PREMIATI CONCORSO “PASQUALE CASTELLANETA” DI CUBER-foto

“In ogni tela una situazione diversa… avete davvero dato il meglio, bravi, continuate così!”
Con queste parole la giornalista Anna Sciacovelli accoglie gli artisti in occasione della premiazione del premio nazionale che l’associazione “Cuber Art” e il suo mentore Umberto Colapinto hanno dedicato a Pasquale Castellaneta.
La premiazione ha luogo il 23 dicembre in una sala De Deo per l’occasione vestita di splendidi colori, quelli delle opere degli artisti partecipanti e fuori concorso, resa ancor più “scintillante” dal rifrangersi della luce sulle numerose coppe e targhe in oro e argento.
Colapinto ringrazia gli artisti presenti, non tutti purtroppo, sottolinea le difficoltà incontrate nel selezionare le opere, tutte pregevoli e ribadisce la ferma intenzione di riproporre il premio in futuro (PREMIO DA PRIMATO IN ONORE DI PASQUALE CASTELLANETA-foto).
L’assessore alla Cultura Piera De Giorgi ringrazia Umberto per la bella iniziativa e la perseveranza nel perseguire l’obiettivo di promuovere Cultura e Arte.
Accennando alla donazione delle sculture lapidee di Mario Vacca posizionate nel centro storico e alla mostra di foto nel chiostro, la De Giorgi afferma che una comunità può essere orgogliosa se c’è chi ama l’Arte e ne fa la propria missione.
“Quando un territorio esprime persone come Cuber – dichiara l’assessore – si può essere sollevati. Si superano le difficoltà attraverso i valori della vita espressi dagli artisti. Umberto ci dà l’opportunità di un tuffo nelle forme, nei colori… L’arte non è dimenticanza, condizione del tempo, ma ci deve far riflettere”.
Osservando le opere di Pasquale Castellaneta posizionate in basso del soppalco, si coglie il desiderio dell’artista di spaziare verso l’alto, verso quei cieli che dominano la scena e rievocano crepuscolari orizzonti. In essi, nelle nuvole che accarezzano il profilo del paesaggio, l’artista si lascia andare ed esprime se stesso senza doversi confrontare con ardite prospettive tracciate con cura certosina, la stessa di chi non ha dimestichezza con le geometrie e si applica al suo studio per rendere verosimile l’opera, ponendosi come canone non l’astrazione ma la fedele riproduzione del tracciato. Una insicurezza che emerge nel tratto marcato dei contorni, quasi a voler definire i confini tra finito e infinito. Le ombre, anch’esse incerte, inteneriscono e suggeriscono una ricerca attenta al dettaglio, lo stesso curato nella professione in punta di forbici e rasoio.
Si coglie nei due bimbi che si inerpicano sulla scalinata la voglia di osare
e sfidare il figurato scivolando nel naif. Ma è il cielo che torna a dominare. Le nuvole – a tratti pregne di luce dorata rubata al sole – si inseguono e nascondono l’azzurro. Stentano a lasciar trapelare quel raggio vivificante di luce che ricongiunge al divino. Una luce che Castellaneta evoca e a cui dà vita in un’altra dimensione, quella dello spirito, affascinato dall’illusoria chimera di un’arte fiera, indomita, ribelle che lo provoca, avvince e seduce, senza lasciarsi realmente possedere.
Dopo aver consegnato una targa commemorativa ad Anna Sciacovelli, agli artisti ospiti d’onore Esilde Rendina, Piero Arcieri, Loredana Albanese, Matteo Fiorentino e Renato Sciolan, e premi speciali a Silvia Tolomeo e Rosalba Santoro, Umberto ricorda che le tre giurie: Popolare, degli Artisti e Critica hanno selezionato cinque artisti ciascuna. Tutti gli altri – sesti ex aequo – sono comunque stati premiati dal generoso organizzatore che si è sobbarcato oneri e onori.
Vincitore del premio assoluto decretato dalla Giuria degli Artisti, Carlo Molinari di Santeramo con un’opera emblematica che rievoca le difficoltà dell’integrazione.
Secondo classificato Pino Cice, terza Lucia Torelli, quarte ex aequo Daniela Pagliaro e Carolina Spagnoli, sesti Francesco Viggiano, Tiziana Nido, Dana Vitto, Elsa Totaro, Tommaso Tedesco, Lidia Stasi, Raffaella Spadavecchia, Bruno Mantino, Fiorenza Lessa, Gaetano Laterza, Bibi Guarnieri, Sofia Di Pinto, Roberto Fatiguso, Antonio D’Aprile e Domenico Castellana.
Per la Giuria Critica prima Antonella Agri, seconda Isabella Falco, terza Rosa Marigliano, quarta Valentina Vurchio e quinta Maria Pia Cafagna.
Sesti Vincenzo Pentrelli, Vito La Balestra, Franco Incampo, Mario Gambatesa, Angela Di Stasi, Agostino Di Cio, Giuseppe Chinni, Gaetano Carriero, Ferdinando Capobianco e Giuseppe Bressan.
La Giuria Popolare ha infine designato tra i primi cinque premiati solo donne, nell’ordine: Maria Teresa Romano, seguita da Maria Grazia Tarulli, Deborah Angelillo, Luigia Bressan e Anna Delle Noci.
Sesti Vincenzo Vecchietti, Sabrina Scotece, Marianna Petronzi, Michele Padalino. Maria Ferrara, Marcello Colacicco, Rosa Catello, Mimmo Milano.
Un grazie sincero a tutti gli artisti che si sono messi in gioco, venendo anche da lontano, al nostro Mario Di Giuseppe – testimone di ogni evento significativo che ha luogo in città – e a Umberto che tanta energia ha riversato in questa “impresa” l’augurio di non desistere e confidare in un maggior sostegno nel futuro da parte delle istituzioni.