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KECCO RECCHIA ALTERNATIVO AL FESTIVAL DI SANREMO-video

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kecco recchia sanremo2Kekkoré – per gli amici Kecco Recchia, per la sua mamma “Francesco” – non poteva resistere all’invito di Vito Muschitiello (in arte Muskey, ideatore del progetto) e volare a Sanremo per animare il “Salotto cantautori”.

Un salotto insolito nel quale promuoversi in “live” in assoluta indipendenza anche acustica che ha conquistato i sanremesi meno “sanremizzati”, sottraendoli in alcune serate alla simpatia di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto.

Insieme a Kecco, ospiti di questo innovativo e interessante contenitore di buona musica, nonché “luogo di condivisione di passioni e progetti”, Nina Monti, Nico Maraja, Re Scatto e Francesca Romana, cantautori di pregio che hanno “sconvolto” la routine sanremese con una provocazione.

kecco recchia sanremo gruppo“La musica leggera passa quasi esclusivamente attraverso la televisione, in effetti la scelta di esibirci nei luoghi di ritrovo di chi il festival non lo sta seguendo – ci confida Keccorèè una provocazione, ma non ci poniamo troppi problemi. L’obiettivo è promuovere la nostra musica in tutta Italia, cosa che puntualmente facciamo con o senza Sanremo. E’ anche un modo per stare insieme e confrontarci senza competere ma giocando in squadra, unica nota dolente… è a nostre spese!.”

Qualcuno ha definito il salotto una sorta di “factory itinerante” della musica inedita.
Per Muskey – musicista barese residente a Forlì – cavalcare l’onda mediatica di Sanremo ha il sapore della sfida, la chitarra è il surf su cui veleggia in questa entusiasmante avventura…

225299 10151293698251984 1094134102 nPiù artisti insieme fanno rumore. Ho lanciato l’idea sul web, quindi io e Nina abbiamo fatto delle selezioni a Roma e creato un mini tour per i locali sanremesi.”

Primo appuntamento per gli artisti il News Caffè in piazza Colombo.

“In un momento di crisi per la musica – afferma Kecco – , c’è bisogno essere uniti e per far sentire la voce di chi non ha mai smesso di inseguire il proprio sogno.”

“Sanremo la conosco piuttosto bene come città perché negli anni ho partecipato più volte a quel concorso (oggi si usa la parola “contest”, che fa più figo) che permette di accedere al Festival nella sezione giovani, ma la settimana del Festival non l’avevo mai vissuta ed è stato un piacere condividere questa esperienza con gli amici del “Salotto Cantautori”. Presentare come Keccoré il  mio cd “Strafatto in casa” agli addetti ai lavori kecco recchia salotto cantautoriassieme ad artisti conosciuti negli anni, con cui abbiamo instaurato questa sorta  di collaborazione costruttiva per supportarci a vicenda, mi ha emozionato. Il nostro “Salotto Cantautori” ha una forza, una energia senza eguali…  non ha intorno tutto quell’esercito di “mass-media” che sostengono i  cantanti e che di tanto in tanto ti mettono di fronte alla domanda: ma  le canzoni del Festival, in un altro contesto, riceverebbero la stessa  attenzione?”

L’idea di base di suonare nei locali per gli  aperitivi e le cene, per le radio e, perché no, per le strade, ovunque  potessimo manifestare la nostra libertà e la nostra indipendenza, si è rivelata coinvolgente, c’è stata una risposta entusiasmante e tanta curiosità.” 

“Abbiamo fatto di necessità virtù e siamo riusciti a suonare sia per le  persone che amano il festival, sia per quelle che il festival non lo seguono. I nostri concerti notturni erano in contemporanea, quindi è evidente che affollava i pub chi voleva sfuggire al  festival e forse cercavare un’altra musica.”

“La settimana del Festival a Sanremo è una specie di festa patronale per la città, che si scopre invasa da antenne di radio e televisioni, da taccuini di  giornalisti e di fan alla ricerca dell’autografo di questo o quel  cantante, dalle telecamere e dalle macchine fotografiche di reporter o di mitomani. Esiste l’abitante di Sanremo che ama il festival, ma  anche chi lo detesta perché si sente espropriato delle proprie strade. C’era davvero di tutto e noi abbiamo suonato le nostre canzoni – che non sono certo di serie B – ma appartengono semplicemente ad un altro modo di concepire la musica, alternativo, ma non antagonista. Anzi, c’è piaciuto tantissimo improvvisare dei concerti vicino l’Ariston  mentre le TV impazzavano alla ricerca di interviste e scoop. Un aneddoto davvero carino? Il sabato della finale una signora che mi aveva ascoltato qualche  kecco recchia sanremo22giorno prima, mi ha fermato nei pressi dell’Ariston perché si  ricordava una mia canzone, “quella sul moscerino”. Mi aveva sentito cantare “Microcosmi” (un brano che racconta le vicende di un  moscerino) e l’aveva cercata su internet ma, ovviamente, non conoscendo il titolo del brano non aveva trovato nulla. Da lì ci siamo messi a  chiacchierare e m’ha detto che piaceva molto anche alla nipotina di sette anni, al ché ho avuto un’illuminazione: la mia musica funziona dai 7 ai 70 anni!

Mitico Kekkorè! Un vero “mister simpatia” per altro molto in tono e intonato, in armonia con il mondo, con la musica e con i suoi fan!

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