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Cronaca

PRONTO SOCCORSO: “FINGERE MALORE PER ESSERE ASSISTITA”

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Riceviamo e pubblichiamo con vivo rammarico e stupore. E questo, per chi non si è reso ancora conto, è solo l’inizio.

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“Spett. Redazione GioiaNet,

donvitotsento l’obbligo di scrivere questa e-mail perché ritengo che quanto accaduto il giorno 27/8 nel mio studio rifletta l’esatta misura di quanto l’assistenza sanitaria  territoriale sia oltre modo critica.

Ho visto una mia giovane assistita, 22 anni, gravida alla 25esima settimana, che mi riferiva le sue difficoltà a riuscire a prenotare una visita ostetrica, nonostante l’avanzato stato gravidico.

Infatti, rivoltasi in un vicino ospedale per prenotare tale visita, si è sentita proporre una prenotazione per il mese di novembre: la data presunta del parto è l’8 dicembre! Alle sue esternazioni è stata tranquillizzata dall’operatore/operatrice del CUP con la seguente motivazione: “non si preoccupi, in fin dei conti questi controlli prima non si facevano “………

Per risolvere il problema ho telefonato in reparto chiedendo di parlare con un Collega il quale però mi ha laconicamente risposto di non poter far nulla in reparto in quanto il problema riguardava l’attività di ambulatorio. L’unica soluzione poteva essere quella di inviare la paziente in pronto soccorso, fingendo dolori addominali, perché così sarebbe stata sicuramente valutata in reparto.

Questa è la situazione in pratica, al di là di tutto!

Si vuole riformare l’assistenza sanitaria di primo livello (medicina di famiglia) con il primo obiettivo di decongestionare l’attività dei Pronto Soccorso e soprattutto di deospedalizzare la sanità, salvo poi sentirsi proporre certe soluzioni!

ospedale-visita-reparti9La necessità primaria della Sanità oggi è quella di avere la possibilità di svolgere una normale attività senza dover fare i conti con liste di prenotazioni ingestibili in pratica, e non quella di avere reparti per ricoveri ai quali non di dovrebbe arrivare.

E’ UN SISTEMA SCHIZOFRENICO!

Infine, ma non certo meno importante, è la considerazione da fare circa la considerazione fatta che certi controlli prima non si facevano: siamo nel 2012 ma di fatto tendiamo a regredire di oltre 50 anni.

Altre considerazioni le lascerei a chi eventualmente dovesse leggere questa mia e-mail di sfogo e di rabbia. 

Tommaso Donvito

Medico di Famiglia – Gioia del Colle”

(foto di repertorio)

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