TRIBUTI AI PRIVATI. LONGO: “IL MOTIVO DELLA MIA CADUTA”-foto

Primo incontro-dibattito outdoor all’insegna della propositività per il Comitato del Referendum che inviterà i cittadini ad esprimersi sull’esternalizzazione del servizio Tributi ed Entrate.
Il 13 febbraio il presidente del Comitato, Franco Gisotti ed i consiglieri Donato Lucilla e Johnny Mastrangelo, accolti da Lucio Romano e intervistati da Antonio Casoria, spiegano ai presenti “Le ragioni del referendum” in una delle sale del Centro Civico 121.
Sulla destra la foto d’epoca di una folla di gioiesi in piazza accoglie gli ospiti, suggestivo presagio di una plebiscitaria partecipazione giorno per giorno più sentita, che nel prossimo Consiglio comunale monotematico di cui i consiglieri pro referendum hanno chiesto la convocazione, potrebbe far la differenza (REFERENDUM GESTIONE TRIBUTI ONLINE: FIRMA ANCHE TU).
Un incontro interattivo nel corso del quale emergono inquietanti dettagli sul bando deliberato in giunta che – come confermato dal sindaco Povia nell’ultimo Consiglio comunale e dal vicesindaco Ventaglini sulla stampa locale -, deve “supportare tecnicamente” ovvero “esternalizzare” il servizio offerto dall’Ufficio Tributi, sottraendo alla comunità dagli 800.000,00 ai 900.000,00 euro, costo stimato da Franco Capodiferro della Funzione Pubblica CISL di Bari.
Infatti al 3% sulla TARSU (150.000,00 su 5 milioni di euro) e al 2% sull’IMU (160.000,00 su 8 milioni di euro) andrà ad aggiungersi l’IVA più i costi del personale a carico del Comune che fino a ieri in numero uguale, se non minore, hanno portato avanti con efficienza il servizio Tributi.
“Che non si possa assumere nuovo personale è una falsità – afferma Capodiferro -, si può assumere nella misura del 40% dei cessati. Quel che manca è la volontà politica di farlo, un delitto in questi tempi di crisi. Le somme da destinare ci sono, ma sono utilizzate per prolungare contratti in essere. Il Comune ha 120 dipendenti – tra cui figure di laureati non valorizzate -, ma non è stata fatta alcuna ricognizione per reperire disponibilità di personale per l’Ufficio Tributi. Il bando è evidentemente stato dettato da terzi, è troppo vantaggioso per la società che si aggiudicherà l’appalto e non è previsto alcun momento formativo per il personale del Comune, come invece pubblicizzato, né è pensabile che l’azienda lo faccia di sua volontà, sarebbe contro il suo interesse a mantenere il servizio dopo i cinque anni. Occorre progettare il rilancio della macchina pubblica, individuare i servizi più importanti da erogare alla città. Manca una programmazione, un progetto di produttività e il riscontro sugli obiettivi raggiunti, senza dei quali i contenziosi non avranno mai fine. E’ il gioco delle tre carte, un appiglio per esternalizzare” (POVIA: “RIPORTARE LA CITTÁ IN ALTO, COME NEL 2004”).
Donato Lucilla a sua volta sottolinea che nell’articolo 3 del bando si parla di un aggio su “tutte le entrate”, non solo quelle coattive, inclusi i trasferimenti statali, il che aumenterà in modo esponenziale la cifra stimata in 900.000,00 euro “donata” alla società che si aggiudicherà il servizio, senza che la stessa muova un dito.
“La società – afferma Lucilla – preleverà il 2% di ogni tassa pagata volontariamente dai cittadini (quote asilo, mensa, pubblicità, affissioni ecc.), quale lavoro dovrà mai fare su importi versati direttamente in banca o alla posta? E’ un atto di indirizzo che andrebbe sottoposto al vaglio dei revisori, cosa non avvenuta, inoltre non si sa quali compiti svolgerà il personale del Comune. Il Comune di Matera ha stipulato con l’Agenzia delle Entrate una convenzione per la riscossione coattiva senza costi aggiuntivi per la comunità, perché non farlo anche noi? Abbiamo tentato di portare la discussione sull’organizzazione degli uffici, stabilendo quali servizi vanno potenziati, invece si è parlato solo di dirigenze”.
