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REFERENDUM E CONSIGLIO: MANIFESTARE SOTTO IL PALAZZO

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referendum lucilla gisotti2Dopo aver raccolto quasi tremila adesioni, il Comitato per il Referendum contro l’esternalizzazione di Entrate e Tributi scende in piazza.

Per tutti l’appuntamento è fissato sotto Palazzo San Domenico per martedì 12 marzo, giorno in cui si terrà il Consiglio comunale chiesto dai consiglieri di opposizione per discutere dell’argomento.

E non saranno in pochi a protestare contro un provvedimento che impoverisce tutta la città, obbligata a destinare ad una ditta esterna il 2% dell’IMU, il 3% della Tares (ex Tarsu), il 20% degli oneri di urbanizzazione, il 20% delle tasse di affissioni e percentuali del 9% – definite vere e proprie regalie – su ogni entrata comunale, anche riveniente dallo Stato e su ogni pagamento diretto (rette asili, mensa, trasporto scolastico), pur se effettuato nei termini e senza “errori” che giustifichino il ricorso alla riscossione coattiva, come sottolineato da Johnny Mastrangelo.

referendum capodiferroLe stesse percentuali portate in diminuzione di tasse e rette aiuterebbero non poco i pensionati al “minimo” che possiedono casa o le famiglie monoreddito gravate da onerosi mutui.

Né si è pensato – continua Mastrangelo – a proporre un pagamento dilazionato per le fasce di reddito più basse”, ad esempio i pensionati “sociali”.

La scelta di esternalizzare il servizio svilisce anche la professionalità degli stessi dipendenti comunali, mai interpellati in merito alla possibilità di essere trasferiti presso l’ufficio Tributi, a detta di Franco Capodiferro della Cisl.

Gli stessi con adeguata formazione ed eventuali incentivi potrebbero tranquillamente assolvere al servizio ed altri se ne potrebbero assumere senza “sforare” il patto di stabilità. La legge consente, infatti, di assumere quattro unità per ogni dieci dipendenti andati in pensione. Non dimentichiamo – conclude Capodiferro – che qualunque costo per l’esternalizzazione va a sommarsi al costo dei dipendenti dell’ufficio che comunque paolo covella1opereranno, quindi non c’è alcun risparmio né reale né presunto per la comunità”.

Rincuora vedere, al di là dell’appartenenza e dei colori politici, tutti uniti e concordi su una “idealità”, quella di restituire ai cittadini con un atto di democrazia diretta, la possibilità di scegliere come spendere il denaro pubblico e abrogare un provvedimento amministrativo non condiviso e su cui l’Amministrazione non ha mai discusso con la città.

Un atto – per Paolo Covella “di civismo democratico”, definito dall’architetto Vito Angelillofrutto di menti critiche e capacità propositive”.

A Matera – dichiara Vincenzo Lamannal’Amministrazione ha indetto una gara di appalto, ma per l’acquisto di un software e la ditta appaltante formerà i dipendenti al suo utilizzo”.

referendum lamanna interventoAncora una volta una scelta contro tendenza, impopolare e contro ogni buon senso, quella operata dalla Amministrazione Povia, per altro con vizi di legittimità sia nel bando che nella determina di nomina dei membri della Commissione che valuterà le offerte, scelta di recente modificata con ben due atti successivi al primo nel quale Michele Galasso risultava Responsabile del procedimento.

Rimosso da tale funzione e sostituito dall’ingegner Laruccia, assurto al ruolo di esperto in tributi oltre che in zone F, Galasso ricompare nelle vesti di segretario verbalizzante al posto di Giuseppe Santoiemma, nominato nella seconda “edizione” e dimissionario nella terza.

Manovre legate al recente esposto presso l’Autorità di Vigilanza presentato da Mastrangelo e Lamanna, a conferma che l’azione di controllo sulla legittimità degli atti portata avanti dal Comitato e dai partiti che ne condividono il percorso, sta condizionando alcune scelte e determinando “aggiusti” in corso d’opera che pur mettendo impietosamente in luce approssimazione e scarsa competenza in materia, parano il referendum mastrangelofianco agli amministratori.

Peccato che gli stessi non prendano atto dell’errore più macroscopico: l’esternalizzazione del servizio, errore nel quale si continua a perseverare sollevando “legittimi sospetti” di interessi non esattamente a vantaggio della comunità.

In una recente intervista rilasciata da Povia a “PrimaveraGioia” in riferimento a Galasso si apprende che lo stesso dovrebbe andar via ad aprile o al più tardi essere collocato in pensione a luglio, che non c’è personale per sostenere il servizio e che l’esternalizzazione è cosa buona e giusta.

Non la pensano, però, così le migliaia di firmatari, né gli esponenti di Pro.di.gio, Fratelli d’Italia, Solidarietà, Sel, Idv, La Puglia Prima di tutto, il Movimento 5 Stelle, la Cisl funzione pubblica, il Civico 121 e i tanti presenti all’incontro e non solo….

Abbiamo ricevuto una lettera a firma del sindaco e del dottor Dioguardi che prende atto ed accoglie la nostra richiesta referendaria – dichiara Franco Gisotti, presidente del Comitato -, il giorno dopo Povia ha definito sui giornali il referendum una pagliacciata, un atto irricevibile, contraddicendo quanto da egli stesso firmato il 13 febbraio insieme al suo dirigente. Questo progetto non è contro la persona ma contro una scelta ingiusta, iniqua e non economica per il Comune. Dobbiamo presidiare il consiglio comunale e offrire sostegno referendum lucilla gisottiai sei consiglieri, cercare consenso anche tra coloro che sono nella maggioranza e non condividono questo atto”.

Non dimentichiamo che entro il 6 aprile si dovrà insediare la Commissione referendaria. Dovrà essere nominata dal Consiglio comunale e ne faranno parte due esperti giuristi, uno dei quali è opportuno sia individuato dalla minoranza. Se si andrà fino in fondo, dovremo portare diecimila persone al voto, non sarà facile ma sono ottimista”.

Una cordata di idealità, civismo democratico e ottimismo – al di là di ogni appartenenza, con vero spirito di servizio e condivisione – può e deve arginare diktat amministrativi finalizzati non al bene comune ma di pochi.

Un particolare ringraziamento a Cataldo Liuzzi per il contributo fotografico.

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