RIABILITAZIONE: “A RISCHIO CENTINAIA DI POSTI DI LAVORO”
“A seguito dell’annunciata riduzione dei tetti di spesa da parte delle Asl pugliesi per quanto riguarda i servizi prestati dai centri di riabilitazione convenzionati, la Puglia si prepara a perdere centinaia di posti di lavoro”.
E’ questo l’allarme lanciato dal consigliere regionale del Pdl, nonché componente della terza Commissione sanità e servizi sociali della Regione Puglia, Giammarco Surico.
“Il piano di rientro che la Regione sta mettendo a punto in tutta fretta – perché legittima
mente e responsabilmente richiesto dal Ministero e che deve essere tutto pronto entro il 15 luglio prossimo – rischia, tra tagli di posti letto e riduzione dei tetti di spesa effettuati senza un criterio oggettivo, di gettare sul lastrico centinaia di famiglie destinate a pagare ingiustamente per la mancanza di programmazione ed efficienza della spesa della giunta Vendola. Sacrifici e razionalizzazione sono necessari – continua Surico – ma la scure non può abbattersi indiscriminatamente né sulla domanda di salute dei cittadini, tutelata dalla Costituzione, né sui posti di lavoro. Anche perché, mentre si vuol ridimensionare da una parte, dall’altra si attiva una ulteriore spesa a favore di centro autorizzati ex novo e di cui sono discutibili i criteri di
accreditamento”
“Su questo chiediamo una verifica, oltre a ritenere assolutamente urgente un confronto nella commissione consiliare competente, con la convocazione delle parti sindacali, perché non si arrivi ad una devastazione sociale di questo tipo”.
“Vanno individuate le reali criticità che – sottolinea il consigliere di
centrodestra – in questi ultimi sei anni, hanno portato all’aumento della spesa tanto da sforare il patto di stabilità che oggi costringe ad un piano di rientro frettoloso e frammentato”.
“Da questo punto di vista, va senz’altro fatta una indagine più approfondita, così come indicato recentemente dalla Corte dei Conti – conclude Surico – nelle pieghe di esborsi finanziari consistenti a favore di consulenze varie, acquisti impropri e costi troppo alti”.