GIOIA SPROFONDA NELLE VORAGINI, ALTRO CHE “ZONE F”-foto

Gioia gemellata con Kabul. Questo il primo pensiero che affiora nel vedere la pietosa situazione in cui versano le strade gioiesi, alcune, a detta dei residenti, non asfaltate da almeno 30 anni ma rattoppate alla men peggio, quando lo si è fatto (“CACCIA … ALLA BUCA”, NUOVA INIZIATIVA DI GIOIANET-foto).
A primo acchito le voragini sembrano scavate da bombe e proiettili, osservando meglio è la pioggia e le gelature ad aver allargato a dismisura fossi già esistenti. Le foto scattate ieri, 25 dicembre 2012, ne sono testimonianza e forse giustificano il ricorso ai fuoristrada di cui si è dotato il corpo della Polizia Municipale e numerosi amministratori, più attenti agli scivoli delle giostrine che all’incolumità degli stessi bambini residenti o “di passaggio” in queste strade.
Il pericolo, come già segnalato nei precedenti articoli (“CACCIA ALLA BUCA” BIS. IL REPORTAGE DI ALDO LIUZZI-foto; “CACCIA ALLA BUCA” ATTO TERZO, MA NON SOLO-foto; OLTRE LE BUCHE IMMORTALATI I PASCOLI CITTADINI-foto), non sussiste per le sole auto a rischio di sospensioni ma anche per le eventuali passeggiate in bicicletta che fortunatamente gli organizzatori scelgono di spostare in luoghi meno impervi (Piazza Plebiscito e dintorni) e soprattutto per i pedoni costretti a camminare “saltando le buche” e facendo la massima attenzione a dove mettere i piedi (MORTO L’ANZIANO VITTIMA DELLA BUCA KILLER).
E non c’è parte di Gioia, dal centro alle periferie, che ne sia esente: le buche sono ovunque e che buche!
Vittime dell’incuria e del degrado anche le più recenti “opere”, ovvero i tre, ormai famosi e costosi rallentatori, mai completati del tutto e già “sbriciolati” dal passaggio delle auto tanto da dover essere rifatti anche nei pressi del semaforo di via Fontanelle. Più che al servizio sono diventati un ulteriore disservizio e pericolo per automobilisti e pedoni (PERCHÉ SPENDERE 17.319 EURO SE C’É IL SEMAFORO?-foto). Le strisce pedonali non esistono più, e insieme a loro anche parte dell’opera fino all’altro ieri realizzata. Ripensamenti o errori nella valutazione della tempistica, poco importa: tutto da rifare, speriamo non a spese dei soliti noti, ovvero dei cittadini.
Questi sono i fatti, le soluzioni le lasciamo alla politica che forse deve tornare a investire sulla città non solo puntando verso l’alto (le costruzioni a più piani necessarie per ospitare 30.000 abitanti, prossimo obiettivo di questa amministrazione che con il cemento ed il mattone va a nozze), ma anche guardando verso il basso (PRIMI SETTE MESI GIUNTA POVIA, INUTILE CONFERENZA-video).
Si ringrazia Cataldo Liuzzi per la collaborazione fotografica.