UGO RUBINI A SPAZIO UNOTRE CON “LA NOTIZIA PERDUTA”
Giovedì, 24 giugno alle 20.30 Spazio UnoTre ospiterà Ugo Rubini, autore de “Il sogno di Jan Jesenský “ (premio letterario Vladimir Nabokov e Mario Soldati).
Lo scrittore, zio del regista Sergio Rubini, presenterà la sua ultima fatica letteraria: “La Notizia Perduta”.
Ad organizzare l’incontro l’Associazione Polifonie, la Libreria Minerva, il Presidio del Libro di Gioia e l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia.
Maria Campanelli proporrà la lettura di alcune pagine dell’opera, individuando i punti salienti della stessa, accompagnati e “scanditi” dai violini di Francesco Lamanna e Pietro Cicolecchia, e dalla chitarra di Antonio Taranto.
“La Notizia Perduta” è un romanzo autobiografico, in esso Ugo rivive la sua infanzia, un’infanzia vissuta in guerra, tra bombardamenti ed occupazioni. Il filo conduttore della storia è l’incontro con un’enigmatica svedese, Caterina, è lei la “custode” della “notizia perduta”, ritrovata dopo anni nella città che li vide giovani studenti.
Il protagonista, spinto dalla nostalgia, cerca le emozioni smarrite e ritrova Caterina in un bar. Tra luci soffuse, nuvole di fumo e le note di un piano suonato da una pianista sul cui viso, deformato dalla luce soffusa, le rughe disegnano “sentimenti”, l’autore si riscopre in una prodigiosa dimensione – complici la musica e l’atmosfera del bar – che annulla il tempo e riallaccia quel colloquio interrotto dai drammatici eventi bellici.
I ricordi si dilatano e distendono, i vissuti, intrisi di antiche emozioni, ritornano vividi e grondanti passioni, amicizie, ansie e speranze.
L’autore, lontano dalla sua terra, la descrive attingendo ai colori della poesia, rievoca una città ammantata di neve, illuminata dalla luna, in cui riecheggiano cori natalizi, rivede la Foresta Nera, il suo castello…
Caterina serba nel cuore la notizia perduta, la protegge con le sue lacrime, la culla nel canto di un violino mai dimenticato eppur negato dal protagonista, che in esso trova il coraggio di confessare e liberarsi del pesante fardello della colpa.
Non incontrerà più Caterina, ma le ferite rimarginate restituiranno tenerezza e dolcezza al sentimento di amicizia, “viatico del cammino” dei due protagonisti.