quale afferma che i dirigenti sono assunti per risolvere alcune problematiche ed occorre essere rispettosi dei ruoli. “Abbiamo dirigenti validi che ci dicono che quell’atto è fatto bene e se ne assumono la responsabilità – dichiara il vicesindaco -, se non ci fidassimo non andremmo da nessuna parte.”
Quindi Stoppini chiede al vice sindaco cosa ha deciso la Giunta sulle aliquote dell’IMU, in scadenza a settembre.
Con molta sincerità Ventaglini afferma che per mantenere il patto di stabilità occorrono 2milioni e 500mila euro e pertanto sarà necessario applicare l’aliquota massima del 10,6 per mille per le seconde case e portare al 4,5 o come più probabile al 5 quelle della prima casa. Se il patto non sarà mantenuto, quest’ultima salirà al 7,6.
“In proporzione – precisa Stoppini – se oggi per la seconda casa si paga 1.000, domani si pagherà 1.500”. Nessuna “buona nuova” sull’IMU da far pagare ai costruttori, che parrebbero esenti dal balzello.
La notizia getta nello sconforto i presenti che ben poco apprezzano questo annuncio
soprattutto dopo aver ascoltato, in un successivo intervento del vicesindaco, come saranno spesi gli stessi euro necessari al mantenimento del patto di stabilità inseriti in altri capitoli di spesa, nello specifico un milione e 500mila per l’abbellimento di Piazza Kennedy, 650mila per Palazzo Serino (attuale biblioteca), 170mila per la messa in sicurezza delle scuole e 500mila per il manto stradale delle strade extraurbane.
E’ vero che sono soldi stanziati e destinati per quei progetti, ma in molti si chiedono perché non impegnarsi per cambiare le norme in modo tale da spenderli diversamente e non per opere non indispensabili, soprattutto in momenti così critici come quello che stiamo vivendo. Anche se si tratta di denaro riveniente da bandi regionali e provinciali, cosa vieta di poterlo utilizzare per sanare questo benedetto patto?
Non si parla, inoltre, che marginalmente dei parcheggi a pagamento, che potrebbero dare posti di lavoro e costituire una risorsa per le casse comunali, degli esborsi per le milionarie sentenze Coop, Segeco ed affini e dei 300mila euro del mutuo – anch’esso nell’ordine di milioni – della Piscina comunale… ma nell’aria le domande “fremono”.
Longo precisa che “il patto di stabilità è un “limite di velocità” messo dallo Stato, se entrano 100 euro, 70 si possono reinvestire e 30 vanno dati allo Stato per pagare il debito pubblico”.
Tra l’altro il mancato rispetto del patto bloccherebbe oltre che le assunzioni, che comunque
nel prossimo triennio non sono “in calendario”, anche gli investimenti del Comune e quindi buona parte dei progetti milionari cui si sta lavorando, un problema non da poco per una Amministrazione che su questo si gioca la sua credibilità.
Longo ricorda la politica attuata ai tempi dell’Ici, con esenzioni per le fasce deboli e conferma la volontà di proporre soluzioni concrete e alternative all’aumento dell’IMU, che – lo ribadisce con convinzione – è una scelta politica su cui la minoranza si batterà. Si abbandona, quindi, ad un accorato sfogo ricordando le polemiche nate per la “palma girovaga” a fronte della “festa” fatta ai 33 ulivi del demanio comunale che si tenta di far passare come cosa di poco conto, conferma di aver avuto in Stoppini un degno “avversario” – termine ritenuto non appropriato dallo stesso redattore – in quanto nel corso dei 36 mesi di governo ha tenuto alta l’attenzione sull’operato della sua Amministrazione con sguardo critico sul suo operato, così come continua a far ora, tenendosi al di sopra delle parti.