Johnny Mastrangelo a sua volta incalza: “E’ una scelta che camuffa l’esternalizzazione, quella del supporto. Il vigile urbano di cui ha preso il posto la dipendente dell’Ufficio Tributi è stato spostato nell’Ufficio Legale, perché non ai Tributi? La ditta porterà tre unità al front office e due o tre messi notificatori, mentre il coordinatore nominato dal Comune è a nostro carico, è previsto anche un legale ma non si sa chi lo pagherà. Nessuno ha il coraggio di spostare il personale per problemi di natura politica, anche se ci sono strumenti finanziari per stimolare i dipendenti. L’Ufficio Tributi grazie all’informatizzazione può controllare in tempo reale i dati del contribuente, mentre gli oneri di urbanizzazione sono ancora appuntati a mano – a matita e penna – su un brogliaccio… Quel che dobbiamo preventivare, qualora il referendum non sia dichiarato ammissibile, è il ricorso al TAR per la richiesta di sospensione dell’atto deliberativo. I tanti provvedimenti illegittimi denunciati in questi mesi in Consiglio non hanno avuto seguito perché non si è ricorsi a questo strumento che ha un costo di 5.000,00 euro, potremmo pensare fin da ora a un fondo cassa. Ricorrere al Prefetto non serve in quanto può dichiarare inammissibile ma non annullare l’atto”.
Piero Longo, rievocando i trascorsi associativi giovanili con Franco Gisotti, confessa che uno dei motivi per cui è stato sfiduciato riguarda proprio l’esternalizzazione dei Tributi.
“Avevamo preso contatto con il Comune di Novara che aveva adottato la cartella unica. Al costo di 5.000,00 euro ci davano il software e venivano a formare il nostro personale, per questo avevamo acquistato il locale confinante con l’Ufficio Tributi, ma non si è andati avanti con questo progetto, Lamanna e Mastrangelo sanno quante litigate ci sono state in proposito. Al riguardo del referendum è uno strumento di democrazia in cui credo fortemente, l’avevo proposto a proposito della chiusura del passaggio a livello” (TRIBUTI AI PRIVATI. “AFFARE DA QUASI UN MILIARDO DI EURO”).
“Il comitato è super partes – afferma Franco Gisotti nel suo intervento – accetteremo adesioni da tutti coloro che vorranno appoggiarci, anche all’interno della maggioranza, ed andremo ovunque per spiegare le ragioni di questo referendum. I cittadini avrebbero dovuto essere interpellati sull’esternalizzazione del servizio. Da 30 anni non seguivo un Consiglio comunale. Ero presente nel momento in cui si parlava di esternalizzare entrate e tributi, sono rimasto scandalizzato. Mentre Lucilla, De Leonardis e Cuscito proponevano alternative all’esternalizzazione, totalmente ignorati se non presi in giro dai consiglieri di maggioranza, io e Luigina Tullio vedevamo riflesse negli occhiali del sindaco Povia le immagini della partita della Juve, la stava seguendo sul monitor. Ad un certo punto ha preso la parola per dire: “Non retrocedo di un millimetro su questa mia scelta!” senza aver prestato ascolto a quanto detto. Me ne sono andato disgustato… ero deluso… Verificata la fattibilità del referendum mi sono fatto carico della proposta, nata in un contesto a me vicino, nell’ambito di una discussione con Pro.di.gio e Solidarietà e Partecipazione. I referendum hanno fatto cadere governi, sono uno strumento di democrazia diretta, ma dobbiamo essere vigili, qualche scherzetto ce lo dobbiamo aspettare. Dovremmo andare al voto tra ottobre e novembre e dovremo essere in tanti, per questo l’apporto di
associazioni, sindacati e movimenti politici è prezioso. Proporremo l’abrogazione della delibera di affidamento all’esterno del servizio di riscossione Entrate e Tributi e siamo pronti ad andare ovunque se ne vorrà parlare”.
“E’ fondamentale, per evitare contenziosi milionari con la società che potrebbe aggiudicarsi l’appalto – continua Gisotti -, che le buste contenenti le offerte non vengano aperte e si rimandi il tutto a dopo l’esito del Referendum e non entro un paio di settimane – come invece annunciato da Ventaglini – per ovvi motivi di “impopolarità” sotto elezioni. Dal deposito delle firme il Comune ha 60 giorni di tempo (fino al 6 aprile) per costituire la commissione che valuti la legittimità della proposta referendaria. Della commissione dovrebbero far parte il difensore civico – figura abrogata dalle recenti norme – e due esperti giuristi nominati dal Consiglio comunale. Dal momento in cui sarà dichiarata la legittimità del Referendum dovremo raccogliere in 60 giorni 1.500 firme e poi portare al voto 10.000 cittadini. Sono fiducioso, è una giusta causa e riusciremo a far trionfare la democrazia!”.
Un particolare grazie lo rivolgiamo a Cataldo Liuzzi per la collaborazione fotografica.