FRANCESCO GIANNINI: SCOPERTI I GIOCHI DEI NONNI

In attesa dei balli e delle degustazioni del 14 ottobre che vedranno tornare nel chiostro “GenerAzioni Unite” abbiamo chiesto al professor Francesco Giannini – conduttore dell’incontro del 5 ottobre – di descriverci giochi e mestieri che tanto hanno entusiasmato sia i bimbi che i nonni e forse anche le docenti presenti.
“Ho dato una modesta mano nella ricerca dei giochi di un tempo. Il vero lavoro è stato coordinato dalla Cooperativa Solidarietà e da Claudio De Leo, che hanno coinvolto le scuole elementari e medie di Gioia. Un plauso va alle maestre e agli studenti, che in brevissimo tempo si sono attivati con ricerche e studi sugli antichi giochi e li hanno riproposti. Hanno riscoperto i giochi dei loro nonni e si sono cimentati nel realizzarli, divertendosi molto, per la diversità e bellezza e coralità di tali giochi rispetto a quelli individuali e tecnologici di oggi. I nonni degli alunni hanno risposto positivamente e collaborato nella riscoperta e riproposizione degli antichi giochi, mettendosi in gioco anche in prima persona quella sera e spiegando lo svolgimento, ai piccoli e ai grandi presenti, di alcuni di essi. Prezioso anche l’apporto del dottor Vito Santoiemma che ha messo a disposizione alcuni attrezzi del suo museo e di quanti hanno collaborato nell’organizzazione di questa sezione tra cui Mario Di Giuseppe che ha curato riprese video e foto, la progettualità dei Servizi Sociali del Comune che di concerto con l’assessorato al ramo e quello alla Cultura ha dato vita all’iniziativa.”
“Claudio De Leo – continua Giannini – ha riproposto alcuni degli antichi mestieri di cui è riuscito a reperire strumenti ed attrezzi, organizzandoli in diverse sezioni: latte, cicli, scarpe, legno, grano, ferro, cotone, cestaio, ed allestito una mini rassegna fotografica con foto di antichi battenti (opera di mastri ferrai, foto su tela di Giovanni Addabbo, per conto dell’Università della III Età) e foto riguardanti la Banda musicale di Gioia del professor Giovanni Mastrovito. Per quanto riguarda la sezione cotone, docenti e discenti dell’Università della III Età hanno dato una dimostrazione di lavoro al tombolo, filè, uncinetto, maglia, chiacchierino, ricamo. Data l’esiguità del tempo a disposizione, dal momento della proposta a quello dell’evento e anche dello spazio non è stato possibile ampliare la mostra con altri mestieri.”
“Tra gli altri mestieri antichi – precisa il professore – si possono annoverare: il calcarulo (addetto alla produzione della calce di cui si trova traccia anche nel libro “Memorie dal fuoco”, il conciapelli, il finimentaio, il cappellaio, il carrettiere, il maniscalco, il mastro carraio, il bottaio, il conzapiatti, lo stagnaio, lo spaccapietre, il paretaro e trullaro, il banditore, il carbonaio, il boscaiolo, l’acquaiolo, il lucidatore di mobili, il carrizzaio (raccoglitore di rifiuti organici umani), il sarto, il venditore ambulante (petrolio, latte, biancheria, oggetti per la cura del corpo…), il carbonaio, il venditore di carboni, il pastore, il cerusico e salassatore, il mugnaio, il calderaro, l’arrotino, l’ombrellaro, senza voler sottacere tutta quella sfilza di mestieri connessi ai diversi tipi di lavorazioni agricole tipiche della nostra terra.”
“Molti di questi mestieri – conclude il professor Giannini – si sono perduti definitivamente. Il progresso li ha mandati anticipatamente… in pensione! I ragazzi hanno potuto comprendere che gli attrezzi che i nonni usavano un tempo erano frutto dell’ingegno dell’uomo, il quale in tempi di scarsa tecnologia faceva funzionare il cervello alla ricerca di metodi e mezzi che rendessero più agevole e meno pesante il suo lavoro. Visitando il Museo della civiltà contadina del dottor Santoiemma, la storia torna a vivere… Ritengo sia stata anche una bella iniziativa donare a docenti e dirigenti copie del testo “Antichi mestieri nella Murgia dei Trulli, vol. 1 e 2, opera del GAL, Gruppo d’Azione Locale “Terra dei Trulli e del Barsento” s.c.a.r.l.”.