Sulla crisi Bradascio allarga il discorso, porta anche lui un esempio. Se un imprenditore riesce a ottenere credito dalle banche, può a sua volta pagare fornitori e dipendenti che riportano in banca il capitale. Se questo non accade, se i capitali vengono portati all’estero e le banche non danno liquidità, la crisi è destinata ad aumentare, gli imprenditori falliscono, si perdono posti di lavoro, l’economia di involve, aumentano benzina e prodotti di prima necessità… conclude affermando di non riconoscersi in nessuno degli attuali schieramenti politici nazionali che non riescono ad arginare questa situazione. In realtà anche gli appalti milionari vinti da ditte di altre province e regioni non consentono ai capitali di restare in zona, così come una economia ai limiti della sussistenza, che obbliga all’acquisto da discount tedeschi o empori cinesi non aiuta “la causa”.
Riguardo al debito della Spes è emerso che il costo del conferimento si è raddoppiato negli ultimi anni, passando dai 60 euro a tonnellata agli attuali 130 e di conseguenza elevando la Tarsu. Solo impegnando le risorse umane a disposizione nella raccolta differenziata porta a porta si potrà invertire la tendenza e risparmiare, come accaduto a Rutigliano dove la
differenziata è salita al 90%.
Mastrangelo alla domanda sul futuro del teatro, ritiene che con la gestione diretta si siano ottenuti ottimi risultati: aumento degli spettatori, riduzione dei costi e spettacoli di qualità, per cui è una formula da riproporre. Longo accenna alla mancanza di rispetto dei ruoli dell’assessore alla Cultura Piera De Giorgi, che senza consultarlo si è recata da sola in Provincia.
“Potevamo portare a Gioia spettacoli e musicisti ben più prestigiosi – afferma Longo – se non ci fosse stata tanta arroganza e presunzione anche nel settore della Cultura!”.
Al riguardo della chiusura dell’ospedale e della mancata “difesa” da parte del primo cittadino della struttura, Bradascio che a suo tempo brindò con Longo a fine anno proprio per attrarre l’attenzione
mediatica sull’argomento, afferma che se fosse per lui vorrebbe a Gioia il più grande degli ospedali, ma Povia – con la sua pragmatica razionalità – lo ha convinto che è una battaglia persa.
“E’ una questione che non dipende più da noi – afferma a malincuore Bradascio – occorre prenderne atto”.
Su questo punto dissente Johnny Mastrangelo che ricorda come in campagna elettorale Vendola – che oggi propone la costruzione di cinque costosissime megastrutture ospedaliere – abbia contestato il Piano Fitto e come nulla sia stato fatto per salvare l’ospedale da parte
di ben due consiglieri regionali: Sergio Povia e Gianmaro Surico che avrebbero potuto e dovuto lottare con forza per la sua salvaguardia.
Per cui se oggi, in barba al decoro urbano, le buche imperversano e malauguratamente ci si inciampa facendosi male, come accaduto a Ernesto Boquicchio che per questo ha perso la vita, si rischia davvero di non poter essere soccorsi. Se poi rimuovere l’eternit – altra problematica accennata – richiede anni e pur facendo un “favore” al proprietario si rischia il contenzioso, qualcosa davvero non funziona e non funzionava neanche prima, come precisato dal moderatore, a conferma che – sia pur con la dovuta educazione – non ci sono “sconti” per nessuno.
Stoppini riporta sull’argomento della salute pubblica l’attenzione, precisando che il “Punto di primo intervento” ospedaliero, aperto dalle 8 alle 20 non ha funzioni né strumenti e professionalità per essere considerato “Pronto soccorso” e chiunque debba ricorrervi, dovrà allontanarsi comunque da Gioia, trattandosi solo di un centro smistamento.
Sincera costernazione e autentico sgomento sui volti degli anziani presenti, i meno informati tra gli utenti ma anche i più “a rischio”.
L’incontro si è concluso lasciando aperte numerose questioni, né sarebbe stato possibile affrontarle tutte, consentendo al pubblico presente, alquanto numeroso, di trarre le dovute conclusioni non solo su questi primi 100 giorni ma soprattutto sul futuro della città.
Un sincero grazie a Mario Di Giuseppe per il consueto contributo fotografico.