BEPPE GRILLO ELOGIATO ALL’ESTERO, ATTACCATO IN ITALIA

La stampa internazionale continua a seguire con grande interesse le vicende politiche di casa nostra e in particolare il clamoroso risultato del Movimento 5 Stelle. Anche il settimanale tedesco Der Spigel – diventato famosissimo anche da noi a cavallo tra i governi Berlusconi e Monti – dà ampio spazio all’Italia. Non lo fa per attaccare Beppe Grillo (nella foto), ma al contrario per evidenziare come il successo del M5S sia un segnale positivo. Per molte ragioni.
Nell’articolo appena apparso su Der Spiegel e scritto da Wolfgang Munchau, il comico genovese viene presentato come un vero “democratico”, che nulla ha a che vedere con fascismo o nazismo, come molti editorialisti italiani sostengono. Non solo: “Grillo non è di destra, al contrario degli euroscettici tedeschi, dominati dai nazionalisti”.
Munchau afferma che il blogger è tutt’altro che un dilettante allo sbaraglio, ma che anzi si fa consigliare da Nobel per l’Economia. Proprio il leader del M5S sarebbe il vero oppositore di Angela Merkel, teorica dell’austerità senza se e senza ma:
“Grillo sarà supportato da economisti rispettati. Il Nobel Paul Krugman ha già dialogato in video con Grillo. Il premio Nobel Joseph Stiglitz lo consiglia sui temi economici insieme all’economista francese Jean Paul Fitoussi. Il M5S di Grillo non è una versione sovradimensionata dei Pirati o dei Freie Wähler. I suoi elettori arrivano principalmente dalla sinistra. Grillo rappresenta la protesta contro un establishment che ha somministrato al paese una ricetta economica sbagliata: politicamente non sostenibile e che economicamente non funziona. Grillo è indirettamente il vero capo dell’opposizione in Germania – perché alla fine è stata la politica di Angela Merkel ad aver imposto all’Europa questo riequilibrio asi
mmetrico”.
Il giornalista tedesco ritiene che il fenomeno Beppe Grillo, in realtà, non sia stato compreso dagli analisti e della classe dirigente:
“Le elite europee non capiscono più il mondo perché non si sono mai confrontate intellettualmente con la grande depressione. E stanno ripetendo esattamente tutti gli errori del passato. Come i loro antenati stanno applicando alla macroeconomia tutte le inutili formule dell’economia aziendale continuando a sottovalutare gli effetti devastanti di tali politiche. Non capiscono il fenomeno Grillo, sia nella sua portata politica che in quella economica. Nel frattempo l’economia italiana continua a crollare”.
In conclusione, secondo Munchau, vanno sottolineati due aspetti
fondamentali: il primo è che l’Italia resta uno Stato non belligerante. La seconda è che l’uscita dall’Euro, se non la sua estinzione, sono possibili conseguenze della crisi:
“Al differenza della Germania negli anni trenta, l’Italia resta una democrazia pacifica. Questa è davvero una buona notizia. La storia alla fine ci parla anche di avvenimenti che non si ripetono esattamente. Ma c’è un punto che in questo confronto storico si adatta perfettamente. Allora l’austerità distrusse il Gold standard. Oggi sta distruggendo l’Euro”.
Fonti: http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/03/munchau-litalia-tra-farsa-e-tragedia.html
http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/muenchau-ueber-italien-ausstieg-aus-dem-euro-droht-a-887180.html